Bolle Dopo Bagno in Mare: Cause e Rimedi

Finalmente l’estate, la stagione della spensieratezza, quel periodo dell’anno in cui sentiamo il bisogno di staccare, dimenticare tutto e goderci soltanto un po’ di tempo in relax. Torna la voglia di divertirsi, di sdraiarsi sul lettino in riva al mare a fare lunghi bagni di sole, di passeggiare sentendo il calore della sabbia sotto ai piedi nudi, di rinfrescarsi e giocare tra le onde. Dobbiamo ricordare, però, che proprio in mezzo alla sabbia calda, potremmo imbatterci in alcune insidie per la nostra salute.

Quando andiamo al mare, ci esponiamo all’aggressione di diversi agenti esterni che proliferano tra la sabbia, soprattutto in ambienti umidi dove le temperature sono molto alte: virus, batteri, funghi. Microrganismi che sono in grado di infettarci e di scatenare varie problematiche, spesso non gravi ma decisamente fastidiose. Irritazioni che potrebbero essere evitate prestando un po’ di attenzione nelle lunghe giornate sotto l’ombrellone.

Dermatite da Acqua di Mare

Con l’arrivo della bella stagione, le giornate si allungano e il richiamo del mare torna a farsi sentire. Le spiagge iniziano a popolarsi, tra bagni rinfrescanti, lunghe nuotate e momenti di relax sulla battigia. Tra questi, la cosiddetta dermatite da acqua di mare è una manifestazione che tende a comparire proprio durante i mesi più caldi, quando l’esposizione all’ambiente marino aumenta.

La dermatite da acqua di mare è una reazione cutanea che si manifesta dopo il contatto con acque marine contaminate da microrganismi o parassiti. Questi organismi, che fanno parte del ciclo vitale di alcuni parassiti presenti nell’ambiente acquatico, penetrano accidentalmente nella pelle umana provocando una risposta allergica. Le acque stagnanti o poco profonde, riscaldate dal sole e ricche di fauna marina, rappresentano l’habitat ideale per lo sviluppo delle cercarie. L’incremento della balneazione nelle zone costiere contribuisce involontariamente alla diffusione del fenomeno, specialmente quando la fauna selvatica viene attratta da resti alimentari o attività antropiche.

Sintomi della Dermatite da Acqua di Mare

Un’irritazione cutanea localizzata, il cui aspetto può variare da persona a persona, potrebbe indicare una dermatite da acqua di mare. I primi segnali includono una sensazione di pizzicore o bruciore, spesso avvertita poco dopo il bagno. Le aree del corpo più frequentemente interessate dalla dermatite da acqua di mare coincidono con quelle maggiormente esposte durante la balneazione, in particolare arti inferiori, braccia e addome. Indumenti aderenti come costumi da bagno e mute, oltre a trattenere l’umidità, creano condizioni favorevoli alla permanenza delle cercarie sulla pelle, intensificando l’irritazione. Nelle persone con pelle sensibile o già irritata da sole, sabbia o sudore, la reattività può essere accentuata. Persone con pelle sensibile o affette da condizioni dermatologiche preesistenti, come dermatite atopica, possono manifestare sintomi più marcati.

Come Prevenire e Trattare la Dermatite

  • La prima azione utile consiste nel risciacquo accurato della pelle con acqua dolce, preferibilmente tiepida, per rimuovere eventuali residui irritanti.
  • Nei momenti immediatamente successivi, è consigliabile evitare indumenti aderenti o sintetici, optando per tessuti leggeri e traspiranti che non accentuino il prurito.
  • Anche l’esposizione al sole dovrebbe essere limitata, poiché può peggiorare l’infiammazione cutanea già in atto.

Allergia all'Acqua di Mare (Orticaria Acquagenica)

Quando vado al mare, se mi espongo al sole, senza farmi il bagno, non mi succede niente; se invece mi immergo nel mare, la mattina seguente il corpo mi si ricopre di piccole bolle (specie su gambe, braccia e torso), lievemente pruriginose. Escludendo il sole, che in un primo momento avevo pensato potesse essere la causa di tale reazione della pelle, ho pensato possa trattarsi dell'acqua di mare o di qualche suo componente: è possibile? E, soprattutto, nelle prove allergologiche, che mi prefiggo di fare a breve, è contemplato qualche allergene collegato all'acqua marina?

