Idee per Bagno: Piastrelle Solo Dietro i Sanitari

Scegliere le piastrelle per un bagno piccolo richiede una certa attenzione, per migliorare la qualità sia percettiva sia estetica dello spazio e creare un ambiente confortevole. I rivestimenti ceramici a pavimento e a parete sono infatti componenti fondamentali nell’arredamento di questi ambienti tecnici, che se di dimensioni ridotte se ben progettati possono diventare dei veri e propri gioielli architettonici. In cui geometrie, formati, colori, materiali personalizzano e danno carattere ad ogni situazione.

Bagno piccolo con piastrelle

Che piastrelle mettere in un bagno piccolo?

In un bagno piccolo il formato delle piastrelle è importante: il risultato migliore si ha con elementi o molto piccoli o, contrariamente a quanto si pensi, molto grandi. Lastre ceramiche e piastrelle di grandi dimensioni - anche eccessive, arrivando a coprire ad esempio, con un solo elemento, ampie porzioni di superfici verticali e orizzontali - riducono il numero delle fughe e di conseguenza creano un effetto visivo uniforme, in grado di migliorare l’impressione dell’insieme.

Un risultato che si può ottenere anche con formati più tradizionali (dai 10 x 10 ai 30 x 30 cm), optando per fughe molto sottili e coordinate cromaticamente con le piastrelle, al fine di un risultato ancora più omogeneo. Mosaico e piastrelline - tra cui i “brick” rettangolari di tendenza - sono ideali per rivestire le superfici evitando il numero dei tagli irregolari degli elementi ceramici agli spigoli o all’incontro tra pavimentazione e pareti.

La griglia più fitta delle fughe ne sottolinea dinamicamente la ripetizione geometrica ma in un bagno piccolo può a volte trasmettere impressione di frammentazione: in tal caso si può scegliere di rivestire solo precise porzioni, come ad esempio l’interno di una nicchia, la fascia dietro ai sanitari, l’angolo della doccia. Interessante anche l’effetto “piscina”, con piccole piastrelle uguali a rivestire sia il pavimento sia parte delle pareti, con decorazioni o colori inusuali per aggiungere un tocco di originalità o fughe a contrasto.

Quali colori e materiali per le piastrelle di un bagno piccolo

Come per i formati, anche il colore delle piastrelle in un bagno piccolo è rilevante. Abbinare le tinte di pavimentazione e pareti, giocando con lo stesso colore in gradazioni differenti o con sfumature simili, permette poi di avere un risultato armonioso e accogliente, da punteggiare ritmicamente con arredi e accessori. Se si desidera aumentare l’espressività, si possono aggiungere piastrelle in un colore deciso o a contrasto solamente su una parte dell’involucro - ad esempio sulla parete dietro al lavabo o nel box doccia -, facendo attenzione però ad evitare di sovraccaricare l’ambiente con troppe variabili cromatiche, che ne restringerebbero la percezione dimensionale.

I colori troppo scuri in teoria sarebbero da evitare, poiché, soprattutto quando la luce naturale scarseggia, rendono un bagno piccolo percettivamente ancora più ristretto. Tuttavia scegliere piastrelle in nuance crepuscolari (prugna, blu notte…) può diventare una opzione vincente dal punto di vista dell’originalità espressiva, su cui far spiccare la brillantezza di sanitari in taglia small bianchi con finitura lucida e rubinetterie metalliche altrettanto lucenti.

I materiali dei rivestimenti di piastrelle per un bagno piccolo possono essere disparati, da selezionare in base al gusto personale. mosaico ceramico o, più pregiato, di pasta di vetro, soluzione particolarmente sofisticata e resa più pratica grazie al montaggio su rete delle tessere.

Come piastrellare un bagno piccolo

In un bagno, piccolo o grande che sia, le piastrelle sono indispensabili sulle superfici direttamente a contatto con l’acqua, come nella doccia, dietro alla vasca o al lavabo e ai sanitari, per proteggerle da schizzi e umidità. Altrove, dunque, si può evitare di posarle, preferendo pitture idrorepellenti e lavabili: una tendenza sempre più diffusa anche in ambienti di piccole dimensioni, che garantisce un look moderno e minimale, bilanciando al meglio praticità ed estetica.

Lo smalto murario completa infatti il progetto del bagno, declinato in continuità cromatica con gli elementi ceramici oppure decisamente a contrasto, per sorprendere. Fondamentale poi scegliere piastrelle ad hoc per il pavimento, che si integrino cromaticamente e stilisticamente con il resto del progetto, ma soprattutto risultino antiscivolo anche se bagnate, dunque sempre sicure per chi cammina scalzo.

Il soffitto di un bagno piccolo dovrebbe invece mantenere un aspetto luminoso, per dare l’impressione di maggiore altezza: sì allora allo stesso colore di piastrelle e pittura muraria, se in tinte chiare o pastello, magari con una sfumatura più leggera; contrasto discreto invece per abbassare il volume (quando il locale è stretto e alto) e aggiungere un maggiore senso di comfort avvolgente.

Fino a che altezza mettere le piastrelle in un bagno piccolo?

