Cos'è un cannello da idraulico e come si usa
Cannello da taglio ossiacetilenico: cos'è e come funziona
Un cannello da taglio ossiacetilenico è uno strumento che, con le giuste precauzioni e un po' di pratica, si può utilizzare per tagliare l'acciaio su misura e secondo diverse forme. L'iniziale calore prodotto dalla combustione dell'acetilene è in grado di fondere l'acciaio.
Aggiungendo un flusso di ossigeno pressurizzato la fiamma taglia il metallo secondo una linea precisa. L'acciaio e l'acciaio al carbonio sono gli unici materiali che possono essere tagliati.
Misure di sicurezza
Per utilizzare un cannello da taglio in sicurezza, è fondamentale avere a portata di mano:
- Estintore
- Strumenti per misurare e tracciare le linee di taglio
- Abbigliamento adatto
- Un acciarino per accendere correttamente la fiamma
Si consiglia di utilizzare il cannello sulla terra nuda o su una superficie di cemento poiché le scintille possono ricadere anche a diversi metri dal cannello. I materiali secchi come la carta, la segatura, il cartone e le foglie/erba secche dovrebbero essere spostati ad almeno 4-5 m o più. Un tavolo di acciaio è l'ideale perché consente un appoggio stabile mentre si scalda e si brucia il pezzo da tagliare. Non usare mai superfici infiammabili o sulle quali sono stati versati dei prodotti infiammabili.
Preparazione
Traccia le linee di taglio con la pietra ollare, che consente di apportare delle modifiche se è richiesta una certa precisione. Se non hai la pietra ollare a disposizione, usa un pennarello indelebile, ma ricorda che il segno tende a scomparire non appena entra in contatto con la fiamma.
Di solito i tubi e il serbatoio dell'ossigeno sono verdi mentre quelli dell'acetilene sono rossi; sono accoppiati con le estremità separate per essere collegati alle rispettive bombole. Il tubo dell'acetilene ha una trama invertita con dei raccordi di tipo maschio per evitare di scambiare fra loro i tubi e i manometri. Accertati che il regolatore dell'acetilene sia chiuso ruotando all'indietro la manopola per un paio di giri, poi ruota la valvola del gas che si trova sopra la bombola. Aprila con un solo giro del polso. Questa operazione viene fatta per questioni di sicurezza.
Non permettere mai alla pressione dell'acetilene di superare i 15 PSI poiché ad alte pressioni il gas diventa instabile e può incendiarsi o esplodere in maniera spontanea. Dopo avere aperto la valvola principale della bombola, apri il regolatore ruotando la manopola in senso orario. Devi farlo in modo molto lento tenendo sempre d'occhio il manometro. Gira il regolatore verso il basso e poi verso l'alto per un paio di giri.
Apri completamente la valvola principale della bombola d'ossigeno. Apri la valvola dell'ossigeno sul cannello per scaricare la pressione all'interno del tubo. Nota che ci sono due valvole per l'ossigeno. Quella vicino al raccordo del tubo controlla il flusso di ossigeno alla camera di miscelazione per la combustione, sia per l'operazione di riscaldamento sia per il getto di taglio. In questo modo non c'è alcuna fuoriuscita di ossigeno dalla punta del cannello fino a quando il grilletto non viene schiacciato o la valvola più vicina al cannello non viene aperta. Per iniziare, apri questa prima valvola con parecchie rotazioni per assicurarti che ci sia sufficiente ossigeno per entrambe le funzioni (riscaldamento e taglio).
Utilizzo
Controlla la zona di lavoro ancora una volta per essere sicuro che non ci siano materiali infiammabili. Apri la valvola dell'acetilene lasciando uscire l'ossigeno dalla camera di miscelazione per qualche secondo. Poi chiudi la valvola quanto basta per sentire solo un leggero sibilo di gas. Afferra l'acciarino e tienilo davanti alla punta del cannello, dove si genera la scintilla. Schiaccia l'acciarino con la mano. La fiamma diventa blu perché c'è abbastanza ossigeno per una combustione completa dell'acetilene.
Apri maggiormente la valvola dell'ossigeno per aumentare la lunghezza della fiamma interna, così che sia leggermente superiore allo spessore dell'acciaio che devi tagliare (per lamiere lavorate a freddo spesse 9 mm una fiamma interna da 1,25 cm dovrebbe andar bene). Devi scaldare l'acciaio con questa fiamma finché non si forma una pozza di metallo fuso e la sezione diventa incandescente. Se hai un pezzo di acciaio da 6 mm a temperatura ambiente, saranno necessari 45 secondi prima che si trasformi in questo stato. Tuttavia è necessario più tempo per i metalli più pesanti o più freddi.
