La Storia dei Bagni Ariston a Rapallo: Un'Estate Italiana Indimenticabile
Nella meravigliosa cornice del golfo del Tigullio, i Bagni Ariston sono considerati una delle migliori strutture balneari della zona.
Rapallo è una meta turistica internazionale molto apprezzata per le bellezze naturali, la storia e la vita notturna. Il fiore all'occhiello di questo lido è l'ottimo ristorante che si estende sul pontile all'aperto con possibilità di mangiare godendo della vista mozzafiato del golfo e del castello di Rapallo.
Come sempre, dal 1980, anno in cui era nato, il programma sarebbe stato quello di trascorrere placidamente i due mesi estivi di luglio e agosto tra i lettini e le cabine dei Bagni Ariston, attendendo il ritorno a settembre in città.
Decorre proprio quest’anno l’anniversario per i 50 anni dell’interrail e se ci penso sembra davvero ieri che con Dodo e Nosama, seduti sulle Cesca del salotto di casa di Dodo in via Ampère, ci si trovava nei pomeriggi di maggio del 1997 a organizzare l’itinerario che ci avrebbe visti vagare tra Juan Les Pins, Parigi e Amsterdam, zaino in spalla e con l’atteggiamento da avventurieri consumati.
Si scelse Juan Les Pins perché l’estate prima Piero a Rapallo ne aveva parlato in maniera particolarmente entusiasta. Si scelse Parigi perché era la mia ossessione e perché era doveroso fare tappa in pellegrinaggio sulla tomba di Jim Morrison a Pére Lachaise. E infine si scelse Amsterdam perché l’obiettivo sempre e comunque era quello di farsi il più possibile e per sconvolgersi non c’era in Europa un posto migliore di quello.
Ricordo quell’estate come tremenda e mitologica al tempo stesso, gli squallidi alberghi di Montmartre e di Amsterdam, le notti trascorse in spiaggia o a dormire per terre alla Gare du Nord e la fame che sopraggiunse gli ultimi giorni quando finirono i soldi e fummo costretti a battere in ritirata dopo soli 11 giorni di vacanza.
Gli anni successivi cambiai compagnia e i biglietti dell’interrail furono sostituti con dei più intraprendenti BIGE, biglietti del treno riservati agli studenti che compravamo a prezzi stracciati all’agenzia di viaggio Transalpino vicino alla Stazione Centrale di Milano e che in un secondo momento, armati di solvente per unghie e stampante ad aghi, falsificavamo a casa del drugo Fede sostituendo la destinazione scritta sopra, che solitamente per motivi economici era Chiasso, per metterci comodamente quella che al momento più desideravamo.
Fatto sta che la casa sulle Hills di Rapallo non la vidi mai più, caduta nei complicati intrecci di sequestri e pignoramenti che investirono in quel periodo la mia famiglia. Ogni tanto però ci penso ancora alla casa al mare, casa che mio padre odiava, all’interno della quale si consumava un faticoso stile di vita.
Se per il ramo paterno la casa di riferimento fu quella di Moltrasio, quella di Rapallo fu lo stesso per quello materno. Se per il ramo paterno il motore di tutto fu la zia Zhora, capo indiscusso del clan bulgaro della famiglia, a comandare sul quella di mia madre la regina assoluta fu certamente mia nonna Maria.
Bella, altera, dura, intrattabile. Siciliana, di Marsala, nonna Maria di cognome faceva Anca e si sposò in giovanissima età, appena arrivata a Milano, con Luciano Venelli, figlio di una Winspeare, famiglia anglo-napoletana di una aristocrazia recente, conti per meriti militari dal 1789. Si ameranno per una decina d’anni poi Venelli morì molto giovane, nel 1934, lasciando due figlie, Lidia e Amelia.