L’orticaria acquagenica è diversa da altre allergie in quanto la reazione allergica si manifesta solo ed esclusivamente a seguito del contatto cutaneo con l’acqua. Nell’orticaria cronica, le manifestazioni cutanee compaiono in modo imprevedibile, non essendo provocate dal contatto con l’acqua o altri stimoli definiti. Le comuni allergie ad alimenti, farmaci o punture di insetto comportano sintomi generalizzati a livello cutaneo, gastrointestinale e respiratorio dopo l’ingestione o il contatto con l’allergene.

Cause e Sintomi dell'Orticaria Acquagenica

Le cause esatte dell’orticaria acquagenica non sono ancora del tutto chiare. Studi recenti indicano che potrebbe avvenire una produzione anomala di anticorpi IgE in risposta a componenti dell’acqua (di rubinetto, mare, ecc). I sintomi più comuni dell’orticaria acquagenica includono: pomfi, arrossamento, edema e intenso prurito nelle zone cutanee esposte, come viso, collo, spalle e arti superiori.

In rari casi, può portare a gravi complicanze come l’angioedema, un gonfiore dei tessuti più profondi della pelle, spesso attorno agli occhi e alle labbra che in casi rari, può influenzare la gola e le vie aeree, causando difficoltà respiratorie. I ponfi sono rigonfiamenti circoscritti della cute, di forma rotondeggiante, che compaiono sulla pelle in caso di orticaria acquagenica dopo il contatto con l’acqua. La reazione cutanea innescata dal contatto con l’acqua dura tipicamente da pochi minuti a 1-2 ore. Nella maggior parte dei casi l’orticaria acquagenica ha un decorso cronico ricorrente, con episodi che si ripetono nel tempo ai contatti con l’acqua. In una piccola percentuale di persone l’allergia all’acqua può migliorare e risolversi spontaneamente nell’arco di pochi mesi o anni.

Diagnosi e Trattamento dell'Orticaria Acquagenica

Di solito, la diagnosi viene fatta attraverso un test dell’acqua, in cui viene applicata sulla pelle del paziente una compressa imbevuta di acqua per 30 minuti e si osservano eventuali reazioni. L’orticaria acquagenica ha un’incidenza maggiore nel sesso femminile, con un rapporto F:M di circa 3:1. La maggior parte dei casi si riscontra in età adulta, principalmente tra i 18 e i 40 anni. Più rara negli anziani e nei bambini.

L’orticaria acquagenica, può causare disagio e può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone, limitando le attività che coinvolgono l’acqua come nuotare o, in alcuni casi, persino lavarsi. Farmaci antistaminici: in grado di bloccare gli effetti dell’istamina e controllare pomfi, prurito e arrossamento. Lavarsi può essere una sfida per le persone affetta da orticaria acquagenica. Evita il contatto prolungato con l’acqua.

Nonostante i progressi e le ricerche, la strada verso una cura definitiva per l’orticaria acquagenica è ancora lunga. Si stanno sperimentando nuovi farmaci biologici capaci di bloccare selettivamente le molecole coinvolte nella cascata allergica scatenata dall’acqua. Finalmente l’estate, la stagione della spensieratezza. L’orticaria acquagenica è una condizione rara e spesso misconosciuta che può avere un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre.

Infezioni da Spiaggia

Il pensiero corre ai pericoli dell’esposizione solare, agli eritemi e alle scottature che ci causano tanta sofferenza e hanno pure delle conseguenze a lungo termine sulla salute della nostra pelle. Ma non c’è soltanto questo. In un articolo precedente abbiamo parlato dei rischi che corriamo a bordo piscina. Oggi vorremmo invece introdurre un altro argomento che ci sta a cuore e che sarebbe bene non sottovalutare: le infezioni da spiaggia.

Quando andiamo al mare, ci esponiamo all’aggressione di diversi agenti esterni che proliferano tra la sabbia, soprattutto in ambienti umidi dove le temperature sono molto alte: virus, batteri, funghi. Microrganismi che sono in grado di infettarci e di scatenare varie problematiche, spesso non gravi ma decisamente fastidiose. Irritazioni che potrebbero essere evitate prestando un po’ di attenzione nelle lunghe giornate sotto l’ombrellone.