Schiaccia verso il basso il "grilletto" da taglio per rilasciare il getto di ossigeno, questo farà incendiare l'acciaio fuso. Se si innesca una reazione violenta, significa che l'acciaio ha preso fuoco e puoi gradatamente aumentare la pressione finché la fiamma ha tagliato tutto lo spessore del metallo.
Comincia a muovere la punta del cannello lentamente lungo la linea di taglio quando la fiamma ha oltrepassato lo spessore dell'acciaio. Dovresti vedere che quasi tutte le scintille e i pezzi fusi fuoriescono da sopra e da sotto il taglio. Se il flusso di questo materiale incandescente rallenta o torna indietro, riduci la velocità di taglio o fermati per permettere al metallo di scaldarsi ancora un po'. In alternativa, se non hai fretta, aspetta che ritorni a temperatura ambiente in modo naturale. Assicurati che tutti i raccordi dei tubi, le valvole di regolazione, i manometri e gli altri collegamenti siano chiusi in maniera ben stretta.
Brasatura e saldatura autogena: alternative al cannello da taglio
La saldatura è un'operazione che permette di unire due elementi portandoli alla loro temperatura di fusione, con l’aggiunta o meno di materiale d’apporto. La brasatura permette di unire componenti, anche differenti tra loro, mediante adesione e ancoraggio di una lega di apporto avente temperature di fusione inferiori ai materiali base. Il principio della saldatura autogena è quello di unire due elementi per fusione. Questo procedimento permette di ottenere giunti di ottima qualità e alta resistenza meccanica.
Talvolta può risultare altrettanto efficace utilizzare il processo di brasatura. La brasatura è un'operazione di assemblaggio che si ottiene fondendo un metallo di apporto (ad esempio leghe a base argento o stagno) senza fondere il metallo di base. Il punto di fusione del metallo di apporto deve quindi trovarsi ad una temperatura inferiore rispetto a quella del metallo di base.
Esistono vari tipi di brasatura: la brasatura dolce e la brasatura forte. L'assemblaggio tramite brasatura forte necessita di temperature di fusione che vanno dai 600 ai 1.000 °C, mentre per quanto riguarda la brasatura dolce, la fusione del metallo di apporto viene effettuata a meno di 450 °C.
Il passaggio più delicato in brasatura è la modalità di deposito del metallo di apporto che deve risultare pienamente "a contatto" con il metallo di base. Viene distribuito prima di tutto capillarmente, operazione favorita dal riscaldamento delle parti metalliche da unire, poi per diffusione e infine con ancoraggio ai materiali base in fase di raffreddamento.
Brasatura vs saldatura autogena: quale scegliere?
In generale i campi di applicazioni comuni ai due procedimenti sono:
- Giunzioni di tubazioni
- Componenti elettrici ed elettronici
- Giunti di precisione in settori come l'aerospaziale e l'automotive
- Lavorazioni e riparazioni di componenti metallici
Produttività:
La brasatura è un processo adattabile a produzioni di serie, ad esempio gruppi frigo, radiatori, utensili ecc. La velocità di processo è mediamente alta; la fase meno efficiente è quella del riscaldamento del materiale di apporto e del pezzo.
La saldatura Autogena è molto adatta per applicazioni rapide e continue, specie mediante l’uso di saldatrici automatiche, di contro la fase più dispendiosa in termini di tempo è quella di preparazione dei giunti da saldare.
Operatività:
La brasatura è un processo generalmente più facile da imparare e apprendere, e non richiede particolari accorgimenti se non la giusta attenzione alla pulizia del giunto prima di effettuare l’operazione. Al contrario della brasatura non è particolarmente adatta per giunti di metalli dissimili a meno dell’utilizzo di materiali specifici per singole coppie di materiali da unire.
Geometria dei Giunti:
La brasatura è ideale per giunti di geometria complessa e di piccole dimensioni, oppure per giunzione di spessori molto differenti tra loro.
La saldatura autogena si adatta ad una vasta gamma di geometrie ed è più efficiente su quelle di grandi dimensioni. Per geometrie complesse la preparazione dei giunti può risultare laboriosa.
