Bagno Darsena Viareggio: Storia e Servizi
La Darsena di Viareggio è uno dei quartieri storici della città, zona di pescatori e di cantieri navali, ma anche di stabilimenti balneari e divertimento. Solitamente quando si parla della darsena si è soliti dire che è la “spiaggia dei viareggini”. Questo perché i cittadini scelgono proprio questa parte del litorale per le giornate in spiaggia.
Storia degli Stabilimenti Balneari a Viareggio
Torniamo indietro nel tempo, all'Ottocento, e andiamo in Toscana, in Versilia per l'esattezza, per scoprire dove sono nati i primi stabilimenti balneari in Italia. Viareggio, estate 1828: aprono i Bagni Dori, che all'epoca erano riservati a signore e religiose. Una palafitta si inoltra verso il mare, al quale si accede tramite una scaletta, sempre in legno: qui le signore, rigorosamente vestite, con un costume in lana, cappello e scarpe, trascorrevano le loro giornate estive, attente a non bagnarsi e a non esporsi troppo al sole.
Successivamente, si idearono cabine montate su ruote per permettere alle donne di calarsi direttamente in acqua. Accanto ai Bagni Dori, destinati alle donne, sorgeva il bagno maschile Nereo, dove le modalità erano pressoché simili. Nonostante i loro costumi originali, è grazie a queste signore e ai loro mariti, del vicino bagno maschile Nereo, che Viareggio e la Versilia possono vantare il primato tra gli stabilimenti balneari in Italia e probabilmente di tutto il Mediterraneo.
Fu così che il gonfaloniere di Viareggio ottenne dal Ducato di Lucca il permesso di costruire il Bagno Dori e il Bagno Nereo, offrendo ai toscani ma non solo, l’ultima tendenza in fatto di divertimento e salute, discesa dall’atlantico dell’Impero Britannico, direttamente sulle sponde della Versilia. La paternità dei primi stabilimenti balneari tuttavia, fu rivendicata da un'altra città toscana, Livorno, dove già nel 1781 sorgevano i Bagni Beretti, presenti già dalla fine del Settecento.
La novità di questi luoghi, che tanto affasciavano la gente del posto, così come chi poteva permettersi di alloggiare in queste località, era che riproponevano al mare i modelli delle terme. Del resto, proprio in quegli anni si scoprirono le caratteristiche curative dell’aria e dei bagni di mare. E così, fu subito un gran successo, seguito a ruota da altre località come Forte dei Marmi e la Costa Azzurra, oltre alle già note Venezia e Rimini. Non erano solo i locali a godere dei benefici del mare attrezzato, ma ben presto anche molti viaggiatori provenienti dall'estero - Gran Bretagna ed Europa settentrionale in primis - presero l'abitudine di raggiungere questi stabilimenti balneari, molti dei quali diventarono molto rinomati e alla moda.
Con gli anni, l'architettura dei lidi si trasformò: dalle rigide palafitte si passò a semplici capanne sulla spiaggia, che si arricchirono di sale da ballo, bar, negozi e ristoranti. Le parole di Alessandro Manzoni, che trascorse a Viareggio l’estate del 1856, descrivono molto bene quello che era il mood delle vacanze in Versilia “la vita qui è mangiare, dormire, bagnarsi, passeggiare“.
Il Novecento fu il secolo in cui le vacanze al mare e gli stabilimenti balneari conobbero un vero e proprio boom: i costumi si fecero meno castigati, la pelle abbronzata veniva tollerata e anzi, diventò di tendenza, gli stabilimenti non venivano più visti come luoghi curativi, ma come destinazioni per il relax e lo svago. Con la nascita della cosiddetta società di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.
La Versilia si dimostrò, ancora una volta, capace di stare al passo con i tempi: aumentarono i lidi e con essi i centimetri di pelle da esibire. Si passò dalle magliette a maniche lunghe ai corpetti, dai pantaloni lunghi e fascianti a quelli corti, comparvero le prime scollature. La vera e propria rivoluzione sarà con Coco Chanel, la quale lancerà la moda dell'abbronzatura con la collezione che prevedeva il costume da bagno modello sirenetta. Si trattava del primo costume in maglina elasticizzata che permetteva alle donne di indossare indumenti da bagno con ampie scollature sulla schiena.
Con il Fascismo, la Versilia divenne un luogo sempre più iconico. Nel 1928 il fascismo permise a tre sole palafitte di continuare la propria attività. Il nuovo regime si adoperò infatti per accentuare l’aspetto sportivo e vitalistico delle vacanze al mare, con particolare riguardo per le colonie marine dedicate all’infanzia.
La nuova tendenza in fatto di costumi esplose letteralmente nel 1946, poiché prese nome dall’atollo dei test nucleari statunitensi: il bikini. Del resto il modello versiliano delle vacanze di eccellenza si è sempre proposto di prendersi cura dei suoi ospiti a 360 gradi, dai caffè, ai ristoranti, alle ottocentesche sale da scherma del Nettuno, alle galoppate dannunziane.
