Storia e Caratteristiche della Ceramica Vietrese
Attraverso la ceramica, dando forma e stabilizzando con il fuoco le argille ed i minerali, l'uomo provò e riuscì ad imitare la natura. Questa fu la prima tecnologia umana: la scoperta che il calore poteva trasformare la terra in un materiale duro come la pietra. È corretto che non si sia mai parlato di età della ceramica, poiché la si deve considerare una tecnologia strumento di civiltà, trasversale a tutte le altre età.
I prodotti in ceramica, e tra questi anche i pavimenti, tutt'ora continuano ad accompagnarci e a svilupparsi, sorprendendoci con nuovi ambiti applicativi. In questo articolo analizzeremo un particolare prodotto in ceramica: il grès - la cui denominazione più precisa sarebbe grès fine porcellanato - lontano parente delle terrecotte dei nostri antenati. Capiremo le sue origini e come si produce, quali sono le sue caratteristiche, quali i vantaggi e gli svantaggi rispetto a prodotti concorrenti.
Leggendo qualche post sui social o qualche articolo di settore, informandoti per i tuoi nuovi pavimenti.. avrai sentito parlare di gres e ti sarai chiesto: Cos'è un gres porcellanato? Noi lo conosciamo bene, vendiamo e posiamo gres porcellanato ogni giorno nelle provincie di Vicenza e Verona! Ma anche tu, alla fine di questo articolo, avrai scoperto tutti i segreti della piastrella più utilizzata in Italia, per pavimenti e rivestimenti delle abitazioni.
Le Origini del Grès
All'inizio fu il grès rosso. Fin dagli anni '50 piastrelle non smaltate a ridottissima porosità venivano prodotte usando giacimenti di argille rosse, non carbonatiche, ferruginose, vetrificanti in cottura e chiamate gres. La materia prima - in pratica un impasto naturale di semplice argilla rossa - era macinata a secco in mulini a impatto o a martelli, formata con presse a frizione di basso tonnellaggio, cotta in tunnel a cicli di almeno 70 ore a circa 1000°C.
I Limiti dei Primi Grès
Ma i limiti tecnologici erano notevoli:
- Insufficienti controlli dei parametri di macinazione, quindi granuli di varie dimensioni.
- Non adeguati valori della pressione della pressa che non permettevano di ottenere piastrelle sufficientemente "dense".
- La rudimentale strumentazione disponibile ai forni che impediva una ottimale regolazione della curva di cottura.
Il prodotto era fisicamente corretto, resistente all'acido e al gelo, ma non di facile controllo sul ritiro dimensionale e con una elevata porosità. L'impossibilità di controllare il ritiro dimensionale, di renderlo omogeneo in tutte le direzioni, impedì di ottenere formati grandi. Per cui il grès venne prodotto solo in piccoli formati e con un aspetto estetico "povero".
Il Grès Rosso
Questo tipo di pavimento si diffonde in Italia con la denominazione commerciale di "grès rosso" con formati da 7,5 x 75, 10x10, 15x15 cm ed esagonette. Diventa uno dei prodotti più utilizzati nelle scuole, in edifici pubblici, ospedali, officine, laboratori... i plus sono il basso costo e la resistenza. In questo materiale esistono ancora moltissime testimonianze ed anche noi ci troviamo a fare manutenzione in edifici, a Vicenza o a Verona, con dei pavimenti in grès rosso.
Dal Grès Rosso al "Grés Fine Porcellanato"
Il nome "grès", con cui è stato battezzato il primo protagonista di questo articolo, sembra derivi da antichi manufatti francesi e chiamati così dal tipo di argilla utilizzata: il "gres silicieux". Ma da quel lontano progenitore, di inizio del 1900, molta strada è stata fatta fino agli anni '80. È, infatti, tra fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 che si può parlare di nascita della produzione industriale del grès porcellanato e l'Italia ne è protagonista, con il distretto di Sassuolo.
