Bagno degli Americani a Tirrenia: Una Storia di Trasformazione e Inclusione
Il Bagno degli Americani a Tirrenia, conosciuto anche come American Beach, è un luogo con una storia affascinante e un'evoluzione unica. Situato sul litorale di Tirrenia, frazione del comune di Pisa, a metà strada tra Livorno e Pisa, questo ampio pezzo di spiaggia, di quasi diecimila metri quadri di superficie, ha subito notevoli trasformazioni nel corso del tempo.
Le Origini Militari e la Base di Camp Darby
In origine, il Bagno degli Americani era una zona militare esclusiva, dove si pagava solo in dollari e l'accesso era riservato ai militari americani. Era l'unico bagno di proprietà dell'esercito statunitense in Europa, e durante l'estate, i militari provenienti da tutte le basi del continente vi si recavano per trascorrere le loro vacanze. Gli italiani potevano solo passeggiare sul bagnasciuga, poiché di fatto era una zona extraterritoriale.
La storia del Bagno degli Americani è strettamente legata alla base americana di Camp Darby. A seguito di un accordo internazionale, il governo italiano cedette mille ettari di terreno all’esercito USA, e così nel 1952 nacque la base americana di Camp Darby, dedicata al generale William O. Darby, nella macchia mediterranea tra Pisa e Livorno.
William O. Darby è stato l’unico colonnello dell’esercito americano ad essere promosso “postumo” al grado di Generale durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscì nel 1933 dall’Accademia Militare di West Point, mostrando fin da subito eccellenti doti di comando e di iniziativa.
Il Periodo d'Oro e il Declino
Il periodo d’oro della spiaggia coincise con l’attività cinematografica degli studi di Tirrenia, attirando grandi attori e star come Sophia Loren. Alla fine degli anni Sessanta, però, iniziò il ridimensionamento, con licenziamenti del personale italiano e tagli alle spese militari americane, fino a quando, sotto la presidenza di Obama, si decise di dismettere la gestione del bagno.
Durante la seconda guerra mondiale i teatri di posa furono requisiti prima dai tedeschi in ritirata e in seguito dagli americani, che ne fecero fino al 1948 un deposito di materiale strategico, ciò che contribuì alla loro decadenza. L'attività cinematografica riprese nel dopoguerra e conobbe una certa vivacità negli anni cinquanta e sessanta, in concomitanza con la stagione d'oro del cinema italiano.
Il Tombolo e l'Occupazione Americana
L'epoca dell'occupazione americana data un'altra pagina della storia di Tirrenia, quella della famigerata pineta di Tombolo, popolata da sbandati, contrabbandieri, ladri, prostitute (chiamate dagli americani "segnorine") e disertori americani in maggioranza di colore. Erano loro che controllavano l'intero territorio alle spalle della cittadina, tra la "Fattoria di Tirrenia" e la via Aurelia, che fu trasformato in un luogo senza leggi e senza bandiere la cui restituzione alla piena legalità avvenne solo alla fine del 1947.
Tombolo divenne dopo il ’45 una terra di nessuno, senza regole, senza legge. Un posto dove non entravano né le forze di polizia americane o alleate (la Military Police, MP) né, tantomeno, quelle italiane. Nell’estate 1948 un delegato della Santa Sede in visita alla città la descriveva come «una piccola Napoli» e «sotto alcuni punti di vista, peggio di Napoli», denunciando specialmente le conseguenze che la realtà di Tombolo provocava sull’infanzia.
La Trasformazione in Spiaggia Libera
A partire dal 30 dicembre 2014, il 'bagno degli americani' è stato chiuso e restituito al Comune di Pisa. Questa trasformazione ha portato alla discussione sul futuro utilizzo dell'area, con richieste da parte di Legambiente e WWF affinché diventasse una spiaggia libera. Il vicesindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, ha definito questa soluzione come "una buona occasione per le famiglie in difficoltà," offrendo nuovi spazi a fruizione libera e non onerosa per la comunità.
Il Bagno degli Americani Oggi: Inclusività e Solidarietà
Oggi, il Bagno degli Americani è gestito da una cooperativa che ha portato sulla spiaggia il proprio modo di vedere il mondo e le proprie proposte culturali. Tra le sue attività ci sono altre di impegno sociale e culturale. "Tra di noi qualcuno ha ritenuto questa iniziativa una “pericolosa deviazione”. Abbiamo “fatto il salto” e abbiamo portato sulla spiaggia il nostro modo di vedere il mondo, le nostre proposte culturali. Quest’anno abbiamo fatto 42 proiezioni cinematografiche al centro della spiaggia su un maxischermo gonfiabile. Abbiamo montato un ledwall che consente di proiettare anche durante il giorno."