Rimasta vedova Maria si trovò a dover crescere da sola due figlie piccole e da quel matrimonio ereditò, oltre a una cospicua pensione anche un malconcio appartamento a Palazzo Fidia, in centro a Milano, in via Melegari 2, in cui rimase quasi fino alla fine dei suoi giorni. Successivamente iniziò una relazione clandestina con un altro conte (tanto per cambiare) che di cognome faceva Ceriani Sebregondi, e che le diede altre due figlie: Pia e Renata, mia madre.
Figlie che ancora una volta mia nonna Maria crebbe da sola. Quando anche il conte Sebregondi morì mia nonna Maria aveva poco più di 40 anni e iniziò a recitare la parte della ragazza che proveniva da una famiglia principesca con pochi quattrini, cosa che le permise di non lavorare mai, nemmeno un solo giorno in tutta la sua vita.
Morì a 93 anni nel suo letto nell’appartamento di Via dei Transiti. In famiglia si vocifera che non resse l’abbandono di Palazzo Fidia, primo pezzo pregiato a essere ceduto e diviso tra i parenti. È sepolta al Cimitero Monumentale di Milano, di fianco a sua figlia Renata, la cui scomparsa a soli 37 anni, in seguito ad un terribile incidente stradale in Svizzera, fu il più grande dolore della sua esistenza.
«Il mare è un accessorio», mi diceva quando ero piccolo mia nonna, che gran parte della villeggiatura la trascorreva seduta il pomeriggio ai tavolini all’ombra del Bar Sole di Rapallo e in spiaggia non scendeva praticamente mai. Per tutti gli altri che si affannavano nei viali, negli arenili, nei ristoranti e nelle discoteche, la partita da giocare era completamente diversa.
Noi cuccioli invece, più che altro, il tempo lo passavamo usufruendo di una piscina, dall’acqua azzurra come in Sardegna, posta al centro dei Bagni Ariston, un piccolo ed elegante stabilimento dalle sdraio e i lettini bianchi e azzurri, posto in fondo al lungo mare davanti ad una piccola piazzetta intitolata a Ezra Pound, che nella cittadina ligure aveva avuto frequenti trascorsi prima di stabilircisi definitivamente nel ’62.
L’acqua della piscina era bassa ed era un grande vantaggio per le mamme che potevano rimanere così a parlare sotto l’ombrellone, mentre i pargoli si tuffavano selvaggiamente in quella grande vasca da bagno in preda all’elemento sconosciuto. Il trampolino, che stava in fondo a una lunga e malandata passerella di legno sospesa sul mare, era severamente vietato e a esclusivo uso dei ragazzi più grandi. Stessa spiaggia, stesso mare.
Le vacanze all’epoca erano molto lunghe e si dividevano militarmente in due parti: a luglio, vestiti alla marinara come Susanna Agnelli, sulla sabbia di Forte dei Marmi a casa dei miei, ad agosto nella villa sulle hills di Rapallo, dove da giugno a settembre, tutti gli anni, si trasferiva mia nonna. Il derby per molti anni così si è giocato tra i Bagni Dalmazia di Forte e gli Ariston di Rapallo, due luoghi molto diversi tra loro di cui ho ricordi contrastanti.
A Forte dei Marmi ancora oggi la spiaggia non è spiaggia ma salotto, e come si sa quasi tutti ambiscono a stare nel salotto giusto, ovverosia in quei due o tre stabilimenti dove prenotare sdraio e lettini per la stagione è un’autentica impresa, senza contare che bisogna avere una sfilza di referenze degne di un socio di un club inglese riservato ai Lord. A Rapallo invece le vacanze somigliavano a quelle di migliaia di altri italiani che, consolidando una tradizione nata negli anni ’50 nel periodo del boom economico, avevano preso l’abitudine ad agosto di prendere letteralmente d’assalto i lidi della penisola.
«Stabilimenti balneari, caffè all’aperto, alberghi, nei quali la borghesia si abbandona alle dolcezze velenose delle vacanze estive», scriveva Moravia in Le vacanze di Cremonini, nel 1973, rendendo bene l’idea.
