Bagno Sirene Napoli: Storia e Servizi
Come altre zone di Napoli, via Partenope deve il suo fascino alla splendida vista sul mare, un elemento che evoca romanticismo e un pizzico di misticismo, attirando turisti e napoletani innamorati.
La Leggenda di Partenope
Il nome Partenope, che significa “verginale”, fu scelto per identificare una delle sirene adorate nella Magna Grecia. La leggenda narra che Partenope, la più bella del golfo, morì per amore dopo il rifiuto di Ulisse. Il suo corpo approdò sull'isolotto di Megaride, dove oggi sorge Castel dell'Ovo, e lì fu sepolta una dei patroni di Napoli, santa Patrizia.
Secondo un'altra leggenda, gli Argonauti passarono per l'isola dove viveva la sirena, e Orfeo, suonando la cetra, causò il suicidio di Partenope, che si affogò in mare. I napoletani, influenzati dalle credenze cumane, iniziarono a venerare la sirena come dea protettrice, un credo che influenzò persino Virgilio e Napoleone, a cui si deve il toponimo di Repubblica Parthenopea.
Il Recupero della Balneabilità
Grazie alla balneabilità delle sue acque, recuperate stabilmente nel 2002, questa zona rappresenta una risorsa strategica per la città. La sua centralità offre un facile accesso al mare anche con i mezzi pubblici, consentendo a chiunque di godere della costa senza allontanarsi troppo.
Il recupero della balneazione ha rinsaldato il rapporto tra Napoli e il suo mare, vissuto attraverso passeggiate sul lungomare, soste panoramiche, la degustazione del "taralluccio" dei chioschi e il pesce fresco dei pescatori, il tutto tra una nuotata e un giro in barca.
In questa zona non vi sono lidi, ma la Rotonda Diaz, conosciuta come "Mappatella beach", è ogni estate attrezzata con servizi e docce dal Servizio Risorsa Mare, utilizzabili dai numerosi fruitori della spiaggia.
Posillipo - Marechiaro
L'ambito balneare di Posillipo si estende da Mergellina alla Baia di Trentaremi e comprende luoghi storici e famosi della costa cittadina come Palazzo Donn'Anna, Riva Fiorita, Villa Rosebery, Marechiaro ed il Parco archeologico marino della Gaiola. Risulta morfologicamente molto vario ed è caratterizzato da un graduale passaggio da una costa fortemente antropizzata, con piccole spiagge e banchine contornate da palazzi e ville sul mare, ad una costa ancora naturale con insenature, piccole spiagge ricavate dai banchi tufacei e scogli protesi nel mare.
Le correnti marine sottocosta caratteristiche della zona, ne garantiscono una limpidezza ed una trasparenza che, unita alla bellezza dei fondali, ha sempre attratto cittadini e turisti sui numerosi lidi sparsi lungo tutta la costa. Sono presenti diversi lidi privati, quali: Bagno Elena, Lido Ideal, Bagno Sirena, le Rocce Verdi, il Gabbiano, Lido delle Rose, Lido Marechiaro, Lido Villa Imperiale ed aree libere costituite da scogli e spiagge in siti belli ed importanti quali Riva Fiorita, Marechiaro e Gaiola, quest'ultimo anche attrezzato con servizi e docce.
Coroglio - Bagnoli
L'ambito balneare di Coroglio-Bagnoli rappresenta da sempre la vera e propria spiaggia di Napoli e si estende dalle pendici del promontorio di Posillipo fino al confine con Pozzuoli, comprendendo luoghi naturalistici come l'isola di Nisida e singolari come la "colmata a mare" tra i due lunghi pontili dell'ex-Italsider e il Belvedere di Bagnoli.
Conosciuta nell'antichità per le sue acque termali e per una naturale vocazione alla fruizione del mare, attualmente è oggetto di grandi trasformazioni urbane e di riqualificazione da parte dell'Amministrazione Comunale, con interventi mirati all'eliminazione delle compromissioni causate dallo sfruttamento industriale del 900 per restituirla alla città nel suo antico splendore naturale.
Morfologicamente è costituita da una larga e lunga distesa sabbiosa su cui insistono diversi lidi privati utilizzabili, ad oggi, esclusivamente per l'elioterapia: Lido Miramare, Lido Riva, Lido Pharaon, Lido -Baia dei Re, Lido FoCoMe, Lido Voga, Lido Circolo Italsider, Lidi L'Arenile-Trimar, Lido Fortuna, Lido la Rotonda. Dal 2002 è anche sede del lido comunale di Marina di Bagnoli, un'area attrezzata accessibile anche ai diversamente abili, servita con bouvette, servizi, docce, animazione diurna ed aperto anche la sera per manifestazioni ed eventi.
Bagno Sirena: Un Pezzo di Storia Napoletana
Lo spicchio di litorale napoletano sotto Via Posillipo, all'ombra di Palazzo Donn'Anna, è un luogo dove storia e leggenda si intrecciano. Questo scenario, caro a Oscar Wilde e Eduardo De Filippo, è stato rifugio marino di nobili, intellettuali e pescatori.
Il Bagno Sirena, uno degli stabilimenti più antichi della zona, è gestito da quattro generazioni della famiglia Liguori dalla fine dell'Ottocento. Franco Liguori, della casa editrice omonima, afferma: "Il legno è come l’uomo, si trasforma". Le tavole di abete bianco siberiano vengono cambiate ogni anno, e l'odore di resina dei carichi provenienti dalla Russia è particolarmente amato.
Oscar Mercante, ingegnere e presidente del Consiglio d'amministrazione dello stabilimento, racconta che l'impresa fu avviata nel 1878 dal bisnonno Luca Ciaramella. "Si cominciava allora ad andare ‘in villeggiatura’ a Posillipo grazie alla strada voluta da Gioacchino Murat, prima si arrivava solo dal mare".
Le cabine erano giornaliere, ognuna con una scaletta privata per consentire alle signore di fare il bagno al riparo da sguardi indiscreti. Il servizio offriva sedie, teli di lino e costumi a noleggio. Maria, figlia di Oscar, sottolinea l'importanza di modernizzare le strutture, utilizzando risorse di rete e social network per valorizzare un luogo così ricco di fascino e potenzialità.
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