Bagni La Pia a Viareggio: Una Storia di Mare, Salute e Tradizione
Agli inizi del XIX secolo, si diffuse in Italia la consapevolezza dei benefici terapeutici del clima marino. A partire dalla metà del Settecento, alcuni medici inglesi avevano già studiato gli effetti benefici della talassoterapia, proponendo bagni e aria di mare a scopo terapeutico.
Tra Settecento e Ottocento, la nobiltà europea, da Giorgio III d’Inghilterra a Napoleone Bonaparte, praticava immersioni in mare. Intorno al 1820, Paolina Bonaparte Borghese fece costruire una villa di fronte al mare di Viareggio. Pochi anni dopo, furono realizzati - fra i primi in Italia - due stabilimenti a pianta quadrata in legno, impiantati in mare su palafitte, formati da camerini, vani di servizio e scalette per scendere direttamente in acqua. Uno era destinato agli uomini e l’altro alle donne.
Questi stabilimenti erano una sorta di isolotti per terapia marina che non avevano ancora assunto il ruolo di luoghi di svago e divertimento. Agli inizi dell’Ottocento, in Italia, il pensiero comune disconosceva ancora gli effetti benefici della talassoterapia.
L'Opera di Giuseppe Giannelli e l'Ospizio Marino
In questo contesto culturale e sociale si inseriva l’opera del medico lucchese Giuseppe Giannelli, professore di "Materia Medica" presso il Liceo Universitario di Lucca. Nel 1823, su consiglio di Giannelli, la Direzione degli Ospedali e Ospizi di Lucca aveva cominciato a sperimentare a Viareggio la "cura marina" per i bambini dell’orfanotrofio. Nel 1833, il medico lucchese pubblicò un lavoro sistematico sugli effetti dell’acqua di mare sul corpo umano, intitolato Manuale per i bagni di mare. L’opera segnò l’avvio di una stagione che avrebbe portato alla proliferazione di un’articolata letteratura scientifica, confrontando le sue ricerche con quelle riportate nelle principali pubblicazioni scientifiche.
Giannelli rivolse particolare attenzione alla scrofola, una forma tubercolare extrapolmonare molto diffusa tra i ragazzi, che colpiva il sistema linfatico con esiti spesso letali. Nel 1842 fu istituito a Viareggio un ospizio marino, ubicato in via della Caserma, sotto la direzione dell’Ospedale di Lucca. Si trattava del primo istituto nato in Italia per la cura dei bambini affetti da tubercolosi extrapolmonare. I medici lucchesi Giuseppe Giannelli e Antonio Ghivizzani furono tra i promotori e i sostenitori dell’iniziativa.
Nel 1846, dopo solo quattro anni dall’istituzione dell’Ospizio Marino di Lucca, moriva a Viareggio Giuseppe Giannelli. Nel 1872 la provincia di Lucca, constatata l’insufficienza dell’edificio di via della Caserma, decise la costruzione di un nuovo e più capiente edificio, intitolato a Umberto I. La struttura, ubicata tra il Palazzo delle Muse e la chiesa di San Paolino, poteva accogliere seicento bambini l’anno. Nel 1911 fu creato anche l’ospizio permanente per ospitare i bambini più gravi. Per questo scopo fu utilizzata l’attuale caserma dei carabinieri, dove furono collocati circa settanta letti.
L'Ospizio di Firenze e il Palazzo delle Muse
Giuseppe Barellai, sofferente egli stesso di tubercolosi, costituì nel 1853 a Firenze, nel palazzo del Bigallo, un Comitato per la realizzazione di un centro di cura per i bambini affetti da scrofola. Il 14 ottobre 1861 fu posta la prima pietra dell’Ospizio di Firenze a Viareggio, in Piazza Mazzini. L’edificio, noto come Palazzo delle Muse, fu terminato nel 1869. Nel 1893 il Palazzo delle Muse fu ampliato raggiungendo una capienza di cinquecento posti letto.
Nel 1939, dopo oltre mezzo secolo di attività, l’Ospizio Marino di Firenze fu trasferito al Cinquale, presso Forte dei Marmi, dove fu costruita una grande e moderna struttura, intitolata a Giuseppe Barellai. Nel luglio del 1944, il nuovo edificio fu minato e raso al suolo dalle milizie tedesche.
Sulla scia dell’esempio del comitato fiorentino, nacquero negli anni Sessanta del secolo XIX altri comitati che promossero asili marini in Toscana, in Liguria e lungo le coste dell’Adriatico. Nel 1882 erano attivi in Italia ventuno ospizi marini, molti dei quali sollecitati da Barellai. Altro illustre sostenitore dell’utilità della talassoterapia e dell’elioterapia fu il medico e antropologo darwiniano Paolo Mantegazza.
