Storia e Sicurezza della Balneazione nella Senna
La possibilità di svolgere le competizioni nelle acque del fiume parigino è stato uno dei grandi punti interrogativi di queste Olimpiadi di Parigi, ma alla fine i test svolti questa mattina, 31 luglio, hanno dato esito positivo e quindi la gara di triathlon femminile ha preso il via con le atlete che si sono gettate nel fiume.
Mancano meno di tre settimane all’inizio delle Olimpiadi di Parigi, ma ci sono ancora dubbi sulla qualità dell’acqua della Senna, il fiume della città, nel quale si terranno le prove di nuoto nel triathlon, individuale e staffetta mista, e quelle di nuoto di fondo (o nuoto in acque libere), una gara lunga dieci chilometri.
La Senna è un fiume non balneabile da circa un secolo ma negli ultimi anni, sfruttando proprio l’occasione delle Olimpiadi, è stato investito quasi un miliardo e mezzo di euro per rendere possibile nuotare di nuovo in sicurezza. L’idea è di fare le gare di nuoto olimpiche quest’anno e dall’estate prossima aprire al pubblico alcuni punti del fiume, delimitati da barriere.
Interventi per la Pulizia della Senna
Per diminuire l’inquinamento del fiume, in particolare la diffusione dei batteri, sono stati fatti principalmente due tipi di interventi: «Abbiamo migliorato gli impianti che distruggono i batteri attraverso l’acido performico e le radiazioni ultraviolette.
Nei giorni di pioggia infatti la Senna è più inquinata, principalmente perché tutti i sistemi di scolo si riempiono, anche quelli con le acque reflue, che quindi vengono scaricate nel fiume per non far debordare le fogne, e poi perché è più facile che una maggior corrente trasporti rifiuti e batteri lungo il corso. In particolare, in vista delle Olimpiadi è stato inaugurato il bacino di Austerlitz, un enorme cilindro scavato fino a ottanta metri sotto terra che permette di immagazzinare circa 50mila metri cubi di acqua, per impedire che venga scaricata nella Senna.
Le tante autorità coinvolte nel piano (l’amministrazione cittadina e quella regionale, l’autorità fluviale, l’ente che gestisce l’acqua) stanno provando anche a correggere tutti i collegamenti sbagliati tra edifici e impianti di scolo delle acque: sostanzialmente in circa 25mila edifici i tubi e le grondaie dell’acqua di scarico e dell’acqua piovana non erano montati correttamente, e quindi le acque spesso si mischiavano, inquinando la Senna.
Tutte le barche permanentemente ormeggiate sulle rive della Senna sono state inoltre collegate al sistema fognario, mentre fino all’anno scorso le house boat, i bar e i ristoranti galleggianti scaricavano le loro acque reflue direttamente nel fiume.
«C’è sempre resistenza in Francia quando bisogna cambiare le cose, ma questa non era più rimandabile: ne parlavamo da tantissimo tempo», racconta Jean-Philippe Jacob, che da vent’anni vive su una grande barca ormeggiata sotto il Pont Neuf, nel centro di Parigi. Oltre ad aver collegato la sua barca, Jacob ha contribuito in generale a tutta l’operazione, e sembra piuttosto ottimista sulla pulizia del fiume.
Le prime gare che dovrebbero tenersi nella Senna sono le prove di nuoto del triathlon, una disciplina che comprende anche la corsa e il ciclismo, e sono in programma il 30 e il 31 luglio; il 5 agosto poi ci sarà il triathlon misto, mentre l’8 e il 9 agosto ci saranno le gare femminile e maschile di nuoto di fondo.
Rischi e Preoccupazioni
Il nuoto in acque libere presenta del resto sempre una percentuale di rischio, ed è probabile che oggi se ne stia parlando più del solito perché si nuoterà in un fiume in cui legalmente non ci si può tuffare da un secolo; in passato però «ci sono state situazioni forse peggiori, ci è già capitato di nuotare in acque sporche e di avere dei nuotatori che vanno in ospedale per un’intossicazione alla fine di una gara», dice Fabrizio Antonelli, allenatore di diversi nuotatori e nuotatrici italiani e stranieri, tra i quali Gregorio Paltrinieri, che farà la 10 chilometri sulla Senna.
