Articoli Termoidraulici a Monteverde: Un'Analisi Approfondita
Il borgo medievale di Monteverde, situato al confine tra Campania e Basilicata, è noto per il suo impegno nell'innovazione sociale e nell'accessibilità. Oltre alla sua ricca storia e al paesaggio suggestivo, Monteverde si distingue per le iniziative volte a rendere il paese accessibile a tutti.
Monteverde: Tra Storia e Innovazione Sociale
Monteverde vanta un centro storico antico con il suo Castello costruito dai Longobardi, fortificato dai Normanni e ampliato nel XV° secolo dagli Aragonesi. La sua storia si fonde con l’impegno dell’amministrazione comunale e della sua cittadinanza che è parte attiva e promotrice in questo processo di innovazione tecnologica e di inclusione sociale.
Per le sue caratteristiche, il borgo, prende il nome dal territorio ricco di vegetazione che lo circonda. Montis Viridis, nel 2018 fu selezionato come vincitore per “Il Borgo dei Borghi”, una gara tra 60 borghi italiani. Trasmissione come il Kilimangiaro e Il Borgo dei Borghi di Rai3, Monteverde è stato selezionato in rappresentanza della Regione Campania e riconosciuto come borgo tra i più belli d’Italia.
Già inserito tra i borghi più belli d’Italia, nel 2015, la sua popolazione è poco più di 700 persone e ha conquistato l’etichetta di comune più accessibile d’Italia. Dal 2006, l’amministrazione ha iniziato ad interessarsi dei temi sull’inclusione sociale e culturale e questo interesse, nel corso del tempo, l’ha portato a creare una manifestazione che dura da più di un decennio.
"Un Paese Accessibile": Una Kermesse di Successo
“Un paese accessibile” ogni anno è la kermesse che riscuote successo da 14 anni attirando anche personaggi illustri con disabilità motorie. Il percorso di ben 5 chilometri realizzato con tecnologia tattilo-plantare, rende il paese a misura di ipovedenti e disabili motori facendogli conquistare la targa di paese più accessibile d’Italia e all’avanguardia.
Questa attenzione per le tematiche sociali è stata premiata con l’assegnazione del Premio speciale Access City Award 2019 indetto dall’Unione Europea.
Una Soluzione per Ipovedenti e Disabili Motori e Sensoriali
I sistemi di audio guida, assieme ad una rete wi-fi e ad una applicazione (AbleUpp) accompagnano chi ha difficoltà motorie e sensoriali sui percorsi tattilo-plantari permettendo di raggiungere bar, ristoranti e anche toilette pubbliche. Il sistema si completa con un bastone dotato di antenna in grado di leggere i tag installati sotto la pavimentazione del paese e di dialogare attraverso bluetooth con il telefono.
Il percorso assistito, oltre ad attivare l’insieme di servizi, strutture e infrastrutture che consentono alle persone con esigenze specifiche la fruizione degli spazi interni ed esterni per una vacanza e il tempo libero, eliminando eventuali barriere architettoni e ostacoli di varia difficoltà, vede protagonista l’intera comunità locale che ha una funzione attiva di ospitalità e di solidarietà. Nel centro storico sarà presente una struttura ricettiva per garantire l’accoglienza e l’ospitalità. A questo edificio si affianca l’iniziativa, del tutto in via sperimentale di un campeggio per non vedenti.
Un piccolo borgo dai tanti riconoscimenti non solo come borgo tra i più belli d’Italia ma soprattutto come borgo più accessibile d’Italia. Il sindaco di Monteverde, Antonio Vella, racconta il progetto e l’operazione culturale “Un paese accessibile”.
Turismo Accessibile e Sviluppo Economico
Le aree interne sono spesso aree che incontrano difficoltà nello sviluppo economico e turistico il che aumenta il fenomeno dello spopolamento e spinge le comunità a spostarsi verso la costa o verso comuni più strutturati e ricchi di servizi.
“Tutti possiamo fare turismo ma se non si caratterizza il prodotto non si offre diversità”, racconta il Sindaco di Monteverde, Antonio Vella che spiega: ”L’inclusione scolastica se non viene proiettata anche con la missione di modificare la cultura dei territori diventa disorientante per i ragazzi che tornando a casa si ritrovano a confrontarsi con un mondo diverso rispetto a quello che si è raccontato a lezione in aula. Bisognavano eventi che servissero a caratterizzare e a migliorare la cultura della relazione della dello stare insieme, della disabilità”.
