Bagno Europa: Storia e Caratteristiche di un'Istituzione Balneare

Il termine "bagno", derivato dal latino "balneum", indica in generale l'immersione in un liquido, e in particolare l'immersione del corpo in acqua a scopo igienico, terapeutico o rituale. Nelle culture dell'antichità e nelle culture tradizionali, il bagno ha significati salutistici, edonistici e catartici, prevalenti rispetto alle connotazioni igieniche che sono state maggiormente considerate a partire dal secolo scorso e che caratterizzano tuttora la nostra vita quotidiana. L'acqua, che da sempre scandisce le fasi esistenziali dell'uomo, prestando la propria immagine ai simbolismi della vita, del trascorrere del tempo, di una dimensione metafisica - religiosa e magica - speculare rispetto alla realtà percepibile, propone invariabilmente il tema del rinnovamento spirituale e della catarsi nelle pratiche di purificazione rituale connesse al suo impiego e nelle rappresentazioni letterarie e mitiche che hanno come elemento centrale l'immersione. Tali pratiche non esaurivano certamente il rapporto degli antichi con l'acqua: presso le società del passato erano note e sfruttate le proprietà terapeutiche di alcune sorgenti; non di rado, inoltre, l'immersione rispondeva a principi salutistici e conosceva sfumature edonistiche.

E tuttavia, la metafora rituale da un lato, la mistica del benessere del corpo e dello spirito dall'altro, hanno generalmente trascurato, o considerato soltanto implicitamente, quella connotazione di utilità e di conforto prevalentemente legata alle esigenze dell'igiene personale, che dal secolo scorso reclama stabilmente un luogo di rappresentazione all'interno dello spazio domestico. Nel passato, gli spazi di questa particolare intimità erano riservati alle classi egemoni e venivano intesi come testimonianze di potere e distinzione sociale, piuttosto che come luoghi della vita privata: ciò probabilmente per ragioni di costume, ma certamente anche per motivi di ordine pratico. Era, infatti, quasi impossibile evitare di ricorrere all'aiuto di numerosi domestici per lo svolgimento di tutte le fasi connesse al complicato rituale dell'immersione: tanto quelle preliminari, che richiedevano una certa perizia nella miscela e nel travaso nel recipiente di acqua alla temperatura opportuna, che quella conclusiva, consistente nello svuotamento a mano, senz'altro la più laboriosa.

L'Evoluzione del Concetto di Bagno nel Tempo

La storia dell’igiene non segue un percorso lineare: ha avuto periodi di grande considerazione e di sostanziale abbandono e solo nei primi decenni del XX secolo ha assunto un’immagine come noi, oggi la conosciamo.I Greci le attribuivano grande importanza al punto da considerarla una dea, Igea, che sovraintendeva alla salute e a comportanti virtuosi ed equilibrati. I Romani furono maestri nel bonificare paludi,costruire acquedotti, pubbliche latrine,impianti termali. Nei momenti di massimo splendore ogni cittadino di Roma poteva disporre di 1000 litri di acqua al giorno.Nei primi secoli del Medioevo prevale decisamente la cura dell’anima e solo dopo il XII secolo si rivaluta il corpo, la sua immagine, la sua pulizia grazie anche a influenze di origine araba.Nei secoli successivi si diffondono bagni pubblici, le cosiddette“stufe”, frequentati assiduamente non soltanto per necessità igieniche ma anche per incontri sociali e spesso a scopo sessuale.

Con la caduta dell'Impero e la decadenza delle opere preposte al rifornimento idrico della città, si abbandonarono anche gli impianti termali. Le comunità cristiane delle origini rinunciarono al culto del corpo in nome di un ideale di vita contemplativa che tendeva inizialmente a escludere anche alcune consuetudini igieniche legate, nell'immaginario collettivo, al costume pagano. Il rigore dei primi divieti smorzò nel tempo i propri toni, e nell'Alto Medioevo furono proprio i monasteri a includere norme sanitarie nelle regole della vita comunitaria. Nel 6° secolo, s. Nei monasteri inglesi dell'11° secolo vennero introdotte alcune semplici norme di igiene personale, affidate alla cura e alla responsabilità dell'elemosiniere.

Questi provvedeva al riscaldamento del locale per il bagno periodico dei monaci e alla dotazione dell'acqua, versata entro robuste tinozze di quercia o noce; il rituale igienico, che si svolgeva non più di quattro volte l'anno, era completato dalla tonsura ogni tre settimane e dal lavaggio dei piedi il sabato. Al frate incaricato del refettorio era invece demandata la manutenzione del lavatorium, un lavandino utilizzato prima e dopo ogni pasto e dimensionato per le esigenze contemporanee di tutti. Anche la distribuzione dei servizi igienici rispondeva a precisi requisiti di ordine funzionale: alle spalle del dormitorio, e a esso collegato tramite un ponticello, era generalmente situato l'edificio delle latrine, provvisto di numerosi sedili affiancati.

