Incontinenza Urinaria e Soluzioni: Cateteri, Corsetti e Riabilitazione
L'incontinenza urinaria è una condizione che può avere diverse cause e manifestazioni. Esistono diverse soluzioni per gestire questa problematica, che vanno dall'uso di cateteri e corsetti lombari alla riabilitazione del pavimento pelvico. Vediamo nel dettaglio alcune di queste opzioni.
Cateteri Urinari: Tipi e Utilizzo
Per svariati motivi, gli uomini necessitano di catetere vescicale per svuotare la vescica. Questo ausilio risulta necessario in caso di ritenzione urinaria, incontinenza urinaria, patologie, lesioni, particolari terapie farmacologiche o interventi chirurgici. Tra le malattie che compromettono la capacità di svuotare la vescica, citiamo spina bifida, lesione al midollo spinale, diabete, ictus, morbo di Parkinson, sclerosi multipla.
Nei casi in cui l’espulsione dell’urina è impedita da problemi anatomici o funzionali dell’uretra o da deficit di contrattilità del muscolo, è necessario ricorrere al cateterismo. Il catetere è un tubicino sottile e flessibile realizzato in materiale plastico che, una volta inserito in una cavità del corpo, permette di espellere l’urina dalla vescica. Alcuni modelli integrano una sacca dove raccogliere l’urina espulsa.
Tipologie di Cateteri
Le tipologie di cateteri disponibili sono diverse a seconda delle caratteristiche e dell’uso specifico. Tra i vari modelli, il catetere urinario (o vescicale) è il più diffuso. Quando risulta necessario ricorrere al catetere urinario per svuotare la vescica dopo un intervento chirurgico, durante la degenza in ospedale o perché si è affetti da certe patologie, il cateterismo intermittente può diventare una routine quotidiana.
Il catetere urinario può essere ad uso prolungato, monouso, in poliuretano, silicone o lattice. Viene inserito praticando un foro sull’addome per arrivare alla vescica oppure per attraversare l’uretra. L’immediata fuoriuscita di urina dal tubicino, una volta inserito, conferma che il dispositivo è stato posizionato correttamente.
Catetere Vescicale Intermittente e Permanente
I cateteri urinari possono variare in base alla flessibilità , lunghezza, calibro, numero di vie, materiale. Le principali categorie sono due:
- Catetere vescicale intermittente (CIC): usa e getta, da rimuovere subito dopo aver svolto la sua funzione, utilizzabile direttamente dal paziente in totale autonomia. Inserito nella vescica, raggiunge l’uretra. Il catetere intermittente può essere idrolifico e non idrolifico, ovvero rivestito o meno con una superficie scivolosa che rende più agevole inserimento ed estrazione del tubicino.
- Catetere vescicale permanente: applicato da un professionista sanitario, progettato per restare nell’organismo per un tempo prolungato (da sostituire ogni mese o due mesi). E’ dotato di un palloncino all’estremità per evitare che possa sfilarsi. Può essere inserito attraverso l’uretra nella vescica (uretrale) oppure attraverso lo stomaco per raggiungere la vescica (sovrapubico).
Riguardo al modello intermittente, oggi sono facilmente reperibili kit completi per praticare il cateterismo in autonomia e in totale sicurezza. Comprendono catetere idrofilo con la sacca per la raccolta dell’urina, una guaina per evitare di toccare il catetere direttamente con le mani e un sacchetto che contiene acqua sterile. Grazie a questi kit è possibile praticare il cateterismo ovunque e in qualsiasi situazione.
Catetere Esterno (Condom Catetere)
Il catetere esterno, è una valida alternativa al classico catetere urinario. Il condom catetere é una guaina sintetica o di semplice gomma da applicare come un contraccettivo. Il catetere esterno viene collegato ad un tubo di drenaggio, che consente all’urina di fluire in una sacca per le urine allacciata intorno alla gamba. Il catetere esterno condom è, nella maggior parte dei casi, auto-adesivo e garantisce una completa aderenza.
Il maggior beneficio della guaina urinaria consiste nel fatto di non essere invasiva e nel non dover entrare a contatto con le urine. La principale differenza tra i cateteri esterni è il materiale. Oltre al materiale, tra le prime caratteristiche da valutare con estrema attenzione, ci sono le misure del catetere esterno: infatti, una errata valutazione delle misure condom potrebbe causare la fuoriuscita di urina. Le misure del catetere maschile esterno possono variare secondo la casa produttrice.
Cateteri Vescicali a Circuito Chiuso e Aperto
Esistono tipologie di catetere vescicale a circuito chiuso e aperto. Il catetere vescicale circuito chiuso consente il drenaggio dell’urina in una sacca morbida in pvc chiusa e dotata di un rubinetto che ne consente il periodico svuotamento. Il catetere vescicale con sacca circuito chiuso garantisce la sterilità delle operazioni e consente il prelievo di campioni di urina senza inquinare; infatti, le sacche per catetere vescicale a circuito chiuso possono essere tenute in sito anche per più giorni.