Le scorribande sgangherate in Vespa di Jerry Calà, le polo Lacoste, le gite in pedalò, i giochi da spiaggia, le infinite partite a biliardino e, ovviamente, i corteggiamenti serrati descrivevano perfettamente le nostre giornate da sbarbi liceali in vacanza. L’estetica di quelle estati è richiamata a quella ritratta negli scatti di Claude Nori, il fotografo francese che intorno alla metà degli anni ’80 partecipò al racconto collettivo Viaggio in Italia, realizzando un reportage sentimentale sul mare italiano, una serie di immagini indimenticabili di luoghi mitici e particolarmente evocativi come Capri, Napoli, Portofino, la Romagna o Stromboli, e soprattutto i volti delle persone che all’epoca li frequentavano.
Quelle persone in costume da bagno, con il corpo scottato dal sole, che si radunano intorno a un juke-box, che mangiano un gelato all’ombra di un ombrellone, che si baciano davanti ad una cabina colorata, fanno parte di una poetica italiana indimenticabile.
Cosa resta oggi di quelle estati, in un tempo falcidiato dagli easyjetter, dal turismo mordi e fuggi e dagli Airbnb, in cui perfino gli stabilimenti balneari, sia che si stia a Capri che a Santa Margherita, sono stati vittima di una mostruosa metamorfosi, contesi a suon di sponsorizzazioni da brand e influencer?
Lo chiamano takeover delle spiagge, questa assurda pratica che ha trasformato i bagni, firmati da capo a piedi con lettini, divani e ombrelloni fatti su misura, in posti che sembrano diventati delle lussuosissime boutique. Non è scampato all’ondata fashion nemmeno il mitico Bagno Piero di Forte dei Marmi, quello frequentato dai Moratti per intenderci, che al Forte hanno casa praticamente da sempre.
C’è una foto di Ghirri, scattata ai Bagni Internazionali di Capri, in cui vengono ritratte davanti ai Faraglioni una serie di sdraio colorate. Sono disposte a coppie, sistemate diligentemente le une di fianco alle altre. Giacciono rivolte verso l’infinito, senza alcuna presenza umana, come affacciate a gustarsi il panorama a picco sul mare del golfo di Marina Piccola. Se guardo quella foto attentamente e mi soffermo ad osservare il legno del pontile, il salvagente appollaiato sulla struttura d’acciaio colorata di azzurro della palafitta e il profilo dei tetti delle cabine, mi sembra di vedere il riassunto di tutta un’estate italiana di una volta.
"OndaClassica - Tigullio, Incontro d’Epoche": Un Omaggio alla Marineria d'Epoca
Un evento imperdibile per gli appassionati di nautica d'epoca è "OndaClassica - Tigullio, Incontro d’Epoche", in programma dal 23 al 26 maggio 2024 a Santa Margherita Ligure. Questo raduno multimarca di motoryacht d’epoca, barche a vela, runabout e barche a motore di linee classiche costruite tra i primi del Novecento e gli anni Duemila promette di celebrare la storia e la bellezza delle imbarcazioni che hanno solcato i mari nel corso dei decenni.
“Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati”, ha dichiarato Luigi Spaggiari, presidente del Riva Society Tigullio organizzatore dell’evento, “ovvero riuscire a inserire la manifestazione nel già fitto calendario degli eventi stagionali dedicati alla marineria tradizionale e realizzandola col supporto di numerose realtà locali. Tutto a beneficio della cittadinanza e degli appassionati di nautica d’epoca che in quei giorni frequenteranno Santa Margherita Ligure”.
I Protagonisti dell'Evento
Saranno presenti i più famosi modelli di motoscafi Riva, dai Super Florida agli Olympic, Aquarama, Ariston e Junior, alcuni dei quali costruiti oltre mezzo secolo fa. Un Riva Caribe del 1980 rappresenterà invece la storia più recente del leggendario cantiere, fondato nel 1842 a Sarnico sul lago d’Iseo. Tra i motoryacht di importanti dimensioni il 20 metri Italica, un esemplare di Baglietto Minorca varato esattamente 60 anni fa dall’omonimo cantiere ligure di Varazze che quest’anno festeggia ben 170 anni della nascita.
