Guida all'Acquisto di Attrezzatura Idraulica Usata

L'acquisto di attrezzature professionali è un investimento importante. In cantiere o in un'azienda agricola, l'uso di attrezzature professionali affidabili e performanti può fare la differenza, consentendo di risparmiare tempo, ridurre i costi di gestione e migliorare l'efficienza lavorativa.

Pompe Idrauliche: Tipi e Funzionamento

Le pompe idrauliche sono componenti fondamentali in molti settori industriali, dalle macchine per la pressofusione e lo stampaggio a iniezione alle macchine per la costruzione e i lavori pubblici, fino alle macchine da taglio a getto d'acqua.

Pompe a Ingranaggi

Le pompe a ingranaggi hanno pochissimi componenti mobili e sono costituite da due ruote dentate che ingranano l’una nell’altra. Hanno una portata costante e generalmente operano a pressioni comprese tra 50 e 210 bar. Nelle pompe a ingranaggi esterni, solo una delle ruote dentate, la ruota motrice, è collegata alla trasmissione. Esistono pompe a doppio ingranaggio esterno, che consistono in due pompe a ingranaggi azionate dallo stesso albero.

Pompe a Pistone

Le pompe idrauliche a pistone sono in grado di pompare flussi molto elevati ad alte pressioni. Il loro principio di funzionamento si basa sul movimento alternato dei pistoni. Con blocco cilindri eccentrico: la rotazione del pistone avviene all’interno di un anello esterno rigido.

Pompe a Palette

Sono costituite da un rotore con scanalature radiali, nelle quali sono alloggiate delle palette rettangolari. La cilindrata di una pompa corrisponde al volume del fluido pompato, a seconda del modello, dagli ingranaggi, dalle palette o dai pistoni durante un ciclo completo. Le pompe a pistone e le pompe a palette possono essere a cilindrata fissa o variabile, a seconda del modello.

La portata (Qv), chiamata anche flusso, è espressa in l/min.

Zappatrici per Trattore: Guida alla Scelta

La zappatrice per trattore, detta anche fresa o fresatrice, può essere classificata tra gli attrezzi rimescolatori. Serve principalmente all’affinamento dello strato superficiale del terreno, con una profondità di lavoro media (circa 30 cm), per preparare il terreno alla semina. Può essere utilizzata anche per eradicare erbe infestanti.

Componenti Principali

La zappatrice è composta da un telaio al quale viene applicato un ingranaggio motoriduttore che, tramite la giunzione alla presa di forza del trattore, mette in moto un albero rotante (o rotore) dove sono applicate le zappe. Le zappatrici possono anche avere un attacco dove agganciare altre macchine, come ad esempio seminatrici o rulli compattatori.

  • Attacco a 3 punti
  • Attacco a cardano/ Presa di forza
  • Spostamento (manuale, meccanico o idraulico)
  • Trasmissione laterale (più o meno robusta, a bagno d’olio)
  • Carter posteriore
  • Slitte laterali di appoggio
  • Piedino stabilizzatore
  • Zappe
  • Telaio

Lavorazione del Terreno: Fresatura

Con l’utilizzo della fresatrice è possibile compiere due diversi tipi di lavorazione del terreno:

  • I lavori preparatori sono eseguiti per predisporre il letto di semina.
  • I lavori complementari, come l’affinamento, servono a frantumare le zolle di terreno e pareggiare la superfice dopo una prima lavorazione avvenuta con l’aratro.

La scelta della lavorazione dipende anche dal tipo di terreno: è idonea per terreni che vanno dal sabbioso all’argilloso, ma l’elevato assorbimento di potenza la rende poco adatta all’utilizzo su terreni ricchi di scheletro.

Inoltre, la zappatrice è uno strumento adatto anche per terreni di dimensioni ridotte come orti e giardini, frutteti, vigneti e uliveti.

Tipologie di Zappatrici

Esistono varie tipologie di zappatrici, classificabili sulla base di fattori come la robustezza o lo spostamento.

Una caratteristica sottovalutata ma molto importante è la leggerezza. Una zappatrice leggera riesce infatti a fresare il terreno in tempi più rapidi, garantendo un risultato ottimale.

  • Zappatrice ad attacco fisso
  • Zappatrice con spostamento manuale
  • Zappatrice con spostamento meccanico
  • Zappatrice con spostamento idraulico

Valutazione di Macchinari Usati: Fattori Chiave

È molto difficile determinare il prezzo di un macchinario di seconda mano. In molti settori non ci sono linee guida precise, ma per fissare il miglior prezzo è opportuno considerare alcune regole.

  • Svalutazione immediata (-20-30%): Come le automobili, anche i macchinari perdono circa il 20% del valore appena acquistati, e il 30% nel primo anno.
  • Rarità del macchinario (+20/-10%): Una macchina rara (per produttore, tipo, accessori…) può guadagnare o perdere valore. Se è troppo specifica sarà difficile trovare un acquirente.
  • Attrezzatura e accessori (+20/-10%): Alcuni accessori possono raddoppiare il valore del macchinario. D’altra parte, il prezzo potrebbe essere abbattuto dalla mancanza di elementi indispensabili per il funzionamento del macchinario.
  • Età in anni e ore di lavoro (-50%): Forse uno dei criteri più importanti. Le ore di lavoro spesso sono il modo migliore di esprimere le reali condizioni di un macchinario.
  • Manutenzione, aggiornamenti, standard (+40%-30%): Un macchinario con una buona manutenzione mantiene il suo valore essenziale.
  • Costi di acquisizione, messa a nuovo e condizioni di vendita. (-15%): Ogni vendita implica naturalmente dei costi associati (smontaggio, carico, trasporto, installazione).
  • Ammortamento (-5%): Uno degli argomenti deboli riguardo al prezzo di un macchinario.
  • Costi di vendita (-5%): Vendere un macchinario implica costi di promozione (pubblicità, intermediari).

