Significato di "Cagna da Idraulico" e altre Espressioni Dialettali Trentine

Il dialetto trentino, ricco di espressioni pittoresche e significati profondi, offre uno spaccato sulla cultura e le tradizioni locali. Tra queste, alcune locuzioni si distinguono per la loro originalità e il legame con il territorio. Andiamo a scoprire il significato di alcune di esse, tra cui la curiosa "cagna da idraulico".

Espressioni e Modi di Dire Trentini

  • CIAPAR PER EL SCANALUZ: È quello che di solito fanno gli strozzini.
  • NAR SMONANT: Menare il can per l’aia. Non venire alla conclusione.
  • FAR SPACO: Far spicco. Far bella mostra di sè.
  • SCALDARSE ‘L PISIN: Innervosirsi. Creare una situazione fisiologica in base alla quale l'urina si riscalda, provocando reazioni inconsulte.
  • NO DAR DA DIR: Fare in modo che non ci sia proprio nulla da dire sul proprio operato. Non assurgere agli onori della cronaca.
  • TEGNIR ‘N STROPA: La stròpa è la ritortola di vimini con cui si legavano i tralci delle viti. Quindi la frase significa tenere a freno, in soggezione.
  • FAR DE FER E MANARA: Usare il ferro e l'accetta. Impiegare ogni mezzo per riuscire a portare a termine un impegno, un lavoro.
  • TIRAR NA STRISA: Tirare una striscia. Meglio: barrare qualcosa, cancellare con un segno un debito, un ricordo, una persona.
  • FAR DO CREPI: Fare due tuoni.
  • NAR FOR PER LE FROSCHE: Frosche sta per frasche. Di palo in frsca, andare fuori dal seminato, andare su tutte le furie.
  • VOLTAR EL PUTIN EN CUNA: Il leader russo non c'entra. Cambiare discorso.
  • FAR ALA VILIACA: Un lavoro fatto male che imporrebbe la fuga da parte dell'autore?
  • AVER ENGIOTI’ EN PAL DE FER: Si usa in tono canzonatorio rispetto a chi stenta a piegare la schiena, a piegarsi per lavorare. Schiena dritta ma non per autonomia di pensiero e rigetto delle imposizioni.
  • TAIAR EL MAL PER MEZ: Dirimere un contrasto con l'applicazione del giusto mezzo in fatto di colpe e torti.
  • PITOST CHE STARGHE VIZIN A UN CHE BATE SU LEGNA, MEIO STARGHE VIZIN A UN CHE CAGA: I rischi sul posto di lavoro ancora prima dell'entrata in vigore della 626. Insomma, meglio non stare vicino a chi spacca legna: qualche pezzo potrebbe schizzare.
  • EL BOTON DE LA GUDAZA: Il bottone della madrina.
  • DIR MESA BASA: La Messa bassa è quella di tutti i giorni, officiata senza sfarzi, in tono dimesso o comunque diverso dalla Messa domenicale, festiva, per matrimoni o funerali. Significa borbottare, brontolare le proprie ragioni quando non si ha il coraggio di esporsi a viso aperto.
  • DAR NA SDRELADA: Sdrèl è un bastone nocchiuto.
  • CIAPAR ‘N TROZ: Letteralmente: prendere un sentiero.
  • TOR SU ‘L DO DE COPE E NAR: Se briscola è denari il due di coppe vale ben poco. Meglio però accontentarsi anche di questa carta, ovvero del poco che ci si è trovato in mano e abbandonare il gioco.
  • AVER AVERI A PAESOTI: Avere dei possedimenti nei paesini? No.
  • DAL CORER AL SCAMPAR: La differenza tra le due azioni è minima. Cambia la causa. Si usa comunque al posto di pressappoco, circa, più o meno.
  • EN ‘L SO IESUMARIA: Cioè, nel suo raccoglimento, dentro di sé.
  • EL SE BINA A UNA: Va riferito al cielo.
  • MIS MAS: Confusione. (vedi il tedesco: mischmasch). “L’è tut en mìs màs …”.
  • VEGNIR A LE BELE: Redde rationem. “Se te me vègni a le bèle …”.
  • ARAR STORT: Andare fuori strada. Anche senza l’aratro.
  • NO TROVAR ‘N ARBOL DE PICARSE: Non trovare un albero per impiccarsi.
  • DAR ENDRIO LE SO BALOTE: Restituire le palline.
  • FAR CAMPANO’: Sì, suonare le campane.
  • METER ‘N TE ‘N TASER: Mettere a tacere. Far sì che non se ne parli.
  • ENGOSA’ COME ‘N PAIT: Ingozzato come un tacchino.
  • NAR COME ‘N SOLDO ‘N COSTA: Rapidissimo.
  • DRIT COME NA VIGNA DA LIGAR SU: Con evidenti problemi di scoliosi.
  • ESSER EN MEZ COME ‘L ZOBIA: Essere d’intralcio. Come un appuntamento che cade proprio di giovedì, in mezzo alla settimana di ferie.
  • VEGNIR AVANTI COME LA MERDA SOT AI STARNEZARI: Si sa che sotto le grondaie le deiezioni si squagliano. Di qui i chiari problemi di crescita.
  • SE SARA’ ROBE …: Meraviglia, stupore.
  • UPA: In tedesco sta per “auf”. Su, su, alzati e cammina. Si usa con i bambini. Per gli adulti confronta: “Oscia, ‘sa fente?
  • EL BACHETEL DE L’ALEGRIA: (censura) - anatomia maschile riguardante il basso ventre.
  • L’E’ MEIO BEVERNE NA BOZA CHE SPANDERNE NA GOZA: Lo smacchiatore non sempre risolve lo specifico guaio. E rischia di costare più della bottiglia.
  • QUANDO NO GHE N’E’, GNANCA LA PIALA NO ‘N TOL: Il limite insuperabile non riguarda solo lavori di bricolage.
  • DA ‘N CATIF PAGADOR SE TOL QUEL CHE VEGN: Da un debitore inaffidabile meglio prendere al volo quello che può dare.

