Bagno nel Vino: Benefici e Controindicazioni di un Trattamento Innovativo

La vinoterapia, o wine therapy, è un trattamento estetico che si sta diffondendo sempre di più nel mondo del benessere, anche in Italia. La vinoterapia è un trattamento estetico che sfrutta l’azione antiossidante dell’uva per contrastare l’invecchiamento della pelle. Il periodo migliore per sottoporsi al trattamento è senza dubbio quello della vendemmia, poichè sono utilizzati prodotti freschi. Prima un peeling per preparare la pelle a ricevere le proprietà benefiche del mosto, poi un profondo massaggio o un bagno rilassante.

Cos'è la Vinoterapia?

Con il termine vinoterapia si intendono tutti quei trattamenti cosmetici che sfruttano le proprietà del vino rosso e del mosto per migliorare l'aspetto della pelle e contrastare i segni del naturale invecchiamento cutaneo. Tutte le parti dell’uva sono indispensabili per produrre creme, maschere, fanghi e oli essenziali dalle notevoli proprietà benefiche per il corpo. Bucce, semi e raspi. Nella vinoterapia, o wine therapy, non si butta via niente.

Come Funziona

Alla base della vinoterapia c'è l’estrazione dalla buccia degli acini di sostanze come i polifenoli, che, una volta estratti, vengono aggiunti all'acqua minerale calda in cui immergersi o con cui realizzare delle maschere per il viso. Non solo. La presenza di acido malico, tartarico e citrico, contenuti nel mosto, donano alla pelle luce e morbidezza. Anche la forte presenza di tannini nel mosto, dalle riconosciute proprietà battericide e disinfettanti, ha un effetto astringente sulla pelle e favorisce il rinnovamento cutaneo. Infine, insieme ai polifenoli, anche i flavonoidi e gli isoflavonoidi hanno un’azione antiossidante e combattono i radicali liberi, proteggendo l'epidermide dai danni causati dall'inquinamento atmosferico e dallo smog.

Benefici della Vinoterapia

A godere dei benefici della vinoterapia è principalmente la pelle. Grazie all’alto contenuto di polifenoli, l’uva ha proprietà antiossidanti che possono aiutare a contrastare i segni del tempo e l’azione dei radicali liberi, responsabili dell'ossidazione delle cellule dell'epidermide che, attraverso questo processo, invecchiano dando origine a rughe e macchie cutanee. Grazie al potere antiossidante dei polifenoli, di cui i semi e la buccia dell’uva sono ricchi, si contrasta l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento della pelle. Inoltre, il trattamento è utile a purificare, tonificare e idratare la pelle, a combattere la cellulite, stimola la microcircolazione capillare. L'azione dei polifenoli è efficace anche in presenza di problemi di scarsa elasticità della pelle e di disidratazione, difatti è risaputo che il vino contribuisce anche a migliorare la microcircolazione e a rinforzare i vasi sanguigni. Non solo. L’effetto della wine therapy è anche quello di rilassare e allontanare ogni traccia di stress. Basta immaginare lo stato di rilassatezza che psi può provare immergendosi in una vasca di acqua calda tra essenze profumate e luci soffuse.

Il Ruolo del Resveratrolo

Per molto tempo sono state attribuite proprietà antiossidanti al vino rosso, essenzialmente legati alla presenza di resveratrolo. Il resveratrolo si trova nell’uva, nel succo d’uva, nel vino, nelle arachidi, nel cacao e in tutte l bacche del genere Vaccinium, le varie specie di mirtillo. La sua individuazione nel vino rosso, nei primi anni 90, ha destato un grande interesse ed è stata utilizzata per spiegare il paradosso francese, ossia il fatto che gli abitanti del sud della Francia, nonostante una dieta ricca di grassi saturi, presentano una incidenza ridotta di malattie cardiovascolari. Il resveratrolo è è uno stilbene, un composto polifenolico, una delle tante molecole che le piante producono per proteggersi in situazioni di stress: lesioni, infezioni da parte di funghi o batteri ed esposizione a raggi ultravioletti.