Impetigine

Una delle infezioni da spiaggia più diffuse è sicuramente l’impetigine. Si tratta di un’infezione batterica della pelle che colpisce in particolare i bambini al di sotto dei 10 anni di età.

Sintomi dell'Impetigine

L’impetigine si presenta sotto forma di piccole bolle rosse, vescicole e pustole ripiene di siero, localizzate di solito intorno alla bocca, al naso e nella zona dell’ombelico. Questa manifestazione superficiale è accompagnata da bruciore e prurito, una sensazione molto fastidiosa che induce i bambini a grattarsi. Lo sfregamento costante, però, anziché dare sollievo e ridurre il fastidio, accentua l’infiammazione e può causare lo scoppio delle bolle, esponendo la pelle sana all’aggressione da parte di altri batteri.

L’impetigine è un’infezione da spiaggia contagiosa. Ciò significa che quando si è in presenza di questa infezione cutanea, occorre tenere il proprio figlio momentaneamente lontano da altri bambini e provvedere tempestivamente alla somministrazione della terapia indicata dal medico. La contagiosità può protrarsi fino a 48 ore dopo aver cominciato la terapia antibiotica.

Cause dell'Impetigine

L’impetigine è solitamente causata dallo Staffilococco aureo (Staphylococcus Aureus), ma anche altri batteri, come gli Streptococchi possono essere alla base di quest’infezione che colpisce soprattutto i bambini piccoli. Questi microrganismi possono infettare la pelle principalmente in due modi:

  • Penetrando attraverso una ferita, un taglio oppure altri tipi di lesioni, come la puntura di un insetto (impetigine primaria)
  • In seguito alle complicanze di un’altra condizione o patologia della pelle, in particolare quelle di tipo infiammatorio come l’eczema o dermatite atopica, l’herpes simplex, la scabbia ma anche in presenza di pidocchi (impetigine secondaria)

Diagnosi e Terapia dell'Impetigine

Se si sospetta che il proprio figlio abbia contratto un’infezione batterica che ha scatenato l’impetigine, occorre rivolgersi a un dermatologo. È sufficiente una visita autoptica per individuare le lesioni tipiche della malattia e distinguerle dai sintomi di altre patologie cutanee. La terapia da utilizzare varia a seconda del caso.

Anche gli adulti, infatti, possono avere l’impetigine che solitamente, in questi casi, va a colpire zone del corpo coperte di pelo, come il viso degli uomini che portano la barba. Questa forma di infezione è detta sicosi piogenica e deve essere trattata tramite assunzione di antibiotici per via orale. I medicinali da prendere devono sempre essere prescritti da un medico.

Se, invece, ci troviamo in presenza di un bambino affetto da impetigine, esistono due diverse possibilità di cura dell’infezione.

  • Nel caso si tratti di un’infezione localizzata cioè ristretta a una particolare zona del corpo, sarà sufficiente l’applicazione di medicamenti topici, creme o unguenti indicati dal dermatologo
  • Nel caso in cui l’infezione da impetigine sia più estesa e generalizzata, si utilizza un farmaco topico in combinazione a un antibiotico per via sistemica.

Micosi

Altri agenti patogeni da cui difendersi quando si va al mare sono i funghi, responsabili delle fastidiose micosi. Questi microorganismi si annidano tra la sabbia della spiaggia ma anche su altre superfici come quelle dei lettini e delle sdraio prese in affitto (e quindi condivise con estranei), sulle passerelle di legno, sui bordi delle piscine, nei piatti delle docce. Inoltre è possibile trovarne su teli da mare in spugna, ciabatte e su ripiani di bagni e spogliatoi.

I funghi, infatti, sono in grado di sopravvivere a lungo ed è impossibile accorgersi della loro presenza a occhio nudo. Anche un pavimento che a prima vista sembra pulito potrebbe nascondere l’insidia di una possibile infezione. Se la pelle, specie bagnata, entra a contatto con superfici contaminate, la trasmissione dell’infezione è quasi assicurata. Condizioni di elevata umidità, infatti, favoriscono l’aggressione da parte dei funghi. Inoltre, anche l’eccessiva sudorazione, che altera il ph della pelle, la rende più soggetta all’attacco di questi microrganismi.

