Categoria Catastale C3: Laboratori per Arti e Mestieri in Italia
La categoria catastale C3 fa riferimento ai laboratori e ai locali nei quali gli artigiani svolgono l’attività di lavorazione e di trasformazione di prodotti semilavorati finalizzati alla vendita. Gli artigiani come calzolai, fabbri e vetrai lavorano in locali con categoria catastale C3. Si tratta di spazi diversi dai laboratori professionali, come gli studi dentistici, che sono invece da dichiarare con la categoria A/10 o, se hanno ingresso diretto dalla pubblica via e presentano le caratteristiche dei locali per bottega, con la categoria C/1 o con altre categorie del gruppo C.
Cosa vuol dire accatastato C3?
Come abbiamo anticipato, la categoria catastale C3 fa riferimento ai laboratori e ai locali nei quali gli artigiani svolgono l’attività di lavorazione e di trasformazione di prodotti semilavorati finalizzati alla vendita. Ad esempio, rientrano in questa categoria tutti quei locali dove si esercita l’attività a carattere artigianale come, ad esempio, quella di meccanico per riparazione di automezzi, di carrozziere o di elettrauto. Questo se tali attività non riguardano locali la cui destinazione ordinaria nella strada o nella zona in cui sono ubicati non è quella di negozi o botteghe.
Questi locali e laboratori artigianali, inoltre, si trovano in periferia o nel corpo periferico della città e, solo in via eccezionale, in località centrali. Non presentano gli adattamenti delle botteghe per la vendita, anche se a volte l’artigiano non lavora solo per commissione ma anche per la vendita diretta al pubblico. Inoltre, quando l’esercizio perde il carattere dell’artigianato a favore di quello dell’industria, in presenza delle condizioni indicate dall’art. 10 della legge 11/8/1939, n. 1249, si deve presentare la dichiarazione con la categoria D/1.
Possono rientrare, quindi, nella categoria C3 anche i caseifici, forni, frantoi, macelli e mulini poco rilevanti sotto il versante economico. Questo, nello specifico, quando occupano comuni locali soggetti a diversa destinazione ordinaria senza profonde trasformazioni e che non presentano le caratteristiche strutturali definite dall’art. 10 della legge 11 agosto 1939 n. 1249, senza considerare il reddito dell’attività esercitata.
Quali immobili rientrano nella categoria catastale C3?
La categoria catastale C3 include:
- Laboratori di falegnameria: Per la lavorazione del legno.
- Officine meccaniche: Per la produzione e riparazione di componenti.
- Laboratori di ceramica: Per attività artistiche.
- Laboratori di sartoria: Per la creazione e riparazione di abbigliamento.
Esempio pratico di immobile C3
Un esempio di categoria catastale C3 potrebbe essere una falegnameria situata in un’area industriale, utilizzata per produrre mobili artigianali. Questo immobile, usato per attività produttive, rientra nella categoria catastale C3.
Come trovare la categoria catastale di un immobile?
Questa informazione si trova nella visura catastale, sia se l’ispezione è svolta sull’intestatario sia se è eseguita mediante i dati catastali dell’immobile:
In particolare, la visura catastale per immobile è estratta dal portale SISTER dell’Agenzia delle Entrate con una ricerca eseguita attraverso i dati catastali dell’unità immobiliare. Oltre alla categoria catastale, questo documento evidenzia:
- superficie catastale
- classe e rendita catastale
- dati anagrafici degli intestatari dell’immobile
- natura e quote dei diritti reali
- variazioni catastali
- note sugli atti di provenienza
Se la ricerca, invece, si esegue su un soggetto, si può richiedere una visura catastale per persona fisica e giuridica. In questo modo si può visionare quanto risulta al Catasto sugli immobili intestati ad una persona. In questo caso, oltra alla categoria, i dati del documento saranno i seguenti:
- dati catastali degli immobili
- superfici catastali
- rendita catastale
- intestatari degli immobili e relative quote
Categoria catastale C3 e abitabilità
Il laboratorio artigianale non può essere destinato ad uso abitativo, proprio perché non ne ha le caratteristiche ed è di ridotte dimensioni. Tuttavia, è possibile trasformare un laboratorio in abitazione mediante il cambio di destinazione d’uso in un’altra categoria. Analizziamo i casi di trasformazione del laboratorio in un locale ad uso deposito e abitativo.
Come cambiare la destinazione d’uso da laboratorio a deposito?
Per richiedere il cambio di destinazione d’uso da laboratorio a deposito, bisogna trasformare dal punto di vista catastale il locale da laboratorio a deposito (C2), mantenendo però la funzione non abitativa. Spesso accade, infatti, che si acquisti un locale per uno scopo, per poi, con il passare del tempo, svolgere un’attività diversa.
