Canapa Idraulica: Origine e Produzione
Coltivata prima dai Mongoli, poi dai Tartari e dai Giapponesi, la canapa è una pianta con una storia misteriosa e antichissima. Le sue origini sono molto più antiche di quelle del cotone e della seta. Anche se si pensa che sia originaria dell’Asia e del Medio Oriente, recenti studi affermano che la canapa era presente in Italia e nel bacino Mediterraneo già 13.500 anni fa. Questa pianta dai mille usi è stata però demonizzata per tantissimi anni a causa della sua associazione alla cannabis.
Amata da molti e odiata da altri, oggi la canapa tessile è apprezzata e utilizzata per il packaging tessile, l’edilizia e persino come medicinale. È quindi impossibile negarne la versatilità. Nonostante le tante opinioni contrastanti tra i vantaggi e gli svantaggi del suo utilizzo, la coltivazione della canapa tessile oggi è considerata una vera e propria arma contro l’inquinamento atmosferico (un tema sempre più importante nella nostra epoca).
La Storia della Canapa e del suo Utilizzo
Ci sono molte varietà di piante di canapa che si differenziano in base al grado di THC, sostanza chimica responsabile degli effetti momentaneamente alteranti sul sistema nervoso dell’essere umano. Di tutte le varietà, quella che si presta meglio alla lavorazione industriale è la cannabis sativa. Si tratta di una pianta di canapa nella quale il THC è quasi assente.
Come anticipato, la storia della canapa tessile è molto antica e ha origine nell'Asia Centrale, dove cresceva in modo spontaneo. Qui è coltivata da oltre 10.000 anni e ben presto si è diffusa in Cina, Africa, Europa e America. L’importanza della canapa come fibra tessile è sempre stata molto elevata, tanto che questa pianta veniva denominata oro verde. Dal 1631 fino ai primi dell ‘800 in America, infatti, si utilizzava anche come valuta per pagare le tasse.
Viene utilizzata poi in ambito tessile, edilizio, cosmetico, nella produzione di carta, olii, combustibili e corde. La storia della tessitura della canapa trova anche in Italia un'antica tradizione. Tra il 1940 e il 1950, l’Italia diventò uno dei paesi più importanti per la coltivazione e la produzione di canapa. Poi, con le crescenti campagne denigratorie, inizia il declino. Le sue caratteristiche naturali e la velocità di crescita erano una grande minaccia agli occhi delle industrie concorrenti di altri tipi di tessuti.
Senza contare che sul mercato furono introdotte nuove fibre sintetiche (come il nylon) e che la pianta venne associata all’uso degli stupefacenti, compromettendone l’ottima reputazione. Oggi la canapa da fibra (o industriale) sta tornando a interessare molti produttori. Diversi stati e L’Unione Europea stanno anzi rilanciano e supportano la rinascita della coltura attraverso sovvenzioni e leggi apposite. In Italia, per esempio, la Legge 242/2016, stabilisce la legalità della vendita di prodotti che contengono THC fino e non oltre lo 0,2%, disciplinando così la coltivazione e la filiera agroindustriale della Cannabis Sativa.
Utilizzo della Canapa Tessile
La canapa da fibra è utilizzata in tantissimi settori, tra cui:
- Tessile e packaging: per fabbricare corde, tele, sacchi, tappeti, accessori e abbigliamento
- Biocarburante: per la produzione di combustibili da biomasse come l’etanolo, il carburante alternativo al petrolio
- Bioedilizia: come buon isolante termico (unita alla calce)
- Bioplastiche: per la creazione di plastiche meno inquinanti (sia per il processo di creazione che per lo smaltimento)
- Carta: con la cellulosa della canapa è possibile produrre enormi quantità di carta
- Cosmetica: l’olio di canapa ha proprietà antinfiammatorie e rigeneranti ottime per la pelle (viene utilizzato anche come antibatterico e antifungino, soprattutto negli ospedali americani)
- Automotive: come rivestimento dei sedili, cruscotti, pannelli delle portiere e volanti
I Vantaggi della Coltivazione della Canapa Tessile
La canapa è una fibra tessile molto resistente, biodegradabile e compostabile. Essendo naturale, durante i lavaggi non disperde microplastiche; inoltre, la manutenzione della canapa è semplice e il tessuto si presta a numerosi e svariati utilizzi. Coltivarla, inoltre, offre molti vantaggi anche per il pianeta perché:
- gli basta poca acqua (quella piovana può essere sufficiente);
- cresce a un ritmo molto veloce;
- ha un’elevata produttività;
- controlla l’erosione del suolo;
- libera il terreno dalle erbacce e dalle piante infestanti;
- non necessita di dosi massicce di concimi e fitosanitari;
- assorbe più CO2 di quanto emetta (ne assorbe circa 4 volte in più rispetto alle altre piante);
- necessita di minori trattamenti di colorazione.
