Calcolo dell'Invarianza Idraulica in Emilia Romagna: Linee Guida

La trasformazione del territorio ad invarianza idraulica si riferisce a modifiche di un'area che non aumentino la portata di piena del corpo idrico ricevente i deflussi superficiali originati dall'area stessa.

Principi Fondamentali

Al fine di garantire l'invarianza idraulica delle trasformazioni urbanistiche, è obbligatorio realizzare un volume minimo di invaso per la laminazione delle piene. Questo volume deve essere situato a monte del punto di scarico dei deflussi nel corpo idrico recettore, in ogni area dove si verifichi un aumento delle superfici impermeabili.

Questo volume minimo d'invaso deve essere realizzato in ogni intervento che modifichi le condizioni preesistenti del sito in termini di permeabilità delle superfici.

Per interventi diffusi su interi comparti urbani, i proponenti la trasformazione che comporta un aumento di impermeabilizzazione dei suoli possono concordare la realizzazione di volumi al servizio dell'intero comparto urbano, di entità almeno pari alla somma dei volumi richiesti dai singoli interventi e collocati comunque idraulicamente a monte del recapito finale.

Calcolo del Volume Minimo

Il volume minimo deve essere calcolato secondo la procedura riportata nell'Allegato n. 6 della Relazione tecnica - Rischio idraulico del Piano di bacino, che funge da Regolamento di attuazione.

I Comuni, nell'approvare gli interventi previsti dagli strumenti urbanistici e regolamenti comunali, verificano la rispondenza dei piani attuativi e dei progetti ai requisiti di volume di invaso, basandosi sulle indicazioni tecniche dell'Allegato n. 6 della Relazione tecnica - Rischio idraulico del Piano di bacino. In base a tali indicazioni, sono fissati i criteri per considerare nel computo del volume richiesto anche il contributo delle reti fognarie.

Aree di Trasformazione Urbanistica

Per le aree di trasformazione urbanistica che portino ad una impermeabilizzazione superiore al 30% della superficie territoriale, nei soli casi in cui la superficie territoriale complessiva dell'area di trasformazione disciplinata da un medesimo Piano attuativo sia superiore ai 10 ha, è richiesto di verificare con un apposito modello previsionale, da valutarsi in accordo con l'Autorità idraulica competente sul recapito del drenaggio dell'area, che non si abbia un aggravio alla piena del corpo idrico recettore nemmeno a seguito della laminazione operata attraverso i volumi prescritti ai sensi del comma 2.

Ampliamento delle Superfici Impermeabili

La norma si applica anche a tutti gli interventi di impermeabilizzazione che comportino un ampliamento netto delle superfici coperte da pavimentazioni o da volumi edilizi. Nelle apposite sedi autorizzative, i soggetti che rilasciano l'autorizzazione sono tenuti al controllo del rispetto dei requisiti di cui al precedente comma 2.

Non possono essere considerati a tal fine tetti con copertura a verde ed aree in cui siano presenti manufatti che intercettano l'acqua infiltrata in profondità nel sottosuolo, quali i volumi edilizi interrati anche se ricoperti superiormente da terreno naturale.

Soluzioni Alternative

Possono essere adottate soluzioni alternative alla realizzazione del volume d'invaso, purché si dimostri la pari efficacia nel mantenere i colmi di portata di piena ai valori precedenti l'impermeabilizzazione. A tal fine, il proponente dovrà corredare il progetto di un'apposita documentazione idrologica ed idraulica, che dovrà essere accettata dai soggetti che rilasciano l'autorizzazione all'intervento.

Monitoraggio e Aggiornamenti

L'Autorità di Bacino promuove iniziative di monitoraggio per perfezionare le modalità di calcolo dei volumi minimi di invaso in funzione degli indici di fabbricazione, e si riserva di sostituire le prescrizioni di cui all'Allegato n. 6 alla Relazione tecnica - Rischio idraulico con un nuovo regolamento di attuazione. Detto regolamento potrà essere adottato direttamente dal Comitato istituzionale della Autorità di Bacino, senza costituire variante al presente Piano.

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