“Lo spunto iniziale è quello tra scuola e territorio - continua Vella - Tentiamo di dare risposte a problemi concreti Una mappatura delle risorse ambientali, culturali e storiche del territorio e l’individuazione dei posti per i quali valeva la pena investire per l’accessibilità. Definimmo 3 percorsi: naturalistico, un percorso religioso, e storico-culturale che comprende una parte del borgo fino al castello. Turismo accessibile non significa solo costruire i percorsi ma mettere in atto un’azione che potesse accogliere le persone, una struttura al centro dei tre percorsi includendo anche l’area camper per i visitatori e che rientri il tutto come offerta alla persona“.
E sugli sviluppi di economia turistica, il Sindaco aggiunge: “La vera scommessa dell’operazione è stata quella di tramutare un evento culturale in un evento strutturale in un processo di crescita e bisogna ringraziare la comunità locale. Adesso siamo in un’altra fase delicata: tramutare un evento culturale in un evento economico che crei economia continua e credo che chi ami la sua terra debba provarci affinchè questo accada perché le aree interne hanno bisogno di economia continua tanto più continua da diventare circolare. Cultura ed enogastromia sono tra i paletti sui quali investire e tramutare il progetto in un’attività continuativa e sostenibile nel tempo. In conclusione, abbiamo bisogno di insistere sulla strada che abbiamo intrapreso che valorizza la cultura passata, e con sistemi innovativi la proietta nel futuro. Dobbiamo tentare di distinguerci sullo scenario nazionale con i nostri prodotti e con delle situazioni innovative, per dire: ‘questo risponde al mio bisogno’.
Personaggi Famosi Legati a Monteverde (Roma)
Non sono poche le persone importanti e famose che hanno vissuto o ancora vivono a Monteverde. Nel quartiere poi questo gioco funziona sempre: “ah ma lui/lei vive qui eh, ha casa là in quella via, porta i figli in quella scuola, compra la frutta al banco di” etc etc. Il tutto detto con quella punta di orgoglio monteverdino che solo noi possiamo davvero sfoggiare e rivendicare.
E allora da monteverdine fissate quali siamo (rendetevi conto di cosa siamo state capaci!) abbiamo provato a stilare la nostra classifica, la nostra lista della “gente de Monteverde” nella versione “dieci personaggi”. È sicuramente una lista personale e la selezione non è stata semplice.
- Nanni Moretti
Il film Caro Diario - Palma d’oro a Cannes nel 1994 - si apre con Nanni in sella alla sua iconica Vespa GTR che inizia la discesa in città partendo da uno spettrale Viale XXX aprile per poi imboccare Via delle Fornaci, lasciandosi alle spalle il Gianicolo. Finirà in una Roma agostana assolata, vuota come mai, dove “i cinema sono tutti chiusi” e non resta che vagare alla ricerca di sé in una città assoluta, metafisica.
Il rapporto di questo straordinario regista e attore con il quartiere di Monteverde potrebbe riassumersi proprio nei primi minuti di quel film in cui per la prima volta Moretti abbandona i panni del suo alter-ego Michele Apicella e indossa quelli di Nanni, parlando di sé con grande ironia, intelligenza e con delle punte di poesia difficili da replicare.
Monteverde tornerà anche in “Aprile” che, in qualche modo, di “Caro Diario” è una sorta di seguito.
- Pier Paolo Pasolini
Pasolini è stato uno dei più grandi intellettuali del ‘900 italiano la cui opera non finisce mai di essere riscoperta, analizzata e approfondita. Il rapporto con Monteverde è ampio, profondo. Il poeta friulano visse nel quartiere tra il 1954 e il 1963 prima in Via Fonteiana e poi in Via Poerio in casa di Attilio Bertolucci (padre del grande cineasta Bernardo). La sua frequentazione di Monteverde, soprattutto dei “grattacieli” - le case popolari IACP di Donna Olimpia - è stata la fonte principale per il materiale presente nel suo capolavoro di esordio “Ragazzi di vita” del 1955 dedicato alla vita nelle borgate romane.
- Garibaldi
Uno dei personaggi più celebrati e famosi di tutti i tempi: Giuseppe Garibaldi, “l’eroe dei due mondi”, ha legato il suo nome a imprese epiche compiute in nome di ideali alti in giro per mezzo mondo. Ma è proprio a Monteverde - per l’esattezza sul Gianicolo - che l’Eroe ha scritto una delle pagine più importanti della sua stupefacente biografia: la difesa della Repubblica Romana del 1849.
