Bagno "Al Fortino": Storia e Trasformazione dei Lidi Balneari
La storia dei lidi balneari è un affascinante viaggio attraverso l'evoluzione del turismo e delle abitudini sociali. In diverse località costiere, i "bagni" hanno rappresentato molto più di semplici luoghi per la balneazione, diventando simboli di un'epoca e di uno stile di vita.
Le "Baracche" di Bari: Un'Epoca di Palafitte sul Mare
Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, il litorale del capoluogo pugliese era caratterizzato dalle cosiddette “baracche”. Si trattava di quelle palafitte sopraelevate che permettevano ai baresi di raggiungere più facilmente acque più profonde e pulite. Una sorta di lunghe passerelle in legno al termine delle quali piccoli capanni consentivano di spogliarsi al coperto.
Una foto del 1890 mostra alcune baracche costruite a ridosso del Castello normanno-svevo, ancora lambito dal mare. Ma anche Bari Vecchia era completamente circondata dall’Adriatico. Sotto il Fortino si trovava la “barracche de la pertèdde”, che prendeva il nome dalla caratteristica chiesetta ormai scomparsa che si trovava sulla Muraglia. Proprio in questa parte di litorale, tra la Camera di Commercio fino all’attuale Pane e Pomodoro, c’era la maggior presenza di baracche.
I lidi portavano sovente i nomi dei proprietari: “Savoia”, “Mineccia”, “Carone”, ma non disdegnavano di ammiccare al cliente con titoli suggestivi quali “Real Bagno”, “Al Sole” o “Bersagliere”. Quest’ultimo, che riportava l’insegna di un fante piumato sormontato dal tricolore, era lo stabilimento della gioventù maschile.
Tra gli stabilimenti più rinomati ricordiamo il “Savoia”, il “Mineccia”, il “Carone”, ma anche il “Real Bagno”, “Al Sole” o il “Bersagliere”. Se infatti la maggior parte dei lidi erano posti sul lungomare di levante, nel tratto di costa soprannominato “U Felòscene” (tra la Camera di Commercio e Pane e Pomodoro), il Minerva si stagliava sul litorale di ponente, più o meno alla fine dell’odierna via Brigata Regina.
Le baracche come detto cominciarono a sparire nel momento in cui Bari cambiò volto. E da allora in poi i baresi, per citare lo storico Armando Perotti, “dissero per sempre addio al loro mare”.
Il Premiato Stabilimento Marzulli “Alla Minerva”
Agli inizi del 900, il lido balneare palafittico più elegante di Bari si presentava così: il Premiato stabilimento Marzulli “Alla Minerva”. Una lunga passerella in legno di noce ed ebano sospesa sul mare che portava ad una stanza arredata in stile liberty con grandi tende e fotografie di dive del cinema muto. All’epoca infatti Bari Vecchia era adagiata sull’Adriatico.
Lo scrittore definisce il Minerva come “il più elegante” della città , sottolineando come nel 1909 vinse anche un premio dal Comune di Bari che gli rilasciò il “diploma di I° grado”. Perché il "Marzulli" era frequentato dall'élite barese di inizio 900. Le donne, con i loro abiti lunghi e pesanti, si immergevano in acqua semi vestite e le loro gonne si gonfiavano "come paracadute".
Tra gli avveniristi lidi che nacquero in quegli anni ci fu la spiaggia del Levante (che poi divenne San Francesco), lido di San Girolamo dotato di cabine che permettevano di indossare i primi costumi da bagno.
Vitantonio dovette arrendersi alla “modernità ”. Continuò a mandare avanti la sua baracca, ma con scarsi risultati e così alla metà degli anni 30 decise di chiudere. «Quando smontò per l'ultima volta le travi della palafitta, senza tra l’altro aspettare la fine della stagione - conclude Annamaria - fece bruciare tutto, con sdegno della nonna che si arrabbiò molto perché quel legno poteva essere recuperato e venduto.
Forte dei Marmi: Dall'Estrazione del Marmo al Turismo d'Élite
La storia di Forte dei Marmi comincia dal marmo perché il suo nome è un omaggio al fortino fatto costruire nel 1788 dal Granduca Pietro Leopoldo I di Lorena per proteggere le Alpi Apuane, che abbracciano la piccola città , dalle incursioni dei pirati barbareschi. I primi turisti arrivarono verso la fine dell'Ottocento.
Nel primo Novecento arrivarono aristocratici e industriali tedeschi e britannici e si innamorarono di questo tratto di costa così rassicurante fino a fondare il leggendario quartiere Roma Imperiale del Forte, nella zona sud, al confine con Marina di Pietrasanta. Un quartiere incredibile dove ancora oggi le antiche ville sono chiuse da alte siepi di pitosforo e i giardini sconfinati mostrano pini imponenti e magnolie potate a forma conica. Nel tempo le ville furono poi acquistate dai milanesi benestanti.
«Successivamente arrivò la famiglia Agnelli», scrive Nesi «che iniziò a trascorrere qui le sue estati già dagli anni '20. E soggiornarono a Villa Costanza, ora Hotel Augustus, arrivando e partendo in idrovolante, mentre il premio Nobel Thomas Mann portava qui la sua famiglia per le vacanze estive. E poi una serie di pensatori e artisti italiani - tra cui Carlo Carrà , Enrico Pea, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e Lorenzo Viani - vennero a discutere di arte al “Quarto Platano” del Caffè Roma, cuore stesso del Forte».
Intorno all'inizio degli anni Sessanta la storia del Forte comincia a cambiare corso, la costa Tirrenica diventa meta privilegiata della neonata borghesia italiana e la Versilia è il simbolo di quel periodo prospero e spensierato. Tutto quello che chiedono le nuove classi di lavoratori è trascorrere le quattro settimane di agosto su queste spiagge, dove sentono che la vita e l'aria diventano più leggere.
E' in quello stesso periodo che nasce il mito della Capannina, il leggendario locale notturno sul lungomare fondato all'epoca della famiglia Agnelli che pensò di realizzare un club in omaggio e a somiglianza delle ville della Roma Imperiale.
A Forte non esistono spiagge nascoste e segrete, perché c'è una sola spiaggia, lunghissima, di sabbia finissima e chiarissima, che ogni sera viene rastrellata dagli addetti agli stabilimenti balneari che sistemano minuziosamente sdraio e lettini in legno e tela e sedie da regista sotto i tendoni. E ombrelloni da spiaggia, perfettamente posizionati.
Il Fortino: Simbolo d'Eccellenza
Sicuramente merita d’attenzione il Forte Lorense, conosciuto colloquialmente come il Fortino, simbolo d’eccellenza della città .
Santa Maria al Bagno: Tra Storia e Belle Époque
Al pari di altri centri sulla costa salentina, Santa Maria ha conservato quasi inalterato il fascino del suo periodo migliore, la Belle Époque, come testimonia il corollario di eleganti palazzi e ville riccamente decorati che fanno da sfondo alla piazza centrale e delineano il lungomare, spiccano tra questi i palazzi Caputo Vallone e Leuzzi.
Uno scenario di bellezza e serenità che, tra il 1944 e il 1947, contribuì in modo determinante a rifocillare migliaia di profughi ebrei che vi soggiornarono e da qui transitarono verso la Terra Promessa.
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