Bagno Roberto a Viareggio: Storia e Servizi di un'Icona Versiliana

Il turismo balneare ha radici profonde in Italia, evolvendosi da esclusiva meta aristocratica a fenomeno di massa. In passato, solo aristocratici e ricchi borghesi potevano permettersi lunghe vacanze al mare.

La Nascita degli Stabilimenti Balneari in Italia

Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, il termine "stabilimento balneare" si riferiva principalmente a strutture presso località termali. La palma di primo stabilimento balneare in Italia è contesa tra diverse località, tra cui la Toscana e la Liguria.

A ruota, negli anni successivi seguirono le aperture dei bagni sulla riviera romagnola, quella ligure e sul lido di Venezia. Nella seconda metà dell’Ottocento si cominciano a vedere le prime strutture sulle spiagge.

Si trovavano cabine disposte su ruote, le bathing machines, che furono utilizzate in Inghilterra fino al XX secolo ed esportate anche negli Stati Uniti, dove vennero dotate di motore per evitare il bisogno di personale che spostasse le cabine mobili con la forza delle braccia. Esse permettevano alle donne di calarsi direttamente in mare.

Dopo il secondo conflitto mondiale, con il boom economico e la ricostruzione industriale, il turismo balneare si trasformò da peculiarità elitaria a fenomeno popolare. Gli italiani potevano finalmente godersi i frutti del loro lavoro e permettersi vacanze al mare.

Celebri le immagini degli italiani che a bordo delle proprie auto cariche di sdraio, ombrellone e tutto il necessario per la spiaggia, si dirigevano lungo le principali arterie autostradali verso quel litorale ormai stracolmo di stabilimenti balneari, alberghi e campeggi. Immagini che hanno fatto la storia anche del nostro cinema con titoli del calibro di “Tempo di villeggiatura” con un cast stellare composto da Vittorio De Sica, Marisa Merlini e Nino Manfredi.

La Storia del Bagno Nettuno

Il Bagno Nettuno nasce nel 1865, fondato dai fratelli Giuseppe e Amedeo Barsanti. Mario Tobino, nel libro “Sulla spiaggia e di là dal molo” (Arnoldo Mondadori Editore, 1976 ), scrive: “...Il Nettuno era tabù. Una rete difendeva la sua spiaggia dalla plebe. Per entrarvi si doveva scendere in acqua fino al ginocchio, oltrepassare il capo della palizzata. E una volta entrati nella sua area ben pochi osavano addentrarsi nella spiaggia, in quell'anfiteatro di un calmo color giallo oro. [ ...

Già nei primi del Novecento il bagno offriva terapie salsoiodiche, concerti, servizio di telegrafo, interpreti, parrucchiere. Dal dopoguerra è in mano alla famiglia Giannessi: nel 1950 fu Oreste Giannessi a comprare all'asta il Nettuno per 36 milioni di lire. Nonno Oreste era famoso anche perché alle 17 si metteva a friggere i bomboloni (quintessenza della vacanza in Versilia), con o senza la crema.

Il Nuovo Principino: Rinascita di una Spiaggia VIP

Roberto Brunetti, patron della Tirrena Scavi e ora anche del Principino, insieme all’armatore carrarino Enrico Bogazzi, ha investito ingenti somme per riportare il Principino al suo antico splendore. Oltre ai 2,5 milioni di euro spesi per l’acquisto all’asta, i nuovi proprietari hanno investito una cifra «tra 5 e 7 milioni di euro per rimettere a posto l’intera struttura, che era in condizioni disastrose».

Il Principino rinasce con uno stabilimento balneare pronto a recuperare l’antica nomea di spiaggia dei vip, nata nel 1938 con il nome di Select. Negli anni Cinquanta-Sessanta ospitava Angelo Moratti, il patron della Grande Inter, e il capitano del Milan Cesare Maldini, il primo italiano a sollevare la Coppa dei Campioni.

Delle 132 tende a disposizione un centinaio sono già prenotate. Il prezzo per uno “stagionale” va sui 5.000 euro di media. Poi ci saranno 150 cabine superattrezzate: una quindicina avranno anche i servizi igienici all’interno.

A inizio giugno partirà l’attività di ristorazione. Oltre alla cucina del ristorante, che punterà su una clientela medio-alta, ci saranno i bar: spazio agli aperitivi, com’è giusto che sia, con intrattenimento musicale.

L’intrattenimento sarà uno dei punti di forza del nuovo Principino. «A luglio e agosto - afferma Luca Buselli di Mms - ci saranno serate con la musica in spiaggia, veri e propri sunset party dalle 20 alle 23, con dj famosi. Il mercoledì sera lo dedicheremo ad appuntamenti tra cibo e cinema, che vedranno protagonisti chef importanti con ricette dedicate a capolavori del grande schermo. In più avremo scrittori e attori.

Il Bagno Nautilus: Una Nuova Vita

Roberto Sbrana e il figlio Francesco sono i nuovi proprietari della concessione del bagno “Nautilus“. "Francesco lo portavo in questa spiaggia da quando è nato", sottolinea con orgoglio. Un passaggio, quello dall’ombrellone alla reception, che ha dato la svolta allo stabilimento scrivendo un finale che più lieto e inaspettato non si può.