"Cagna da Idraulico": Un'Analisi Approfondita

L'espressione "cagna da idraulico" racchiude in sé una serie di significati legati alla fatica e allo sforzo. Il termine "cagna" in diversi dialetti trentini può riferirsi a:

  • Un anello utilizzato per fare leva.
  • Il cavalletto con morsa centrale usato per fabbricare le gerle.
  • La tenaglia da idraulico (in Val di Cembra).
  • Il grillotalpa.
  • Il servizio militare.
  • Gran fatica.

L'origine di questi significati sembra risiedere nell'immagine della cagna (femmina del cane) che partorisce e sfama i suoi cuccioli con grande fatica. Di conseguenza, gli strumenti che prendono il nome di "cagna" sono associati a lavori faticosi.

In Val Giudicarie, il termine "cagnèr" indica il canile, ma anche il tavolaccio ricoperto di paglia o fieno che serviva da letto nelle malghe. Inoltre, può significare bagatella, cosa di poco conto. Infine, "cagnón" significa grosso cane, ma figurativamente sta a indicare un pezzo grosso, un potente.

Altri Modi di Dire e Proverbi

  • METI LA ROBA ‘N D’EN CANTON, PRIMA O DOPO LA GAVRA’ STAGION: Anche: “Scarpa rota sta chi, che se no ne trovo altre te meterò anca ti”.
  • LA CARITA’ ONESTA LA VA FOR DA L’US E LA VEN DALA FENESTRA: Chi dà con onestà prima o poi riceve di ritorno il dono fatto. A patto che non sia un do ut des.
  • A ROBAR GHE VOL SCARPE DA LADRO: Meglio lasciar perdere se non si ha l’adeguata predisposizione al furto.
  • QUANDO ‘L CORPO SE ‘L FRUSTA, L’ANIMA LA SE GIUSTA.
  • NEGOZIANTI DE LEGNAM, TANT FRACAS E POCH GUADAGN: Crisi del settore del legno. Vedi anche: “Né zugadori, né pescadori, né useladori no ‘n vedré mai de siori”. E ancora: “Pic, pic, sempre povero e mai rich”.
  • ‘N DO CRESCE BACO NO STA ‘MPIANTAR TABACO: Bacco, tabacco e venere riducono il raccolto in cenere.
  • TRA CAORE E NAS SE MONZE TUT L’AN: L’insostenibile colata di latte e muco.
  • EL MAL EL VEN A CARI E ‘L VA VIA A ONZE: Il bilancio, dal punto di vista della quantità e anche in rapporto alla durata, è sempre a favore del male, delle negatività.
  • EL SAN EL VOLERIA ZENTO ROBE, EL MALA’ UNA SOLA: Quando si dice: basta la salute.
  • EL DIAOL EL CAGA SEMPRE SUL MUCIO PU GRANT: Diverso dal “piove sempre sul bagnato”. Perché in questo caso si parla di cose più solide, abbondanti, a prescindere dalla provenienza. E dalla capacità di resistere alle intemperie.
  • CO LE CIACERE NO SE PAGA NESUN: Ad esempio: “Intanto grazie, ci sentiamo …”.
  • LA PIGNATA DE L’ARTESAN SE NO LA BOIE ANCOI LA BOIE DOMAN: Un buon artigiano non resterà mai senza lavoro.
  • EL TEMP EL SGOLA: Il tempo passa.
  • OGNI PAES GH’A LA SO USANZA, OGNI BONIGOL GH’A LA SO PANZA: Bonìgol (o botòn de la gudàza, o boton de la panza) è l’ombelico.
  • TUTI I SALMI I FINIS ‘N GLORIA: Pretesto per il brindisi. In ogni occasione.