È qui, in Italia, che vengono sperimentate le tecnologie e le innovazioni da cui nascerà il grès ed è da qui che si diffondono nel mondo. Il grès porcellanato nasce in Italia ma rivoluzionerà il mercato dei pavimenti di tutto il mondo. Ma non è la prima innovazione che i produttori di piastrelle italiani lanciano: prima dell'avvento del grès porcellanato, il settore delle piastrelle in ceramica ha visto la nascita e l'affermazione della bicottura e poi della monocottura. Va detto, però, che nessun'altra innovazione nel settore delle piastrelle in ceramica è mai stata così dirompente come quella del grès porcellanato e nessuna tipologia ceramica era cresciuta con tale rapidità...
Diffusione del Grès
Il grès porcellanato dimostra fin da subito di essere polivalente, resistente, bellissimo e autorizza, più ancora dei numeri, a credere in altre future espansioni. Nuovi formati e nuovi spessori continuano ad aumentare le possibilità di applicazione in nuovi ambiti, a discapito di altri materiali, specie di marmo e granito ma il prodotto sottrae quote anche ai parquet (grazie al grès effetto legno) ed alle resine, grazie alle grandi lastre in grès porcellanato. La piastrella in ceramica grès porcellanato è generalmente più prestante rispetto ai competitors e ad un prezzo migliore.
Le Statistiche di Crescita del Grès
Ed infatti sono impressionanti i numeri della quantità di grès porcellanato prodotto e venduto, così come le percentuali di crescita. Sempre più rilevante la percentuale del grès sul totale delle piastrelle prodotte. Numeri straordinari ma comprensibili poiché il grès porcellanato continua ad evolversi: migliorano sia le prestazioni fìsiche sia gli aspetti estetici, consentendo nuovi vantaggi e applicazioni.
Il principale competitor del grès era la monocottura e come si vede dal grafico sottostante (produzione Italiana di piastrelle in ceramica) la produzione di monocottura è in netto declino: dai 350 milioni di metri quadrati nel 1995 ai circa 20 milioni odierni. Il grès porcellanato, a cavallo dell'inizio del nuovo millennio, si avvia a diventare il dominatore incontrastato con una crescita che lo porta a toccare i 400 milioni di metri prodotti in Italia nel 2007.
La crisi che colpisce duramente l'edilizia negli anni successivi quasi dimezza la produzione che, negli anni più recenti, torna a crescere. Osservando il grafico viene spontaneo chiedersi quali sono le motivazioni che hanno permesso una crescita così importante di questo prodotto.
Per comprendere i motivi occorre analizzare quali sono le:
- Caratteristiche fisiche.
- Aspetti tecnologici/produttivi.
- Caratteristiche estetiche del grès.
1. Le Caratteristiche Fisiche del Gres
La vetrificazione che avviene durante la fase di cottura consente di far scendere la porosità delle piastrelle in grès a valori inferiori allo 0,5%: questo è il valore stabilito dalla norma ISO, ma i valori raggiunti dai produttori italiani - quantomeno quelli più attenti alla qualità - sono anche inferiori.
La porosità di una piastrella, la sua assorbenza è un fattore fondamentale. Dalla porosità dipendono:
- La compattezza.
- La durezza superficiale.
- La resistenza alle sollecitazioni meccaniche.
- La resistenza ai cicli di gelo e disgelo.
- Anche la resistenza chimica.
È la bassa assorbenza che pone il grès porcellanato al di sopra di ogni altra piastrella ceramica. Ma come si ottiene una piastrella che non assorbe? Come si riduce la porosità? Questa è ottenuta grazie ad una combinazione di innovazioni nel processo produttivo del grès che ora vedremo.
2. Grès: Frutto di Innovazioni del Processo Produttivo
La fine degli anni '70 vede il settore della produzione delle piastrelle in ceramica è alle prese con una importante transizione tecnologica: nasce e cresce in quegli anni una nuova generazione di impianti, macchine e attrezzature che daranno origine al grès porcellanato.
In modo particolare sono 3 le novità tecnologiche più rilevanti:
- Si afferma la macinazione ad umido con i mulini continui.
- La pressatura avviene con le nuove macchine ad alto tonnellaggio.
- Nella cottura si diffondono i nuovi forni a tunnel a rulli.
