Bagni sulla Spiaggia: Cosa Sono e Quali Sono i Tuoi Diritti
Agosto è alle porte e, come ogni anno, prevedibilmente si riaccenderanno le polemiche sulla possibilità di accedere liberamente, da parte dei bagnanti, alle spiagge. Quante volte sarà capitato di sentire dire questa frase antipatica da parte del Mitch Bucannon di turno a guardia di uno stabilimento balneare mentre si transita sul bagnasciuga?
Definizione e Status Giuridico delle Spiagge
Partiamo subito da un presupposto importante: anche se nel linguaggio corrente si parla di “spiaggia privata” in realtà si tratta di un tratto di spiaggia pubblica appartenente al demanio marittimo (e pertanto allo Stato) che viene data in concessione per uno specifico lasso di tempo a dei privati, i quali la utilizzano per il proprio business. Discorso analogo vale anche per quei privati che hanno acquistato un’abitazione adiacente ad un pezzo di spiaggia “incluso”.
Quest’ultima è un bene demaniale, perciò appartiene in via esclusiva allo Stato per il godimento della collettività. In altri termini, le spiagge sono sempre pubbliche dal punto di vista giuridico. Come anticipato, le spiagge fanno parte del demanio marittimo, che appartiene per definizione allo Stato. Tutti i cittadini possono farne uso, ma i lidi possono ottenere una concessione balneare per subordinare lo sfruttamento dell’area al pagamento di un biglietto, di norma insieme ad ulteriori servizi.
Seppur il terreno demaniale sia concedibile in gestione a soggetti privati, il limite invalicabile è però costituito dalla fruibilità da parte di tutti i cittadini-bagnanti della c.d. battigia.
Accesso Libero e Gratuito alla Battigia
È l’area della battigia, ossia quella parte di spiaggia contro cui si infrangono le onde, a poter essere goduta da chiunque (pagante e non) a prescindere che si tratti di spiaggia pubblica o privata. La normativa prevede che resti da intendersi “libero” da vincoli tutto il tratto di spiaggia che si estende per 5 metri dalla battigia, che si riduce a tre per le spiagge più piccole.
È legale attraversare la spiaggia a pagamento o “privata” per raggiungere la battigia, perché quest’area non può essere sottoposta a vincoli o limitazioni. Giuridicamente si fa riferimento alla parte di spiaggia contro cui si infrangono le onde marine, la riva o il bagnasciuga in altre parole, con un’estensione di circa 5 metri dal limitare del mare. Insomma, nessuno può impedirvi una sana passeggiata o di far giocare i figli sulla battigia, proprio dove la sabbia resta sempre umida, e vi potete persino accedere dal lido interessato senza alcun problema.
L’accesso al mare negli stabilimenti balneari rientra infatti tra i principali diritti dei consumatori in spiaggia ed è libero e gratuito. I gestori balneari devono consentire l’accesso e il transito per il raggiungimento della battigia, anche al fine della balneazione, e chi non lo fa o fa pagare un qualche tipo di pedaggio sta di fatto commettendo un abuso. La spiaggia è un bene pubblico che appartiene al demanio ed è data in concessione agli stabilimenti: impedirne l’accesso o chiedere un pagamento è una violazione di legge.
Da qui ne consegue che sia gratuito e libero per chiunque non solo l’accesso all’acqua ma anche il passaggio, il passeggio e lo stazionamento sopra 5 (o 3) metri di spiaggia; a ciò si aggiunge la possibilità, una volta chiuso lo stabilimento privato fino all’alba successiva, la possibilità di pescare liberamente dalla battigia stessa. Pertanto, nessun concessionario privato di una spiaggia può impedire le predette attività e men che meno sottoporle a pagamento e/o pedaggio di qualsiasi tipologia.
Disciplina Normativa e Sentenze del Consiglio di Stato
La disciplina normativa in tema di libero accesso alle spiagge è regolata dal decreto-legge n. 400 del 5 ottobre 1993, convertito in Legge 4 dicembre 1993 n. 494, modificato dall’art. 1, comma 251 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007): l’art. 3, lett. e) prevede l’obbligo ai titolari delle concessioni “di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”. Più recentemente, l’art. 11, comma 2, lett. d) della Legge 15 dicembre 2011 n.
Di questo argomento se ne è occupato in sede amministrativa anche il Consiglio di Stato, rigettando in passato, con due diverse ordinanze, le istanze cautelari presentate da due operatori balneari di Ostia che si erano appellati contro il provvedimento predisposto dal Comune di Roma, il quale aveva imposto la rimozione dei cancelli che ostruivano l’accesso libero alla spiaggia.
Con l’ordinanza n. 2543/2015, dirimendo la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare, il Consiglio di Stato ha affermato il carattere pubblico della fruibilità della collettività del demanio marittimo e dell’eccezionalità dell’esclusività della concessione al privato. Si legge infatti che “il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “ di tale principio generale costituiscono applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n.
Diritti dei Consumatori in Spiaggia
Ecco alcune delle risposte alle domande più frequenti: dall’accesso al mare, al cibo in spiaggia, senza dimenticare i giochi sulla battigia e gli amici a quattro zampe.
