Bagno Orsa Minore: Storia e Informazioni

Esistono diverse varianti del mito legato alla costellazione dell’Orsa Minore. Sostanzialmente se ne possono individuare tre.

Le Origini Mitologiche dell'Orsa Minore

Callisto: La Trasformazione in Orsa

Ma il nome che si è maggiormente affermato per la costellazione, così come la sua rappresentazione celeste come si può vedere nell’Uranographia di Hevelius del 1690, è Orsa Minore; lo si deve al mito della giovane Callisto, seguace di Artemide, la dea della caccia, vergine per scelta, condizione alla quale chi voleva esserle fedele doveva adeguarsi.

Callisto viveva nei boschi dell’Arcadia, una regione greca famosa per i suoi rilievi verdi e selvaggi. Era figlia di Licaone e sin da piccola si era distinta per la sua indole da predatore. Entrò nel seguito di Artemide e ben presto divenne la prediletta della dea. Callisto era anche la più bella e il suo nome significa proprio questo: la più bella.

Ma un giorno fu presa con l’inganno. Zeus, che aleggiava su un piccolo bosco profumato, dove la giovane si era fermata a riposare, la vide e rimase subito turbato dalla sua bellezza. Nell’ammirare quel corpo meraviglioso disteso sull’erba, notò accanto l’arco e la faretra con le frecce; capì subito che si trattava di una vergine di Artemide e conoscendo la fedeltà che legava le giovani alla dea, sedusse Callisto assumendo le sembianze proprio di colei che veneravano.

Riuscì così ad avere l’attenzione della fanciulla e le sue lodi, e proprio queste ultime provocarono la sua rivelazione: Zeus non riuscì a resistere alle lusinghe che Callisto credeva di rivolgere ad Artemide e così all’improvviso, la attirò a sé perdendo le sembianze della dea e acquistando le proprie.

Per diversi mesi riuscì a nascondere la gravidanza che ne derivò, ma un giorno Artemide propose al suo corteo di prendere un bagno in una fonte dall’acqua cristallina. Tutte si tolsero le vesti tranne Callisto che invece indugiava. Le compagne la costrinsero, arrivando a sfilarle loro stesse la tunica: il terribile segreto venne alla luce; Artemide, sdegnata, cacciò Callisto per sempre dal suo seguito, mentre Era, la consorte di Zeus, si vendicò del tradimento subìto trasformando la ragazza in un’enorme orsa.

Quindici anni dopo la metamorfosi, il figlio di Callisto, Arcade, si imbatté nella madre che non aveva mai conosciuto. Di lei sapeva solo che era stata una cacciatrice di grande talento e che gli aveva trasmesso quella passione e quell’abilità.

Così, quando inaspettatamente si trovò di fronte all’orsa, le puntò contro il terribile arco teso; e la freccia sarebbe scoccata colpendo Callisto fatalmente se Zeus non fosse intervenuto bloccando entrambi e dissolvendoli in stelle.

Cinosura: La Nutrice di Zeus

Un’altra variante della mitologia dell’Orsa Minore indica la costellazione come Cinosura. Questa era una ninfa che, insieme a un’altra di nome Elice, accudì Zeus quando la madre Rea lo portò sull’isola di Creta affinché il padre Crono non lo inghiottisse come faceva con tutti i suoi figli.

Una profezia infatti gli aveva rivelato che egli sarebbe stato detronizzato da uno di loro e così, per evitarlo, il dio li ingoiava dopo che Rea li aveva partoriti. Ma per l’ultimo di essi, la dea rifiutò di vederlo subire lo stesso destino. Su consiglio dei genitori Urano e Gea, gli stessi della profezia di Crono, si recò a Creta, per darlo alla luce lì, lontano dagli occhi di Crono.

Lo affidò ai Cureti, i primi sacerdoti di Zeus, insieme ai quali vivevano anche Cinosura ed Elice che si presero cura del piccolo. Rea tornò dallo sposo porgendogli invece una pietra avvolta in fasce e il dio la inghiottì credendola l’ultimo nato.

Ma prima che tutto questo accadesse, Zeus bambino crebbe sull’isola di Creta e, anche se non ne abbiamo testimonianza esplicita, abbiamo ragione di pensare che fu Zeus a voler ricompensare le sue nutrici assegnando loro un posto fra le stelle: Cinosura l’Orsa Minore, Elice l’Orsa Maggiore.

L'Orsa Minore e l'Orientamento

Pare che le navi greche si servissero per l’orientamento dell’Orsa Maggiore, mentre quelle fenicie dell’Orsa Minore, ma non per il fatto che in essa vi era la Stella Polare. I Fenici piuttosto preferivano l’Orsa Minore perché era una costellazione che era sia piccola sia vicina al polo celeste, combinazione questa che faceva sì che la sua rotazione quotidiana tracciasse nel cielo un cerchio di diametro contenuto e le sette stelle, a differenza dell’Orsa Maggiore, rimanessero sempre visibili nella stessa zona di cielo.

A quel tempo infatti - siamo nel III millennio a.C. - la prima stella del timone del Piccolo Carro non segnava il polo nord celeste, il quale si trovava invece nella costellazione del Drago.

Il mitografo Igino invece giustifica il nome di Fenice col fatto che colui che per primo chiamò la costellazione Orsa Minore era originario della Fenicia. Questo personaggio è ben conosciuto ed è Talete di Mileto, quello che è considerato il primo filosofo della storia, vissuto a cavallo fra il VII e il VI secolo a.C.

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