Queste innovazioni hanno cambiato il modo di produrre le piastrelle e saranno il trampolino di lancio per realizzare i moderni grès porcellanati.
Ma, quindi, come si produce un grès porcellanato? Che cosa lo differenzia dagli altri tipi di piastrelle? Le fasi di produzione del grès. Le differenze nella produzione di un grès rispetto alla produzione di una piastrella in monocottura sono queste:
- La macinazione, grazie alla nuova tecnologia, è spinta all'estremo e consente di ottenere polveri con dimensioni delle particelle inferiori ai 20 micron.
- La pressatura di queste polveri è molto più omogenea e consente di ottenere una densità costante in tutto lo spessore ed in tutto lo stampo.
- La cottura, in forni lunghi oltre 100 metri è controllata automaticamente e minuziosamente. Le piastrelle passano da pochi gradi a 1250 °C e poi vengono gradualmente fatte raffreddare con una curva gaussiana delle temperature controllate al centimetro.
Altre innovazioni "secondarie", ma ugualmente importanti, hanno permesso la diffusione della tecnologia per la produzione del grès porcellanato. Si pensi, ad esempio, alla facilità nel reperire sul mercato polveri finemente macinate già pronte all'uso, oppure alla possibilità per i produttori di acquisire impianti completi "chiavi in mano"... Recentemente l'introduzione delle stampanti digitali - e dei relativi smalti pronti - ha consentito una ulteriore elasticità di processo e facilità nella realizzazione del prodotto oltre che migliorare nettamente l'estetica delle piastrelle in grès.
3. Caratteristiche Estetiche del Gres
Oltre alle incredibili qualità fisiche del prodotto rese possibili dalle evoluzioni tecnologiche il grès si è diffuso grazie anche alla varietà di gamma, alla modernità estetica, ai numerosi e grandi formati. L'uso di polveri colorate, rigranulate, stratificate sapientemente negli stampi combinate alla stampa digitale sulla superficie ha spalancato spazi inediti di ricerca e sperimentazione e permesso l'ottenimento di pavimenti dall'estetica strabiliante.
Da sempre nell'industria della piastrella è l'aspetto estetico, in termini di colore, forma, superficie, a determinare il successo dei prodotti, inseguendo o anticipando mode e aree di gusto e di stile. Questo vale anche per il grès porcellanato: l'iniziale mancanza di smalto con cui e su cui disegnare lo rendeva un prodotto solo tecnico ed il decollo stentava ad avvenire.
Il Grès Porcellanato Smaltato
Poi con la smaltatura della superficie, e quindi con la nascita del grès porcellanato smaltato, ha iniziato a prendere sempre più piede fino a diventare la tipologia di piastrella di gran lunga più prodotta. La smaltatura del grès - dapprima con i metodi tradizionali e poi con le stampanti digitali - ha fatto esplodere la gamma produttiva, acceso la fantasia dei designers che possono utilizzare questo prodotto per ideare prodotti antichi oppure dal sapore naturale, moderni cementi o imitazioni del legno, fino alle ultime imitazioni di preziose e coloratissime carte da parati.
Ma non c'è solo il decoro e lo smalto: la naturalezza e l'intima affinità che il grès ha con la pietra hanno consentito di creare nuove e raffinate superfici lavorando meccanicamente sulla materia. Tecnologie quali la levigatura sulla piastrella cotta o sulla piastrella cruda, lisciature, spazzolature e lappature ed altre lavorazioni durante o alla fine del ciclo produttivo hanno ancor più evidenziato i potenziali estetici della nostra "pietra ceramica".
Composizione del Grès
Ma com'è fatto un grès porcellanato? I minerali principali che compongono il gres porcellanato sono:
- Argille caoliniche e plastiche: per circa il 40-50%.
- Feldspati e feldspatoidi: per circa il 45-48%.
- Sabbie silicee: per circa il 6-7%.
Sempre presenti in minima percentuale ossidi di ferro e titanio, scarsamente influenti sulle reazioni chimiche in cottura, ma importanti sul colore dell'impasto base.
