Allacciamento Idraulico Cucina: Normativa, Progettazione e Costi
La pianificazione degli impianti elettrici e idraulici è uno degli aspetti più complessi durante una ristrutturazione o la costruzione di una nuova casa. Che tu stia realizzando nuovi impianti o adattando quelli esistenti, una progettazione dettagliata è fondamentale per un risultato ottimale e costi contenuti.
Progettazione degli Impianti in Cucina
La progettazione di una cucina coinvolge vari impianti, tra cui quello idraulico, elettrico, del gas e la gestione dei fumi per la cappa. Tutti questi elementi sono essenziali per la funzionalità e la sicurezza della cucina.
Impianto Idraulico: Punti Chiave
Il primo passo per la progettazione dell’impianto idraulico è identificare la posizione della colonna di scarico principale. Se la tua cucina è appoggiata a una parete, è buona norma far passare i tubi dell’acqua, del gas e dello scarico sotto il lavello, rendendoli facilmente accessibili per eventuali interventi.
Durante la progettazione dell’impianto idraulico, considera la possibilità di predisporre gli attacchi per la lavastoviglie e la lavatrice. Se lavastoviglie e lavatrice sono adiacenti alla base del lavello, è possibile sfruttare gli stessi impianti idraulici per il carico e scarico dell’acqua.
Gli allacciamenti dell’acqua calda e fredda devono essere posizionati a circa 45 cm da terra, mentre lo scarico a 30 cm. Se gli allacciamenti idraulici non si trovano nella posizione ottimale, è possibile utilizzare tubi flessibili o rigidi per adattarli alla tua configurazione.
Cucina a Isola: Considerazioni Speciali
In caso di una cucina a isola, invece, è fondamentale verificare lo spessore del massetto del pavimento. Le tubazioni per gli impianti idraulici dovranno essere installate nel sottofondo, con una pendenza adeguata. Nel caso di una cucina a isola, le tubazioni idrauliche devono essere installate nel sottofondo con una corretta pendenza.
Impianto Elettrico
Le prese elettriche devono essere installate a circa 30 cm da terra, dietro gli elettrodomestici principali come il forno, la lavastoviglie e il frigorifero. Le prese elettriche installate sul piano di lavoro devono trovarsi a 110 cm da terra, preferibilmente centrali rispetto ai mobili sottostanti.
Per ogni elettrodomestico, è consigliabile installare un interruttore bipolare 0,1. La linea elettrica per la cappa deve essere posizionata a 180 cm da terra, centrata sulla mezzeria della cappa stessa.
Solo un elettricista qualificato e certificato può realizzare un impianto elettrico a norma. Per rifare l’impianto elettrico, è necessario prima pianificare la disposizione dei punti luce e delle prese in base al layout della cucina.
Gestione dei Fumi e Ventilazione
Lo scarico fumi deve essere installato a un’altezza di 221 cm per cucine alte 216 cm, e a 245 cm per cucine alte 240 cm. Lo scarico fumi deve essere collegato alla cappa tramite un tubo di 10-15 cm di diametro.
Le cappe integrate nel piano cottura o quelle a soffitto sono sempre più diffuse per motivi di design. Queste cappe possono funzionare sia come filtranti, purificando l’aria attraverso filtri, sia come aspiranti, con l’aria espulsa all’esterno tramite una tubatura di almeno 100 mm di diametro.
Nelle cucine a gas, oltre agli impianti, è fondamentale prevedere un’adeguata ventilazione. Secondo la normativa, il foro di aerazione deve essere posizionato ad almeno 180 cm di altezza, con una sezione minima di 100 cm².
Allacciamento del Gas
L’allacciamento del gas deve essere installato a 45 cm da terra, in linea con gli allacciamenti idraulici. Il tubo che collega il rubinetto del gas al piano cottura non deve superare i 3 metri di lunghezza.