Come si Coltiva la Canapa Tessile?
La canapa cresce naturalmente in zone dal clima temperato e, come abbiamo visto, coltivare la canapa tessile è una pratica sostenibile. Ma come si fa? La canapa da fibra si può produrre principalmente in due modi:
- All’aperto: valutando la zona giusta e che le condizioni di crescita rispettino le necessità della pianta. I vantaggi? Luce naturale, acqua piovana, ampio spazio per la coltivazione e ottima ventilazione. Da fare attenzione, invece, agli insetti, ai parassiti, ai predatori, alle ondate di calore o alle gelate invernali.
- In serra: controllando la crescita in modo mirato, migliorando le condizioni di coltivazione in base alle necessità. Si può valutare la temperatura e la luminosità (con la giusta illuminazione).
In base alla modalità di raccolta si ottiene sia un tipo di fibra più corta che un tipo di fibra più lunga (simile al lino). La fibra lunga è più pregiata, complessa da lavorare ed è destinata all’industria tessile. Le piantagioni di canapa destinate a utilizzi tessili sono definite “colture da tiglio", ogni pianta può arrivare fino a 7 metri di altezza ed è pronta alla raccolta dopo tre mesi dalla semina.
Lavorazione della Canapa Industriale per il Settore Tessile
Per estrarre, raccogliere, lavorare e produrre le fibre destinate a diventare tessuti servono macchinari specifici. In particolare, sono essenziali 2 passaggi:
- La macerazione, per il rilascio delle fibre, in luoghi caratterizzati dalla presenza di acqua corrente, in acqua calda o con l’aggiunta di agenti batteriologici in seguito alla rottura della parte legnosa della pianta.
- La stigliatura, per la separazione delle fibre tessili dai fusti, dopo la macerazione.
La fibra estratta viene poi ulteriormente essiccata, pettinata e, infine, filata.
Perché Preferire la Canapa agli Altri Tessuti
Le qualità della canapa sono infinite. La sua prima qualità consiste nell’essere una risorsa straordinaria per l’ambiente, perché può essere coltivata ripetutamente sullo stesso terreno senza impoverirlo, bonificando e ammorbidendo la struttura. La canapa, infatti, con la sua capacità di assorbimento riesce ad eliminare grandi quantità di nichel, piombo e cadmio dal terreno, pulendo l’ambiente. Ciò la rende la coltivazione eco-sostenibile per eccellenza e sta diventando un’ottima leva di marketing per le aziende sensibili all’ambiente utilizzando tessuti derivanti dalla sua coltivazione.
Inoltre, la canapa è una fibra tessile di cui non si butta via niente. Ciò che non viene utilizzato, infatti, nell’ambito tessile (sia nell'abbigliamento che nel pack di tessuto), si usa per altri filati, nell’edilizia o nella produzione della carta. Infine, il tessuto che deriva dalla canapa è naturale, 100% biodegradabile, ecologico e riciclabile. Può essere considerato il tessuto più fresco, traspirante e resistente disponibile sul mercato del tessile insieme ai tessuti ottenuti dalla pianta della juta. La sua versatilità è impareggiabile, basti pensare che oggi è possibile usarla come alimento, come carta riciclabile, come biocarburante ma anche per contenere e conservare oggetti di valore in sacchetti di canapa.
Riassumendo, la canapa è un tessuto:
- longevo;
- resistente;
- traspirante;
- amico dell'ambiente;
- ecologico e prodotto senza sostanze chimiche;
- rinnovabile, biodegradabile;
- antibatterico.
Lino e Canapa: le Differenze di Due Materiali Molto Simili tra Loro
Il lino e la canapa sono tessuti naturali ricavati entrambi dagli steli delle piante. Si assomigliano molto, ed è difficile distinguerli, ma ci sono alcune differenze tra i due filati. In particolare:
- la fibra tessile della canapa è più lunga rispetto a quella del lino (si parla di circa 2-3 metri contro il metro circa del lino);
- la canapa ha un colore che tende al marrone, il lino invece al giallognolo o al grigio;
- la canapa resiste di più ai raggi UV (senza sbiadire) e all’umidità;
- la fibra della canapa è molto meno elastica rispetto a quella del lino.
Inoltre, la canapa può essere coltivata senza l'uso di prodotti chimici e può essere coltivata per molte stagioni senza impatti negativi sul terreno. Utilizzare la canapa per i tessuti, sia per l’abbigliamento che per il packaging sostenibile può essere un’ottima idea.
Usi della Canapa di Fibra per un Packaging Bello e Sostenibile
La canapa è un tessuto molto versatile e anche nel mondo del packaging può essere impiegato per svariati usi. Può essere un’ottima soluzione per l’azienda che vuole fare un regalo aziendale ai propri dipendenti e cerca un sacchetto resistente (e riutilizzabile) per contenere saponi, cosmetici e altri bellezza per la cura del corpo e la bellezza personale.
