Storia del Bagno Lido: Un'Istituzione Balneare Italiana
Il Bagno Lido rappresenta un'istituzione nel panorama balneare italiano, con una storia ricca e affascinante che si intreccia con l'evoluzione del turismo e della società.
Le Origini e l'Evoluzione del Bagno Lido di Tirrenia
Il blu e il bianco del portale d’ingresso accolgono i visitatori nel punto in cui la Bigattiera incontra la Litoranea: è il Bagno Lido, il primo stabilimento balneare di Tirrenia per chi proviene da Marina.
A gestirlo è la famiglia Giannessi, con Manlio che ha trascorso una vita su quella spiaggia, attivo e attento come chi ha il mare nel DNA.
Silvano Giannessi, suo padre, era motorista e collaudatore alla Cmasa di Boccadarno, noto come l’uomo degli idrovolanti.
Insieme alla moglie Maria Pia Ammannati, si avventurò nella gestione prima del Bagno Pia e poi del Lido, a partire dal 1946.
La storia del Bagno Lido di Tirrenia continua fino all'estate corrente, segnata dalla sfida del Covid-19.
"Abbiamo ampliato gli spazi, come prevedono le norme di sicurezza e distanziamento e come hanno fatto tutti gli stabilimenti del nostro litorale - conferma Manlio Giannessi - allo stato attuale siamo a quota 220, ne abbiamo tolti circa 90 e non è stato facile mettere in atto le scelte imposte dall’emergenza sanitaria. Siamo stati costretti non solo a cancellare i giornalieri ma anche a riservare gli ombrelloni rimasti dopo la riorganizzazione a chi ha anche la cabina, rinunciando purtroppo a molti stagionali. Ma non potevamo fare diversamente. Il risultato è che i clienti rimasti con noi possono quest’anno godere di distanze davvero notevoli e molti ci hanno detto di essere contenti".
La clientela è da sempre di alto livello: famiglie che trascorrono l’estate al Lido di generazione in generazione, professionisti e cognomi che raccontano la storia di Pisa.
Inoltre, per garantire la sicurezza in spiaggia: "Una persona del nostro staff ha il compito, ogni giorno, di registrare i nominativi di chiunque entri nello stabilimento, c’è un modulo da compilare e firmare".
Relax allo stato puro, niente sport e serate a rischio assembramento, tanta, tantissima tranquillità.
"La voglia di fare e andare avanti non manca" aggiunge Manlio Giannessi, nonostante un’estate impegnativa e un po’ a ranghi ridotti, ma comunque piena di energia.
La spiaggia resiste: "L’erosione si è un po’ fermata, quest’anno non ha mangiato metri preziosi. L’amministrazione comunale ci ha promesso promesso un ripascimento di sabbia che dovrebbe essere ormai imminente, staremo a vedere. Sarebbe sicuramente un intervento importante".
A sorvegliare la spiaggia ci sono i bagnini Salvatore Pantè, Davide Nucci e Sthepan Iyalox, gli stessi della scorsa stagione, e anche la squadra in cucina è stata confermata.
Ed è proprio questa la forza del bagno Lido: non cambiare mai.
Il Lido di Venezia: Tra Storia, Natura e Turismo
Se si parla del Lido di Venezia, immediatamente si pensa al cinema, ma c'è molto altro da scoprire su questa lingua di terra sospesa tra il mare e una natura unica, arricchita dagli interventi umani nel corso dei secoli.
Già in epoca romana esisteva un nucleo abitato, chiamato borgo di Malamocco, che fungeva da porto per la vicina città di Padova.
Luogo nevralgico durante il Medioevo, da cui partivano i Crociati diretti in Oriente, il Lido ha visto vari insediamenti urbani, ma è stato utilizzato principalmente per esercitazioni militari e come punto di controllo e difesa dalle minacce provenienti dal mare.
Nel XII secolo fu costruito il forte di San Nicolò, con la caserma dei Fanti da Mar, una delle più antiche fanterie di marina della storia.
L'Ascesa Turistica del Lido di Venezia
Nell'Ottocento, il Lido di Venezia iniziò ad affermarsi non solo come avamposto difensivo, ma anche come luogo di grande fascino storico e naturalistico.
Fino a metà Ottocento, l'isola era un'area campestre coltivata ad orti, con una popolazione limitata, apprezzata da poeti e scrittori come Goethe, Lord Byron e Thomas Mann.
