Città Giardino: Un'Oasi di Pace e Fascino a Padova
Città Giardino è senza dubbio uno dei luoghi preferiti di Padova e la rappresenta piuttosto bene, con la signorilità nascosta. In fondo Padova è così, le cose belle ci sono eccome, ma bisogna saperle trovare. E noi ne siamo sempre alla ricerca per voi.
La Storia e l'Architettura di Città Giardino
Proprio per essere nota come oasi di pace a due passi dal cuore del centro, Città Giardino è - comprensibilmente - una delle aree più ambite di chi cerca casa. Il palazzo più bello fra i tanti è sicuramente l’Esedra, che fu progettato nel 1925 dall’architetto Gino Peressutti, e un tempo al piano terra ospitava numerosi negozi. Potrete attraversarlo grazie all’arco centrale, e curiosare un po’ in questa zona così tranquilla. Nelle vie Cadorna, Configliachi e D’Annunzio, solo per citarne alcune, troverete altre palazzine splendide.
La Garbatella: Un Esempio di Città Giardino
La Casa dell'Architettura, con il patrocinio dell'Ater, del Comune di Roma e dell'INU, organizza una giornata internazionale di studi, una mostra e un filmato di ricostruzione in 3D che hanno al centro il quartiere romano della Garbatella. Negli ultimi decenni il governo del territorio e l'urbanistica italiani si sono dedicati alla riqualificazione della città densa e compatta. È stata viceversa colpevolmente trascurata la condizione e la sorte della "città leggera", erede illegittima della tradizione della città giardino che pure, anche in Italia, può vantare una produzione disciplinare di alta qualità.
La scena internazionale vede da tempo l'urbanistica impegnata nella conoscenza e nell'azione dei cosiddetti retrofit o sprawl repair: densificazione e riqualificazione morfologica e funzionale. Parallelamente emergono segni concreti di rilancio della tradizione della città giardino. Con il convegno “La Garbatella la città giardino di domani e la città leggera - La via pacifica alla vera riforma - il primo di due incontri di discussione su questi temi - la Casa dell'Architettura vuole evidenziare la sinergia concettuale tra i due fenomeni ed i possibili effetti virtuosi: la tradizione della città giardino può essere uno straordinario riferimento per la riqualificazione del paesaggio intermedio.
In particolare nell'incontro si metteranno a fuoco caratteristiche e qualità della città giardino della Garbatella con una serie di interventi di studiosi della storia e della morfologia del progetto di Gustavo Giovannoni. Il Convegno è corredato dalla proiezione di un filmato in 3D, realizzato per l’occasione, di ricostruzione di progetti dell’epoca, alle ore 15,00. Concluderà la giornata una tavola rotonda sui possibili futuri della città giardino e della rigenerazione della città leggera ( vedi programma allegato). La partecipazione al Convegno per gli architetti da diritto a 6 Crediti formativi permanenti.
La Mostra, che espone gli elaborati progettuali, i disegni e le foto dell’epoca e odierne provenienti dall’archivio ATER, segue un criterio cronologico e si integra con un filmato in 3D che è un vero e proprio viaggio all’interno dei lotti del quartiere Garbatella, realizzato esplicitamente per la mostra con la ricostruzione virtuale e l'inserimento nel contesto di alcuni ambiti ed edifici demoliti e/o trasformati. Alla Garbatella gli architetti della "Scuola Romana" hanno ridefinito il tipo edilizio e le modalità di costruzione, in parte rifacendosi alla tecnica e allo stile della tradizione, introducendovi processi di semplificazione, in parte innestando principi di modernizzazione.
In particolare si attiva un’azione di reinterpretazione dei linguaggi tipici di quel periodo a Roma, tra ‘neobarocco’ e ‘razionalismo’, entrambi espressione del rinnovamento architettonico della città. Al progetto urbanistico lavorò Gustavo Giovannoni, una delle firme più prestigiose dell'epoca, coadiuvato da Innocenzo Sabbatini, che firmò i progetti degli edifici più pregiati del quartiere. Nel corso del tempo si aggiunsero anche altri architetti.
La Storia della Garbatella
Il giorno 18 febbraio 1920 il Re d’Italia pose la prima pietra per la costruzione del quartiere denominato “Concordia”, inizialmente nato per ospitare le famiglie degli operai impegnati nelle industrie della Via Ostiense. Nel giro di due anni sorgono le prime abitazioni e la scalinata che riecheggia quella di Trinità dei Monti, nota come il Pincetto di Garbatella. Le prime case della città-giardino (40 palazzine con 190 alloggi simili alle case agresti del periodo tra il 1500 e il 1700) si rifacevano allo stile "barocchetto romano": attraverso planimetrie sinuose e originali morfologie gli edifici acquisiscono un carattere neo-medievale e in genere apparivano una combinazione sintetica di stili diversi appartenenti al passato. Gli alloggi sono composti generalmente di due o tre vani con annesso un piccolo bagno.
Fino agli anni ‘50 le abitazioni non avevano l'acqua corrente, per cui non avevano la vasca né la doccia e una volta alla settimana i cittadini della Garbatella potevano recarsi ai “Bagni pubblici” in Piazza Bartolomeo Romano, dove potevano utilizzare le docce e le vasche da bagno. Nel 1903 nasce in Italia l'Icp (Istituto per le Case Popolari). Di fatto l’ente costruirà interi quartieri con lo scopo di dare un ordine alla città. L’idea iniziale del quartiere della Garbatella, realizzato con tipologia edilizia a villini, sul modello delle "Garden Cities" inglesi, si va trasformando dal 1923 in poi, con le "case rapide", edifici "provvisori" ed economici per i senza tetto, i braccianti, gli operai edili, ecc., cambiando rapidamente l'aspetto del progetto originario.
Dopo il 1927 addirittura trionfa la tipologia degli "alberghi collettivi", con servizi in comune, veri e propri dormitori pubblici, per ospitare gli sfrattati vittime degli sventramenti attuati nel centro e delle mutate condizioni politiche. Tra il 1926 e il 1927 l’arch.
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