Nel 1500 il concetto di igiene mutò radicalmente, e dalla pulizia del Medioevo si passò alla sporcizia, da cui ci si comincerà a liberare solo all’inizio del XIX secolo.CON LA PESTE NERA, CHE DEVASTO' L'EUROPA TRA IL 1347 E IL 1351, SI COMINCIO' A RITENERE CHE I BAGNI PUBBLICI POTESSERO ESSERE LUOGHI DI CONTAGIO. Si cercò quindi di sconsigliarne la frequentazionealmeno nei periodi di epidemia, ma con scarsi risultati. La sifilide, importata da Cristoforo Colombo di ritornodalle Indie Occidentali e diffusa, a partire dal 1495-96, dagli eserciti spagnoli e francesi (morbo ispano, malfrancese e poi mal de Naples), in un terzo di secolo, fece strage in Europa di 20 milioni di individui, cambiando profondamente le modalità e le abitudini di relazioni interpersonali. La volontà di lottare contro tali malattie (la peste, con diversi gradi di intensità, ritornerà periodicamente fino al XVIII secolo) e la paura del contagio misero sempre più sotto accusa i bagni, che nel corso del secolo divennero oggetto anche degli strali della sessuofobia controriformista e riformista.

Solo le mani e la bocca continuano a venir lavate con acqua, spesso allungata con aceto, alcol o vino. Le misure di protezione del corpo, considerato permeabile all’aria e all’acqua si concentrano sull’abbigliamento che deve essere aderente, quasi una seconda pelle confezionata con tessuti di raso, di seta che lascino scivolar via l’aria malsana. I poveri, che non possono permettersi tessuti preziosi, utilizzano grosse canape e tele cerate. I neonati, dopo il bagno al momento della nascita, vengono cosparsi di polveri e unguenti per renderli impermeabili e resistenti alle malattie e avvolti in strette fasciature che cambiano un paio di volte al giorno. Pratica questa che causa gambe storte, infiammazioni e malattie spesso gravi.Il profumo entra necessariamente nella toeletta che uomini e donne usano per coprire i cattivi odori, e considerano utile per un’azione disinfettante.

Le nuove modalità si accontentano di tenere ben pulite le parti del corpo più visibili come viso e mani,asciugare il sudore frizionando la pelle con un panno e una spugna profumata e a spergela con cipria odorosa. Questi atteggiamenti non fanno riferimento a precetti per la difesa della salute ma a manuali di comportamento che suggeriscono di affidare alla biancheria i compito di assorbire sudori e secrezioni corporee.In pratica in luogo di lavare il corpo si lava la biancheria che da elemento fino allora nascosto dal lungo vestito medioevale piano piano emerge da sotto l’abito per decretare con la sua visibilità l’accettabilità formale della persona in base al candore della camicia.

I Bagni Pubblici e la Nascita degli Stabilimenti Balneari

Estate: tempo di vacanze, divertimento e ovviamente di mare. Ma dove sono nati i primi stabilimenti balneari in Italia, e quando? Torniamo indietro nel tempo, all'Ottocento, e andiamo in Toscana, in Versilia per l'esattezza. Viareggio, estate 1828: aprono i Bagni Dori, che all'epoca erano riservati a signore e religiose. Accanto ai Bagni Dori, destinati alle donne, sorgeva il bagno maschile Nereo, dove le modalità erano pressoché simili.

La novità di questi luoghi, che tanto affasciavano la gente del posto, così come chi poteva permettersi di alloggiare in queste località, era che riproponevano al mare i modelli delle terme. Del resto, proprio in quegli anni si scoprirono le caratteristiche curative dell’aria e dei bagni di mare. Non erano solo i locali a godere dei benefici del mare attrezzato, ma ben presto anche molti viaggiatori provenienti dall'estero - Gran Bretagna ed Europa settentrionale in primis - presero l'abitudine di raggiungere questi stabilimenti balneari, molti dei quali diventarono molto rinomati e alla moda.

Il Novecento fu il secolo in cui le vacanze al mare e gli stabilimenti balneari conobbero un vero e proprio boom: i costumi si fecero meno castigati, la pelle abbronzata veniva tollerata e anzi, diventò di tendenza, gli stabilimenti non venivano più visti come luoghi curativi, ma come destinazioni per il relax e lo svago. Con la nascita della cosiddetta società di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.

Con il Fascismo, la Versilia divenne un luogo sempre più iconico. Gabriele D'Annunzio era solito essere ospite della sua fiamma Alessandra di Rudinì, presso La Versiliana a Marina di Pietrasanta, consacrandola come un luogo destinato all'elite, relegando Viareggio ai ceti più modesti. Negli anni Quaranta un'altra rivoluzione investirà l'estate: il bikini.

Gli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni del boom economico, videro la Versilia diventare meta prediletta anche da tutti quegli italiani che, per la prima volta, scoprivano le vacanze estive. Sono gli anni ruggenti della Capannina a Forte dei Marmi, il celebre locale che, a partire da un capanno sulla spiaggia, ospitò spettacoli degli artisti nazionali e internazionali più in voga. L'evoluzione della Versilia da semplice tratto di costa affacciata sul Tirreno a luogo mitico era ormai compiuta: oggi passato e presente si fondono, l’eleganza in stile liberty degli hotel si accompagna ai nuovi locali di tendenza, sempre all'insegna del relax.