Esempio di Attrezzature Professionali Disponibili

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Mediante il meccanismo d’asta competitiva è possibile acquistare a prezzi da stock attrezzi di ultima generazione ancora imballati e in confezione originale, venduti da un’impresa ancora attiva.

  • un generatore elettrico Compal Power VG-R110
  • Un generatore elettrico Compal Power modello VG-R30
  • Una pressa per tubi idraulici FLUIDMEX T.2 ST
  • Un miniescavatore cingolato JPC HT 12 per movimento terra

Pala gommata usata

La pala gommata è generalmente più criptica di un escavatore nel raccontarci la sua storia. È un animale subdolo e ingannevole. L’ormai obbligatorio walkaround di cui vi ho già parlato nel precedente articolo deve essere ancora più attento e meticoloso!!

  • Vernici non solo sbiadite (cosa normale x TUTTI) ma rigonfiate, sgallate o con forte ossidazione, specie nella parte bassa esposta o vicino/intorno alle ruote;
  • prigionieri compromessi, buchi di ruggine su cofani e/o portiere;
  • punti di ossidazione sulle superfici cromate dei pistoni;

queste sono tutte evidenze che la macchina ha lavorato in ambienti ostili, chimici, corrosivi, acidi o basici che siano…..e provate ad immaginare le condizioni degli impianti elettrici all’interno delle guaine o dell’area cabina e spazi di servizio (spesso ci sono le centraline).

Anche i vetri hanno la loro importanza!!! Innanzitutto devono essere presenti, ben fissati e di vetro, non surrogati di plastica!! Anche un vetro solo leggermente crepato deve essere valutato: se fuori dalla vista ma, per esempio, sul parabrezza, in caso di controllo la multa può essere salata.

Controllare liquido di raffreddamento nel radiatore (presenza liquido anticongelante o acqua di fonte standard) stando attenti alle possibili ustioni: se il motore è caldo il liquido è in pressione!!!

Trasmissioni idrostatiche o idrodinamiche: sostanzialmente il motore termico agisce su una pompa che manda pressione o flusso di olio in un motore idraulico che lo trasmette ad un gruppo finale che lo distribuisce agli alberi di trasmissione.

Lo sterzo deve risultare morbido ed esente da vibrazioni; quando si cambia direzione si potranno apprezzare eventuali giochi anomali nei cilindri di sterzo (da controllare!).

ATTENZIONE!: una regola importante, magari poco conosciuta, è che se sussiste anche una sola perdita da 1 cilindro, oltre alla perdita dell’olio idraulico, lo sporco riesce ad entrare e la polvere contiene minerali molto duri che in circolo nel nostro impianto causano danni da usura molto velocemente.

Assali anteriore e posteriore: al loro interno gira, spinti dagli alberi di trasmissione, innanzitutto una poderosa coppia conica che trasporta il 100% della potenza agli ingranaggi planetari in modo che si distribuisca il moto nella corretta percentuale per permettere diversi raggi di percorrenza.

Ciò che vi permette di trasferire il moto dalla trasmissione agli assali è l'albero cardanico

Dato che non parliamo di un treno e quindi non ci sono le rotaie, la necessità di cambiare direzione è gentilmente offerta NON da complicati assali sterzanti con cilindri, rinvii e snodi, ma da un telaio diviso in due centralmente ed unito da due robuste orecchie contenenti due snodi cuscinettati

Veniamo al dunque… ripetendo il mantra “sollevare e trasportare” … la parte di telaio che si occupa di sollevare è il braccio caricatore. Normalmente un doppio braccio unito da un robusto collegamento a cui è attaccato il leveraggio per aprire o chiudere la benna. I punti caldi da verificare sono ovviamente i punti di attacco dei cilindri di sollevamento, i terminali di collegamento alla benna, ma soprattutto l’integrità della parte centrale

La scelta del tipo di benna, parlando di una pala gommata usata, può essere vincolata da molti fattori.

Inquadrato l’oggetto giusto ed iniziando a scendere nei dettagli, non bisogna mai dimenticare che anche la burocrazia vuole la sua parte di attenzione. Come per tutti i mezzi da lavoro, obbligatoriamente la macchina deve avere con sé il suo manuale di uso & manutenzione nella lingua corretta ed il suo certificato CE se di costruzione posteriore al giugno 1996. In caso di macchina abilitata alla circolazione stradale, ovvio che debba esistere, IN ORIGINALE, il foglio di circolazione e l’allegato tecnico. Attenzione che anche in presenza della documentazione necessaria, ma non la targa perché mai richiesta, passati una decina di anni, e a volte meno, la motorizzazione potrebbe farvi difficoltà, anzi, direi che targarla potrebbe essere impossibile o non conveniente.

Un aspetto secondario solo quando se ne parla al bar, ma che in realtà raggiunge il chiodo fisso in certe persone, sono le ore di lavoro segnate sul contaore. Impossibile, salvo rari casi, avere per iscritto la storia vera della macchina, difficile verificare eventuali sostituzioni o manomissioni.

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