Tipi di Micosi "da Spiaggia"

Esistono diversi tipi di micosi che possono essere contratte quando si va al mare. Tra le più diffuse e comuni troviamo:

  • Onicomicosi
  • Tinea corporis
  • Pitiriasi versicolor
  • Tinea pedis
  • Tinea Cruris

L’onicomicosi è l’infezione da funghi che colpisce le unghie di mani e piedi. È facile accorgersene. L’aspetto delle unghie, infatti, cambia totalmente. Diventano più fragili, si deformano e prendono un colorito giallastro, ben diverso da quello naturale. È un’infezione piuttosto contagiosa.

La Tinea Corporis, anche detta Tigna (o dermatofitosi del corpo) è un’infezione cutanea causata dai funghi dermatofiti. Si tratta di microrganismi che colonizzano la cheratina, cioè la principale proteina che a costituire lo strato corneo dell’epidermide, dei capelli, dei peli e delle unghie. La Tinea Corporis colpisce viso, tronco e arti cioè mani e piedi e si presenta sotto forma di chiazze o placche tonde oppure ovali sulla pelle che appare arrossata e irritata. Talvolta, intorno alla lesione possono comparire delle piccole vesciche. Il sintomo più fastidioso è il prurito.

La Pitiriasi Versicolor viene chiamata anche Fungo da spiaggia. In verità, però, quest’infezione fungina non è strettamente correlata al mare e alla sabbia, ma può essere contratta anche in altri ambienti che presentino le caratteristiche idonee alla proliferazione del fungo che la provoca. Il suo nome comune deriva dal fatto che le chiazze bianche che la caratterizzano sono più visibili sulla pelle abbronzata. A provocare la Piritiriasi Verisolor è il Malassezia Furfur, un lievito normalmente presente sulla superficie della nostra pelle. Fa parte del nostro microbiota cutaneo cioè dell’insieme di organismi che colonizzano la cute, senza che ce ne rendiamo conto. Tuttavia, in alcuni casi, questo fungo può diventare patogeno e scatenare delle infezioni che interessano il volto, gli arti e il tronco.

La Tinea Pedis (o Tigna del piede) è una dermatosi che compare tra le dita del piede e che poi può espandersi verso il dorso del piede e le unghie. I sintomi sono pelle arrossata, prurito, desquamazione e comparsa di screpolature cutanee. Spesso colpisce i nuotatori e coloro che frequentano ambienti dove si fa sport (piscine o palestre) per questo viene chiamata anche Piede d’Atleta.

La Tinea Cruris colpisce pieghe inguinali, perianali, cosce e glutei su quali si formano grandi eritemi, con desquamazione e prurito. Spesso, a causa dell’infiammazione dei follicoli piliferi, lungo i bordi della lesione infetta compaiono anche vescicole o papule.

Verruche

Altra infezione da spiaggia molto comune sono le verruche, piccole escrescenze di colore grigio che compaiono sulla pelle. Le verruche sono causate da alcuni ceppi di HPV, il virus del Papilloma umano. Questo microrganismo, molto resistente, è capace di insinuarsi nella pelle attraverso una piccola ferita o una lesione, infettandola.

Solitamente, non sono dolorose, ma soltanto fastidiose a vedersi. L’unica eccezione è rappresentata dalle verruche plantari, quelle che compaiono sulla pianta del piede. Questo perché esse raggiungono gli strati più profondi della cute. Camminandoci sopra, potrebbero spingere contro una terminazione nervosa, scatenando un dolore simile a quello di un sassolino che si insinua nella scarpa.

Rimedi e Prevenzione

Una volta consultato il dermatologo è importante attenersi alle indicazioni che egli darà, dato che i rimedi naturali sono validi solo nelle forme più lievi, quando queste infiammazioni possono essere trattate con:

  • Impacchi di salvia (che combatte la sudorazione e ha proprietà disinfettanti)
  • Bagni a base di amido di riso (allevia il rossore cutaneo e ammorbidisce la pelle)
  • Impacchi di camomilla (rinfrescanti e lenitivi)

Questi rimedi naturali possono contribuire ad alleviare i sintomi della dermatite da sudore, dato che gli impacchi contribuiranno a ridurre il desiderio di grattarsi, riducendo il prurito e agendo beneficamente anche nei confronti del rossore. Il dermatologo può indicare, quando opportuno, l'utilizzo di creme a base di cortisone o l'assunzione di farmaci antistaminici.