Il Bagno Europa a Porto Garibaldi: Una Storia di Famiglia e Tradizione

Più di 60 anni di storia, di attività imprenditoriale, tra turismo e ristorazione in diverse epoche molto diverse tra loro. È la storia della famiglia Barillari del bagno ristorante “Europa” di Porto Garibaldi che oggi ha ricevuto un riconoscimento da parte di Cna Ferrara.

Da Gianni Morandi a Roberto Baggio, da Ornella Vanoni a tanti personaggi dello spettacolo ma non solo. Uno spaccato della storia d’Italia è passato nel corso degli oltre 60 anni di attività turistica e di ristorazione del bagno ristorante “Europa” di Porto Garibaldi, nel segno della tradizione comacchiese e della famiglia. E proprio la famiglia Barillari è stato il punto fermo di questa attività decennale, tra le prime ad aprire i battenti sul litorale di Porto Garibaldi. Punto forte, le ricette della tradizione. Cna Ferrara ha voluto conferire una targa speciale alla famiglia Barillari che ha saputo intercettare in anticipo l’evolversi del mercato.

Un riconoscimento alla storia di una impresa, il Bagno Ristorante Europa di Portogaribaldi, capace di trarre la propria forza dall’unità della famiglia e dalla sue radici - antiche di decenni - nella propria comunità locale. Una storia di ristoratori che amano tramandare, di generazione in generazione, vecchie ricette nate tra le valli e i Trepponti: brodetto d’anguilla a «becco d’asino», anguilla anguilla nella verza, risotto di pesce…, proponendole come parte fondante della propria identità. E’ questo percorso imprenditoriale che Cna ha voluto premiare, consegnando alla famiglia Barillari - Fantini, che gestisce il Bagno Ristorante, una targa celebrativa per i 63 anni e oltre di attività, facendone un esempio emblematico di un modo di fare impresa che ha contribuito largamente a dare valore all’economia comacchiese e al territorio del Delta più in generale. Un ringraziamento sentito, a nome di tutta la famiglia, è stato espresso da Gino Barillari, attuale amministratore delegato dell’Europa che ha voluto ricordare, commosso, anche i legami con la propria affezionata clientela, generazione dopo generazione.

Sottomarina: Una Località Balneare con Molteplici Opzioni per il Bagno

Sottomarina è una località balneare in provincia di Venezia, in Veneto. Famosa per le sue lunghe spiagge di sabbia dorata e per la sua atmosfera rilassata. È la destinazione perfetta per chi apprezza le lunghe passeggiate in riva al mare in un contesto di totale relax. A Sottomarina ci sono diverse opzioni per fare il bagno, grazie alla sua lunga costa e alla varietà di stabilimenti balneari e spiagge libere.

Tra le spiagge attrezzate potete scegliere tra i vari stabilimenti balneari tra cui i Bagni Europa, i Bagni Lungomare, i Bagni Nuova Marina Sirenella e i Bagni Clodia. Tutti gli stabilimenti sono dotati di lettini, ombrelloni, docce, cabine e servizi igienici e i prezzi per un ombrellone e due lettini possono variare, ma in generale si aggirano intorno ai 20-30 euro al giorno in base alla stagione. Molte spiagge attrezzate offrono anche vari servizi tra cui la possibilità di noleggiare pedalò o fare lezioni di sport acquatici come windsurf e kitesurf. Il mare di sottomarina è davvero adatto a tutti.

Tabella dei Stabilimenti Balneari a Sottomarina

Nome dello Stabilimento Servizi Offerti Prezzo Medio (Ombrellone + 2 Lettini)
Bagni Europa Lettini, ombrelloni, docce, cabine, servizi igienici €20-€30
Bagni Lungomare Lettini, ombrelloni, docce, cabine, servizi igienici, noleggio pedalò, sport acquatici €20-€30
Bagni Nuova Marina Sirenella Lettini, ombrelloni, docce, cabine, servizi igienici €20-€30
Bagni Clodia Lettini, ombrelloni, docce, cabine, servizi igienici €20-€30

La sabbia della spiaggia di Sottomarina è infatti ricca di minerali come quarzo, mica e feldspato, che riflettono i raggi solari con maggiore intensità rispetto ad altre spiagge. Questo riflesso naturale aumenta l’esposizione ai raggi UV, favorendo un’abbronzatura più rapida ed efficace. Il microclima umido della zona, influenzato dalla vicinanza alla laguna, contribuisce anch’esso: l’umidità sulla pelle, combinata con il calore del sole, accelera il processo di abbronzatura. Altro elemento unico di questa zona è l’alta concentrazione di iodio nell’aria dovuto al fatto che questa località si trova vicino alla laguna veneta e al mare Adriatico, che contribuiscono all’accumulo di iodio nell’aria e nell’acqua.

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