Costi e Tempi di Realizzazione
Il costo per rifare un impianto idraulico in cucina varia in base a diversi fattori, come la complessità del lavoro, la grandezza della cucina e i materiali utilizzati. Realizzare un impianto idraulico da zero per una cucina richiede una spesa compresa tra i 2.000 e i 5.000 euro.
Il costo per l’allaccio idraulico varia tra i 100 e i 500 euro, a seconda del tipo di collegamento e della complessità dell’intervento. La realizzazione di un impianto idraulico per una cucina può richiedere da 2 a 5 giorni, a seconda della complessità del progetto e della dimensione della cucina.
Il rifacimento dell’impianto elettrico della cucina può costare tra i 1.500 e i 4.000 euro, a seconda delle dimensioni della cucina e del numero di prese, punti luce e interruttori necessari. Il costo medio per un impianto elettrico da zero in una cucina varia da 2.000 a 5.000 euro.
Normative di Riferimento
Dal primo decreto che regola la posa, conformità quindi idoneità degli impianti idraulici... D.P.R. 22 dicembre 1970 n. LEGGE 6 dicembre 1971 n. D.M. Norme integrative del regolamento approvato con regio decreto 12 maggio 1927, n. D.M. D.M. Norme di sicurezza per la progettazione, la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di g.p.l. D.M. D.M. 16 maggio 1987 nr. LEGGE 5 marzo 1990 n. D.P.R. 6 dicembre 1991 n. Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola d’arte di cui all’art. 7 del regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, recante per la sicurezza degli impianti. D.P.R. 26 agosto 1993, n. Regolamento recante norme per la progettazione (dimensionamento), l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n. Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni in materia di contenimento del consumo di energia negli edifici. D.M. Approvazione dei modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, N. CIRCOLARE 12 aprile 1994 n. Art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici. D.P.R. 18 aprile 1994 nr. D.P.R. 15 novembre 1996 nr. D.P.R. 15 novembre 1996 nr. Autorimesse e locali di installazione di impianti termici alimentati a gas metano di portata nominale non superiore a 35 kW. D.P.R. 13 maggio 1998 nr. Legge 1 Marzo 2002 nr. "Legge Comunitaria 2001" la quale (all'Art. D.P.C.M. D.M. Aggiornamenti agli allegati F e G del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. Sempre per parametri di pulizia e manutenzione di acqua potabile sanitaria e acqua tecnica per impianti termici (impianti a circuito chiuso come ad es. Legge 5 gennaio 1996, n. 25 - Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio 1996, n. Per definizione ogni idraulico deve poter essere in grado, oltre che svolgere bene il proprio lavoro, di poterlo certificare. Impianti a gas di petrolio liquefatti per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione. Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale. La Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10 giugno 2009, ha pubblicato l'adeguamento D.P.R. del 2 aprile 2009 n. Lo scaldabagno elettrico ha bisogno di certificazioni di installazione, deve quindi godere del corretto allacciamento alla rete idrica secondo le normative idrauliche di cui la Legge 46 del 1990.
Servizi Offerti
Gli allacciamenti elettrici e idrici sono eseguiti a norma di legge (DM 37/2008) sugli elettrodomestici e lavandino della tua cucina. Questi servizi sono eseguiti nello stesso giorno del montaggio per consentirti di utilizzare da subito la tua cucina.
Allacciamento Elettrico
Comprende il collegamento elettrico degli elettrodomestici inclusa la fornitura di cavi necessari (sono esclusi gli interruttori), per il piano cottura ad induzione il cavo fornito è predisposto per circuiti e prese da 250 volt-10 ampere. Per elettrodomestico si intende: frigorifero, piano cottura, forno, forno a microonde, cappa, lavastoviglie, lavatrice, macchina per il caffè e tutte le luci accessorie ai mobili (es.
