Bagno San Marco Venezia: Storia e Tradizioni

La storia di Venezia è intrisa di tradizioni uniche e affascinanti. Tra queste, spiccano le celebrazioni del Carnevale e le antiche usanze legate al mare e al benessere. Esploriamo insieme la storia del Bagno San Marco e delle tradizioni che lo circondano.

Il Carnevale e il Corteo delle Marie

Un bagno di folla accoglie le Marie a San Marco al termine del tradizionale corteo, un evento che segna l'apertura dei festeggiamenti del Carnevale. Migliaia di persone si radunano per salutare le dodici Marie, protagoniste di questo corteo storico.

Le giovani partono dalla Basilica di San Pietro di Castello per poi percorrere via Garibaldi, riva degli Schiavoni e fare il loro ingresso trionfale in piazza San Marco. Qui, dal grande palco della manifestazione, si tiene la loro presentazione ufficiale al pubblico.

La presidente Damiano e l'assessore al Turismo Paola Mar rivolgono un augurio speciale alle ragazze prima della partenza del corteo. Damiano ha dichiarato dal palco: «È una tradizione bellissima di questa città e ci troviamo nella piazza più bella del mondo, con il Carnevale più bello del mondo. Queste dodici ragazze rappresentano non solo la bellezza del nostro territorio ma anche l'importanza delle tradizioni.

Il consigliere Giusto ha rimarcato: «Bruno Tosi a suo tempo ha recuperato un tassello della storia di Venezia che ha un significato enorme nella continuità delle nostre tradizioni. In passato le dodici promesse spose più povere venivano arricchite di bellezza e doni per il giorno più importante della loro vita».

La Festa delle Marie: Origini Antiche

La festa delle Marie è una celebrazione antichissima, risalente al 973. In quell'anno, durante la festa di purificazione di Maria, dodici promesse spose vengono rapite dai pirati mentre partecipano alla tradizionale cerimonia nella chiesa di San Pietro di Castello.

I pirati vengono inseguiti e le ragazze liberate. In segno di ringraziamento, viene creata la festa, che prevede che ogni anno a 12 giovani, in età da marito, sorteggiate tra le più belle e povere della città, venga regalata la dote, e che sfilino poi ingioiellate per la città.

La Nascita degli Stabilimenti Balneari a Venezia

Verso la fine del ‘700, l’Europa riscopre la pratica salutista dell’immergersi nelle acque del mare. Venezia coglie l’opportunità di dar vita a particolarissimi stabilimenti balneari.

Il primo stabilimento risale al 1908 e porta la firma di Giannantonio Selva, l’architetto che ha realizzato anche lo splendido Teatro La Fenice. La realizzazione del primo vero e proprio stabilimento di bagni galleggianti si deve però a Tommaso Rima, il medico svizzero che dal 1807 fu a capo della chirurgia negli ospedali militari della penisola.

La medicina supportava i benefici dei bagni termali ed era sempre più focalizzata sulla conformazione morfologica della laguna veneziana, esaltandone la qualità delle acque: non violente e irruente come quelle marine, ma nemmeno stagnanti.

I Bagni di Rima

I Bagni di Rima, fino agli ultimi anni dell’800 ancorati a Punta della Dogana tra giugno e settembre, ospitavano al loro interno una piscina, un caffè e un’ampia sala ombreggiata da alcune tende, aperta su due loggiati che si affacciavano su San Marco.

Le opzioni tra cui poter scegliere per rilassarsi erano varie: c’erano alcune camere che offrivano la possibilità di fare bagni caldi o freddi, ad acqua o a vapore, oltre a un barcone ancorato allo stabilimento che permetteva di immergere i piedi in Laguna.

Il Progetto Incompiuto di Fisola

L’imprenditore di Pellestrina, inventore delle famose Capanne del Lido, aveva altre idee, che non ebbero la stessa fortuna di quelle pensate per l’isola. Aveva l’ambizioso progetto di allargare Riva degli Schiavoni, dotandola di uno stabilimento composto da 150 vasche, sale da ballo, ristoranti, giardini e un teatro.

Il governo austriaco però bloccò la sua proposta per quelli che vennero definiti problemi di sicurezza militare.

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