Inoltre sono addizionati come componenti secondari:
- Il talco o idrosilicato di magnesio per aumentare la fusibilità.
- La wollastonite o silicato di calcio come flux e sbiancante.
- Il silicato di zirconio, allumina anidra e ossido di zinco come agenti sbiancanti.
Importante contributo alla formazione di eutettici fondamentali è dato dagli ossidi di sodio e di potassio caratterizzanti le varie famiglie dei feldspati.
Funzioni dei Vari Componenti della Miscela del Grès
Ogni singola materia che compone la miscela di polveri che darà origine al grès ha una funzione:
- Le argille plastiche contribuiscono alla pressatura ottimale e alla resistenza meccanica - prima e dopo l'essiccazione - per la corretta manipolazione delle piastrelle crude.
- Le argille caolinitiche danno un apporto essenziale di allumina alla composizione ed anche alla plasticità ed al grado di bianco della piastrella.
- I feldspati sono i massimi responsabili della formazione vetrosa che rivestirà la struttura cristallina.
- Il quarzo è coinvolto, regolandone la viscosità, alla fusione dei feldspati, ma essenzialmente costituisce la matrice cristallina o l'armatura portante del corpo ceramico finale.
Storia della Piastrella in Ceramica
Mi chiamo Michele Pellizzari e da parecchi anni mi occupo di piastrelle in ceramica. Questo argomento è stato anche oggetto della mia tesi di laurea ed è stato in quel periodo che ho raccolto molte informazioni sulle tipologie, tecniche di produzione, caratteristiche ed anche sulle origini e storia delle piastrelle in ceramica. Negli anni, sia per lavoro che per passione, ho continuato a studiare l'argomento e ad aggiungere tasselli e nuove conoscenze che ho deciso di riportare in questo articolo nel quale scopriremo assieme le origini della piastrella in ceramica, le innovazioni che ne hanno permesso lo sviluppo e la diffusione, gli utilizzi antichi e moderni di questo prodotto. Vedremo i paesi che sono stati protagonisti nella nascita e nello sviluppo della piastrella e parleremo anche del futuro di questo prodotto che è diventato, oggi, un elemento di interior design fondamentale della casa.
- Le prime piastrelle in ceramica
- Arrivo delle piastrelle in Europa
- Arrivo delle piastrelle in Italia
- Lo stile Liberty
- Il distretto di Sassuolo
- La crisi degli anni '70
- Gli anni '80 e la concorrenza estera
- Nasce il grès porcellanato
- Nascono le grandi lastre
La Preistoria della Piastrella in Ceramica
È piuttosto difficile dare una data di nascita alla ceramica. Certamente è una delle invenzioni più antiche dell'uomo e certamente nasce per caso: qualche nostro progenitore avrà acceso il fuoco in un punto in cui l'acqua aveva ben compattato un terreno argilloso e si sarà accorto che la terra, sotto al fuoco, si era solidificata trasformandosi nel primo, casuale, manufatto in "terracotta".
I Primi Utilizzi
I nostri progenitori, probabilmente, impararono a modellare l'argilla prima di cuocerla comprendendo quanto fosse facile dare forma al crudo. Inoltre compresero che si potevano ottenere risultati migliori mettendola prima ad essiccare al sole per poi cuocerla sul fuoco. Con tutta probabilità le necessità, in quel periodo, erano di realizzare dei recipienti capaci di contenere l'acqua ed è stato questo, con tutta probabilità, il primo utilizzo della ceramica: trasformarsi da argilla a contenitori impermeabili e durevoli di liquidi. Le ricerche archeologiche ci confermano che i primi oggetti plasmati e cotti sono principalmente vasellame e contenitori per i cibi. I manufatti più antichi ritrovati, delle scodelle cotte direttamente sul fuoco, risalgono a 16.000 anni avanti cristo e sono stati ritrovati e datati in Cina.
Una vera e propria rivoluzione si ebbe grazie all'invenzione del piatto girevole (tornio) che agevola la produzione di oggetti quali vasi, piatti, anfore e brocche. Rispetto alla primitiva lavorazione manuale si possono ora ottenere oggetti meno sgraziati, più simmetrici e armoniosi. Si tratta sempre di recipienti per contenere acqua e cibo e costruiti con un ottica di funzionalità, non decorati, ma di forme armoniose.