Se si usufruisce dei servizi messi a disposizioni del lido, come per esempio ombrellone, sdraio, docce e cabina, è normale e corretto che il gestore pretenda il pagamento. Oltre all’articolo 11 della legge n. 217 del 2011 che prevede “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione“, la legge n. 296 del 2006 stabilisce “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione“.
La legge garantisce l’accesso ed il transito gratuito per il raggiungimento della battigia, ma è meno chiara su quello che accade se mi fermo sulla battigia o a pochi metri di distanza. Infatti, garantisce un generico diritto alla fruizione della battigia non solo ai fini della balneazione (si dice “anche”), ma non chiarisce esattamente cosa si intenda per fruizione, se passeggiare, fermarsi o giocare a palla. Resta il fatto che anche il bagnante, come i titolari degli stabilimenti, devono fare in modo di non impedire agli altri bagnanti l’accesso al mare e il transito per il raggiungimento della battigia.
Tra i diritti in spiaggia, la materia dell’accesso alla battigia è regolata anche da Regioni e Comuni. La legge n. 296 del 27 dicembre 2006, all’art. Come se non bastasse, poi, ci sono anche le ordinanze dei Comuni. Molte ordinanze prevedono il divieto di occupare con ombrelloni, sdraio o anche semplici teli mare, la fascia di 5 metri dalla battigia ed il divieto di permanenza in tale spazio, poiché deve rimanere a disposizione per i mezzi di soccorso.
Lasciare l’ombrellone in spiaggia assicurandosi così il posto migliore il giorno successivo è una comodità a cui molti non vogliono rinunciare tuttavia, si tratta di un’occupazione illegale del demanio pubblico. Sulla spiaggia libera, infatti, non si possono lasciare oggetti come materassini, lettini o ombrelloni per un tempo prolungato. È sempre bene informarsi su eventuali divieti imposti in questo senso dalla Capitaneria di Porto o dal Comune.
Regolamentazione delle Attività in Spiaggia
Non esiste infatti una normativa nazionale che regolamenti le partite in spiaggia con gli amici, ma a seconda della località in cui ci si trova potrebbe esserci un divieto specifico. Con lo stesso principio per cui è illegale lasciare l’ombrellone in spiaggia per tutta la notte non è neanche consentito tenere in piedi le installazioni di campi sportivi (da beach volley o da beach soccer ad esempio).
Tra i diritti che si hanno in spiaggia, mangiare è un’attività assolutamente consentita purché si rispetti l’ambiente in cui ci si trova. Non è infatti in alcun modo vietato mangiare in spiaggia alcun genere di alimenti e benché sia poco educato lasciare poi gli avanzi del cibo in spiaggia, tale pratica non nuoce di certo all’ecosistema essendo il cibo un materiale completamente biodegradabile.
Discorso simile è quello che riguarda il portare cibo in uno stabilimento: il titolare dello stabilimento ha infatti una concessione che vale per lo spazio assegnatogli ma comunque non ha un monopolio sulla ristorazione. Quindi sia che voi vogliate consumare il cibo da clienti dello stabilimento sia che siate solo di passaggio per andare alla spiaggia libera, è piena facoltà del cittadino introdurre cibo e bevande nello stabilimento, nel rispetto del decoro della spiaggia.
La legge vieta esplicitamente il fumo in luoghi al chiuso aperti al pubblico ma non esiste un divieto per il fumo all’aperto. Di conseguenza anche fumare al mare è consentito. Vi sono però numerose amministrazioni locali che stanno approvando delle leggi per vietare il fumo anche in spiaggia. Un’eventuale regola di questo tipo sarà comunque ben segnalata attraverso cartelli e indicazioni.
Servizi Igienici nelle Spiagge
Le spiagge, siano esse libere o attrezzate, sono luoghi di grande affluenza durante le stagioni calde; la presenza di servizi igienici adeguati è indispensabile per i visitatori e per rispettare le normative igienico-sanitarie e ambientali. Negli stabilimenti balneari è obbligatoria la presenza di servizi igienici: il numero varia in base alla capacità ricettiva del lido. Nelle spiagge libere, invece, l’installazione di toilette è regolata da normative regionali e comunali. I Comuni sono generalmente tenuti a garantire servizi minimi, soprattutto in località ad alta densità turistica.
L’installazione di servizi igienici pubblici in contesti balneabili, marittimi e lacustri, è regolata da normative che tengono conto del tipo di spiaggia, sia essa attrezzata o libera, e delle disposizioni locali. Per quanto riguarda le spiagge attrezzate, è obbligatorio garantire l’accessibilità per le persone con disabilità, con strutture progettate secondo standard specifici previsti dalle normative nazionali. Inoltre, deve essere assicurata una dotazione minima di toilette, lavabi e docce proporzionata alla capacità dello stabilimento, con il collegamento alla rete fognaria o a sistemi di smaltimento idonei per evitare impatti ambientali negativi.
Per le spiagge libere, le autorità locali possono installare toilette pubbliche per garantire l’igiene nelle aree di grande affluenza turistica.
