La Storia del Bagno Pupa e Mocambo a Marina di Massa
Il Bagno Pupa e Mocambo è uno storico stabilimento balneare di Marina di Massa, aperto nel 1949. La sua storia è un intreccio di generazioni, investimenti e aneddoti che lo legano indissolubilmente al territorio e alla comunità locale.
Le Origini e la Famiglia Prosperi
Il Mocambo fu uno dei primi bagni ad aprire in una Marina ancora nuda e selvaggia dominata dalle dune.
Alfredo Prosperi ha preso le redini dell’attività avviata dal nonno e che la porta avanti insieme al fratello e ai figli. «E adesso - racconta - entreranno anche i nostri nipoti: la quarta generazione Prosperi».
L’amministrazione comunale dell’epoca costrinse il nonno di Alfredo a fare diversi interventi per avere la concessione. «Fu l’amministrazione comunale dell’epoca a costringerci a fare lavori anche nella parte a monte del bagno per avere la concessione - continua - e facemmo una pista di pattinaggio».
E poi altri investimenti ancora.
In un secondo momento la famiglia si allargò anche al bagno Pupa e iniziò il processo di unificazione.
La famiglia Prosperi si allargò anche nel bagno Pupa e iniziò il processo di unificazione.
Anni '50: Ristorazione e Ospiti Famosi
Negli anni Cinquanta avevano un ristorante, l’ex Fusion club (e prima ancora Vespucci 20).
«Avevamo anche il ristorante a fine anni Cinquanta - racconta - quello che adesso si chiama Vespucci 20. Lo chiamavamo lo chalet perché aveva sedie e tavoli di castagni».
Lo chiamavano lo chalet perché aveva sedie e tavoli di castagni. E lì ci andavano a mangiare pure Mina e Morandi, che venivano a Marina per il Cantagiro, la manifestazione canora itinerante estiva ideata da Ezio Radaelli.
E lì ci andavano a mangiare pure Mina e Morandi, che venivano a Marina per il Cantagiro, la manifestazione canora itinerante estiva ideata da Ezio Radaelli.
Alfredo Prosperi: Una Vita Dedicata al Mare
Oltre settantanni di storia e Alfredo Prosperi li aveva passati tutti lì.
«Lui entrò prima di me nell’attività insieme a mio padre - ricorda il fratello -. Poi, appena raggiunsi l’età entrai anche io. Negli ultimi due anni non era più attivo nella gestione del bagno ma ogni giorno veniva al mare. Il mare era la sua vita».
Alfredo Prosperi fu anche presidente dei balneari.
Il padre aveva infatti fondato negli anni Settanta la prima associazione di categoria, la Acad (Associazione concessionari arenili demaniali) di cui fu presidente prima di passare il testimone al figlio.
E per tutta la vita, Alfredo Prosperi, era stato un punto di riferimento per la categoria. «Era una persona molto preparata - ricorda ancora il fratello -, disponibile ad ascoltare tutti e a dare consigli. Il bagno era sempre pieno di balneari che volevano parlare con lui. E questo anche per il suo carattere: era una persona limpida, di cui si aveva fiducia, una che non amava i pettegolezzi».
«Dietro ogni bagno - continua Prosperi - c’è una storia, ci sono investimenti, c’è il passato e il futuro di generazioni. Quasi 70 anni di attività e di storie. Se a noi levano il bagno, ci levano la vita».
Il Futuro delle Concessioni Balneari
«È una pazzia: immaginate cosa significa solo per un cliente dopo 40 anni trovarsi con balneari diversi, magari tedeschi o cinesi che non sanno nulla di quelle famiglie. E poi immaginate chi, quel posto, lo ha creato».
Riccardo Prosperi è uno dei concessionari del Pupa e Mocambo, storico stabilimento balneare di Marina di Massa aperto nel 1949.
All’ordine del giorno c’erano le conclusioni dell’avvocato della Corte di giustizia europea secondo cui la proroga delle concessioni balneari al 2020 (voluta del governo Monti) è contraria al diritto comunitario.
A decidere realmente sulle sorti dei balneari sarà, a breve, la stessa Corte, la quale dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle proroghe alle concessioni.
In caso di sentenza negativa le concessioni tornerebbero al dicembre del 2015 e a quel punto gli stabilimenti balneari potrebbero trovarsi a lavorare senza che la loro concessione sia considerata valida dell’Europa.
L’ancora di salvezza per gli operatori è adesso il governo che da quasi dieci anni però tentenna di fronte alla decisione dell’Europa di mettere tutti i bagni all’asta.
«La giunta regionale toscana e il governo devono battersi a difesa dei balneari italiani, e ottenere da Bruxelles una deroga alla Bolkestein che, se applicata, metterebbe in ginocchio un settore che, solo in Toscana, d lavoro a oltre 10mila persone», commentano il vicepresidente del consiglio regionale, Marco Stella (Forza Italia), e il sindaco di Pietrasanta (Lucca), Massimo Mallegni, a margine dell’assemblea di ieri mattina.
E poi aggiungono: «Visto che, tra l’altro, ci sono Paesi europei che negoziano con l’Ue qualunque cosa non capisco perché il governo italiano non possa far sentire la sua voce per un comparto costituito da 30mila imprese in tutta la nazione, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica».
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