Bagno Vignoni: Storia e Informazioni sulle Terme

Dal regista Tarkovskij, che vi ha ambientato il suo film “Nostàlghia”, a Federico Fellini, passando per Lorenzo il Magnifico, Pio II, Santa Caterina da Siena e numerosi imperatori romani, sono tante le persone che nel corso dei secoli si sono innamorate di questo magico borgo. Ma cos’è che attrae e conquista a Bagno Vignoni? Intanto le sue ricchissime e caldissime acque termali, un vero regalo dell’Amiata, antica montagna di origine vulcanica.

Origini e Storia Antica

Sono stati gli Antichi Romani, grandi estimatori di terme, a fondare un primo insediamento intorno alle sorgenti. Le acque termali di Bagno Vignoni erano pienamente utilizzate nel Medioevo, come si può apprezzare da un prezioso documento del 1262. Si tratta del costituto dove si dice che il bagno era diviso in due sezioni, una per gli uomini e una per le donne.

Nel 1334 Simone di Messer Iacomo Tondi descrive per il magistrato di Siena il bagno, affermando che è circondato da palazzi e osterie con una cappella in mezzo, di forma quadrata e diviso in due parti, delle quali una coperta per permettere il bagno anche sotto la pioggia. Il bagno si dice nuovamente essere diviso in due parti, una per gli uomini e una per le donne.

La Piazza Termale Unica

Vi è poi un’altra caratteristica che rende Bagno Vignoni senza dubbio unico e che fa sì che possa essere definito “un luogo magico”: la piazza principale del paese, invece di essere pavimentata e troneggiata da un monumento o da una fontana, come qualsiasi altra comune piazza, è interamente occupata da una larga vasca che trattiene le acque termali che qui sgorgano ad una temperatura compresa fra i 42 e i 50°C. Tutto intorno sorgono un loggiato e magnifici edifici cinquecenteschi, realizzati da Bernardo Rossellino, lo stesso che, seguendo la mirabile idea di Pio II, costruì Pienza.

Un tempo il portico era parte di un ponte che attraversava la vasca. Qui, in una delle colonne che si immergono nelle calde acque, è collocata una lapide che fece scrivere in greco il letterato senese Lattanzio Tolomei, in cui omaggiava le Naiadi, ninfe delle acque, per il grande dono termale reso agli uomini. In facciata si legge questa iscrizione: “Circa Domum hanc. P. d. Eq. Mar. Amerig. Piamn Effectam Duo sunt videndo Conceptus S. Benedicte Martello ad utroque rogato. S.

Personaggi Illustri e Santa Caterina da Siena

Molti personaggi illustri amavano frequentare le acque di Bagno Vignoni; tra questi, nel 1490, vi si recò anche Lorenzo de’ Medici per curare l’artrite. Ma fu Santa Caterina da Siena che frequentò più assiduamente Bagno Vignoni, e alla quale è dedicata la cappella di fronte alla vasca, voluta dalla famiglia Amerighi nel 1660. La Santa frequentava insieme alla madre Lapa i bagni fin dalla sua giovinezza, in particolare negli anni fra il 1362 e il 1367. Santa Caterina vi soggiornò fra il 1362 e il 1367 e a lei sono dedicati il loggiato e la cappella davanti alla vasca.

Sul portico che si affaccia sulla vasca è situata la piccola cappella dedicata a Santa Caterina da Siena, innalzata nel 1660. La chiesa affacciata sulla vasca termale che caratterizza il centro del borgo è l’antica chiesa pievana, si presenta ad unica navata, con facciata molto semplice. All'interno è conservato un dipinto di scuola senese del sec. XVIII raffigurante "Santa Caterina da Siena" con Bagno Vignoni sullo sfondo.

Il Parco dei Mulini

La magia di questo luogo arriva fin fuori le mura, al Parco dei Mulini, un percorso archeologico che si snoda ai margini del borgo di Bagno Vignoni ed inizia con le vasche e le cisterne di raccolta dell’acqua di scolo proveniente dalla vasca termale situata al centro del paese. È la natura vulcanica del vicino monte Amiata che alimenta la sorgente di Bagno Vignoni, ricca di solfati di magnesio e di calcio, salutare per le malattie delle ossa, della pelle e delle mucose. Nel passato l’acqua alimentava un sistema di mulini perfettamente funzionante anche d’estate, grazie alla portata costante della sorgente.

Il Parco dei Mulini è un percorso archeologico visitabile voluto dal Comune di San Quirico d’Orcia dal 1999. Il percorso si snoda ai margini del borgo di Bagno Vignoni ed inizia con le vasche e le cisterne di raccolta dell’acqua di scolo proveniente dalla principale vasca termale del paese. Dalle vasche poste sulla sommità della collina l’acqua inizia la sua discesa verso il fondovalle alimentando gli antichi mulini disposti ad altezze degradanti.

I primi due mulini, detti Mulino di Sopra e Mulino Buca, sono interamente sottoterra; gli altri due, il Mulino di Mezzo ed il Mulino da Piedi, sono seminterrati. Gli ingressi e gli interni dei mulini, scavati nella roccia, sono stati restaurati e messi in sicurezza, dove possibile è stata recuperata anche l’attrezzatura esistente. Non si conoscono notizie precise sulla loro costruzione. Si ritiene che sia stata opera dei signori feudali, forse degli stessi Tignosi, padroni della Rocca di Tentennano (oggi Rocca d' Orcia). I mulini restarono in attività fino alla metà degli anni Cinquanta.

Altre Attrazioni nei Dintorni

Un’altra fonte termale a cielo aperto è quella di Bagni San Filippo, piccola località alle pendici del monte Amiata a 16 chilometri da Bagno Vignoni. Qui le acque che sgorgano dal ventre della montagna fluiscono nel Fosso Bianco e danno origine a un fiume caldo che scorre nel folto del bosco. Per inseguire questa ricerca estetica bisogna fermarsi a visitare i borghi più belli della Val d’Orcia.

San Quirico d’Orcia è il cuore della provincia più termale d’Italia, quella di Siena. La presenza della sorgente termale, che garantiva un flusso d’acqua abbondante e perenne, e la vicinanza con la Via Francigena, hanno fatto di Bagno Vignoni un importante centro molitorio.

«O Naiadi che abitate questi caldi vapori liberando il fuoco perenne fra le onde restituendo col vostro eterno fluire i sofferenti liberi dalla morte odiosa, io vi saluto, e voi donate acque copiose. Scorrete leggiadre o buone sorgenti e portate agli infermi col vostro fluire la salute ed ai santi un bagno dolcissimo.

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