Bagno Conte: Storia e Trasformazione di Consonno
La storia dell'antico borgo di Consonno, nel comune di Olginate, è una vicenda tipica degli anni Sessanta, quando il "Grande Ufficiale Mario Bagno - Conte di Valle dell'Olmo", imprenditore del settore immobiliare, decise di acquistare in un colpo solo l'intero tenimento di Consonno, un caratteristico borgo brianzolo sul Monte di Brianza.
L'Ascesa e la Caduta di un Sogno: Consonno "Las Vegas della Brianza"
Siamo negli anni Sessanta, in pieno boom economico, e l'attenzione ai valori ambientali non è ancora una priorità. Nella Brianza si costruiscono enormi condomini e vaste aree di campagna vengono distrutte per fare posto a interi quartieri. Ma nessuno era mai arrivato a tanto: distruggere completamente un paese.
Per l'antico borgo di Consonno, l'inizio della fine coincide con l'arrivo in paese del Conte Mario Bagno, eccentrico imprenditore, che aveva messo gli occhi sul minuscolo paese che sorge in una posizione panoramica facilmente raggiungibile da Como e da Milano. Il suo progetto era la costruzione di una grande nuova Consonno, ridisegnata come "Città dei balocchi".
Con atto notarile dell'8 gennaio 1962, le famiglie Anghileri e Verga, proprietarie tramite l'Immobiliare Consonno Brianza di tutta Consonno, cedono le quote di partecipazione della società alla famiglia Bagno. Il passaggio di quote e l'acquisto di tutto il borgo di Consonno avviene per il prezzo di 22.500.000 lire. Per Consonno è l'inizio della fine.
La Trasformazione Radicale del Borgo
"Costruirò una nuova strada" disse il Conte Bagno. L'imprenditore propose all'Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Luigi Viganò, di realizzare una strada camionabile per unire Olginate a Consonno. Con delibera di Consiglio Comunale numero 30 del 1961, il progetto della nuova strada, da donare poi al Comune, fu approvato. Presto, ruspe, camion e betoniere iniziarono ad affluire verso Consonno.
In un primo tempo, il Conte Bagno diede ad intendere che le caratteristiche agricole del borgo sarebbero rimaste inalterate, seppur integrate da un incremento turistico. Chi aveva scelto di restare a Consonno vedeva di buon occhio l'idea di far diventare Consonno un centro agro-turistico: gli alberghi avrebbero portato lavoro e turisti che potevano acquistare i prodotti della terra.
L'imprenditore non si ferma davanti a nulla e casa dopo casa il vecchio borgo di Consonno cade. Alla fine dei lavori si salveranno solo la Chiesa di San Maurizio con l'attigua casa del cappellano ed il cimitero, posto su un poggio a Nord di Consonno.
I consonnesi ricordano ancora oggi i giorni della demolizione. Anche la collina adiacente al cimitero viene attaccata dalle ruspe: limita il panorama e il Conte Bagno la fa abbassare con esplosivo e ruspe, in modo che si possano ammirare da Consonno il Resegone e le Prealpi lecchesi.
L'opera delle ruspe muta l'equilibrio idrogeologico della zona: nel novembre 1966 le continue piogge favoriscono lo slittamento verso valle di ingenti quantità di fango e pietrisco; nell'aprile del 1967 un nuovo movimento franoso invade la strada che congiungeva le frazioni di S.Maria, Albegno e Parzanella con Olginate. Ma il conte Bagno non si ferma neanche di fronte ad una denuncia di "Italia Nostra".
La Nascita della "Città dei Balocchi"
Alle vecchie case vengono sostituiti nuovi palazzi, sfingi egizie, cannoni, pagode, di tutto un po'. I vecchi abitanti che ancora lì risiedevano si trovavano "accampati" nelle baracche dei cantieri del Conte Mario Bagno. Nel periodo in cui ha funzionato è stato un paese dei balocchi: giostre, negozi ristoranti, attrazioni ludiche. Una fatua attrazione figlia dell'epoca in cui la Brianza voleva imitare Las Vegas.
L'eccentrico imprenditore tenterà un rilancio di Consonno negli anni Ottanta il cui primo tassello doveva essere la casa di riposo, ma la cosa non riuscì mai a decollare. Consonno diventa di anno in anno sempre più una città fantasma, ed il suo padre e padrone muore il 22 ottobre 1995 alla veneranda età di 94 anni.
Consonno Oggi: Un Non-Luogo Ricco di Storia
Oggi, di quel sogno rimane tutta la desolazione che solo il fascino distopico di un futuro impossibile può lasciare. Eppure, da questi ruderi ancora emergono tutti gli strati di umanità che hanno attraversato un luogo ancora in grado di conservare tutto il suo fascino decadente. Di sicuro, nel bene e nel male, qui si incontra tutto il vissuto di oltre mezzo secolo di storia.
Un non luogo che anche la natura più che nascondere ha cercato di inglobare. Memoria storica di macerie umane che si raccolgono ad ogni passo dentro e fuori le mura di questo avanzo di città. Tracce di vita che, nonostante tutto, meritano ancora rispetto.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1962 | Acquisto di Consonno da parte della famiglia Bagno. |
| Anni '60 | Demolizione del borgo e costruzione della "Città dei Balocchi". |
| 1966-1967 | Frane causate dalle modifiche al territorio. |
| Anni '80 | Tentativo fallito di rilancio con la costruzione di una casa di riposo. |
| 1995 | Morte di Mario Bagno. |
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