La famiglia Sbrana ha rinnovato il bagno, ribattezzato “Nautilus beach“ e composto da una centinaio di ombrelloni e una trentina di tende, ripulendolo da cima a fondo e inserendo novità quali il biliardo, il ping-pong, bocce, beach volley e la zona bambini. Oltre al chiringuito “Makai“, sulla spiaggia, per aperitivi ed eventi di sera.

Le Origini degli Stabilimenti Balneari a Viareggio

Viareggio, estate 1828: aprono i Bagni Dori, che all'epoca erano riservati a signore e religiose. Una palafitta si inoltra verso il mare, al quale si accede tramite una scaletta, sempre in legno: qui le signore, rigorosamente vestite, con un costume in lana, cappello e scarpe, trascorrevano le loro giornate estive, attente a non bagnarsi e a non esporsi troppo al sole. Successivamente, si idearono cabine montate su ruote per permettere alle donne di calarsi direttamente in acqua.

Accanto ai Bagni Dori, destinati alle donne, sorgeva il bagno maschile Nereo, dove le modalità erano pressoché simili. La paternità dei primi stabilimenti balneari tuttavia, fu rivendicata da un'altra città toscana, Livorno, dove già nel 1781 sorgevano i Bagni Beretti, presenti già dalla fine del Settecento. La novità di questi luoghi, che tanto affasciavano la gente del posto, così come chi poteva permettersi di alloggiare in queste località, era che riproponevano al mare i modelli delle terme.

Del resto, proprio in quegli anni si scoprirono le caratteristiche curative dell’aria e dei bagni di mare. E così, fu subito un gran successo, seguito a ruota da altre località come Forte dei Marmi e la Costa Azzurra, oltre alle già note Venezia e Rimini. Non erano solo i locali a godere dei benefici del mare attrezzato, ma ben presto anche molti viaggiatori provenienti dall'estero - Gran Bretagna ed Europa settentrionale in primis - presero l'abitudine di raggiungere questi stabilimenti balneari, molti dei quali diventarono molto rinomati e alla moda.

Con gli anni, l'architettura dei lidi si trasformò: dalle rigide palafitte si passò a semplici capanne sulla spiaggia, che si arricchirono di sale da ballo, bar, negozi e ristoranti. Le parole di Alessandro Manzoni, che trascorse a Viareggio l’estate del 1856, descrivono molto bene quello che era il mood delle vacanze in Versilia “la vita qui è mangiare, dormire, bagnarsi, passeggiare“.

Il XX Secolo: Il Boom degli Stabilimenti Balneari

Il Novecento fu il secolo in cui le vacanze al mare e gli stabilimenti balneari conobbero un vero e proprio boom: i costumi si fecero meno castigati, la pelle abbronzata veniva tollerata e anzi, diventò di tendenza, gli stabilimenti non venivano più visti come luoghi curativi, ma come destinazioni per il relax e lo svago.

Con la nascita della cosiddetta società di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.

La Versilia si dimostrò, ancora una volta, capace di stare al passo con i tempi: aumentarono i lidi e con essi i centimetri di pelle da esibire. Si passò dalle magliette a maniche lunghe ai corpetti, dai pantaloni lunghi e fascianti a quelli corti, comparvero le prime scollature. La vera e propria rivoluzione sarà con Coco Chanel, la quale lancerà la moda dell'abbronzatura con la collezione che prevedeva il costume da bagno modello sirenetta.

Si trattava del primo costume in maglina elasticizzata che permetteva alle donne di indossare indumenti da bagno con ampie scollature sulla schiena. Con il Fascismo, la Versilia divenne un luogo sempre più iconico.

Gabriele D'Annunzio era solito essere ospite della sua fiamma Alessandra di Rudinì, presso La Versiliana a Marina di Pietrasanta, consacrandola come un luogo destinato all'elite, relegando Viareggio ai ceti più modesti. Negli anni Quaranta un'altra rivoluzione investirà l'estate: il bikini.

Si trattava di un completo composto da pantaloni corti legati a corpetti tramite delle strisce di stoffa. La prima a indossare questo modello di costume da bagno in Italia fu l'attrice Marta Abba, musa di Luigi Pirandello, anche se in Italia fu a lungo vietato indossarlo.

Gli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni del boom economico, videro la Versilia diventare meta prediletta anche da tutti quegli italiani che, per la prima volta, scoprivano le vacanze estive. Sono gli anni ruggenti della Capannina a Forte dei Marmi, il celebre locale che, a partire da un capanno sulla spiaggia, ospitò spettacoli degli artisti nazionali e internazionali più in voga - da Édith Piaf a Patty Pravo,da Ray Charles a Gloria Gaynor.

L'evoluzione della Versilia da semplice tratto di costa affacciata sul Tirreno a luogo mitico era ormai compiuta: oggi passato e presente si fondono, l’eleganza in stile liberty degli hotel si accompagna ai nuovi locali di tendenza, sempre all'insegna del relax.

Principali Stabilimenti Balneari di Viareggio
Stabilimento Anno di Fondazione Caratteristiche Principali
Bagno Nettuno 1865 Terapie salsoiodiche, concerti, servizi esclusivi
Principino 1938 (come Select) Spiaggia VIP, intrattenimento, ristorazione di alto livello
Nautilus Beach - Rinnovato, con biliardo, ping-pong, beach volley e chiringuito

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