Bagno Militare Trieste: Storia e Servizi

Questo articolo esplora la storia e i servizi offerti dai bagni militari a Trieste, con particolare attenzione alle normative sull'accessibilità per le persone con disabilità e agli aggiornamenti più recenti.

Storia e Origini del Bagno Militare

Il complesso dell’ex Ospedale Militare fu costruito quando Trieste faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico; esso vide infatti la luce nell’arco di pochi anni, dal 1863 al 1866, in un’area della città allora non molto abitata.

  • 31/12/1863 data del progetto esecutivo firmato magg.
  • Opera attribuita all’ing.

Il primo bagno dell’esercito fu la Scuola Militare di Nuoto, inaugurata in contemporanea al Bagno Boscaglia, nel lontano 1830. La Scuola costituì a lungo una zona di allenamento e ritrovo per i soldati austriaci e rappresentava un elemento di quella rete di “Bagni Galleggianti” diffusi nell’ottocento e solitamente ancorati a breve distanza dai moli e destinati alla classe borghese.

Verso gli inizi del ‘900, nell’area del Bagno Lanterna, la spiaggia veniva requisita il tardo pomeriggio dall’esercito, che vi alloggiava interi reparti.

In questo contesto, all’Austria serviva un nuovo Bagno Militare, che venne costruito nel 1908, accanto all’antecedente del “Pedocin”, il Bagno Fontana. La struttura serviva le necessità dei cadetti e dei veterani con un’area di 40 per 43 metri, posta su palafitte e dotata di 120 cabine.

Il Bagno era collegato con la terraferma da un pontile - separato dunque dai moli, con un che’ dei vecchi bagni galleggianti - e disponeva di vasche per il nuoto, un reparto per le mogli degli ufficiali, le “signore”, e sul tetto una terrazza per prendere il sole. La struttura era completamente di legno e comprendeva un piccolo trampolino e delle tende, oltre all’immancabile buffet con i tavolini.

Questo Bagno aveva una particolarità, ovvero era nero “come la pece”! Un paragone non casuale, perchè per proteggere il legno dall’erosione marina, era stata adoperata una soluzione di “carbolineum”, che aveva la prevedibile conseguenza di diventare bollente sotto il sole e cuocere i piedi scalzi dei bagnanti.

Il Bagno conobbe un certo successo dall’inaugurazione (estate del 1909) fino alla chiusura, con il passaggio all’Italia (1920), quando il Genio Militare di Trieste decise di metterlo all’asta. Se ne appropriò il cavalier Bartolomeo Vigini, che provvide subito a mutarne il nome in “Bagno Savoia”, con evidente intento di propaganda.

Il Bagno Militare Oggi

Il “Bagno Militare” è il primo stabilimento balneare dell’area costiera di Miramare a riaprire i battenti per la stagione estiva dopo la violenta mareggiata del 27 ottobre 2023. Grazie ai lavori di messa in sicurezza e ripristino delle terrazze prospicienti il mare, il Bagno Militare di Viale Miramare è stato reso agibile al 75%, con l’esclusione della terrazza attigua alla scogliera frangiflutti che riporta ancora, ben visibili, i danni conseguenti la mareggiata.

Grazie agli interventi di ricostruzione, benché le capacità di accoglienza siano ancora limitate, oggi il bagno militare può contare 48 ombrelloni con una capienza massima di 130 persone.

Attivo sin dal 1954, quando il Governo Militare Alleato cedette all’esercito italiano gli 80 metri di costa lungo cui si estende, il Bagno Militare è tuttora terreno del demanio militare, specificatamente proprietà del Comando Militare Esercito “Friuli Venezia Giulia” che da allora ne gestisce l’attività.

La celere riapertura dello stabilimento è, secondo il direttore del Circolo Unificato di Trieste, Ten.Col. Antonio Barone “una scelta di opportunità”. “Visti i tempi così ristretti, abbiamo preferito prediligere la zona degli “ombrelloni” e dell’ingresso, sacrificando parte dell’infrastruttura, per poter aprire lo stabilimento e renderlo fruibile ai soci per l’inizio della stagione balneare” spiega il direttore. “I lavori per sistemare l’intero stabilimento avrebbero richiesto molto più tempo con il rischio di perdere l’intera stagione 2024”.