I Bagni Storici di Viareggio
Della famosa “passeggiata”, che alterna su di un lato modernissimi palazzi a edifici di gusto liberty, e sull’altro originali negozi e ritrovi ad eleganti stabilimenti balneari, riportiamo la descrizione di un viareggino puro sangue, Mario Tobino.
“I bagni storici, quelli che poi hanno preso nella fantasia degli anziani il colore della favola, vivevano nel tratto che dal molo va a piazza Mazzini. Il Colombo era il bagno dei preti; aveva una rotonda breve, cauta, modesta, si avventurava con le palafitte sul mare appena di quei pochi metri per poter dire che anche essa era una rotonda… Il Balena era come questo cetaceo. Possentemente molle e trionfante era la sua rotonda, la più alta sul mare, folte le palafitte sotto di lei a sorreggerla, grassa rococò messa a piatto sul mare… Il Nettuno era tabù. Una rete difendeva la sua spiaggia dalla plebe. Per entrarvi si doveva scendere in acqua fino al ginocchio, oltrepassare il capo della palizzata. E una volta entrati nella sua area ben pochi osavano addentrarsi nella spiaggia, in quell’anfiteatro di un calmo color giallo oro… L’ingresso del Felice era il più bello di tutti, il più simile ad un bosco, e il contrasto con la calce viva che di fuori il sole scagliava, lo faceva più irreale."
Questi furono a Viareggio i bagni celebri e tali rimasero dall’inizio del secolo fino a dopo la guerra mondiale.
Servizi e Attività nella Darsena Oggi
Del resto, qui tutte le esigenze possono essere soddisfatte. Si trovano, infatti, stabilimenti balneari con tutti i servizi possibili (piscina, ristorante, aree per bambini e parcheggi molto comodi) ma anche la spiaggia libera. La spiaggia della Darsena di Viareggio è molto grande, soprattutto se paragonata con il resto del litorale versiliese.
In particolare la distanza tra le cabine e il mare è così grande da consentire a ogni stabilimento di avere campi da beach tennis, beach volley, calcio e tanti altri divertimenti. I singoli ombrelloni sono distanziati tra loro in modo da consentire a ognuno di avere il giusto relax e la porzione di spiaggia per godere la tintarella. Come abbiamo detto, ogni stabilimento è dotato di parcheggio privato gratuito (sul vialone sono a disposizione parcheggi a pagamento con tariffa oraria o giornaliera).
Oltre agli stabilimenti balneari, però, la darsena di Viareggio offre la possibilità di vivere il mare in modo naturale. Stiamo parlando della spiaggia libera che si estende fino a Vecchiano (Pisa), per molti chilometri.
Il Vialone e i Locali
Di fronte al mare, e agli stabilimenti balneari, si estende il famoso vialone della darsena. È questo il luogo dedicato al divertimento. Sono molti i locali che si trovano lungo il vialone, e in particolare suggeriamo:
- Carpe Diem: Una vera e propria istituzione per il divertimento in città.
- Maki Maki: Decisamente uno dei capisaldi della movida.
- Corsaro Rosso: Altra istituzione in città, offre una serata particolarmente adatta a chi ama la musica dal vivo.
Ristoranti Tipici nella Darsena
La darsena di Viareggio non è soltanto il Vialone con i locali per il divertimento, ma è anche buona cucina. Proprio nel quartiere si trovano una serie di ristoranti tipici dove poter assaggiare i piatti della tradizione culinaria viareggina. In particolare si trovano lungo via Coppino, la via principale che porta verso il mare e gli stabilimenti balneari.
Tra i ristoranti tipici della zona che vi raccomandiamo di provare abbiamo:
- Trattoria La Darsena: Specializzata nella carbonara di mare, un gusto diverso da provare.
- Bar Stadio: Come suggerisce il nome, è posizionato davanti lo stadio di Viareggio.
- Trattoria da Cicero: Uno dei ristoranti più famosi della città.
- Ristorante Il Porto: Per una cena di classe, guardando il mare dalla splendida terrazza di questo locale.
- Trattoria La Baracchina: Aperta da ottobre a marzo, non deve ingannare l’aspetto esterno.
Altri Bagni nella Zona
Oltre ai bagni storici e quelli della Darsena, ecco alcuni altri stabilimenti balneari nella zona:
- Bagno Riviera: Consente una quasi completa personalizzazione dell'arredo dei servizi.
- Bagno MOBY DICK: Gestito con stile e professionalità.
- Bagno Alhambra: Un Bagno storico della Darsena Viareggina, infatti è stato costruito nel lontano 1927 dalla famiglia Giannini, che ancor oggi lo gestisce e lo rinnova continuamente.
- Bagno America: Eleganza e Tradizione dal 1970.