Ad esempio, si acquista un laboratorio per svolgervi la propria attività di artigianato, che poi si estende e quindi il laboratorio viene utilizzato come deposito. È importante anche a livello urbanistico e catastale qualificare l’immobile in modo tale da classificarlo in conformità alla legge e per successive vendite.
Si può cambiare la destinazione da laboratorio ad abitazione?
Soprattutto quando il laboratorio è ubicato in una zona vantaggiosa, molti decidono di acquistare un laboratorio e poi trasformarlo in un’abitazione, in genere un loft o monolocale. Si tratta sicuramente di un’operazione più complessa rispetto a quella sopra illustrata, dal punto di vista sia delle spese che dell’iter burocratico.
Il principale vantaggio, comunque, consiste nell’acquisto di un locale a un prezzo di vendita inferiore rispetto a quello che sarebbe un loft, sebbene in un secondo momento si debbano sostenere le spese di trasformazione.
Come si calcola per la categoria catastale c3 l’Imu?
Per effettuare il calcolo dell'IMU sui propri immobili, è fondamentale disporre di alcuni dati essenziali, tra i quali: la rendita catastale dell'immobile, l'aliquota IMU stabilita dal Comune in cui l'edificio si trova e il coefficiente catastale associato alla categoria di appartenenza.
In pratica, il calcolo si basa sulla rendita catastale rivalutata al 5%, che viene moltiplicata per il coefficiente catastale specifico dell'immobile. Successivamente, si applica l'aliquota comunale al risultato ottenuto, utilizzando la rendita catastale rivalutata e il coefficiente di categoria. Nel caso di accatastamento c3 il coefficiente catastale equivale a 140.
Come cambiare la destinazione d’uso degli immobili c3?
Alcune persone scelgono di acquistare spazi classificati nella cat c3 con l'intenzione di abitarvi, come ad esempio i loft che si trovano nelle grandi città. Tuttavia, è importante sottolineare che i locali appartenenti a questa classe sono destinati esclusivamente a funzioni di laboratorio o attività artigianali, non a scopi residenziali.
Poiché gli immobili adibiti ad uso abitativo devono avere la categoria catastale A, sarà necessario richiedere un cambio di destinazione d'uso qualora si voglia abitare in tali spazi. Scopriamo cosa si può fare in un locale c3 come funziona la variazione catastale da laboratorio ad abitazione o deposito.
Cambio destinazione d’uso da laboratorio ad abitazione
Il cambio di destinazione d’uso da laboratorio ad abitazione rappresenta un‘operazione più complessa dal punto di vista sia dell’iter burocratico che delle spese.
In questo caso, dopo aver ottenuto il permesso da parte degli uffici competenti per l'inizio dei lavori, è necessario consultare un professionista specializzato nella progettazione delle ristrutturazioni al fine di adeguare l’immobile agli standard igienici (progettazione di un bagno in locale c3), che spesso i laboratori non soddisfano.
Cambio destinazione d’uso da laboratorio a deposito
Per ottenere l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso da laboratorio a deposito (categoria catastale C2), è necessario effettuare una modifica catastale del locale, mantenendo comunque la sua natura non abitativa. Questo è un passo comune quando, nel corso del tempo, l'attività svolta inizialmente cambia.
Ad esempio, è possibile che un laboratorio sia stato originariamente acquistato per scopi artigianali, ma col tempo l'attività si estende e il locale viene adibito a deposito. In questi casi, è fondamentale adempiere anche agli aspetti urbanistici e catastali per adeguare la classificazione dell'immobile alle normative vigenti e per futuri trasferimenti di proprietà.
Categoria catastale C3 e Superbonus 110: come funziona?
Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate è possibile beneficiare del Superbonus 110% per gli immobili classificati nella categoria catastale C3 a patto che, nelle registrazioni comunali, sia chiaramente specificato che si sta effettuando una ristrutturazione con cambio di destinazione d'uso da laboratorio a residenza.
Quali immobili non rientrano nella categoria c3 al catasto?
Al contrario, non vengono considerati come appartenenti alla categoria catastale C3 quelli che possono essere identificati come laboratori professionali, come ad esempio gli studi dentistici o i laboratori per esami medici, che invece sono classificati nella categoria A10. Inoltre, non sono inclusi in questa categoria nemmeno quegli immobili che hanno un accesso diretto dalla strada principale o che presentano le caratteristiche tipiche dei locali per l'esercizio di attività commerciali, poiché questi rientrano in altre categorie all'interno del gruppo C.
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