Normativa Bagno Bar Ristorante: Accessibilità e Gestione delle Acque
La questione dell'accesso ai bagni nei bar e ristoranti è un argomento frequente. Molti si chiedono: «Ma come, non ho la libertà di usare i bagni di un bar?». Per la legge italiana, se non si effettua una consumazione, non vi è alcun obbligo da parte del gestore di consentire l'accesso ai servizi igienici.
La normativa, infatti, prevede che il diritto di utilizzare i servizi igienici in un locale privato possa essere riservato ai clienti paganti. Massimiliano Dona, avvocato specializzato in tutela dei consumatori e Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, spiega che la legge prevede l’obbligo per chi fa somministrazione, quindi bar e ristoranti, di avere un bagno, ma sono obbligati a metterlo a disposizione solo della clientela pagante.
Nonostante questo, ogni gestore ha la possibilità di scegliere come comportarsi con i propri clienti e magari «essere più generoso».
Il Parere dei Social Media
Il mondo dei social si è mostrato d’accordo con la norma vigente: la pulizia e l’igiene del bagno, frutto del lavoro del personale, meritano il giusto rispetto, quindi anche una «consumazione simbolica» diventa fondamentale. Molti utenti ritengono che consumare anche solo un caffè o una bottiglia d'acqua sia un modo per ringraziare il personale per il servizio offerto.
Accessibilità per Disabili: Normative e Innovazioni
Oggi si dà sempre più attenzione a quelle che sono le norme che rispettino la dignità delle persone, soprattutto per chi è nella condizione di disabilità motoria, facendo quindi attenzione alla realizzazione di un bagno disabili a norma, con ausili adatti a determinati stati di difficoltà fisica. Attualmente non risultano modifiche sostanziali alla normativa sui bagni per disabili tra il 2024 e il 2025. Le linee guida principali, che riguardano dimensioni minime, tipologia di sanitari, posizionamento di maniglioni e altri elementi, rimangono sostanzialmente le stesse.
Ad esempio, per quanto riguarda il wc, è ovviamente strutturato in modo che sia facilitato alla persona il passaggio dalla carrozzina al sanitario, senza soffrire la difficoltà di alzarsi e risedersi. Le nuove normative richiedono uno spazio minimo di 200x200 cm per i bagni destinati alle persone con disabilità .
Gli aggiornamenti del 2024 prevedono un range più specifico per l'altezza di lavabi, specchi e accessori, compreso tra 85 e 95 cm dal pavimento.
Tecnologia Assistita e Materiali Antiscivolo
Una delle innovazioni più rilevanti è l'integrazione della tecnologia assistita. Le nuove normative richiedono l'installazione di sistemi di chiamata di emergenza facilmente raggiungibili da qualsiasi punto del bagno, migliorando significativamente la sicurezza degli utenti. Nel 2024, le normative includono requisiti per migliorare l'accessibilità sensoriale. Le nuove normative rafforzano l'obbligo di utilizzare materiali antiscivolo per pavimenti e superfici, con specifiche più stringenti riguardo alla loro resistenza e durata nel tempo.
Formazione del Personale
Un altro cambiamento significativo riguarda la formazione del personale e la manutenzione dei bagni disabili. Le normative del 2024 stabiliscono che il personale addetto alla pulizia e alla manutenzione dei bagni deve ricevere una formazione specifica sull'uso e la manutenzione delle attrezzature per disabili.
Riferimenti Normativi
- la Circolare ministeriale n. 1669 del 22/06/1989 - Ministero Lavori Pubblici - Circolare esplicativa della Legge 9 gennaio 1989, n.
- il dm n.
Deve essere garantito lo spazio necessario per l'accostamento frontale al lavabo che deve essere del tipo a mensola. I sanitari bagno per disabili devono essere preferibilmente del tipo sospeso. Il bordo anteriore deve essere posto a cm 75/180 dalla parete posteriore.
