Bagno Amedea e la Storia di Maria Grazia Billi: Un Legame Indissolubile con Viareggio
Il Carnevale di Viareggio, uno degli eventi più celebri e attesi in Italia, è sinonimo di colori, allegria e creatività.
Questa manifestazione, che si tiene lungo la storica Passeggiata, attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo per ammirare i maestosi carri allegorici, vere e proprie opere d’arte in movimento.
Il Bagno Amedea: Un Punto di Riferimento sulla Passeggiata
Situato sulla stessa Passeggiata dove si svolge il Carnevale, il Bagno Amedea è la scelta ideale per chi vuole vivere l’esperienza al massimo.
Oltre a essere una location accogliente e perfetta per una pausa, questo stabilimento offre un punto strategico per godere dello spettacolo in totale relax.
Se stai programmando una visita a Viareggio durante il Carnevale, ti invitiamo a fermarti al Bagno Amedea per un’esperienza completa.
Servizi Offerti Durante il Carnevale
- Relax tra una sfilata e l’altra: Goditi un caffè o un aperitivo mentre ammiri l’atmosfera del Carnevale.
- Pranzi e cene a tema: Durante il periodo del Carnevale, il ristorante offre piatti speciali che celebrano i sapori della Versilia.
- Accesso alla Passeggiata: Situato proprio al centro dell’azione!
Maria Grazia Billi: Icona di Viareggio e Mascotte della Libecciata
È uscito da pochi giorni un libro davvero da non perdere: “La Mascotte. Una vita di amore e coriandoli”, pubblicato da Pezzini Editore.
Una storia emozionante, indimenticabile, la storia di Maria Grazia Billi, curata da Marzia e Sandra, due dei quattro figli (gli altri sono Gian Mario e Giacomo) di quella che è stata, e lo è tutt'ora, una vera e propria icona di Viareggio.
Realizzato recuperando gli appunti scritti a mano, le foto, i documenti ed i ritagli di giornale che Maria Grazia custodiva in una vecchia valigia e così presentava, da viareggina, alle viareggine: «Un'opera senza pretese, scritta negli scampoli di tempo da una donna come mille altre donne che lavorano nei campi più diversi, senza tralasciare il dovere di mogli, madri e magari di nonne, che vivono come me con tanto amore per la famiglia e con tanto amore per la propria città».
Sono pagine intense, profonde, poetiche che emozionano, illuminando la figura di una donna, una grande donna, bellissima fuori, meravigliosa dentro.
Il racconto inizia con il giorno della nascita, descritto con un forza figurativa ed evocativa dirompente.
È il 5 marzo del 1936.
Il papà si chiama Amerigo, è di Monsummano Terme, famiglia nobile.
Ha un negozio di barbiere in piazza D'Azeglio, così bravo da essere soprannominato “Le forbici d'oro della Versilia”.
La mamma, Solitaria Morini, invece, è di Pisa, figlia di una calafato, staffetta partigiana con il nome di “Stella Rossa”.
Alta, bionda, con gli occhi celesti come il cielo, in quel mattino partorisce.
Arriva all'ospedale a piedi, partendo dalla casa di corte Viani in Darsena, passando fra le barche ed arrivando al Tabarracci giusto in tempo per dare alle luce un splendida bambina, la prima bambina dopo ben 13 parti di figli maschi.
In questo volume, pagina dopo pagina, foto dopo foto, i ricordi così nitidi di Maria Grazia diventano “capitoli” di una vita che ha molto da raccontare e da ricordare.
Al lettore il gusto della scoperta e dell'emozione come quando, ad esempio, ci immergiamo nelle righe dedicate al giorno della Liberazione.
La Billi ha nove anni, sfollata a Marina di Carrara con la famiglia.
Come in un sogno sente all'improvviso che in strada accade qualcosa.
Sono i suoni, i colori, i sorrisi, le bandiere della colonna dei mezzi dei soldati alleati che annunciano la fine della guerra, l'arrivo della pace.
È come il passaggio di una banda che regala libertà ed allegria.
Come quella banda di cui lei diventerà simbolo indissolubile: “La Libecciata”, banda ufficiale del Carnevale di Viareggio, costumi ideati e disegnati da Uberto Bonetti.
Una formazione che nasce - che combinazione (o forse no) - il giorno del suo 18° compleanno: il 5 marzo 1953.
La mascotte viene eletta nel corso di un concorso organizzato al Bagno Amedea.
Decine le partecipanti, ma nessuna riesce, neppure lontanamente, ad oscurare la luminosa energia di questa stupenda ragazza che ammalia con lo sguardo, avvolge con il sorriso.
Una mascotte che sarà biglietto da visita ed occasione di promozione per il Carnevale e per Viareggio, dal 1954 al 1965, sfilando in Italia ed in Europa, unica donna, davanti a 130 “libeccini” maschi.
La scoperta di Maria Grazia, però, è in tutto quello che c'è oltre la storia della Libecciata.
Le esperienze teatrali con Vittorio Cinquini, Angelo Taddeoli, Egisto Malfatti.
La scrittura e la poesia.
I ruoli da comparsa nei film.
Per citarne uno “Agente 007 - Missione Goldfinger” con scene girate agli stabilimenti Pisorno di Tirrenia.
L'attività come vetrinista, quella come modella, la gestione del distributore Zenit, sul lungo molo, nei pressi di Piazza Garibaldi, il chiosco in pineta.
C'è poi la parte dedicata alla numerosa famiglia, al legame con i figli che fu, spesso, motivo di rinunciare a proposte ed offerte che l'avrebbero portata lontana, troppo lontana dai suoi amori e dalla sua Viareggio.
L'Eredità di Maria Grazia Billi
Per questi motivi e per i molti altri che scoprirete leggendo il libro, Maria Grazia Billi rimane ancora un'immagine che è parte di noi, dei tempi che furono, ma anche dei giorni del presente che ci circonda, così vuoto e privo di belle figure come la sua.
Qui dove, come scrive uno dei nipoti nelle ultime pagine, «...ha fatto innamorare tutti, per poi lasciarci per andare a conquistare gli angeli».
Maria Grazia Billi muore a Viareggio il 4 gennaio del 2014.
Dieci anni fa, 70 anni dopo la nascita della Libecciata.
Non sarebbe il caso di ricordarla intitolandogli una piazza?
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