- Bagno Angelo di Ponente: Situato a Forte dei Marmi, nella parte più tranquilla, con la spiaggia attrezzata per la vostra comodità, nella massima privacy e libertà.
- Bagno Carducci: Un Gioiello di Forte dei Marmi.
- Bagno Adua: La famiglia Frangioni dal 1933 gestisce il Bagno Adua, fin da allora ci siamo sempre adeguati alle esigenze della clientela, alla sua voglia di divertirsi.
- Stabilimento Balneare Florida: è situato a Marina di Pietrasanta.
- Bagno Rorò: è situato a Marina di Pietrasanta a cavallo trà le località di Tonfano e Fiumetto.
- Bagno Scorpio: è l'ideale per trascorrere una giornata sia divertente che rilassante.
- Bagno Venusta 1: è un luogo Unico in cui regna la gentilezza, il divertimento e la pulizia.
- Bagno Colombo Alessandro: a Viareggio sembra davvero un luogo incantevole per trascorrere una giornata al mare!
- Stabilimento Balneare Elisabetta: è a conduzione familiare dove i titolari insieme allo Staff di bagnini e animatori, soddisferanno ogni tua esigenza.
Giovanna Borrelli e il Bagno Mergellina
Il Bagno Mergellina a Viareggio rappresenta una parte importante della storia della città e della tradizione balneare italiana. La sua storia è indissolubilmente legata a figure come Giovanna Borrelli, una viareggina doc con origini napoletane, scomparsa dopo una lunga malattia. Con lei, se n'è andata anche una parte di storia del mitico Bagno Mergellina in Darsena a Viareggio.
Le Origini del Bagno Mergellina
Il padre di Giovanna era uno dei tre fratelli che fondarono il Marechiaro, uno stabilimento balneare con ristorante situato nell'area un tempo occupata dalla Sec. Successivamente, quando si decise di dare maggiore spazio ai cantieri navali, il padre si spostò sul viale Europa, dando vita agli attuali bagni Marechiaro e Mergellina, in omaggio alle sue origini partenopee.
Giovanna Borrelli: Anima del Ristorante
Famoso negli anni, il ristorante del Bagno Mergellina, di cui Giovanna Borrelli ha raccolto il testimone molti anni dopo insieme alla cugina, ha ospitato centinaia e centinaia di bagnanti stagionali, del fine settimana (pistoiesi, fiorentini, lucchesi in massa) o di breve periodo. Lei ha sempre lavorato al bar ristorante ed è stata per anni uno dei personaggi simbolo dello stabilimento, con i suoi modi diretti e spiccioli, la sua simpatia, allegria e l’ironia mai volgare. Conosceva e scherzava con tutti, da un anno all’altro, ricordava i gusti di ciascuno e sapeva curare ogni cliente come un amico, un familiare, come se lo avesse frequentato per tutto l’anno, e non solo per qualche giorno nella fretta del servizio da incubo dei caffè dopo pranzo di luglio e agosto, delle colazioni o delle centinaia di panini della domenica, che mettevano a dura prova anche la pazienza dei santi per le richieste talvolta decisamente bizzarre.
Per anni ha preparato il “panino” dei pranzi fuori orario, rifocillando tanti ragazzi e giovani che finito il lavoro o lo studio mattutino capitavano al mare per godersi la spiaggia fino a sera. Ha osservato (e coperto) adolescenti - e non solo - cominciare i primi filarini, oppure ha visto formarsi famiglie che poi sono rimaste clienti negli anni, per generazioni, di padri in figli. Ha cacciato ragazzotti scostumati o maleducati, oppure ha cacciato con scopa e sistole gli ultimi ritardatari pomeridiani affetti da pigrizia acuta perché naturalmente il momento migliore, al mare, è quello che dal torpore del dopo bagno pomeridiano si adagia sul pretramonto, e il tempo non è più urgente (tranne che per chi dovrebbe pulire a fine giornata).
I Bei Tempi della Darsena
Erano i bei tempi degli stabilimenti in Darsena, con i Giochi senza Frontiere in spiaggia, i tornei di calcio, pallavolo, biglie lungo tutto il Vialone. Gli anni dei tornei di carte, delle feste in spiaggia, dei gavettoni e delle Feste di Ferragosto con le mascherate estive, i quiz e le miss del bagno con ballo, orchestra.
Sempre briosa, dall’umanità e dall'allegria contagiose, anche nella malattia pur grave ha trovato il modo di affrontare le difficoltà con la cifra dell’ironia e dell’allegria: amica di chiunque frequentasse (conosceva medici, operatori, infermieri, inservienti per nome così come tanti commercianti e lavoratori del centro città), e intratteneva con ciascuno di essi rapporti personali al di fuori dei momenti più specificamente legati al lavoro, alla malattia, alla contingenza. Per questo la sua scomparsa lascerà tanta tristezza in chi la conosceva.
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