Bagno Dora Viareggio: Una Storia Intrecciata con Arte, Sport e Vita Quotidiana

La storia di Viareggio è costellata di luoghi iconici, e tra questi spicca il Bagno Dora, testimone di eventi e storie che si intrecciano con la vita della città. Generazioni a confronto al bagno Dora, dove Raffaello e Alessandro sono legati da un fil rouge che mette insieme il passato e il futuro della balneazione versiliese.

Il Circolo del Tennis di Viareggio: Un Legame Storico

Il Circolo del Tennis di Viareggio rappresenta un altro tassello importante nella storia della città. «Torneranno i fasti degli internazionali di tennis in pineta». Così, spalancando gli occhi chiari al futuro, il vitalissimo Giorgio Fazzini, presidente da una vita del Circolo del Tennis di Viareggio, snocciola i trionfi di un prestigioso passato.

Tutto nasce a fine ottocento quando gli inglesi, sulle orme di Shelley (poeta morto e ripescato sulla battigia di piazza Mazzini), del pittore William Blake Richmond (il quadro di lui è alla Royal Academy di Londra), del poeta Maria Rikle (che alloggiava al Plaza ed era tedesco come Thomas Mann (anch’egli ospite viareggino), scoprirono l’eden versiliese, un paesaggio incontaminato e salubre, scintillante di sole e ridondante di iodio e camucioli.

Tra questi inglesi, o comunque forestieri, ce ne fu uno, mister Cripp, commerciante in marmi, che abitando in un villino tra via Giotto e via Buonarroti, disse, fumando un profumato Avana: «Perché non praticare il tennis in questa pineta così rigogliosa?». E così fu.

Il sindaco di allora, Egidio Gemignani (uno dei tanti Gemignani che hanno beatificato la città), senza troppe burocrazie gli dette la concessione e nel 1896 il campo per giocare fu bell’e pronto.

Come si giocava a fine secolo? Gli uomini indossavano appuntate camicie bianche, panciotti, e calzavano scarpe di pelle cosi tacchi. Di lei s’innamorò Primo Conti, notissimo pittore fiorentino, che poi la sposò. Per dire come il Circolo fosse già ben integrato nella vasta colonia mondana dalle quale facevano parte Zacconi e Pirandello, Marta Abba e Fregoli e Petrolini.

Primi fra tutti i fratelli Paolo ed Enrico Fazzini. Che impostano subito un torneo internazionale, incentivo per lo sport ad anche per il turismo.

Così fin dopo gli anni Trenta si può davvero parlare di anni d'oro e sugli spalti del circolo ecco comparire attrici quali Dina Galli e Wanda Capodaglio, attori come Renzo Ricci, Spadaro, Gandusio, Benassi, scrittori come Colantuoni, Giovacchino Forzano, Orio Vergani. Vi è persino un Curzio Malaparte adoratore e cicisbeo di avvenenti tenniste.

Poi nel 1938 ecco la scoperta. Debutta tennista Gianni Kucel (che si chiamerà poi italianamente Cucelli) che viene scoperto al bagno “Principe di Piemonte” e portato in rete. Cucelli nel tennis vinse tutto, divenne una gloria.

Altra gloria fu - sempre nello stesso 1938 - Dora Markus (che giocava in coppia con il giovanissimo eppoi regista Gillo Pontecorvo) che non solo conquistò coppe e medaglie ma perfino l'animo del poeta Eugenio Montale che a lei dedicò una poesia davvero famosa.

Dopo la seconda guerra mondiale il circolo risorse maiuscolo. Vi giocarono i più bei nomi del firmamento tennistico, da Canepele a Rolando e Marcello Del Bello, Merlo, poi Pietrangeli, Sirola, Nastase, gli americani Trabet e Buchols, gli australiani Emerson e Fraser.

Fino al 1976 quando vinsero la coppa Davis i quattro moschettieri azzurri Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli. Tutti iniziati nei campi di pineta.

Giorgio Fazzini, dinasta di una famiglia che per più di due secoli ha creduto nel tennis, scommette, lui che ha ottantatré anni ben portati, per i prossimi cent'anni di indomite passioni.