Effetti del Resveratrolo

Molti studi hanno mostrato un forte effetto protettivo del resveratrolo nei confronti dell’invecchiamento cutaneo grazie a meccanismi diversi: protezione dallo stress ossidativo, aumento della produzione di collagenasi e protezione dall’azione degli ultravioletti, probabilmente mediati da recettori specifici per i polifenoli presenti sulle cellule dell’epidermide. Il resveratrolo è un potente antiossidante: l’attività è notevole in vitro ma non sappiamo se sia così rilevante anche nell’organismo. Il resveratrolo è in grado di modulare un gran numero di vie di segnalazione cellulare coinvolte nella regolazione di processi infiammatori, nella risposta immunitaria a infezioni e allo stress e nei processi di formazione dei tumori. Il resveratrolo è un antinfiammatorio, inibisce la proliferazione delle cellule tumorali, ne provoca l’apoptosi (morte cellulare programmata), ne riduce la capacità di invasione dei tessuti sani e la capacità di formare nuovi vasi, necessari allo sviluppo del tumore. Il resveratrolo ha azione protettiva nei confronti di malattie neurodegenerative.

Il resveratrolo, nelle varie forme in cui è presente negli alimenti, è ben assorbito a livello intestinale. La somministrazione di una dose orale di 25 mg di resveratrolo porta a massima concentrazione plasmatica nel giro di un’ora, con valori di 1,8-2 μmoli/litro. Utilizzando dosi orali crescenti, fino a 5 grammi, il picco si osserva dopo una cinquantina di minuti, con concentrazioni che comunque non superano le 2,3 μmoli/litro, un valore decisamente inferiore alla concentrazione minima di 5 μmoli/litro utilizzata negli esperimenti in vitro. Alcuni studi mostrano che la biodisponibilità può migliorare per somministrazione ripetuta nel tempo di dosi elevate di resveratrolo. Quantità che non paiono presentare effetti collaterali sono attorno a un grammo al giorno. L’assorbimento di resveratrolo non sembra essere influenzato dalla matrice del cibo in cui è presente: i grassi possono rallentarne l’assorbimento senza ridurlo, mentre la presenza di antiossidanti o alcol non pare avere alcun effetto.

La quantità di resveratrolo presente nel vino, oltre che dall’uva utilizzata, dipende anche dalle modalità di lavorazione e dai processi di fermentazione: i valori più elevati si attestano attorno a 2,8 mg/litro per i vini rossi e scendono intorno a 1 mg/litro per i vini bianchi. La dose per un bicchiere di vino (150ml) è davvero modesta, intorno a 0,3-0,5 ml/150ml. Una dieta varia che prevede un consumo ragionevole di vino nero, frutti di bosco, cacao e qualche arachide può determinare un apporto costante, anche se non molto elevato, di resveratrolo. Chi sostiene l’utilità dell’integrazione - tutta da provare, come abbiamo vista - indica invece un range posologico ottimale, per un effettivo beneficio clinico, di circa 250-500 mg/die, valori che possono essere ottenuti soltanto con l’utilizzo di integratori.

Controindicazioni e Precauzioni

Prima di sottoporsi a una seduta di vinoterapia, è bene consultare il proprio medico o gli stessi operatori del centro benessere. I trattamenti sono a base di uva a bacca nera che potrebbe provocare una reazione allergica nei soggetti più sensibili, motivo per cui, prima di ogni trattamento è sempre meglio consultare il proprio medico curante. L’assunzione di integratori contenenti dosi elevate di resveratrolo assieme a farmaci deve quindi essere fatta con molta attenzione, consultando il proprio medico, per evitare problemi che potrebbero essere anche molto gravi. Rilevante l’azione inibitoria sul citocromo CYP3A4A con un aumento del tempo di eliminazione di statine, calcio-antagonisti, farmaci antiaritmici come l’amiodarone, antivirali, immunosoppressori e antistaminici. Il resveratrolo interferisce con l’azione del citocromo P450, un gruppo di enzimi responsabile del metabolismo di un gran numero di farmaci.

La somministrazione di dosi elevatissime di resveratrolo, come terapia per alcuni tipi di mieloma, ha fatto registrare problemi gastointestinali, nausea, diarrea e dolori addominali, con rari casi di nefrotossicità che è comunque una tipica complicazione di queste forme tumorali. Gli studi di tossicità su animali hanno individuato dei livelli di assunzione privi di effetti (NOAEL) di 200 mg/kg/die per il topo e di 600 mg/kg/die per il cane, equivalenti a 14-42 grammi al giorno per l’uomo.