In qualità di Generale dell’esercito romano Garibaldi guidò le sue truppe alla difesa delle mura della Città nel punto in cui l’esercito francese guidato da Oudinot aveva mosso l’assedio: Porta San Pancrazio e la cinta delle Mura Gianicolensi. La battaglia infuriò per un mese esatto tra l’inizio di giugno e l’inizio di luglio di quell’anno incredibile e alla fine le forze romane furono sopraffatte dalla potenza e dall’abilità di quello che all’epoca era l’esercito più forte al mondo.
È proprio in memoria dei fatti del ’49 che le vie di Monteverde sono spesso dedicate ai volontari garibaldini che da tutto il mondo erano accorsi a Roma per difendere la città e con lei l’idea di libertà dei popoli che in quel momento incarnava. La stessa via che da Monteverde scende a Trastevere è dedicata all’Eroe.
- Francesco De Gregori
Non tutti sanno che Francesco De Gregori, probabilmente il più grande cantautore italiano vivente su cui è superfluo dilungarsi qui, è cresciuto a Monteverde insieme al fratello Luigi, dalle parti di Via Arati dietro via del Casaletto.
- Escher
Monteverde è stato uno dei luoghi in cui ha vissuto e lavorato l’incisore olandese Maurits Cornelis Escher diventato celebre per le sue opere impossibili. L’artista ha abitato al numero 122 di via Poerio dal 1927 al 1935 e dal nostro quartiere partiva per i suoi viaggi in Abruzzo e in altre località italiane di cui restano le sue straordinarie opere. Della sua permanenza a Monteverde resta anche un pavimento di sua realizzazione che si trovava nella torretta del villino e che è stato poi rimosso ed esposto in una mostra di qualche anno fa al Chiostro del Bramante.
- Gianni Rodari
Rodari ha scritto tanto: è stato giornalista, poeta e pedagogista. Famosi i suoi libri di favole per bambini, su tutti “Favole al telefono” del 1962. Scrisse anche una favola dedicata al 75: “Filobus 75”.
- Cleopatra
Sì lei, proprio lei. La “diva” in assoluto al cui cospetto tutti si fanno piccoletti, ha vissuto proprio a Monteverde (che all’epoca non si chiamava certo così), per ben due anni.
Quando Giulio Cesare decise di condurre a Roma la sua amante - era il 46 a.C. - pensò che sarebbe stato meglio ospitare una figura così illustre come la regina d’Egitto in un luogo appartato, per dare tempo alla popolazione di accettare un personaggio tanto esclamativo. La bellissima regina venne quindi accolta sulla riva destra del fiume, alle pendici del colle Gianicolo dove Cesare aveva dei terreni e delle ville meglio note come Orti di Cesare (Horti Caesaris o Tiberini) che sostanzialmente includevano i terreni a ridosso della riva portuense del fiume. La regina alloggiò in una villa costruita dove oggi si trova Villa Sciarra.
- Måneskin
I Måneskin sono una delle grandi rivelazioni pop a livello mondiale. È una mezza favola: una band di “pischelli” che si è conosciuta tra i banchi di scuola , che ha scalato con abilità e bravura ogni tipo di vetta possibile raggiungendo in una manciata di anni i vertici della musica mondiale. Mica male!
Nel quartiere è un fatto noto che almeno tre componenti su quattro (Victoria, Thomas e Damiano) si siano conosciuti nei corridoi dei licei di Monteverde: al Kennedy e al Montale per esattezza. Un percorso lungo e pieno di successi che è iniziato dalle nostre strade!
- Carla di Settimio
Una vera artista della forchetta, una cuoca spaziale famosa in tutta Roma. Di lei scrivono da sempre giornali e riviste e noi siamo certe al 100% che Carla - proprietaria e anima della trattoria Settimio - vada messa di diritto tra i personaggi che hanno fatto grande Monteverde. Testaccina di origine, Carla è un’icona nel quartiere, una vera statua vivente, un inno al mangiare bene!
- Luca Barbarossa
Luca Barbarossa - celebre cantante e conduttore radiofonico vincitore del Festival di Sanremo nel 1992 - vive da molto tempo a Monteverde Nuovo ed è un grande appassionato del quartiere di cui ha più volte raccontato la dimensione raccolta, quasi paesana, che permette di spostarsi a piedi per raggiungere buona parte dei servizi necessari. Durante il lockdown ha scritto un articolo sul Messaggero che parla di Monteverde, eccolo.
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