Tre Storie di Donne di Nome Dora

La storia di Dora Cortigiani, giudice internazionale di ginnastica, si intreccia con quella di Dora Piarulli, una donna di Camaiore, e di Dora Manfredi, cameriera di casa Puccini, in un susseguirsi di eventi che toccano la passione, l'intrigo e i ricordi.

Dora Cortigiani: Una Vita Dedicata alla Ginnastica

Ci ha lasciati Dora Cortigiani, giudice internazionale onorario in Europa, insignita nel 2019 del premio “longevity of judging service awards”. Dora è stata anche ginnasta e allenatrice di artistica alla Reale di Torino, la più antica società sportiva d’Italia, iniziando all’età di sei anni.

Direttrice Tecnica Regionale e referente di giuria del Piemonte, si arrende ad un male incurabile il giorno seguente al suo cinquantanovesimo compleanno. “Siamo affranti - ha commentato il Presidente FGI Gherardo Tecchi - Dora è parte di noi e continuerà ad esserlo nei ricordi belli".

Dora Piarulli: Una Battaglia per Tornare a Casa

C'è poi la storia di Dora Piarulli, una donna di Camaiore che si è trovata a lottare per tornare nella sua abitazione dopo un ricovero coatto in una RSA. Era stata trasferita in una rsa, ma la battaglia legale per riportarla nella sua abitazione era stata intrapresa dalla figlia.

Dora, 80 anni, si lascia morire in una Rsa di Aulla, dove è stata portata, contro la sua volontà, per decisione del suo amministratore di sostegno. A casa tutto quanto serve: Marina Gurguchiani è la badante (convivente) di Dora, che la figlia Anna le ha trovato.

I medici che l’hanno avuta in cura all’ospedale Versilia hanno rilevato che Dora «è affetta da decadimento cognitivo, pregresso ictus e disturbo bipolare». Per ogni paziente dopo un ricovero tornare a casa, nel suo ambiente e tra i suoi affetti, «è sempre auspicabile», ricordano i medici.

Mercoledì 29 marzo il Tribunale di Lucca è stato chiamato a decidere se la signora Dora Piarulli potesse tornare a casa sua con la badante Marina, le sue cose e il gatto Ignazio.

Dora Manfredi: Un Suicidio Sospetto nella Casa di Puccini

Un altro capitolo riguarda Dora Manfredi, la cameriera di casa Puccini, il cui suicidio nel 1909 è avvolto nel mistero. "Puccini e la fanciulla" ricostruisce in suoni e in parole solo evocate, i quattro mesi (dall’ottobre 1908 al gennaio 1909) che portarono al suicidio Dora Manfredi.

La donna non si lamenta ma fa una sola richiesta: che dopo la morte le venga praticata l’autopsia da un ginecologo. Che la troverà vergine facendo cadere così le accuse della gelosissima Elvira, moglie del Maestro, la quale era convinta di vedere in Dora l’amante segreta del suo Giacomo.

Era Giulia la vera amante di Puccini e per anni e anni usò Dora come messaggera d’amore.

Altri Stabilimenti Balneari di Viareggio

Non passa giorno che il nostro gioco-referendum sul Bagno dell’estate 2020 non riservi sorprese. Partiamo dallo storico Bagno Isola di Forte dei Marmi, in attività dagli anni Sessanta e oggi gestito dalla famiglia Bianchi: semplicità e tradizione sono le carte vincenti che da sempre contraddistinguono la gestione.

E’ poi la volta del Bagno Milena. Lo stabilimento di Tonfano si trova vicino al pontile ed è nato nel 1982 dopo la scissione da un altro bagno. Fin da allora è gestito dalla famiglia Pieraccini, per la precisione dai titolari Franco e Michela. Quattro le persone in servizio in un bagno molto conosciuto per la sua atmosfera familiare, in pieno relax e a misura di bambino. Ultima new entry è il Bagno Rosina.

Esistente dagli anni ’40, lo stabilimento di Fiumetto ancora oggi ha tra i propri clienti Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi, oltre all’artista Fernando Botero, il marchese Ferraioli di Roma e tanti altri personaggi.

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