In un bagno piccolo, le piastrelle, pur essendo una soluzione pratica per evitare che la muratura si inumidisca, non devono necessariamente coprire tutto lo sviluppo delle superfici verticali. Anche una fascia dell’altezza di soli 120-150 cm dal pavimento è ideale per calibrare efficacemente praticità ed estetica. Una scelta che dà all’insieme un aspetto leggero e contemporaneo e soprattutto lascia piena libertà di personalizzare la zona superiore con pittura o carta da parati, materiale ormai sdoganato anche nei bagni.

Se si preferisce piastrellare fino al soffitto, in un bagno piccolo conviene farlo solo parzialmente, nella zona della doccia o dietro a una vasca a libera installazione o al mobile del lavabo, per evidenziarne la presenza e differenziare la funzionalità.

Calcolare i mq necessari di piastrelle per un bagno piccolo

Il calcolo della quantità di piastrelle necessaria evita di acquistare troppo o al contrario poco materiale, situazione quest’ultima più sgradevole poiché impedisce di terminare il lavoro di posa, allungando i tempi di cantiere (anche di molto se la fornitura non è più in pronta consegna). Per calcolare i metri quadrati giusti, bisogna misurare accuratamente la superficie che si intende rivestire, moltiplicando lunghezza per altezza della parte di parete che si intende rivestire e aggiungendo la superficie del pavimento, ottenuta moltiplicando lunghezza per larghezza del pavimento.

Come progettare un bagno piccolo

Quando il bagno è molto piccolo e le pareti sono coperte da ingombri come porte, finestre e radiatori, la superficie che più di tutte salterà all’occhio è proprio il pavimento. Oltre alle dimensioni e alla forma del bagno, un altro aspetto importante da considerare è la presenza di punti focali: la zona della doccia, il lavabo o una parete ben visibile possono essere aree fondamentali per la valorizzazione dello spazio, magari utilizzando un decoro diverso o un effetto tridimensionale per creare una parete scenografica che catturi l’attenzione.

Un trucco molto efficace per ampliare visivamente un bagno piccolo è creare continuità tra il pavimento e le pareti, utilizzando lo stesso tipo di piastrella. Questo approccio funziona particolarmente bene con materiali come il gres porcellanato effetto legno o pietra, perché dona un aspetto uniforme e raffinato all’intero ambiente, rendendolo più armonioso e spazioso. La scelta del formato delle piastrelle dipende dalle dimensioni e dal progetto complessivo del bagno. Le maxi piastrelle possono far apparire più ampi gli spazi limitando il numero di fughe e donando un senso di maggiore uniformità. D’altra parte, i mosaici o le piastrelle più piccole possono essere utilizzati per aggiungere dettagli e decorazioni, soprattutto in aree particolari come la zona doccia o il backsplash dietro il lavandino.

Altezza rivestimenti bagno: cosa dice la normativa?

La normativa sull’altezza dei rivestimenti nei bagni privati, è principalmente disciplinata dai Regolamenti Edilizi dei Comuni: le regole possono cambiare da città a città. Il Regolamento di Milano, afferma che le pareti dei bagni “sino ad un’altezza di 180 cm. vanno rivestite in materiale impermeabile, liscio, lavabile e resistente, solamente in corrispondenza degli apparecchi sanitari”.

Quello di Palermo parla di “rivestimento delle pareti, fino all’altezza minima di m 1.50, realizzati in materiale impermeabile e facilmente lavabile”. Un aspetto comune a moltissimi regolamenti, è che spesso manca un richiamo esplicito alle piastrelle in ceramica. Nella maggior parte dei casi si parla di superfici impermeabili e lavabili. Ciò significa che potresti rinunciare alle piastrelle, in favore di soluzioni altrettanto resistenti all’acqua, come resine, microcemento, carte da parati impermeabili o pitture lavabili.

Errori comuni nella progettazione

Quando scegli dei rivestimenti “bassi”, devi considerare che alcuni elementi potrebbero trovarsi a ridosso tra le ultime file di mattonelle e il muro non rivestito. L’altezza giusta varia in base all’arredo, l’importante è che l’elemento non sia posizionato in corrispondenza della linea di giunzione tra le mattonelle e la parete.

Nel caso della placca del wc, devi fare i conti con la scheda tecnica della cassetta di risciacquo - che definisce anche l’altezza della placca - e con le misure della placca stessa (altezza x larghezza). A mio avviso, il termoarredo del bagno, al pari degli altri elementi, dovrebbe essere posizionato interamente su una superficie piastrellata o su una parete completamente intonacata e dipinta.

In teoria, non esiste una quota minima di riferimento. Tuttavia, a mio parere, l’interno doccia doccia andrebbe sempre rivestito fino ad almeno 220 centimetri. Il motivo principale risiede nell’altezza “standard” di installazione dei soffioni a muro, fissata a circa 215 cm. dal piatto doccia.

Soluzioni per rivestire le pareti del bagno

Vediamo quali sono le 4 classiche soluzioni per rivestire le pareti del bagno:

  • A metà altezza: Parliamo di quote che vanno da circa 120 cm.
  • Tutta altezza: In questo caso, l’impresa deve fare molta attenzione alle quote del solaio.

La maggior parte dei prodotti ceramici viene prodotta in formati multipli di 15 o 30 centimetri (es. 30×60, 60×60, 60×120…etc.), dimensioni che che collimano alla perfezione con le “classiche” quote dei rivestimenti. In questo modo, si facilita posa e si riducono gli scarti.

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