Il tessuto che si ottiene con la canapa, poi, è ideale anche per i business che si occupano di beverage & food e cercano un packaging alimentare per contenere il pane, il caffè, la frutta secca, i legumi e altri generi alimentari. Inoltre, si presta bene anche alla creazione di pack per calzature e pelletteria di pregio da personalizzare a piacimento con il logo aziendale. Essendo un tessuto riciclabile, se hai un vecchio sacchetto di canapa per calzature che non utilizzi da tanto tempo, perché non trasformarlo in qualcos’altro? Per esempio, si può usare il tessuto per creare dei sacchetti aromatici per profumare cassetti o armadi.
Basterà prendere il sacchetto di canapa, inserire al suo interno dei fiori secchi imbevuti di oli essenziali e richiudere con un nastrino di spago o di cotone. Un altro esempio originale di riuso dei sacchetti di canapa? Utilizzarlo come portanoci o frutta secca (al posto di un vaso o un altro contenitore in plastica), come portamonete o - in base alle dimensioni - come sacchetto-proteggi PC.
La Canapa in Edilizia: Calcecanapa
Le prime sperimentazioni d’uso della canapa in edilizia si hanno intorno agli anni ’80 del 1900, tuttavia la canapa è una pianta millenaria e amica dell’uomo da sempre: prove del suo utilizzo si hanno fin dal Neolitico; si pensi infatti che il più antico manufatto umano ritrovato è proprio un pezzo di stoffa di canapa, risalente all’8000 a.C.
In Italia, solo nel 2016 con la Legge 242 che contiene «Disposizioni per la promozione della coltivazione della filiera agroindustriale della canapa» è iniziata una lenta rinascita in diversi settori economici. La norma sopra citata riguarda solo la Cannabis Sativa L., ossia la sub-specie con un contenuto di THC minore dello 0,2%, che non rientra quindi nell’applicazione delle leggi sulle sostanze psicotrope e stupefacenti. Appartiene alla famiglia delle Cannabinacee ed è formata da fusto, apparato radicale, foglie e semi.
La coltivazione di canapa determina forte assorbimento di CO2 dall’atmosfera: la rapida crescita della pianta la rende uno strumento di conversione di anidride carbonica in biomassa, fissandola permanentemente all’interno della fibra e del canapulo. L’assorbimento di CO2 da parte della canapa per fotosintesi è calcolato esaminando il contenuto di carbonio nelle molecole che costituiscono il fusto della pianta.
L’Analisi del Ciclo di Vita - LCA di una parete in Calcecanapa®, applicata a spruzzo, mostra che la produzione di materie prime è la fase più impattante, principalmente a causa della produzione della calce. Tuttavia il bilancio complessivo di sequestro di anidride carbonica è negativo, in quanto l’assorbimento di CO2 durante il processo di fotosintesi è superiore alle emissioni date dai processi industriali e di produzione del legante.
Calcecanapa può essere riutilizzato a fine vita sgretolandolo, mescolandolo con acqua e altro legante di calce e gettandolo di nuovo. Il materiale ha anche un potenziale di riciclaggio in altre applicazioni come il compostaggio, il rinterro, la frantumazione e lo spargimento su aiuole o campi per aumentare il pH del terreno e introdurre una pacciamatura.
Il primo documento scritto riguardo all’uso della calce in architettura risale al 1450 e ci viene tramandato da Leon Battista Alberti, nel suo “De re aedificatoria” (letteralmente: “Sull’edilizia”).
Per costruire, perché riconsiderare la calce? La calce è il materiale più tradizionale tra i prodotti da costruzione oggi in commercio. Se negli ultimi decenni è stata abbandonata, oggi abbiamo abbastanza ragioni per promuoverne nuovamente l’uso.
Il Cemento di Canapa e Calce
Il cemento di canapa e calce è un materiale biocomposito ottenuto dalla combinazione della parte legnosa dello stelo di canapa, conosciuta anche come canapulo, e un legante a base di calce idraulica con l’aggiunta di acqua. La canapa fa da materiale riempitivo leggero, detto anche aggregato, mentre la calce da legante e conservante. Il canapulo è solitamente un sottoprodotto della lavorazione della fibra di canapa ed essendo naturalmente ricco di silice, aiuta l’indurimento della calce. Una volta indurito, il biocomposito si trasforma in un materiale rigido e leggero con ottime caratteristiche di isolamento e durevolezza.