Il catetere vescicale circuito aperto, invece, non possiede valvola di sicurezza antireflusso e la sacca deve essere sostituita quando ha raggiunto la capienza massima. Una soluzione alternativa è il catetere esterno che, dotato di un connettore, consente all’urina di fluire in una sacca allacciata alla gamba.
Corsetti Lombari: Supporto e FunzionalitÃ
I corsetti lombari sono realizzati con materiali diversi come nylon, gomma, plastica modellata e cotone elastico, e si distinguono fondamentalmente, in tre tipologie: flessibili, semirigidi e rigidi.
I corsetti rigidi lombari sono costituiti da un robusto strato di materiale (tipicamente cotone o tela) che avvolge il busto e include pannelli rigidi che coprono la parte anteriore, posteriore e talvolta i lati del tutore. Un tutore per la schiena che combina elementi di ortesi flessibili e rigide può essere definito semirigido.
I corsetti lombari, in particolare quelli rigidi e semirigidi, possono essere utili in diverse condizioni:
- Spondilolistesi istmica: è stato dimostrato che l'uso di un corsetto rigido lombare per la spondilolistesi istmica riduce al minimo la quantità di slittamento vertebrale e migliora significativamente la capacità di camminare e i livelli di dolore.
- Osteoartrite: l'instabilità e i micromovimenti dolorosi causati dall'artrosi spinale possono essere ridotti con l'uso di un corsetto lombare rigido o semirigido.
- Tensione e affaticamento muscolare: un corsetto rigido lombare può aiutare ad alleviare la tensione muscolare riducendo la pressione sulla colonna vertebrale e la quantità di forza necessaria nei muscoli per sostenerla. Inoltre, il calore del corsetto può aiutare a rilassare i muscoli tesi, contribuendo a diminuire il dolore.
L'aderenza nell'uso di un corsetto rigido lombare è uno dei fattori più importanti.
Riabilitazione del Pavimento Pelvico
Paradossalmente, il diaframma pelvico è tanto importante quanto sconosciuto o sottovalutato da molte donne. E’ una regione muscolare essenziale per il benessere e la salute della donna. Il pavimento pelvico, noto anche come ‘muscolo della felicità ’, è anche il muscolo meno conosciuto per tabù culturali e pudori sociali, un distretto da riscoprire e valorizzare. Quest’area romboidale si estende dalla sinfisi pubica al coccige: sostiene e circonda la vescica, l’uretra, la vagina, l’apparato ano-rettale.
La complessa struttura muscolare che costituisce il pavimento pelvico è molto importante per la donna. Ad esempio, una minore percezione e consapevolezza del perineo spesso riduce il piacere durante il rapporto sessuale. Non saper gestire il pavimento pelvico porta ad un’inevitabile e graduale perdita di sensibilità , tono e controllo del pavimento stesso.
Spesso, si riscopre quest’area del corpo in momenti e fasi particolari della vita: ad esempio, al momento del parto quando il perineo subisce lacerazioni o nel post-parto per problemi di incontinenza. Per limitare o evitare certi inconvenienti, occorre avere la capacità di gestire il perineo.
La prevenzione si basa, principalmente, sull’informazione ed educazione alla percezione e cura del perineo già in età scolastica nelle lezioni sul corpo umano o durante i corsi di educazione sessuale. Bisogna saper riconoscere ed attivare spontaneamente il perineo in vari momenti della giornata ed azioni quotidiane (colpo di tosse, starnuto, addominali in palestra, sollevamento di un peso, ecc.).
L’attività di prevenzione deve essere svolta anche in altri ambiti, da operatori di settore come ginecologi ed ostetriche: dovrebbero informare le pazienti durante le visite, esami, pap-test. Un ginecologo preparato dovrebbe, ad esempio, consigliare ad una donna di non praticare allenamenti intensi in palestra dopo pochi giorni dal parto. Un comportamento del genere può comportare gravi rischi per la salute, specie riguardo al pavimento pelvico.
Tecniche di riabilitazione del pavimento pelvico:
- Elettrostimolazione: una tecnica passiva indicata per chi non riesce a contrarre in modo adeguato e volontario i muscoli perineali.
- Biofeedback: che utilizza strumenti in grado di registrare un rilassamento o una contrazione muscolare non percepiti.
Frattura della Branca Ischio Pubica e Incontinenza
Prima di tutto è importante dire che la frattura della branca ischio pubica può essere collegata ad un problema di postura. La rottura è in realtà un evento abbastanza raro e può essere dovuto a numerose cause, in particolare eventi traumatici. Tra esse possiamo indicare anche alterazioni posturali che possono causare una scorretta distribuzione dei carichi tra gli arti inferiori.