L’altro elemento che distingue l’attività del Bagno degli americani è l’accessibilità. «Dare la possibilità di fruire della spiaggia e il mare il disabile, la mamma con la carrozzina, chi si è fratturato la gamba, l’anziano… sono cose per noi essenziali. Sono tutte persone che hanno gli stessi problemi. Se fossero servizi da proporre solamente per i disabili sarebbero già fondamentali perché stiamo parlando di diritti, non di concessioni.
Il Bagno degli Americani collabora con Surf4all, un progetto che permette anche a persone con disabilità di praticare surf. «Noi li abbiamo ospitati» spiega Davide Bani, uno dei gestori del bagno. «Abbiamo dato loro uno spazio, quattro-cinque cabine a disposizione, abbiamo predisposto le passerelle, le sedie job, un altro tipo di sedie ancora… Per chi fatica a muoversi ci sono piccole cose che diventano dei grandi problemi. Ad esempio il momento dell’entrata in acqua dalla carrozzella, l’uscita.
Cinema sul Mare
Il Bagno degli Americani offre anche proiezioni cinematografiche serali sulla spiaggia, in collaborazione con Cinema Arsenale ed Alfea Cinematografica. Queste serate, chiamate "Cinema sul mare", offrono al pubblico la possibilità di godere di film su un maxi schermo gonfiabile di 14 metri per 9, con il bar e il ristorante a disposizione prima, durante e dopo le proiezioni.
Il bar sotto sarà a disposizione del pubblico prima, durante e dopo le proiezioni, mentre il ristorante sarà regolarmente aperto per la cena. Sotto l’Hanagr si potrà prenotare la gustosa Pinsa.
Un Luogo di Inclusione e Solidarietà
Il Bagno degli Americani di Tirrenia non è solo una spiaggia, ma un luogo di inclusione e solidarietà. Al calar del sole i presenti sono stati intrattenuti dalla creazione di enormi bolle di sapone e dopo i fuochi tutti sotto l’Hangar dove la musica ha intrattenuto i molti presenti a ritmo di disco dance.
Oggi, il Bagno Degli Americani, anche se per tutti resta l’American Beach, è un piccolo lembo di spiaggia sul litorale, dove è possibile celebrare il 4 luglio godendo di un magnifico spettacolo pirotecnico. Lo stabilimento, seppure reso più informale è adesso accessibile anche ai civili, non risulta essere omologato a tutti gli altri presenti sulla marina.
Un Salvataggio Eroico
Il 15 giugno, davanti alla spiaggia libera del Bam, ex Bagno degli Americani a Tirrenia, si è verificato un salvataggio record. Tre fratellini di 9, 5 e 4 anni della provincia di Livorno, che stavano giocando in acqua, hanno rischiato di annegare dopo aver oltrepassato le boe di sicurezza, finendo in una buca profonda quasi due metri. Fortunatamente, Marco Cei, bagnino del Bam, ha udito il grido disperato della sorella maggiore e si è subito buttato in mare, salvando i tre fratellini.
«Sono stati minuti concitati - racconta il bagnino del Bam -. La bambina stava annegando. L’ho raggiunta sott’acqua, aveva già la testa rivolta giù e l'ho spinta in superficie, cominciando da subito le manovre salvavita, mentre rigettava l’acqua bevuta. Il più piccolo mi si è attaccato al collo. Era spaventato. L’altra sorella, invece, stava discretamente, anche se ha rischiato anche lei di annegare nel tentativo di dare una mano ai fratelli; per fortuna è riuscita ad affiancarmi a nuoto, fino a quando abbiamo finalmente raggiunto la secca».
L'Eredità di Tirrenia e il Cinema
La frazione venne fondata il 3 novembre del 1932 (cioè anno X dell'Era fascista, secondo la numerazione degli anni in uso all'epoca), e fu una delle città di nuova fondazione volute dal regime. Fino ad allora paludosa, l'area venne riqualificata con l'aspirazione di farne la "Perla del Mediterraneo" (o detta anche "Perla del Tirreno") e la capitale cinematografica d'Italia. Vennero chiamati architetti da tutta Italia, come Adolfo Coppedè, Federico Severini e Antonio Valente, che dettero all'abitato una tipica impronta razionalista.
Come accennato, Tirrenia fu lanciata come città del cinema. Al fine di promuovere l'ideale del Fascismo in Italia e per fare propaganda politica, vennero quindi costruiti, sull'esempio di quelli statunitensi, i primi studi cinematografici su larga scala d'Italia. Contemporaneamente venne fondata la relativa casa di produzione (stabilimenti "Tirrenia Film Studios" inaugurati nel 1933, rilevati poi nel 1934 da Giovacchino Forzano con il nome Pisorno).
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