Rimane tuttavia immutata l’esclusività della struttura.

Servizi e Accessibilità

Oggi si dà sempre più attenzione a quelle che sono le norme che rispettino la dignità delle persone, soprattutto per chi è nella condizione di disabilità motoria, facendo quindi attenzione alla realizzazione di un bagno disabili a norma, con ausili adatti a determinati stati di difficoltà fisica.

Ad esempio, per quanto riguarda il wc, è ovviamente strutturato in modo che sia facilitato alla persona il passaggio dalla carrozzina al sanitario, senza soffrire la difficoltà di alzarsi e risedersi. Deve essere garantito lo spazio necessario per l'accostamento frontale al lavabo che deve essere del tipo a mensola.

I sanitari bagno per disabili devono essere preferibilmente del tipo sospeso. Il bordo anteriore deve essere posto a cm 75/180 dalla parete posteriore.

Normative per i Bagni Disabili

Attualmente non risultano modifiche sostanziali alla normativa sui bagni per disabili tra il 2024 e il 2025. Le linee guida principali, che riguardano dimensioni minime, tipologia di sanitari, posizionamento di maniglioni e altri elementi, rimangono sostanzialmente le stesse.

Le nuove normative richiedono uno spazio minimo di 200x200 cm per i bagni destinati alle persone con disabilità. Gli aggiornamenti del 2024 prevedono un range più specifico per l'altezza di lavabi, specchi e accessori, compreso tra 85 e 95 cm dal pavimento.

Le nuove normative rafforzano l'obbligo di utilizzare materiali antiscivolo per pavimenti e superfici, con specifiche più stringenti riguardo alla loro resistenza e durata nel tempo.

Riferimenti normativi importanti includono la Circolare ministeriale n. 1669 del 22/06/1989 - Ministero Lavori Pubblici - Circolare esplicativa della Legge 9 gennaio 1989, n. e il dm n.

Tecnologia Assistita e Sicurezza

Una delle innovazioni più rilevanti è l'integrazione della tecnologia assistita. Le nuove normative richiedono l'installazione di sistemi di chiamata di emergenza facilmente raggiungibili da qualsiasi punto del bagno, migliorando significativamente la sicurezza degli utenti.

Nel 2024, le normative includono requisiti per migliorare l'accessibilità sensoriale. Le normative del 2024 stabiliscono che il personale addetto alla pulizia e alla manutenzione dei bagni deve ricevere una formazione specifica sull'uso e la manutenzione delle attrezzature per disabili.

Doccia o Vasca per Disabili?

La doccia, per essere adatta a chi ha una disabilità motoria, deve avere un’apertura esterna a 180°, un anta da 70 ad 85 cm, altezza sedile 53 cm, flessibile con doccino estraibile.

Nella foto è riportato un esempio di locale igienico per Disabili secondo la normativa D.M 236/89.

Sicurezza Antincendio

L’esperienza pluriennale di PHOS nella Gestione Sicurezza Antincendio, rappresenta una garanzia per la clientela. La gamma dei servizi spazia dalla consulenza tecnica specifica alla progettazione della sicurezza antincendio, attraverso software e app ideate e realizzate per l’espletamento di tutti i servizi.

PHOS ha progettato e sviluppato un innovativo software per la registrazione in tempo reale delle verifiche effettuate sui presidi antincendio. Questa App è presente sui tablet in dotazione agli addetti alla sicurezza: in questo modo sarà più facile per ogni addetto condividere on-line l’esito delle verifiche sui presidi antincendio (compresi eventuali foto/video di eventuali anomalie) e ricevere in tempo reale ogni tipo di comunicazione o allarme.

Per il cliente e le figure tecniche di riferimento il portale web rappresenta la memoria storica e la certificazione delle verifiche effettuate dagli addetti della squadra Antincendio o degli addetti di compartimento.

Tabella Riepilogativa Normative Bagni Disabili (2024-2025)

Aspetto Requisiti Normativi
Spazio Minimo 200x200 cm
Altezza Lavabi, Specchi e Accessori 85-95 cm dal pavimento
Materiali Antiscivolo per pavimenti e superfici
Tecnologia Assistita Sistemi di chiamata di emergenza
Formazione del Personale Specifica sull'uso e manutenzione delle attrezzature

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