Bestiario Dialettale

  • FOGAMERDE: Si tratta dello scarabeo stercorario. Insetto che evidentemente ha nello sterco il suo habitat naturale. Ma “fogàr” (o fodegàr o ancora sfodegàr) sta per frugare. Quindi il significato di ficcanaso. O peggio di chi ama invischiarsi nello sporco.
  • MAGNANUGOLE: Chi vive tra le nuvole, perdigiorno.
  • TE BATO VIA I COIONI E GHE I DAGO AL GAT CHE ‘L FAGA MATERIE: Minaccia grave. Con prospettive non solo di cruente evirazioni, ma anche di spettacoli orrendi.

Inviti e Ammonimenti

  • TI TASI CHE TE GH’AI ANCORA LA PEZOTA BAGNADA: (vedi anche pezotèr, pezotèra, pisòt, pisòta). Invito a un ragazzo o a una ragazza, presuntuosi, saputelli, a ricordare la loro inesperienza.

Azioni Quotidiane

  • DESFIZAR LE BUDELE: Mangiare in abbondanza. In modo da togliere l'intestino da una sorta di raggrinzimento. Da notare che “desfizàr” vuol dire sfilare l’ago. Quindi in senso figurato si tratta di rompere le cuciture e … liberare il passaggio del cibo.
  • RASPAR SU TUT: Raspàr sta per limare, usare la raspa. In questo caso significa proprio mangiare tutto quanto c’è nel piatto, senza lasciarvi nemmeno una briciola.

Quantità e Porzioni

  • NA SGEVA DE FORMAI: Una scheggia di formaggio.
  • NA SBERLA DE POLENTA: Nulla a che fare con le torte in faccia. Sbèrla sta qui per “grande porzione”.

Caffè e Padrini

  • PREPARAR EL CAFE’ BON: Il caffè buono è semplicemente quello che non è caffè di orzo (o de zicòria) o quello che adesso si chiama decaffeinato.
  • FAR EL FIOZ: Letteralmente: fare il figlioccio. In realtà in questo caso il Padrino è quello che sottrae la porzione di un altro commensale.

Auguri e Ringraziamenti

  • POCI MANINA: Bacia la manina. Ringrazia il cielo che è andata bene. Frase spesso accompagnata dal gesto di baciare la mano prima sul palmo e poi sul dorso.

Conclusioni e Chiusure

  • BELE CHE FINI’ ‘L FILO’: Chiusura dei discorsi, della festa, della pacchia. Filò erano le veglie invernali dei contadini nella stalla. In queste riunioni ci si dedicava al desvolzò, ovvero a dipanare le matasse dei filati di lana, capanapa o cotone, si sgranavano le mànze de zaldo, si raccontavano storie ai bambini, si ascoltavano i racconti degli anziani.
  • LASA CHE I CANTA ‘N DOM, CHE I E’ PAGADI: Invito a prestare attenzione alla conversazione.
  • L’E’ NA VAL CHE SE BRUSA: Quando è impossibile far qualcosa per evitare il peggio. Non un focolaio, insomma.
  • BELA DA VEDER: Commento a qualcosa che era del tutto prevedibile, inevitabile.
  • NO GH’E’ MA CHE TEGNA: Non si ammettono repliche. Senza se e senza ma.
  • SMACAR EL BORTOL: Percuotere il sedere dei bambini.
  • NO CREDER GNANCA ‘N TE ‘L BRO’ DE GNOCHI: Non credere proprio in nulla.
  • PARER LA MORT ‘MBRIAGA: Essere davvero conciato male. Rinsecchito, macilento. Da stare in piedi per miracolo. Come appunto se la morte avesse esagerato nelle libagioni.
  • RIDER CO ‘L SAOR DEI ALTRI: Ridere di malavoglia.
  • VA ZERCA CHI L’HA ROTA: Impossibile conoscere chi abbia fatto qualcosa di negativo, provocato un danno.
  • FAR PREZIPIZI: Rovinare, fracassare.
  • EL MATRIMONI ‘L FA TREMAR ZIEL E TERA E PEI DELA LITERA: Tra sacro e profano.
  • G’HA DIRITO A RIMPROVERAR CHI SA MEIO FAR: L’esperienza, la pratica dà la facolta, il diritto di intervenire.
  • FRADEI ‘N CRISTO, NO ‘N LA PIGNATA: Finita la Messa gabbato lo Santo.
  • EN CASA STRENZI, EN VIAZO SPENDI, EN MALATIA SPANDI: Teoria e pratica della spesa.
  • CHI E’ STRET DE MAN E’ STRET DE COR: L’avarizia incide anche nei rapporti interpersonali.