Caratteristiche Meccaniche del Giunto:
Brasatura: il giunto è eterogeneo, mantiene le proprietà dei materiali base, uniti tra loro per ancoraggio, con una resistenza sufficiente rispetto alle specifiche richieste.
Saldatura Laser
La saldatura laser è un processo di unione in cui i componenti metallici vengono uniti attraverso la fusione o la ricristallizzazione del metallo di base mediante l'applicazione di calore proveniente da una sorgente laser. La saldatura laser si adatta a molti materiali metallici, inclusi acciai, leghe di titanio, alluminio e materiali refrattari.
La saldatura laser è efficace per geometrie complesse e giunti di precisione. La zona termicamente alterata molto contenuta permette di minimizzare le deformazioni.
Brasatura: adatta per produzione di massa con cicli di riscaldamento controllati. La saldatura laser è un processo veloce e automatizzabile, ideale per produzioni ad alta velocità. La brasatura è un processo relativamente semplice da apprendere e controllare. La brasatura ha un costo di investimento basso. La postazione di saldatura laser richiede l’isolamento dell’area di lavoro mediante barriere e schermature.
Cannello a gas da cucina: cos'è e come si usa
Fra gli utensili di cucina più sfiziosi c’è il cannello a gas: una sorta di “lanciafiamme” in miniatura che si rivela quasi indispensabile per alcune preparazioni, molto utile in altre. Ed è facile da usare, se sai come farlo!
Cos’è
Il cannello è simile a un accendigas, ma con un’impugnatura più salda (tipo pistola) che permette di maneggiarlo con precisione. La fiamma che esce dall’ugello, alimentata da un apposito gas, è potente e blu e sviluppa temperature altissime (migliaia di gradi!) senza produrre scarti di combustione, come la fuliggine, che rovinerebbero il cibo.
Sia il cannello che le ricariche si trovano facilmente nei negozi di casalinghi a prezzi contenuti: un ottimo acquisto che permette di rifinire moltissimi piatti.
Per cosa si usa
Sicuramente, avete visto usare il cannello per caramellizzare la superficie di crème brulée e creme catalane, un tempo “bruciate” con una piastra arroventata, più complicata da usare e meno versatile. In cucina, ha applicazioni sia pratiche che decorative.
Potete usarlo, per esempio, per bruciare le piumette di polli, quaglie, faraone e altri volatili, ma anche la buccia dei peperoni che, una volta annerita, viene via con facilità lasciando la polpa pulita: due casi in cui il cannello sostituisce la fiamma diretta del fornello, spesso usata per queste operazioni.
Fa le veci del grill e, in pasticceria, una fiammata può dorare le punte della massa di albume montato che riveste la torta meringata e altri dessert al cucchiaio. Con il cannello potete tostare le bruschette, oppure sciogliere il formaggio e far dorare lardo e pancetta sui crostoni.
Infine, potete scottare appena gli alimenti esternamente, senza far arrivare il calore all’interno: così, è possibile dorare la superficie di una tartare o di cubotti di tonno o salmone freschi, apprezzando la texture interna ancora “al rosa” e creando un gradevole contrasto caldo-freddo. È quel che fanno, per esempio, in alcuni ristoranti giapponesi per rifinire i nigiri sushi “cotti”, dove il pesce subisce una passata di cannello, ma sotto il riso resta freddo.
Le regole d’oro
La prima cosa di cui tenere conto è la sicurezza. Occorre allestire il giusto “set” in cui lavorare tenendosi lontani da qualsiasi cosa possa essere infiammabile, da vino e altri alcolici e da eventuali fornelli accesi. Le preparazioni e/o i recipienti (tegamini, cocotte) che li contengono dovrebbero essere sistemati su un largo vassoio, possibilmente di metallo o ceramica: niente plastica, legno, carta da forno, pellicola.
Attenzione anche ai vestiti che indossate, alle maniche ampie, ai grembiuli slacciati e svolazzanti, ai capelli lunghi che spiovono in avanti. La fiamma deve essere accesa solo dopo aver puntato l’ugello sul cibo e spenta appena finito di usare il cannello. In alcuni modelli, la fiamma è regolabile: si può tenere più debole per preparazioni soffici, come le meringhe, più forte per ingredienti meno delicati, come la carne. Se non c’è la possibilità di regolarla, potete calibrare l’intensità avvicinandola o allontanandola dal cibo.
tag: #Idraulico
