La Storia e le Sfide degli Stabilimenti Balneari a Viareggio: Un Focus sul Bagno La Pace

La stagione balneare a Viareggio è spesso un indicatore dello stato di salute dell'economia locale. Tuttavia, negli ultimi anni, molti gestori di stabilimenti balneari hanno espresso preoccupazione per il calo degli incassi e le crescenti difficoltà economiche.

Le Difficoltà Economiche degli Stabilimenti Balneari

«Negli ultimi otto fine settimana abbiamo lavorato solo due domeniche e due sabati. Quanto abbiamo perso rispetto all'anno scorso? Più del 50% degli incassi». Queste sono le parole di Paola, che gestisce il bar all'interno del bagno Dori, riflettendo una situazione comune a molti operatori del settore.

La poca clientela nei weekend di maggio e giugno comporta una perdita significativa degli incassi previsti. A fronte di spese elevate per l'affitto e il mantenimento del locale, il margine di guadagno si assottiglia notevolmente. Il rischio, si dice sottovoce, è che al momento di saldare la cifra ai proprietari delle strutture mancheranno i quattrini in cassa.

Le Spese per gli Affitti

Per mandare avanti il bar di uno stabilimento, il proprietario della struttura può chiedere agli interessati dai 7 ai 15mila euro di affitto, mentre per un ristorante non si va sotto i 20mila. Con punte di 30mila e oltre, per le strutture più grandi e di maggior qualità. Sommandoci le bollette, il costo del personale e le altre spese, si capisce quanto si assottigli il margine di guadagno per chi decide di intraprendere l'attività, se il maltempo e la crisi picchiano duro.

La Situazione al Bagno La Pace e Altri Esempi

«Rispetto all'anno scorso - afferma Giovanni Argento, che gestisce il ristorante del bagno La Pace - quando facevamo un numero di pasti eccellente, viaggiamo a velocità ridotta. Diciamo che ci mancano introiti per diverse migliaia di euro. L'affitto? Io lo pagherò interamente, non c'è dubbio. Ma se mi fermo un attimo, e mi chiedo se valga la pena, mi rispondo di no».

Al Raffaello, dopo anni di affidamento del bar, hanno optato per una gestione interna. «Al bancone abbiamo dei nostri dipendenti, assunti con tutti i crismi - racconta Paola Baroni - ragazzi giovani e volenterosi. Con loro c'è un accordo, diciamo tra gentiluomini, per mandare avanti la struttura e dividersi gli incassi. Abbiamo deciso di fare così perché intuivamo che sarebbe stato un anno difficile, e purtroppo le nostre previsioni si sono avverate».

Andrea Bonuccelli, proprietario del bagno Perla del Tirreno, gestisce direttamente la ristorazione e cerca di diversificare l'offerta. «Capisco benissimo i guai di colleghi che hanno preso in affitto l'attività - dice - e spero che a settembre e ottobre non ci siano conseguenze gravi. Noi, avendo deciso di gestire in maniera diretta il ristorante, ci siamo imposti di provare a fare qualcosa di diverso per estendere le possibilità di guadagno. Parlo di aprire anche a Carnevale, o quando la stagione è inclemente, magari con l'aiuto di qualche copertura che però al momento non abbiamo. Come si intuisce, ormai luglio e agosto non possono bastare per ottenere ricavi adeguati da un'attività».

Il Malcontento tra i Balneari

Non solo crisi e maltempo. È forte il malessere tra i balneari: gli affari vanno male, gli ombrelloni sono vuoti. Al Dori raccontano di un incasso domenicale di 27 euro, e la situazione non è diversa da Ponente a Levante. Perciò l'inerzia degli amministratori pubblici fa arrabbiare un po' tutti.

«Date un'occhiata a piazza Pea - dicono alcuni operatori - è allagata come se fosse piovuto per settimane. È l'immagine di come il Comune tiene a noi». «Viareggio sta morendo - dice Giovanni Argento - La Passeggiata è in condizioni disastrose, e ai locali e ai bagni si vieta qualsiasi cosa. La storia del rumore è clamorosa, ma ce ne sono altre. Come si può sperare che senza servizi e con prezzi che spesso non rispecchiano la qualità si possa continuare ad attirare la clientela?».

Alcuni Stabilimenti Storici di Viareggio

Viareggio vanta una lunga tradizione balneare, con stabilimenti che hanno fatto la storia della città. Ecco alcuni esempi:

  • Scorpio: Un simbolo lidese di imprenditoria, gestito da oltre 30 anni dalla famiglia Palagi.
  • Patrizia: Fondato decenni fa, è stato ristrutturato ed è elegante ed efficiente.
  • Milano: Da 29 anni nelle mani di Cinzia Dal Pino, si caratterizza per l'animazione.
  • Alex: Gestito con grande professionalità da Luca Andreucci e Gianna Baratta, famoso per il suo ristorante.
  • Alfredo: Dedicato alle famiglie, con un'atmosfera di amicizia e cordialità.
  • Assunta: Conosciuto anche fuori dalla Versilia, offre un'area dedicata ai più piccoli e specialità campane al ristorante.
  • Bertelli: Gestito da Cecilia Giovetti da oltre 40 anni, con un bagnino storico e un passato legato all'aviazione.
  • Ernesta: Qualità e pulizia sono i punti di forza, con ampi spazi e campi sportivi.
  • Arizona: Della famiglia Scartabelli dal 1967, offre servizi di qualità e una piscina.
  • Aretusa: In mano alla stessa famiglia dal '49, con ampi spazi, parco giochi e attività sportive.
  • Adua: Punto di riferimento per i tifosi della Fiorentina, con uno staff capitanato dal carismatico bagnino Luca Ceccarelli.

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