Proverbi Legati al Tempo e alle Stagioni

  • ESSER ‘N TE ‘L VOLT DEI POMI: Cioè al fresco, dove si conservano le mele.
  • APRIL L’E’ FAT PER ‘NCOIONAR LA ZENT: Non solo il primo del mese.
  • APRIL EL FA ‘L FIOR E MAGIO ‘L DA ‘L COLOR: Il ciclo naturale. Poi com’è quella storia dell’ape? E la cicogna, mamma, allora cosa c’entra? E perché bisogna stare attenti a guardare sotto le verze?
  • SE ‘L PIOVE EL DI’ DE PASQUA VEN ERBA ANCA SU ‘N DE NA LASTA: Potere delle muffe, dell’umidità.
  • SE PIOVE SU LE PALME PIOVE ANCA SUI BRAZADEI: Non bisogna fidarsi, in caso di precipitazioni pre-pasquali, dei pic nic all’aperto o delle gite fuori porta.
  • SE LA VIGNA LA BUTA DE MARZ LA ‘MPPIENIS EL TINAZ, SE LA BUTA DE APRIL LA ‘MPIENIS ‘N BARIL: Se le viti germogliano in marzo la vendemmia sarà ricca.
  • EL SEREN CHE VEN DE NOT L’E’ COME N’ASEN CHE VA DE TROT: Bufale. Che non vanno al galoppo.

Relazioni e Sintonia

  • ESSER CUL E CAMISA: Relazioni intime. Perfetta sintonia e … aderenza a determinati modi di essere.
  • ESSER BUSETA E BOTON: Asola e bottone. Come cul e camìsa.

Esperienza e Discernimento

  • NO ESSER DE QUEI D’ALSERA: Avere maggiore esperienza. Distinzione netta da quelli che recentemente hanno preso contatto con lo stesso locale o con la stessa situazione.
  • NO VEDERGHEN DENT’: Impossibile vedere all’interno.
  • NO AVER RECHIE: Non darsi pace.
  • AVER SCRIMIA: Non aver problemi di discernimento. Per “scrimiàr”. Ovvero sbrogliare una matassa. Risolvere una questione.
  • ENZOLARSELA DRIO A LE RECE: Un po’ come fare un nodo per ricordarsi qualcosa. Solo che in questo caso specifico vuol dire serbare rancore per uno sgarbo che risulta registrato perfettamente.

Aspetto e Apparenza

  • TAIAR A SCALETE: Una volta per molto meno si dava dell’incapace al barbiere che avesse conciato i capelli a scaletta, cioè con evidenti “tacche”. Ora la moda ha però rivalutato questo tipo di taglio.
  • NAR DE LIRONLERO: L’è lì l’è là l’è lì che l’aspetava el Miguel …. El Lironleroooo. Vuol dire andare barcollando.
  • ZUCHER SORA LE FRAGHE: Qualcosa di superfluo.

Tempo Passato

  • L’ALBA DEI TAVANI: Si parla di mezzogiorno.
  • AI TEMPI DE MATIO COP: Cioè anni e anni e anni addietro.

Destino e Realizzazione

  • FATA LA GABIA, MORT L’OSEL: E pensare che aveva lavorato e fatto risparmi per una vita, mai andato in ferie, al lavoro in quel cantiere della sua casa anche di notte.