Allacciamento Gas Piano Cottura: Chiarimenti sulle Certificazioni
Molto spesso vengo contattato per l'Allacciamento Gas del Piano Cottura chiedendomi la Certificazione, ovvero la famosa Dichiarazione di Conformità, ignari del fatto che non è così immediato e semplice da emettere, nell'immaginario collettivo probabilmente è solo un pezzo di carta, nella realtà prima di produrre la dichiarazione occorre verificare diversi requisiti dell'impianto nel suo complesso ma veniamo al dunque.
Requisiti per gli Impianti Gas Domestici ed Industriali
Alcuni requisiti per gli Impianti Gas Domestici ed industriali risalgono a leggi e norme cogenti dall'anno 1968, legge sulla sicurezza impianti a gas, successivamente con l'uscita della prima Norma UNI 7129 del 1972 fino all'attuale versione UNI 7129/2015 suddivisa in cinque parti.
Per poter emettere una Dichiarazione di Conformità a seguito di un allacciamento, modifica od installazione in base al tipo d'impianto ed utenze servite, occorre controllare l'intero impianto prima di dichiararne la compatibilità con la parte esistente, ovvero:
- La Tenuta Impianto Gas che risponde a 3 tolleranze di perdita dettate dalla norma UNI 11137/2019;
- Il volume del locale cucina che ne determina la necessità dell'Apertura di Ventilazione;
- La presenza della Cappa collegata alla Canna Fumaria o meglio direttamente all'esterno;
- Le condizioni, modalità e luoghi d'installazione di eventuali Caldaie, Scaldabagni Gas, Stufe e Caminetti, soprattutto per lo Scarico dei Fumi che è una parte rilevante in quanto idoneità mancante per la maggior parte dei casi;
- Non strettamente necessario a differenza del resto ma altamente consigliabile, visto che fa parte dell'Adeguamento Impianto Gas in caso di problemi di Fughe Gas, è la presenza della Valvola Intercettazione di Presa Pressione sul Contatore Gas per agevolare la verifica di tenuta impianto senza dover scollegare il contatore, in aggiunta a quella dell'azienda erogatrice.
Impianto Gas Cucina: Prezzo e Costo
In quasi tutte le abitazioni, è presente un impianto a gas per la cottura dei cibi. Mentre, il costo di un impianto a gas a norma, dal contatore al piano cottura, varia tra i 700 e i 1000 €, in base alla distanza dei due. Se il gas fosse necessario anche per alimentare la caldaia per il riscaldamento, il costo varia tra i 1000 e i 1300 €. Al termine dell'installazione è obbligatoria la dichiarazione di conformità (certificato) rilasciata da una ditta abilitata.
Ventilazione dei Locali
È necessario realizzare su parete esterna, almeno n. 1 foro in basso per la ventilazione (afflusso dell’aria necessaria alla combustione) dei locali ad una altezza non inferiore a 30 cm, di sezione utile 100 mm² ed uno in alto ad una altezza non inferiore a 180 cm, di sezione 100 cm².
Come Dimensionare gli Impianti Idraulici?
In questo caso è l'installatore che cura il dimensionamento dell'impianto. In tutte le altre situazioni, quando questa soglia di portata viene superata, è necessario il progetto di un professionista abilitato.
Dichiarazione di Conformità dell’Impianto
Al termine dell’installazione e dopo il collaudo, gli installatori sono obbligati al rilascio della Dichiarazione di Conformità dell’impianto (Decreto Ministeriale n.
Impianto Idraulico: Schema, Componenti e Caratteristiche
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo. Troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.
Funzionamento Impianto Idraulico: le Basi
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:
- adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
- scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di Adduzione e Distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.
È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Impianti di Scarico: Tipi
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
Componenti dell’Impianto di Scarico
L’impianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Tabella dei Costi Indicativi
| Tipo di Intervento | Costo Stimato |
|---|---|
| Realizzazione impianto idraulico da zero | 2.000 - 5.000 € |
| Allaccio idraulico | 100 - 500 € |
| Rifacimento impianto elettrico | 1.500 - 4.000 € |
| Impianto elettrico da zero | 2.000 - 5.000 € |
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