Il biocomposito di canapa e calce può essere impiegato nella costruzione di muratura massiccia alla stregua di un conglomerato cementizio, sia indipendentemente che come riempimento in una struttura di legno a travi e pilastri. Può inoltre essere utilizzato in forma di mattoni e come intonaco isolante. La miscela viene solitamente gettata all’interno di pannelli in legno che fanno da temporaneo contenimento e successivamente pressata in modo da assicurare una posa omogenea. Recentemente, al fine di rendere l’operazione più veloce ed efficiente dal punto di vista economico, alcuni costruttori hanno iniziato a spruzzare il mix utilizzando apposite attrezzature.
Applicazioni del Cemento di Canapa e Calce
Il cemento di canapa e calce si presta ad una vasta gamma di applicazioni, incluse quelle domestiche, commerciali ed industriali:
- Riempitivo per muri: La miscela o viene versata e pressata all’interno di pannelli di contenimento, oppure spruzzata utilizzando un unico pannello di contenimento permanente nella parte interna (o esterna) dell’edificio. Il materiale è anche disponibile in mattoni con proprietà o strutturali o termiche.
- Isolante per tetti: Avendo alte proprietà isolanti, il cemento di canapa calce può anche essere applicato sui tetti utilizzando un pannello di contenimento interno e spruzzando il mix tra una trave e l’altra.
- Intonaco isolante per muri (interni-esterni): Oltre che negli edifici completamente realizzati con il biocomposito, l’intonaco di canapa e calce sta confermando il suo successo quando applicato a muri tradizionali ed è estremamente efficace nell’upgrade termico di vecchie costruzioni di sasso.
- Soletta e massetto isolante per pavimenti: Il cemento di canapa e calce può anche essere gettato come soletta massiccia in sostituzione del cemento. Può servire come massetto ed è ideale per il riscaldamento a pavimento.
Proprietà del Biocomposito di Canapa e Calce
Le proprietà del biocomposito di canapa e calce devono essere chiarite per capire in pieno le sue potenzialità. Calce e canapa sono state già utilizzate dall’umanità da diversi secoli ma solo recentemente stanno dimostrando risultati estremamente interessanti una volta combinati tra loro nel biocomposito.
- Isolamento ed inerzia termica: Il biocomposito elimina ogni forma di ponte termico isolando completamente la struttura portante in legno. L’inerzia termica è la capacità di un materiale di conservare energia calorifica e di rilasciarla su un periodo più lungo di tempo.
- Respirabilità ed edifici salubri: I muri ed i pavimenti di un edificio a canapa e calce possono ‘respirare’ assorbendo l’umidità e successivamente rilasciandola attraverso l’evaporazione. Questa caratteristica evita lo sviluppo di umidità ed il relativo deterioramento all’interno del materiale, e favorisce la riduzione del livello di umidità all’interno dell’edificio.
- Sequestro di carbonio: La costruzione a base di canapa e calce è quindi una modalità efficace per contrastare il riscaldamento globale. Per questo motivo si può affermare che la costruzione a base di canapa e calce è potenzialmente ad emissioni negative di carbonio.
- Isolamento acustico: Il biocomposito di canapa e calce è altamente fono assorbente, sopratutto quando la sua superficie viene lasciata grezza senza intonaco.
- Resistenza all’incendio: Il cemento di canapa e calce è ignifugo senza l’aggiunta di sostanze tossiche ritardanti di fiamma.
- Protezione dalle infestazioni: La canapa non è appetibile a topi e ratti, i quali non sono nemmeno attratti dalla calce che è stata anche utilizzata per centinaia di anni per mantenere livelli di igiene.
Il cemento di canapa e calce, tra le diverse tecniche costruttive ecocompatibili, si sta dimostrando particolarmente interessante e promettente come una delle possibili alternative per l’industria edile del XXI° secolo. Il biocomposito è decisamente in linea con i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: quello ambientale, quello economico e quello sociale.
Dal punto di vista ambientale, il cemento di canapa e calce è in grado di ridurre le emissioni di diossido di carbonio grazie alle sue proprietà di isolamento termico e permette di sequestrare CO2 nella struttura degli edifici. Rende inoltre superfluo l’utilizzo di diversi materiali sintetici aiutando così a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, ed è un materiale che non crea problemi di smaltimento alla fine del ciclo di vita: la calce è totalmente riciclabile ed il canapulo interamente biodegradabile.
Dal punto di vista economico, il biocomposito è sostenibile essendo un materiale prodotto a livello locale. È in grado di collegare direttamente industria ed agricoltura, ridando quindi la dovuta importanza al settore primario. Riduce la dipendenza dall’importazione di materiali da costruzione grezzi, intermedi o finiti.
Il cemento di canapa e calce ha risvolti benefici anche dal punto di vista sociale. Mentre l’economia locale prospera, con la comparsa di una nuova industria e con l’aumento dell’occupazione, i benefici si ripercuotono anche sulla comunità locale. Il settore agricolo è in declino nella maggior parte dei paesi sviluppati e quindi la canapa diventerebbe per gli agricoltori una coltura ed una fonte di guadagno alternative.
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