Vademecum per Evitare Sorprese Dopo le Vacanze al Mare

Le vacanze dovrebbero essere un momento di serenità e relax. Ma un’infezione da spiaggia potrebbe guastare i piani e rendere quelle giornate molto meno piacevoli. Di conseguenza, è bene mettere in atto qualche accorgimento per divertirsi in spiaggia in piena sicurezza.

  • Dopo aver fatto il bagno in mare o dopo la doccia, asciugati bene e fai attenzione che non resti umidità nelle pieghe della pelle. Creeresti le condizioni ideali per la proliferazione di funghi e batteri presenti nell’ambiente esterno. Per la stessa ragione, se hai figli, aiutali ad asciugarsi accuratamente
  • Non camminare mai scalzo nei luoghi pubblici. Quando devi percorrere passerelle sulla spiaggia, quando fai la doccia oppure vai al bagno, indossa sempre delle ciabattine che proteggono la tua pelle dal contatto con superfici potenzialmente infette
  • Non sederti direttamente su sdraio, lettini o sedie utilizzate da altri, specie se sei in costume o indossi pantaloncini molto corti. Sarebbe opportuno, invece, che coprissi queste superfici con un asciugamano o un telo da spiaggia pulito di tua proprietà
  • Non prestare oggetti personali come teli da spiaggia, ciabatte o spazzole e non utilizzare quelli di altri
  • Fai sempre una doccia quando esci dal mare, utilizzando un detergente adatto. Gd consiglia l’uso di Pentadin Plus, biodetergente ad ampio spettro con azione antimicotica e antimicrobica, capace di inibire la proliferazione di germi e batteri, particolarmente indicato se si frequentano ambienti dove è facile la contaminazione come palestre, piscine, mezzi pubblici
  • Disinfetta i giochi di tuo figlio con un detergente adatto
  • Quando torni a casa, fai una bella lavatrice e lava tutti gli indumenti utilizzati, inclusi costume e asciugamano.

Prodotti Utili

  • Most Crema Lenitiva: Crema astringente evanescente formulata con Ossido di Zinco e Magnesio Silicato. I suoi principi funzionali apportano particolari proprietà: lenitiva del prurito e dell’arrossamento, assorbente nei confronti della sudorazione e della seborrea, antifrizione e una leggera protezione solare.
  • Base Lavante Eudermica Most: Efficace nel detergere la pelle senza rimuovere i fattori di protezione lipidici, grazie a una bassa concentrazione di tensioattivi e alla sua azione emolliente e delicata, che non secca la pelle come gli altri saponi. I suoi ingredienti sono biodegradabili e compatibili con gli ecosistemi acquatici.
  • AmidoMio Pasta Dermatologica: Regala un rapido sollievo dal prurito, lenendo la pelle arrossata e pruriginosa. Forma un film protettivo contro gli attacchi esterni e argina il manifestarsi di irritazioni da sfregamenti, frizioni, sudorazione. Tiene la pelle fresca e asciutta anche nelle aree più umide.
  • Talco Liquido Mentolato Dicofarm: Apporta un fresco sollievo al prurito, ferma la sudorazione ed è arricchito con vitamina E, F e mentolo. Esplica un’azione lenitiva e rinfrescante, utile in varie dermatosi che portano prurito. Utile nei casi di sudamina e di malattie esantematiche.
  • Sensitive Protect Kids Sun Spray Spf50+: Uno spray solare con SPF (Sun Protection Factor) molto alto utile anche per i bambini con la Dermatite Atopica. È resistente all'acqua e protegge la pelle dalle scottature oltre a ridurre il rischio di danni alla cute dovuti all’azione dei raggi UV, come l'eritema solare. Garantisce una protezione biologica alle cellule, ed è privo di parabeni, coloranti e profumi.

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