Tre le imbarcazioni provenienti dal Museo della Barca Lariana di Pianello Lario, sull’alto Lago di Como, fondato ufficialmente nel 1982 da GianAlberto Zanoletti (1943-2019) all’interno di una vecchia filanda. Il taxi veneziano Elisa del 1966 del cantiere veneziano Oscar, il runabout Pucci III del 1963 del cantiere Colombo e la lancia a motore Bob del 1934 rappresenteranno quella che è considerata una delle più importanti raccolte di imbarcazioni al mondo, che conta oltre 400 scafi. Custode e curatore di questa realtà è Ferdinando Zanoletti, presidente della Fondazione Museo Barca Lariana che da anni promuove la cultura delle barche storiche.
A Santa Margherita Ligure saranno presenti imbarcazioni del cantiere Bertram, marchio americano fondato nel 1960, con altri scafi che richiameranno il periodo d’oro della motoristica d’epoca. In banchina una delle più antiche imbarcazioni naviganti in Mediterraneo, il ketch aurico Tirrenia II del 1914, lungo 18 metri, varato in Inghilterra ben 110 anni fa e ancora oggi perfettamente navigante. Non mancherà un’altra barca a vela, il 19 metri Samurai del 1962, appartenuta dal giorno del varo alla famiglia Pavese di Milano, plurivittoriosa sui campi di regata di tutto il Mediterraneo. La classica costruzione in legno rievocherà il famoso cantiere ligure che l’ha realizzata, i Sangermani di Lavagna, realtà ancora oggi operativa dopo quasi 130 anni della fondazione.
Il "Villaggio Onda Classica" e gli Eventi Collaterali
Durante i giorni della manifestazione, presso la Banchina Sant’Erasmo verrà allestito il Villaggio Onda Classica, un luogo di incontro per i partecipanti aperto al pubblico che potrà scoprire da vicino la storia delle imbarcazioni presenti e visitare gli stand legati alla marineria. Numerosi gli eventi collaterali che animeranno la manifestazione.
- Giovedì 23 maggio è previsto l’arrivo degli scafi partecipanti e l’apertura dell’Area Hospitality.
- Venerdì 24 maggio alle ore 10 avrà luogo, presso la Banchina Sant’Erasmo, l’inaugurazione della manifestazione con taglio del nastro. In serata, presso i Bagni Grand Hotel Miramare, si svolgerà lo Spettacolo Pirotecnico a cura di Pyrodreams.
- Sabato 25 maggio alle ore 21, presso l’Anfiteatro Bindi, la tribute band degli Empty Spaces si esibirà dal vivo nello spettacolo “A Pink Floyd Tribute Show”.
- Domenica 26 maggio, a partire dalle ore 11, lungo il tragitto Santa Margherita Ligure - Rapallo e ritorno si terrà la sfilata di eleganza degli scafi iscritti. A seguire le premiazioni e in serata la chiusura del Villaggio.
La Partecipazione della Città
“OndaClassica - Tigullio, Incontro d’Epoche” è un evento promosso dal Comune di Santa Margherita Ligure, Regione Liguria e Associazione Albergatori S. Margherita Ligure - Portofino, realizzato con la collaborazione di ASCOM Confcommercio Santa Margherita Ligure e Progetto Santa Margherita Srl. Non solo. Organizzazioni e istituzioni territoriali hanno “fatto quadrato” per la buona riuscita della manifestazione, siano essi legati alle attività nautiche (OPN Operatori Portuali e Nautici di Santa Margherita Ligure, Coop. La Calata, Coop. Armatori Moto Pescherecci, Assoc. Promotori Civico Museo delle Tradizioni Marinare, Museo del Mare, Polo Nautico, ITTL Nautico C. Colombo-Camogli) oppure cittadine (CIV Centro Integrato di Via ‘Costa dei Delfini’, Fondaz. ITS, Photo Club SML).
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