Anche prima delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, per esempio, si discusse molto sulla qualità dell’acqua nella Baia di Guanabara, dove si tennero le gare di vela, e di quelle di fronte al Forte de Copacabana, il luogo delle prove di nuoto di fondo. «Dopo aver parlato a lungo con i ragazzi, abbiamo deciso che l’importante è che la gara si faccia, e il comitato organizzatore ci ha garantito che andremo via da Parigi avendo gareggiato», dice Antonelli.
«A noi basta gareggiare, poi è chiaro che farlo nella Senna avrebbe un fascino particolare, perché lo scenario è unico e sarebbe una vetrina pazzesca per questo tipo di nuoto», dice ancora Antonelli. «Come lo sci, o il canottaggio, o il tennis, il nuoto in acque libere e il triathlon sono soggetti alle condizioni atmosferiche, quindi se ci sarà brutto tempo e non ci saranno le condizioni per le prove nei giorni stabiliti, il Comitato ha un piano per posticiparle», dice Molina.
Le gare olimpiche sono comunque solo la prima, piccola parte del piano dell’amministrazione parigina, che dall’estate 2025 vuole rendere una cosa abituale il fatto di nuotare nella Senna, completando l’iniziativa Paris-Plage, con la quale da oltre vent’anni le rive del fiume in estate vengono attrezzate come fossero delle spiagge (“Paris-Plage” significa appunto “Parigi-Spiaggia”).
Secondo Molina «con Paris-Plage la gente si sente già in spiaggia: fare il bagno è solo il prossimo passo. Oltre a continuare a ripulire il fiume e a controllare la qualità dell’acqua, la cosa difficile sarà far cambiare la percezione comune e convincere le persone che la Senna sia davvero pulita e sicura. Alle azioni sui batteri si aggiungono in questo caso quelle sull’inquinamento visibile come i rifiuti, principalmente in plastica, attraverso barriere galleggianti e barche cattura-rifiuti.
Poco tempo fa si era parlato anche di un’altra forma di inquinamento, quella dell’acido trifluoroacetico (TFA), una tra le sostanze note collettivamente come PFAS, che deriva dalla degradazione di vari pesticidi: su questo il prefetto Molina ha detto che i livelli dei pesticidi nella Senna sono nella norma, senza però citare una fonte certa.
Reazioni degli Atleti
Le atlete e gli atleti begli del Triathlon a Hln: «L'acqua della Senna è sporca da cento anni. Ho anche mal di pancia a causa dell’acqua ingoiata».
Ieri la Senna è tornata ad essere balneabile. Un recupero record visti i valori dei giorni precedenti. Ma tutto è bene quel che finisce bene, almeno per Parigi e Macron. La sicurezza degli atleti, dopo tutto, non è così importante. Meglio salvare la faccia. A confermarlo sono le dichiarazioni di alcune atlete belghe.
Jolien Vermeylen e Claire Michel sono state le prime a tuffarsi in acqua alle 8 del mattino. A Hln hanno dichiarato:«Ho bevuto un bel po’ d’acqua, quindi domani sapremo presto se sono malato oppure no. Ovviamente non sa di Coca Cola o Sprite. Mentre nuotavo sotto il ponte, ho anche annusato e visto cose a cui non dovresti pensare troppo. L’acqua della Senna è sporca da cento anni, quindi non dovrebbero venire a dire che la sicurezza degli atleti è una priorità. Questa è una ‘stronzata’».
«Pensavamo già che sarebbe andata meravigliosamente bene il giorno della gara e guarda… Ieri notte ha piovuto, quindi non può essere bella, giusto? Ma comunque: è stato un miracolo», continua ironica Vermeylen. «Se ciò non fosse avvenuto, sarebbe stato un peccato per l’organizzazione, per Parigi, per la Francia. Oggi (ieri, ndr) o mai più e non potevano fare neanche quest’ultimo test. Adesso non resta che sperare che non si ammalino troppi atleti. Ho preso dei probiotici, ho bevuto il mio Yakult, non potevo fare altro. Avevo l’idea di non bere l’acqua, ma sì: è fallita. Proprio come avevo avuto l’idea di non cadere, anche quella è fallita».
