"Alle Boe" a Forte dei Marmi: Storia e Inaugurazione del Nuovo Punto Ristoro
Il “super bagnino” ce l'ha fatta a mettere il suo tocco anche di là dal Bagno Piero, cioè sulla spiaggia libera con cui confina il suo enclave marinaro.
Stiamo parlando di Roberto Santini, patron dello stabilimento balneare più chic - e non solo di Forte - che ha inaugurato “Alle Boe”, il nuovo punto ristoro della battigia comunale, che Palazzo civico gli ha "appaltato".
Tanti gli amici-vip, che lui accoglie ogni estate al Bagno Piero, e che hanno voluto curiosare oltre la siepe.
«Ho invitato tutti i miei clienti - dice Santini - perché siamo una grande famiglia, ma sia chiaro: continuerò a trattarli bene ma al Bagno Piero...».
In altre parole, Santini vuol far intendere che “Alle Boe” non sarà né la dépendance né la succursale dello stabilimento chic.
L'Inaugurazione: Un Incontro di Sapori e Personalità
Domenica, ore 12, spiaggia comunale di Roma Imperiale. Si sente parlare milanese e soprattutto parmense, un po' fiorentino e - ovviamente - fortemarmino.
Amici di Santini, clienti e habitué del Bagno Piero brindano con il vino delle bottiglie dell'Enoteca Marcucci di Pietrasanta, soprattutto con quelle marchiate Monte delle Vigne, azienda vinicola delle dolci colline "parmigiane" adagiate sulla destra del fiume Taro.
Tra gli ospiti c'è proprio chi quel vino lo produce: Andrea Ferrari, che con la sua verve ha convinto un industriale del mattone del calibro di Paolo Pizzarotti, parmense pure lui, che le bollicine fossero un'ottima strada per diversificare il business.
«Abbiamo fondato Monte delle Vigne nell'83 - dice Ferrari - e nel 2003 ho proposto a Pizzarotti l'entrata: era entusiasta; del resto i miei 20 ettari confinavano con il suo podere, su cui c'era una stalla utilizzata da un produttore di formaggio che si chiamava Auricchio».
Ferrari fu convincente e Pizzarotti, per entrare in società con lui, portò in dote proprio quel podere: 100 ettari di vigne.
Dietro un bicchiere di vino c'è sempre una storia. Spesso italiana: sarà anche per questo che il vino rosso che sorseggia dovrebbe avere un sapore tutto particolare per Ian Grant, industriale edile londinese con ufficio nella City-innamorato di Forte dei Marmi: qui tutto per lui è «lovely», tant'è che dopo anni da turista aficionado ha deciso con la moglie di acquistare casa «near Roma Imperiale», e di portarci non solo i figli ma anche i nipoti.
A brindare al risultato dell'ultima fatica di Santini, c'è il bel mondo dell'industria italiana: quello che viene a Forte in mise sportiva (e scarpe basse, le signore) e che non ama i flash: Emanuela Barilla con la madre Maria Maddalena Da Lisca, vedova di Pietro Barilla, chiacchierano amenamente con il sindaco Umberto Buratti.
E alle Boe c'era anche la generazione giovane dei quartieri alti dell'industria nostrana: il rampollo della famiglia Bertazzoni - i signori della cucine - ad esempio, giovane ma già ai vertici dell'emiliana Smeg di Guastalla.
E verso le 13 compare sotto il bersò, Alle Boe, Tiziana Stefanelli, l'avvocato-cuciniera regina nell'edizione 2013 del talent show culinario MasterChef, e che ieri sera - grazie ad un appuntamento straordinario - ha stregato con le sue ricette i clienti dell'Enoteca di Michele Marcucci.
«Mi sono concessa una pausa di un'ora prima di tornare in cucina (all'Enoteca) - dice - dato che ieri (sabato, ndr) quando sono arrivata da Marcucci per le prove, mi sono subito trovata a mio agio: come stessi in famiglia, nella mia cucina».
"Racconti Capovolti": Presentazione di un Libro al Bagno Alle Boe
Metti un giorno Filippo di Bartola, titolare dell’omonimo ristorante a Pietrasanta e a Forte dei Marmi, che litiga con un premio Nobel nel suo locale.
E lo scontro è paradossale: i due discutono sul numero di parti in cui va divisa una pizza. La storia è buffa e misteriosa perché il Nobel scomparirà.
Ma è tutta frutto della fantasia dell'autore, Giampiero Gelmi, scrittore per passione di 68 anni ed ex top manager (in pensione) di una società di assicurazioni di Milano.
Vive da quasi 12 anni a Forte dei Marmi - luogo che lo ispira alla scrittura - e dopo due libri di poesie e tre racconti arrivano altre due storie con personaggi e luoghi reali tutti versiliesi.
Gelmi presenterà il libro “La pizza pentagonale” e “Clic!”, al Bagno Alle Boe. Condurrà la serata, dal titolo “Racconti capovolti”, il titolare Roberto Santini.
Se il protagonista della prima storia è il notissimo ristoratore, nella seconda è il fotografo Nicola Gnesi che, però, nel racconto, che si svolge fra Pietrasanta e il Bagno Piero, si chiama con un nome anagrammato, Nicola Signe.
«I mie testi vanno inseriti nella categoria fantasy e mistery - spiega Gelmi -. Sono storie di fantasia che contengono dei misteri perlopiù insoluti: lascio all’interpretazione del lettore la spiegazione.
Nascono però da episodi che mi capitano e mi ispirano. Ad esempio mi trovato al ristorante Filippo a Forte, ed eravamo in cinque. Ordiniamo una pizza e Filippo dice che la divide in otto.
Io faccio una battuta: “Come? Siamo in cinque”. E questo attimo ha dato vita a “La pizza pentagonale”».
Il racconto inizia appunto con un professore premio Nobel che si trova da Filippo: fa una scenata perché la pizza la vuole tagliata in cinque.
Il professore poi torna al locale in un giorno di chiusura per scusarsi del casino, e nasce fra loro una confidenza. Ma da lì inizia anche il mistero perché il Nobel scompare.
I racconti di Gelmi sono un continuo colpo di scena. Come nel caso di “Clic!” in cui Nicola Signe è ossessionato dalla fotografia, e ha una sorta di dono: prevede il futuro.
Talento che però lo porterà a fare disastri e poi finire pure in galera. Ma il finale è inaspettato perché il fotografo avrà un colpo di fortuna.
«Io e mia moglie abbiamo avuto un figlio più di undici anni fa e abbiamo deciso di non farlo crescere a Milano ma in Versilia. Qui stiamo benissimo e Forte dei Marmi mi suggerisce e mi stimola a scrivere.
È lui che ha realizzato i disegni delle copertine. Mentre la prefazione è di Elettra Ronca».
Il libro è distribuito da Pezzini Editori e il ricavato delle vendite andrà tutto in donazione all’associazione “Aiuto ai bambini cerebrolesi”.
Gelmi è iscritto all’Albo dei giornalisti ed è stato direttore del settimanale del Corriere di Mortara (paesino fra Pavia e Milano).
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