Che cos’è la frattura della branca ischio pubica?
Il bacino si compone di 3 ossa che sono:Ileo: osso superiore e di maggiore grandezza, Pube: osso centrale, Ischio: osso inferiore. Queste ossa formano una cavità all’interno della quali si inserisce l’estremità superiore del femore e si collegano alla parte inferiore della colonna vertebrale tramite l’osso sacro.
In base al numero di punti di rottura si distinguono due tipi di fratture: stabili - composte o scomposte in modo minimo con un solo punto di rottura, instabili - scomposte con 2 o più punti di rottura.
Sintomi
I sintomi possono essere vari ed in genere cambiano in base a diversi fattori come: gravità del danno (stabile o instabile), età , condizioni di salute, causa di frattura (trauma, avulsione). In seguito alla frattura si riscontrano di solito problemi come: forte dolore in corrispondenza del punto di lesione, dolore nei tessuti limitrofi ed in zona inguinale, difficoltà nel mantenere una posizione distesa o seduta, impossibilità /forte riduzione delle capacità motorie, impedimenti nel camminare, ematoma e segni di contusione, gonfiore, calore.
Se vi sono lesioni anche ad altre strutture ci sono ulteriori sintomi come: sangue nelle urine, difficoltà nella minzione, incontinenza, sanguinamento dal retto o vagina.
Cause
Una delle principali cause possono essere i traumi diretti al bacino. Più è forte il trauma, maggiori sono i danni alle ossa, infatti: traumi intensi portano a fratture stabili, impatti traumatici molto intensi portano a fratture instabili.
Un’altra importante causa di frattura è l’indebolire delle ossa provocato dall’osteoporosi, che può portare ad una frattura anche da semplici gesti quotidiani come: uscire dalla vasca da bagno, scendere le scale.
La frattura della branca ischio pubica può essere dovuta anche ad una brusca e violenta contrazione muscolare e viene definita frattura da avulsione. I tendini o i legamenti applicano una forza che causa il distacco di un piccolo pezzo di osso. È un infortunio tipico negli sportivi come: calciatorio per chi pratica arti marziali.
Diagnosi e Trattamento
E’ necessaria una diagnosi medica che può essere fatta da un ortopedico, un fisiatra o medio dello sport. Segue poi una valutazione obiettiva con specifici test diagnostici come: radiografia, tac (anche 3D), risonanza magnetica. Per accertarsi invece dell’assenza di lesioni alle vie urinarie ci si appoggia ad ulteriori esami come: controllo neurologico, esplorazione rettale digitale, esame delle urine.
Il trattamento delle fratture della branca ischio pubica varia a seconda del tipo di frattura: stabile è sufficiente la terapia conservativa; instabile è necessario ricorrere a terapia chirurgica con l’ausilio di un dispositivo esterno o a placche e viti.
La fase iniziale del recupero, a prescindere dalla gravità della frattura, prevede dei giorni di riposo o completa immobilità dell’arto. É molto importante limitare al massimo il movimento per consentire un’accelerare dei tempi di formazione del callo osseo e per essere sicuri che avvenga una corretta calcificazione.
A seguito del consenso dell’ortopedico è consentito iniziare un ciclo riabilitativo con un fisioterapista che prevede: drenaggio dell’ematoma, farmaci antidolorifici, farmaci anticoagulanti o fluidificanti, terapie fisiche come: laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni, magnetoterapia, micro-correnti o correnti antalgiche, crioterapia, onde d’urto focali; movimento periodico delle gambe, tecniche di terapia manuale, massoterapia.
Ripresa la mobilità si inizia con il recupero della forza, lavorando sulla rieducazione al passo e su esercizi propriocettivi. Programmare un piano riabilitativo specifico è essenziale per un recupero completo e senza rischi. L’obiettivo è quello di riprendere la muscolatura del tronco e degli arti inferiori per permettere il ritorno della camminata.
Prognosi
In entrambi i casi si parla di qualche mese per un recupero completo, infatti, nonostante sia molto difficile che venga usata l’opzione dell’operazione, quasi sempre si prescrive un periodo di degenza a letto a cui segue un ciclo riabilitativo di almeno 30 giorni dal quale si ha un ritorno alle normali attività . E’ necessario mantenere una maggior accortezza nell’esecuzione di attività intense come lo sport.
Conseguenze della Mancata Cura
Se non si rispettano le tempistiche di guarigione si può incorrere in situazioni di ritardo ed errata consolidazione dell’osso. Si avrà quindi di conseguenza un aumento del dolore e riduzione del movimento. Se non viene curata in modo adeguata, la frattura può comportare alterazioni posturali con la possibilità che i muscoli si accorcino.
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