«Ho anche un po’ di mal di pancia a causa dell’acqua ingoiata»Anche agli uomini è andata piuttosto male. Marten Van Rie già il giorno prima aveva parlato in modo critico del rinvio, e ieri ha sperimentato che la qualità dell’acqua era pessima. «Speriamo che fosse pulito, ma di certo non potevamo vedere le nostre mani mentre nuotavamo. Era così nuvoloso. Ho anche un po’ di mal di pancia a causa dell’acqua che ho ingoiato».
Il Punto di Vista Internazionale
Noi inglesi sfottevamo i francesi per la Senna-bidet, ma dovremmo imparare la lezione (Guardian)Il titolo è scherzoso (“Citius, altius, antibioticus”), ma il Guardian fa atto di contrizione, ammette lo sciovinismo degli inglesi, e si inchina alla bellezza del triathlon in giro per Parigi. Finalmente nella Senna, poi il circuito tra il Pont Alexandre III, gli Champs Élysée, il Grand Palais e la vista occidentale del fiume.
Barney Ronay va oltre il significato agonistico della gara. Dice che è un successo straordinariamente estetico, ma dal significato molto più profondo.“E’ stata - scrive - fondamentalmente una ribellione all’estinzione. In bella vista, i Giochi, gli atleti, il sindaco progressista Anne Hidalgo e un inconsapevole Comitato Olimpico Internazionale ci hanno dato un’azione urbana diretta. Chiudete le strade. Catturate gli occhi del mondo. Andate in bici, nuotate, riprendetevi le strade”.
“Uno dei vantaggi indiscussi di Parigi 2024 è che la chiusura delle strade, l’aumento delle piste ciclabili e l’apertura di marciapiedi urbani hanno creato una versione davvero bella di questa città. Il triathlon ha trasformato tutto questo in uno spettacolo sportivo, una visione di viaggio carbon-light a misura di città”.
E, insomma, ammettiamolo dai: “c’era sempre una nota di divertita miopia nel gongolare pre-olimpico per lo stato della Senna. Per i media britannici questa era fondamentalmente una classica opportunità per ridacchiare dei francesi, presentata come un’altra storia di bagni continentali, un ritorno al Bidet Panic, al discorso horror sulle latrine a lunga gittata degli anni 80. Ora stiamo cercando di pulire un fiume. Cosa faranno questi mostri dopo?”.
“In realtà i corsi d’acqua di ogni paese sono pieni di liquami, non da ultimo in Gran Bretagna, dove la mancanza di attenzione da parte delle società idriche privatizzate, l’aumento degli straripamenti fognari, lo stato di inagibilità di laghi e fiumi, sono uno scandalo di proporzioni mostruose. In qualche modo il più basilare di tutti i bisogni umani, l’elemento di cui siamo fondamentalmente fatti, viene ridotto all’osso a beneficio degli azionisti”.
“La pulizia della Senna sembra ancora una follia in questa luce? Sentiamo così tanto scherno per i 1,5 miliardi di euro spesi. Ma quanto pensiamo che valga davvero? Quando un fiume pulito diventa troppo costoso? Questi grandi eventi sono sempre accompagnati da sciocchezze su eredità e rigenerazione, parole che vengono usate quasi esclusivamente per venderti un progetto. Ma la pulizia della Senna è senza dubbio la cosa migliore che Parigi 2024 ha portato a Parigi. Quale eredità migliore potrebbe esserci del non gettare merda nel fiume”.
“Qual è il senso di questa dimostrazione profondamente emozionante della volontà umana, se non quello di dire, beh, alcune cose valgono la pena di essere fatte. Dopotutto, la Senna è il motivo per cui Parigi esiste in primo luogo. I Romani ne fecero una via commerciale. I Vichinghi la saccheggiarono. La belle époque francese si espanse lungo le sue rive.
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