Soluzioni per Spiagge Libere: Bagni Autopulenti
Le spiagge non attrezzate spesso presentano sfide normative e logistiche, ma è essenziale assicurare una fruibilità qualitativamente alta di questi spazi per promuovere una buona attrattività turistica. Per garantire efficienza e igiene anche in questi contesti, proponiamo prodotti delle nostre tre gamme di bagni prefabbricati autopulenti: le serie S3, S4 ed S5. Il sistema di lavaggio e sanificazione automatica riduce al minimo la necessità di un addetto alla pulizia, assicurando ambienti sempre igienizzati.
In assenza di collegamenti alla rete idrica o fognaria, c’è la nostra Serie S0: bagni completamente autonomi che utilizzano serbatoi integrati per l’acqua e sistemi avanzati per il trattamento dei rifiuti. Questi bagni sono progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale grazie a sistemi ecologici come il riciclo delle acque grigie, l’installazione dei pannelli solari e i materiali ecocompatibili.
I bagni autopulenti sono una scelta strategica per tutti i contesti balneari attrezzati, vista l’alta frequentazione. Grazie ai sistemi intelligenti di pulizia e disinfezione integrati, i rivestimenti antibatterici e le tecnologie drenanti per pavimenti che eliminano i ristagni, i nostri bagni autopulenti garantiscono standard igienici elevati non solo per le superfici, ma anche per la qualità dell’aria interna alla toilette, che soprattutto nei periodi di massima calura estiva può risultare sgradevole.
Con SANOSAFE®, il nostro sistema di sanificazione notturna con ozono, assicuriamo ambienti sempre igienizzati eliminando batteri, virus, muffe e cattivi odori. Ogni utilizzo da parte degli utenti avviene in condizioni di massima pulizia, senza l’impiego di prodotti chimici dannosi per l’ambiente. A livello strutturale proponiamo sia moduli prefabbricati da esterni dal design personalizzabile sia soluzioni da interni integrabili in edifici preesistenti.
Per i nostri manufatti, freestanding o integrabili, usiamo sempre materiali di alta qualità e in contesti marittimi o lacustri, ci assicuriamo della loro resistenza agli agenti atmosferici come salsedine o umidità.
Accessibilità e Costi
L’accessibilità è un requisito imprescindibile nei bagni pubblici. Le normative richiedono che ogni struttura sia progettata per accogliere persone con disabilità o mobilità ridotta. Le nostre toilette automatizzate hanno sensori per rilevare il movimento, sistemi di assistenza vocale e istruzioni multilingua che rendono l’esperienza d’uso semplice e confortevole per ogni tipologia di utente.
La spesa varia in base alla tipologia di toilette, alle dimensioni della struttura e alle specifiche richieste. Ci occupiamo della riqualificazione di aree balneari supportandoti nella scelta del modello più adatto alle tue esigenze e ottimizzando il budget disponibile, senza rinunce sulla qualità della realizzazione finale.
Domande Frequenti
- Se voglio fare il bagno in quel punto preciso del litorale, dove c’è un balneare, ma non voglio prendere l’ombrellone, posso comunque andare o devo per forza pagare? La risposta è sì: chi vuole semplicemente raggiungere il mare per fare un bagno, anche passando da uno stabilimento balneare, non deve mai pagare ticket d’ingresso.
- Oppure, se vado alla spiaggia libera con degli amici e ci portiamo sdraio personali e rete da beach volley, sapendo che torneremo anche il giorno successivo, possiamo lasciarle tutto lì fino al giorno dopo? Brutta notizia per chi è abituato a lasciare l’ombrellone in spiaggia libera assicurandosi il posto per il giorno successivo: questa azione si configura come occupazione illegale del demanio pubblico. Sulla spiaggia libera, infatti, non si possono lasciare oggetti come materassini, lettini o ombrelloni per un tempo prolungato, pena il sequestro degli oggetti da parte delle forze di polizia. Stessa cosa vale per le installazioni di campi sportivi improvvisati: è consentito creare delle porte da calcio, per esempio, ma bisogna smantellarle una volta che non servono più e riportare il luogo alle condizioni iniziali.
- Ancora, se il mio vicino di ombrellone sta fumando e il fumo mi arriva addosso, esiste una legge cui appellarmi per farlo smettere? Non esistendo divieto di fumo all’aperto, la risposta è sì. Vi sono però numerose amministrazioni locali che stanno approvando delle leggi per vietare il fumo anche in spiaggia: un’eventuale regola di questo tipo deve essere ben segnalata attraverso cartelli e indicazioni.
Stabilimento Balneare Familiare a Genova
Uno stabilimento balneare nato a Genova da un gruppo di famiglie, che ha fatto dei servizi per famiglie la sua specialità. Tre generazioni si incontrano in un ambiente sicuro e pulito, dall’aria senza tempo, ora rinnovato per offrire la massima comodità. Per godersi il mare a due passi dal centro eppure lontano dai rumori, come in un villaggio. Anche questa stagione si conferma la presenza del CENTRO ESTIVO per i bambini abbonati, sempre in collaborazione con SENZA PENSIERI EVENTI. Per info Sig.ra Eleonora 3479349851.
tag: #Bagni
