Utilizzo e Vantaggi del Teflon Idraulico
Il PTFE, chimicamente noto come Politetrafluoroetilene e comunemente detto Teflon, è un fluoropolimero molto conosciuto ed utilizzato. Il teflon è un polimero termoplastico, di consistenza solida e color bianco (a temperatura ambiente); la sua densità è di circa 2200 kg/m3. Secondo la “DuPont”, il punto di fusione è pari a 327°C (620°F); a -268,15°C (-450,67°F) mantiene un'elevata resistenza, tenacità e autolubrificazione, mentre a temperature superiori a -79°C (-110°F) ha anche una buona elasticità.
Cos'è il Teflon?
Il teflon, chimicamente definito politetrafluoroetilene (PTFE), è un polimero sintetico del tetrafluoroetilene interamente costituito da carbonio e fluoro; caratterizzato da un alto peso molecolare, mostra una consistenza del tutto solida. Il teflon è stato inventato dalla “DuPont Co”. Si tratta di un materiale con numerosissime applicazioni strumentali e di rivestimento in vari settori. Essendo poco reattivo, in parte grazie alla forza dei legami tra carbonio e fluoro, viene spesso impiegato per la produzione di contenitori e tubature per liquidi chimici molto reattivi e corrosivi. Se utilizzato come lubrificante, il teflon riduce gli attriti, dunque l'usura ed il consumo energetico delle macchine. In ultimo, ma non meno importante, il teflon è anche adoperato come materiale di innesto negli interventi chirurgici.
Proprietà del Teflon
Il coefficiente di attrito del teflon (misurato sull'acciaio liquido) è compreso tra 0.05 e 0.10, ovvero è il terzo più basso di qualsiasi materiale solido conosciuto (dopo l'Aluminum Magnesium Boride e il Diamond Like Carbon). Il teflon non può essere reticolato come un elastomero, non ha "memoria" e viene spesso utilizzato come materiale di guarnizione. L'applicazione principale del teflon (50% della produzione) è nel cablaggio di applicazioni aerospaziali e informatiche, ad esempio il collegamento di fili, cavi coassiali ecc. Nelle applicazioni industriali viene utilizzato dove è necessaria un'azione di scorrimento, come gli snodi, gli ingranaggi, le piastre di scorrimento ecc. Il teflon in pellicola è anche ampiamente utilizzato nella produzione di compositi in fibra di carbonio e fibra di vetro, sulle quali viene interposta per impedire ai materiali di attaccarsi.
Tipi di Nastro Teflon
- Nastro Teflon adesivo: il più comune.
- Nastro Teflonato con tessuto: rinforzato con una rete di fibra di vetro.
- Nastro Teflon con rivestimento in silicone.
- Nastro Teflon autoadesivo.
A cosa serve il nastro Teflon?
Il nastro Teflon con fibra di vetro è perfetto per creare isolamento elettrico. La scelta è dettata dalle proprietà del Teflon che si caratterizza per un punto di fusione molto elevato e una stabilità anche a temperature basse. Sia il nastro teflonato che la canapa si rivelano utili per impedire all’acqua in pressione all’interno di un tubo di fuoriuscire dalla filettatura di un raccordo.
Alternative al Teflon adesivo
Il nastro in PVC morbido è invece ideale per gli elettricisti. Il nastro adesivo americano è un nastro estremamente impermeabile grazie alla base rivestita solitamente in polietilene.
Teflon vs. Canapa Idraulica
Il teflon e la canapa svolgono lo stesso lavoro, il loro compito è quello di impedire all’acqua in pressione all’interno di un tubo di fuoriuscire dalla filettatura di un raccordo. Il teflon rispetto alla canapa permette di conseguire dei tempi di lavorazione più rapidi permettendo alla tubatura di essere messa subito in “funzione”, l’aspetto estetico è più gradevole per una minore visibilità della sigillatura. La canapa per idraulica e la pasta verde sono ancora molto adoperati da chi esegue riparazioni idrauliche o impianti di nuova posa, la manualità dell’utilizzo però necessitano di una maggiore esperienza, molti idraulici o tubisti disdegnano l’utilizzo del teflon indicandolo come strumento per il fai da te.
Consigli per l'utilizzo del Teflon Idraulico
Personalmente lo consiglio? Sì solo se tutte le altre soluzioni sono fallite o, per qualche strano motivo, non sono praticabili. Per prima cosa il nastro di Teflon deve essere di primissima qualità: evitate quelli economici, quelli con la dicitura "per uso idraulico", quelli con il nastro troppo spesso (anche se a voi può sembrare finissimo). Preferite invece un nastro di un certo costo, composto esclusivamente di Teflon al 100%, molto meglio se indicato "per uso gas" e con uno spessore non superiore al 0,10 mm.
Seconda cosa, non meno importante: l'altezza del nastro deve essere minore o uguale all'altezza della parte interessata all'intervento (solitamente quindi l'altezza della filettatura) e soprattutto la quantità utilizzata (i giri di nastro sulla filettatura) non deve essere eccessiva. Il Teflon è un materiale autolubrificante che quindi aiuta lo scorrimento: se fate anche la minima fatica nel proseguire ad avvitare le parti, smettete e rifate tutto da capo usando meno nastro (meno giri). E' sempre meglio provare per difetto che per eccesso; ne avete messo poco e perde ancora? Bene, mettetene mezzo giro in più; perde ancora? Altro mezzo giro in più. Il rischio di abbondare con il Teflon è quello crepare o rompere fusti o sezioni, non è che più ne metto e più tiene. Dopo aver steso il nastro, il filetto deve sempre essere ben visibile. Sei, sette centimetri di nastro generalmente sono già sufficienti. Non deve tenere alla pressione di una condotta d'acqua a qualche atmosfera o la pressione di un gas industriale a qualche centinaio di atmosfere, è una stilografica...
Se invece il nastro (come nel caso dell'immagine sopra) è stato steso nello stesso verso di avvitamento del filetto femmina, quest'ultimo non farà altro che "passare sopra" e stendere uniformemente il nastro.
Svantaggi del Teflon
Di contro, questo materiale presenta pochi difetti: una scarsa resistenza meccanica, che può comportare una perdita di carico dopo il serraggio; un basso ritorno elastico e costi più elevati rispetto ad altri materiali.
In commercio sono presenti diverse tipologie di teflon, la scelta del prodotto più performante rispetto ad un altro è molto importante in fase d’acquisto: un risparmio economico potrebbe causare problemi legati alla tenuta di filetti/valvole e generare disagi e danni all’utenza.
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