Calcolo della Potenza di una Turbina Idraulica: Formula e Fattori Chiave
Le turbine idrauliche appartengono alla categoria delle macchine motrici e possono essere classificate in base a vari criteri, ma quello più comunemente usato è relativo alla trasformazione dell’energia che in esse avviene. Le distinguiamo quindi in turbine ad AZIONE e a REAZIONE.
Turbine ad Azione e a Reazione
Appartengono alla prima categoria le PELTON (fig 1) dove l’energia potenziale, Ep = mgH (m=massa, g= accelerazione di gravità, H= salto) si trasforma in energia cinetica con v= velocità del fluido prima di agire sulle pale della ruota.
Sono a REAZIONE le turbine FRANCIS (fig 2) e le turbine KAPLAN (fig 3). Alle rispettive giranti è demandato il compito di trasformare in energia cinetica la restante parte di energia potenziale ancora disponibile.
Formula per il Calcolo della Potenza
La stessa espressione può essere usata per il calcolo della potenza del gruppo generatore ma in questo caso il rendimento della turbina va sostituito con quello complessivo ottenuto dal prodotto dei rendimenti dei singoli componenti (turbina, alternatore, trasformatore). Infine alla potenza ottenuta dovrà essere sottratta quella relativa alle perdite meccaniche (es. quelle relative ai supporti) e volumetriche.
Numero di Giri Caratteristico
Una delle espressioni più usate per classificare una girante è quella che ci permette di calcolare il suo “Numero di Giri Caratteristico”. Esso rappresenta la velocità n in rpm (revolution per minute) di una girante simile a quella che si considera sotto il salto di H = 1 m e la portata Q=1 m3/s. La classificazione lente, medie, veloci non è legato al numero di giri di funzionamento ma al valore di nq.
I costruttori di turbine idrauliche hanno a disposizione per una serie discreta di nq uno o più modelli testati in laboratorio. In funzione dei dati di progetto si calcola velocemente nq e si sceglierà quello più prossimo a disposizione.
Prove di Laboratorio e Rendimento
Le prove di laboratorio hanno soprattutto lo scopo di determinare i rendimenti che la turbina può fornire. Questa campagna di prove oltre a fornire numerose indicazioni di comportamento della turbina permette di disegnare un diagramma detto “collinare “ vedi figura sotto, che in funzione di H e Q o altre grandezze a loro legate ci permettono di determinare il rendimento della turbina in quel punto di funzionamento. In genere il rendimento del prototipo è superiore rispetto a quello ottenuto dal modello perché per esempio le perdite di attrito nei passaggi idraulici hanno una influenza minore.
Le prove su modello oltre ad essere un potente strumento di indagine per chi studia nuove macchine può essere altrettanto utile ed importante per i committenti che vogliono accertarsi prima della costruzione della turbina industriale il suo futuro comportamento su scala ridotta, ovvero testare la fascia di operazione a cui è chiamata ad operare la futura macchina.
La "Torcia"
Una delle prove standard è quella di determinare in quali condizioni di salto e portata si manifesta la “Torcia” ovvero quella specie di coda di bollicine che si origina sotto la ruota. Tale fenomeno produce instabilità operativa e fluttuazioni di potenza più o meno evidenti. Importante è accertarsi che l’insorgere della torcia sia fuori dalla fascia normale di operazione.
Come sopra accennato i coefficienti che possono essere utilizzati per la determinazione degli assi di un collinare e/o di individuazione del tipo di macchina son vari.
Gomito di Scarico nelle Turbine a Reazione
Quando abbiamo a che fare con le turbine a reazione un componente di grande importanza è costituito dal Gomito di Scarico a cui è demandato soprattutto il compito di recuperare l’energia cinetica all’uscita della girante in energia di pressione, ovvero recupero del salto che contrariamente andrebbe perso. Questa trasformazione diventa vitale nelle turbine a basso salto come per es. le Kaplan poiché la percentuale di energia persa sarebbe significativa comparata al salto disponibile.
tag: #Idraulica