I Rischi del Consumo Eccessivo di Vino

Il vino è una delle bevande più consumate al mondo. Quando viene consumato eccessivamente, il vino è responsabile di numerosi effetti dannosi sul nostro organismo, in particolare a livello epatico, pancreatico e neurologico. I danni sono legati essenzialmente alla presenza di alcol etilico, o etanolo, che è una sostanza tossica che deve essere rapidamente metabolizzata ed eliminata dal nostro organismo. Il metabolismo avviene a livello delle cellule dello stomaco e, soprattutto, a livello delle cellule del fegato, dove il suo consumo cronico induce un danno cellulare che può essere acuto (epatite alcolica), o cronico (steatosi, fibrosi e cirrosi epatica). L’etanolo inoltre, pur non avendo alcuna proprietà nutrizionale benefica, apporta una discreta quantità calorica (7 kcal per grammo), per cui un consumo eccessivo di vino è stato associato a patologie metaboliche come l’obesità e il diabete.

Purtroppo, però, il consumo di alcolici è associato maggiormente ad un rischio di sviluppo di un tumore piuttosto che ad una sua riduzione Il problema è infatti legato alle dosi di resveratrolo: un litro di vino ne contiene 12.5 mg, mentre gli effetti protettivi dal punto di vista oncologico si osservano a dosaggi 100 volte maggiori, ed è evidente che bere 100 litri di vino comporti danni notevolmente più importanti da ogni punto di vista.

Benefici di un Consumo Moderato

A questo proposito, un recente studio pubblicato sulla più importante rivista scientifica in ambito gastroenterologico, Gastroenterology, ha invece evidenziato che un modesto consumo di vino rosso è in grado di aumentare la diversità delle specie batteriche del microbiota intestinale, prendendo in considerazione più di 3000 persone residenti nel Regno Unito, in Olanda e negli Stati Uniti. Avere una maggiore diversità batterica è in grado di ridurre sensibilmente i rischi di sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile e soprattutto di ridurre l’incidenza dei sintomi nei pazienti già affetti da questa sindrome, particolarmente invalidante dal punto di vista della qualità di vita. E’ fondamentale sottolineare che in entrambi gli studi sopra citati si parla solo di vino rosso, mentre effetti benefici non sono stati osservati con il consumo di vino bianco, birra o altri alcolici.

Bagni Caldi: Benefici e Rischi

Com'è bello immergersi nella vasca quando fuori fa freddo. L'autunno e l'inverno è il momento per coccolare te stesso con infusi e preparati aromatici, schiuma e sale rilassanti. Il bagno aiuta ad alleviare lo stress, la tensione, migliora l'umore e aiuta anche a curare alcune malattie. Allo stesso tempo, in questo modo puoi liberare la tua pelle dalle impurità, come richiesto dalle regole di igiene personale. L'acqua è in grado di dare molti benefici al corpo umano. Prima di tutto, questa è la rimozione di scorie e tossine dalla pelle e dal corpo nel suo insieme. Con il contatto prolungato con l'acqua calda, la pelle viene vaporizzata, per cui i pori si aprono il più possibile.

Benefici dei Bagni Caldi

  • Rimozione di scorie e tossine
  • Miglioramento della circolazione sanguigna
  • Alleviamento dello stress e della tensione nervosa
  • Promozione della combustione dei grassi
  • Rilassamento muscolare

Quando Evitare i Bagni Caldi

L'acqua molto calda e le lunghe permanenze possono influire negativamente sulla nostra salute: portare all'infiammazione delle vene e alla formazione di coaguli di sangue nelle persone con malattie del sistema venoso e durante le mestruazioni può provocare grave sanguinamento. Anche le donne che pianificano una gravidanza e quelle incinte, dovrebbero anche evitare tali procedure. E le persone anziane devono fare un bagno caldo con cautela, ed è meglio non abituare i bambini piccoli alle alte temperature dell'acqua. Il bagno caldo è categoricamente controindicato per malattie come: insufficienza cardiaca, ipertensione e ipotensione, angina, malattie oncologiche, cirrosi epatica, epilessia, tubercolosi, aterosclerosi e diabete. La temperatura migliore per tutti è ~ 35° C gradi al massimo. In estate la temperatura può essere ridotta a 30° C o 25° C.

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