La Decorazione della Ceramica
Una seconda evoluzione si ebbe con i primi tentativi di decorazione della ceramica. Dai primi, semplici, graffi fatti all'esterno dei manufatti a tentativi di disegni geometrici ed infine, sempre incidendo la parte esterna, a parole, frasi e scritte. Ci si rende conto che le frasi o i disegni scritti sulla terra pressata e cotta rimanevano indelebili nei vasi e nelle anfore in terracotta ben più a lungo di quanto succedeva con le parole scritte sui papiri o sulle pergamene.
Le prime piastrelle in ceramica sono dunque delle lastre su cui sono scritti testi. Al momento si presume che le prime applicazioni siano quelle ritrovate in Mesopotamia e risalenti al periodo 3000 a.C. Queste piastrelle, chiamate tavole cuneiformi, erano realizzate in argilla e avevano una forma rettangolare o quadrata. I testi erano incisi su di esse utilizzando un punzone a forma di cuneo, da cui il nome. Le tavole cuneiformi erano un modo efficace per registrare informazioni permanenti. Erano durevoli e potevano essere facilmente trasportate. L'utilizzo delle tavole cuneiformi si diffuse in altre parti del Medio Oriente, inclusa l'Egitto, la Siria e la Palestina. In Egitto, le tavole cuneiformi erano utilizzate per registrare testi religiosi, storici e amministrativi.
La Nascita delle Piastrelle in Ceramica
Le prime piastrelle furono, infatti, delle "piastre di terra battuta" realizzate per essere un supporto su cui scrivere testi importanti. Su delle lastre di argilla cruda gli incisori scrivevano, quindi, leggi o direttive, piuttosto che frasi religiose o storie di Re e guerrieri. Una volta cotte queste prime piastrelle diventavano dei veri e propri testi di divulgazione, dei "libri", insomma, estremamente durevoli. Da qui, da questi manufatti, inizia la storia che porterà ai moderni rivestimenti in ceramica che trovi nelle pareti e nei pavimenti di casa tua, ma la strada è ancora lunga.
Le prime piastrelle in ceramica della storia furono, insomma, dei "libri" concepiti così per durare secoli e trasmettere al futuro conoscenze, leggende, storie che difficilmente sarebbero arrivate fino a noi. La prima funzione della lastra in ceramica è stata, quindi, culturale e storica. Un esempio notevole di utilizzo delle piastrelle è la tavola matematica nota come "plimpton 322" recentemente (Agosto 2017) decifrata. Il manufatto di ceramica - di circa 3700 anni fa, ritrovato in Iraq - riporta una tabella trigonometrica e, al momento, è la più antica mai trovata al mondo. Certamente fu utilizzata per il calcolo trigonometrico (scoperto quindi dai babilonesi e non dai greci come si credeva) per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e canali.
Le Prime Decorazioni "Industriali" delle Piastrelle
Un'innovazione interessante - che seppure in forma evoluta viene utilizzata nell'industria delle piastrelle in ceramica per strutturare le superfici - furono i cilindri in calcite. Questi cilindretti bianchi venivano passati, facendoli rotolare, sull'argilla bagnata per creare delle decorazioni che si ripetevano in continuazione. È davvero sconcertante pensare che questo manufatto cilindrico per decorare l'argilla è stato datato intorno al 3.300 avanti Cristo. Questi cilindri venivano realizzati in marmo o anche in pietre semipreziose, oppure in avorio. Ne sono stati trovati molti nell'area Mesopotamia a dimostrazione che la realizzazione di questi progenitori degli attuali listelli di ceramica decorata era una attività fiorente.
La storia della ceramica vietrese si stima che abbia avuto inizio già nel V secolo a.C., nel periodo etrusco. Le ceramiche di Vietri sul Mare, però, iniziarono ad aver successo solo intorno al 1200 D.C., quando cominciarono a diventare uno dei beni più commerciati dalla repubblica marinara di Amalfi.
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