Condizioni Fisiche

  • ONT COME LA SIL DE ‘L CARETER: Unto come l’assale del carrettiere. Si dice anche “ont come na sitèla”. Ci si riferisce solitamente ad un ubriaco (ònt).
  • DURA COME ‘N BECH: Dura come un caprone. Si parla di carne.
  • VEGNIR AVANTI COME LA MERDA SOT AI STARNEZARI: Gli starnezàri sono le grondaie. Sotto le grondaie di solito le deiezioni durano pochissimo. Di qui il significato: crescita zero.

Altre Espressioni

  • FARSEN NA TESA: Mangiare abbondantemente.
  • CIAPARSE SU QUALCOS: Ammalarsi. “Vei denter che se no te ciapi su qualcos …”.
  • ESER ENCUCA’: Naso tappato dal raffreddore.
  • ESER BENBINA’: Essere composto. Avere un abbigliamento adeguato, anche alla situazione climatica, atmosferica, ambientale.
  • AVER EL VESTI’ CHE PIANZE ADOS: Come il contrario della voce precedente.
  • LASAR UN ‘B TE ‘L SO PIS: Lasciare qualcuno … nei propri umori, nel suo brodo.
  • BOIR FORA: Richiama il bollire delle vinacce attraverso il quale si ottiene la grappa. In realtà si riferisce in genere all’aumento della sudorazione dopo abbondanti libagioni.
  • ESER SENZA DOVA: Si dice di un vino che … non sa di niente.
  • RACHELE: Modo scherzoso per indicare la grappa. Forse dal nome della moglie del Duce. O da qualcosa che richiama el “raschìn” in gola.
  • TROVARSE ‘MBROIADI: Certo, si dice anche di vittime di imbrogli, raggiri. Ma il più delle volte per definire uno stato di imbarazzo, quando non si sa che dire o cosa fare. O si è in difficoltà comunque.
  • AVERGHEN PIEN LE MIOLE: Stanchissimo.
  • NO ESER LA STRADA DE L’ORT: Non avere davanti un tragitto breve. Come quello che porta all’orto di casa.
  • EN SPEGIO DE GIAZ: Luogo ricoperto, del tutto, da ghiaccio.
  • QUANDO SBALZA LA BALA ‘N MAN OGNUN SA DARGHE: Da evitare (se non si è il portiere) nell’area di rigore durante una partita di calcio. Vuol dire che quando si è toccati dalla fortuna non è difficile realizzare qualcosa di buono.
  • VARDAR FORA MAL: Non bisogna fare la traduzione letterale. Altrimenti si va lontano, molto lontano dal significato. Si tratta di dimostrare un brutto aspetto che denota una cattiva salute. All’opposto si può dire “vardàr fòra ben”. Deriva dal tedesco: er sieht schlecht/gut aus. Insomma gli occhi come specchio dell’anima ma soprattutto delle condizioni (interne, di qui la necessità di guardar fuori) di salute. Attenzione: vardàr mal (senza specificare da dove) vuol dire invece guardare in modo cagnesco, con recondite minacce.
  • TOR CO LE BONE: Convincere con le buone maniere. Rapportarsi al prossimo con empatia.
  • METERGHE ‘N DI’ PER NAR E TREI PER TORNAR: Non dipende sempre ed esclusivamente dagli imprevisti.
  • SERAR SU BARACA E BURATINI: Cala il sipario. Chi s’è visto s’è visto.
  • NO FARSE VARDAR DRIO: Non dar motivo per essere additato. Anche dal punto di vista morale.
  • TACAR BOTON: Trattenere - chi non ne ha affatto voglia - con chiacchiere pretestuose e vuote.
  • CONTAR QUELA DE L’ORCO: Tenere a bada con ciance come si fa raccontando fiabe ai bambini.
  • SVOLTOLARSE DA ‘L STRACH: Si può riuscire a non dormire anche per l’eccessiva stanchezza.
  • ARAR STORT: Non rigare dritto, uscire di strada. Anche su strada asfaltata o nella vita sociale, non necessariamente nei campi.
  • TRAR ‘L CUL A SGUAZ: Tipico modo di nuotare di chi è alle prime armi.
  • EN VENT CHE PORTA VIA: Non è di solito quello dell’est. Ma freddo, tipo bòra triestina, tramontana. Se non porta proprio via la persona ha buon gioco con l’ombrello.
  • EN NEGRO D’ONGIA: Roba da poco.
  • PIS DE ANZOI: Non è la pioggia … dorata. O qualcosa simile all’acqua santa.
  • MIS MAS: Confusione.
  • AVER NA CARGA DE LEGNA VERDA: Beh...

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