L'Evoluzione degli Stabilimenti Balneari e il Bagno La Pia
Il 28 giugno 1827, il Duca Carlo Lodovico autorizzò la costruzione dello stabilimento de’Bagni a Viareggio. Con lo stesso atto, il Gonfaloniere Alfonso Cittadella nominò una deputazione incaricata di sovrintendere alla gestione dello stabilimento balneare e all’osservanza di un regolamento speciale che fissava i criteri di esercizio delle bagnature.
Prima fu realizzato il bagno per gli uomini, il “Nereo”, e poi nel corso del mese di luglio anche quello per le donne, il “Dori”. Erano modeste costruzioni di legno su palafitte in mare, raggiungibili dalla spiaggia per mezzo di un lungo pontile. Giuseppe Giannelli li descrive come "due comode ed eleganti fabbriche di legno, distanti fra loto 65 braccia, l’una per le donne e l’altra per gli uomini."
Alla fine della stagione estiva del 1827, furono staccati 1029 biglietti d’ingresso dai due bagni comunali. Il turismo estivo divenne presto uno dei poli trainanti dell'economia cittadina, determinando consistenti cambiamenti nel tessuto urbanistico del piccolo borgo. Dopo alcuni decenni, l'attrezzatura di spiaggia fu migliorata esteticamente e le prime capanne di paglia, il Nereo ed il Dori furono sostituiti dai grandi stabilimenti su palafitte in mare.
Oggi, molti stabilimenti balneari di Viareggio conservano nomi che richiamano la storia e la cultura locale. Alcuni riprendono i nomi e cognomi di capostipiti o altri membri di famiglia, altri fanno riferimento al mare, o alla mitologia. Tra questi, il Bagno La Pia, gestito per decenni dalla famiglia di Lucia Tomei, rappresenta un esempio di tradizione e accoglienza che ha segnato la storia della città.
Lucia Tomei, scomparsa prematuramente, è ricordata come una persona affabile e gentile, legata alla sua Viareggio, al suo mare e al Carnevale. La sua passione e il suo sorriso mancheranno alla comunità, ma il nome del Bagno La Pia continuerà a evocare la storia di una famiglia e di una tradizione balneare che ha contribuito a rendere Viareggio una meta turistica apprezzata.
Oltre al Bagno La Pia, altri stabilimenti come il Bengasi e il Derna hanno storie particolari legate a eventi storici e familiari. Il Bengasi, ad esempio, prende il nome dalla città libica annessa al Regno d'Italia nei primi del Novecento, mentre il Derna deve il suo nome a un hotel che portava clienti allo stabilimento negli anni Cinquanta.
Anche sulla Marina di Levante e sulla Terrazza, nomi come Bagno Piave e Vittorio Veneto richiamano momenti simbolo della prima guerra mondiale. Il Bagno Piave, in particolare, ricorda il fiume sacro della Patria, dove il regio esercito si attestò dopo la disfatta di Caporetto.
Altri stabilimenti, come il Bagno Milano, prendono il nome dalle principali città italiane, mentre il Bagno Caboto rende omaggio al navigatore Giovanni Caboto. Il Nuova Italia, invece, ricorda la rinascita e la trasformazione dell'Italia negli anni Venti, grazie a una concessione data per meriti artistici a Giacomo Puccini.
Infine, il Bagno Amore, con il suo nome che risale al 1935, evoca il villino Amore situato di fronte allo stabilimento.
Tabella: Evoluzione degli Ospizi Marini a Viareggio
| Anno | Evento | Descrizione |
|---|---|---|
| 1823 | Inizio sperimentazione "cura marina" | La Direzione degli Ospedali e Ospizi di Lucca inizia a sperimentare la "cura marina" per i bambini dell'orfanotrofio a Viareggio. |
| 1842 | Istituzione Ospizio Marino di Lucca | Viene istituito il primo istituto in Italia per la cura dei bambini affetti da tubercolosi extrapolmonare. |
| 1861 | Posa prima pietra Ospizio di Firenze | Inizio della costruzione dell'Ospizio di Firenze a Viareggio, noto come Palazzo delle Muse. |
| 1872 | Costruzione nuovo edificio Umberto I | La provincia di Lucca costruisce un nuovo ospizio più grande, intitolato a Umberto I, capace di accogliere seicento bambini l'anno. |
| 1939 | Trasferimento Ospizio Marino di Firenze | L'Ospizio Marino di Firenze viene trasferito al Cinquale, presso Forte dei Marmi. |
| 1944 | Distruzione Ospizio Marino di Firenze | Il nuovo edificio dell'Ospizio Marino di Firenze viene minato e raso al suolo dalle milizie tedesche. |
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