La doccia, per essere adatta a chi ha una disabilità motoria, deve avere un’apertura esterna a 180°, un anta da 70 ad 85 cm, altezza sedile 53 cm, flessibile con doccino estraibile.
Nella foto è riportato un esempio di locale igienico per Disabili secondo la normativa D.M 236/89.
Gestione delle Acque: Bianche e Nere
Dove vanno a finire gli scarichi del wc e quelli della cucina o della lavatrice? Come vengono separati e trattati per non danneggiare l’ambiente? Acqua azzurra, acqua chiara, acqua bianca, acqua nera, acqua reflua, acqua bionda (c’è anche quella), acqua grigia. L’acqua dovrebbe essere sempre la stessa e invece non lo è: vien giù dalla sorgente altissima e purissima, una sola, e tu guarda in quante declinazioni ce la troviamo quando giunge a valle.
Acque Bianche: Cosa Sono?
Per acque bianche si intendono quelle che provengono dalla natura o usate allo stato naturale. Nello specifico, sono quelle:
- quelle che provengono da impianti industriali come, ad esempio, quella che compri in bottiglia al supermercato, quella che ti servono al bar o al ristorante, ma anche quella della fontana della piazza, purché non rechi il cartello di non potabilità e che ha subìto un processo di depurazione;
- quelle che si usano per lavare le strade;
- quelle che vengono giù dal cielo, come la pioggia.
Acque Nere: Cosa Sono?
Esattamente l’opposto. Le acque nere, o acque reflue, sono quelle che sono passate da un processo domestico, agricolo o industriale e che, pertanto, sono contaminate. Sono acque che, grazie alle fognature e agli impianti che le trattano, non finiscono nei fiumi, nei laghi o nel mare. In pratica, le acque nere sono quelle:
- di scarico industriale;
- di scarico dal wc, cioè le acque fecali;
- di scarichi come doccia, vasca, lavandino del bagno o bidet, cioè le acque bionde;
- di scarichi di cucina o lavanderia, cioè le acque grigie;
- saponate grasse, con olio e detersivi scaricati dalle cucine.
Trattamento delle Acque Bianche e Nere
Acqua bianche e acque nere vengono separate da un apposito impianto di fognatura, cioè da tubazioni che portano il liquido elemento verso una struttura dedicata al trattamento delle une e delle altre. In nessun caso queste acque vengono reimmesse in natura senza la dovuta depurazione poiché hanno subìto una trasformazione organica, poca o tanta che sia. Vengono prima tolte le particelle impure attraverso un processo chimico, fisico e biologico. Si elimina ogni sostanza galleggiante o disciolta. Quello che rimane si trasforma in materia biodegradabile. Quindi, il processo si conclude con la disinfezione e con lo smaltimento di liquami e fanghi. Solo dopo possono essere versate nei corsi d’acqua (fiume, lago, mare) in modo da non recare un danno all’ambiente.
Come Funziona la Fognatura?
La fognatura è l’insieme delle canalizzazioni che raccolgono le acque bianche e nere. Ne esistono di due tipi: quelle miste, che le raccolgono insieme; quelle separate, che prevedono una rete per le acque bianche e una per le acque nere.
La fognatura ha diversi tratti, ossia:
- il fognolo o canalizzazione elementare che porta le acque in uscita dalle utenze fino all’allaccio della fogna;
- la fogna vera e propria, dove finiscono le acque delle utenze e dagli scoli stradali;
- il collettore, dove arrivano le acque provenienti dalla fogna e vengono portate all’impianto di depurazione o all’emissario;
- l’emissario, appunto, che è la parte finale della fognatura in cui finisce l’acqua del depuratore (se c’è). Parliamo del canale, del fiume, del lago, ecc.
Cosa Non Può Finire Nella Fognatura?
Acque bianche o acque nere è già un bel classificare. Non vorremmo trovarci con una terza specie di acque che dovremmo denominare «ultranera».
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