Solo alla fine dell'Ottocento, il Lido di Venezia divenne la meta balneare più ambita d'Italia e una delle più ricercate al mondo, attirando l'aristocrazia europea e il jet set internazionale.
Per far fronte al nuovo status dell'isola, nel 1872 fu fondata la Società Civile Bagni Lido e fu istituito un sistema di collegamento di vaporetti tra la stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia e il Lido.
In questo modo nasceva il mito del Lido di Venezia, meta ambita per ricchi e aristocratici, ma anche un'opportunità per i veneziani di trasformare l'isola in una fonte di reddito.
La Belle Époque e l'Architettura Liberty
All'inizio del Novecento, furono costruiti grandi alberghi come l'Hotel des Bains (1900) e l'Hotel Excelsior (1908).
Durante la Belle Époque, il Lido di Venezia raddoppiò la sua capacità ricettiva, trasformandosi in una stazione balneare internazionale ricca di edifici in stile Liberty, come villa Romanelli, villa Monplaisir, i villini Papadopoli e il Gran Hotel Ausonia & Hungaria.
In questi anni, fu costruito il mitico Lion's Bar, un caffè storico nato negli anni Venti come spazio espositivo per gli artisti della Fondazione Bevilaqua La Masa.
Il Lido di Venezia divenne così un luogo magico, una gemma architettonica incastonata tra le dune bianchissime e il mare azzurro dell'Adriatico.
Il Cinema e la Storia del Turismo Balneare in Italia
Negli anni Trenta, grazie al sostegno delle autorità fasciste, l'Esposizione Internazionale d'Arte Cinematografica si trasformò nella Mostra del Cinema di Venezia, segnando la storia del cinema.
La storia italiana del turismo balneare ha origini più recenti, con Viareggio come prima località a disporre di lidi attrezzati, come i Bagni Dori, lo Stabilimento de’ Bagni e il Bagno Santini.
Le linee ferroviarie e le opere Art Nouveau collegarono e valorizzarono i litorali, ma furono gli anni Cinquanta e Sessanta a far decollare il turismo balneare.
Dal 1908 è lo stabilimento balneare più grande d'Europa: il Lido di Genova, nel tratto di Corso Italia più vicino a Boccadasse, rappresenta un pezzo della storia della città.
A fondarlo, poco più di un secolo fa, fu niente meno che il figlioccio di Giuseppe Garibaldi, quasi omonimo salvo il secondo cognome, Coltelletti. All'epoca qui non c'erano spiagge ma scogli, baie e insenature. Per anni il "Lido" è stato il punto di ritrovo estivo di galantuomini col cilindro e dame con improbabili costumi ipercoprenti, una struttura deluxe in uno scenario ancora rivierasco.
Ma è dagli anni del boom economico che lo stabilimento genovese assume un ruolo di primo piano nel panorama nazionale. Insieme a Santa Margherita Ligure e Alassio, il Lido diventa punto di riferimento delle serate più chic dell'estate ligure.
Tutta la Genova “bene” aveva una cabina qui, tra la promenade e il mare. Chi poteva permetterselo ci si trasferiva in pianta stabile per la stagione estiva. L'abbonamento era obbligatorio non solo per fare il bagno, ma soprattutto per partecipare a una vita mondana tra le più esclusive, con serate di ballo, aperitivi e orchestre di una certa qualità.
Dal Lido d'Albaro passavano giornalisti, attori, imprenditori e professionisti. La struttura ha poco da invidiare a quelle dell'agognata Romagna: 33 mila metri quadrati di estensione, mille cabine di vari tipi, terrazzini privati, docce, aiuole, saloni, tre piscine aperte di cui una olimpionica realizzata nel '65 più una coperta con acqua marina riscaldata, ristoranti, bar e servizi per tutti i gusti. Un Eden dei bagnanti che, pezzo per pezzo, è andato incontro a una progressiva decadenza.
La Decadenza e le Sfide Attuali
Negli anni Ottanta, il Lido ha visto gli esordi di Carmen Russo e Sabrina Salerno, ma il pubblico è rimasto sostanzialmente lo stesso, invecchiato di qualche anno.
A causa dei costi elevati e delle difficoltà dei gestori privati, l'ex vanto della costa genovese attende da anni un rilancio, restando bloccato in progetti e disegni, e giace in un costante degrado.
Oggi, il Lido versa in piena agonia, tra pareti crollate, persiane divelte, piscine vuote, graffiti sui muri, sdraio accatastate e ruggine ovunque.
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