Cartelli Bagni Uomini: Significato e Importanza nell'Arredo e nella Società

Sia in contesti privati che pubblici, i cartelli per i bagni sono tra gli elementi di segnaletica più frequentemente utilizzati. La loro funzione primaria è di agevolare l'orientamento e di eliminare qualsiasi incertezza nella ricerca dei servizi igienici. In altre parole, informano, forniscono chiarezza e risparmiano domande imbarazzanti.

La segnaletica affissa sulle porte dei bagni è parte integrante di una segnaletica complessivamente chiara ed esaustiva.

Personalizzazione dei Cartelli per Toilette

Progettare e realizzare cartelli personalizzati per la toilette è un processo semplice. Si può scegliere tra una varietà di modelli predefiniti e adattarli alle proprie esigenze, oppure dare libero sfogo alla creatività. Una volta definita l'idea, è possibile utilizzare materiali come legno o plastica per trasformarla in realtà.

Nell'editor online si possono caricare file personali, aggiungere scritte e scegliere tra un'ampia gamma di design e colori, per adattare il cartello all'ambiente circostante e ai propri gusti. Una volta pronti, i cartelli possono essere applicati in diversi modi, come con adesivi, viti o distanziatori, o anche con soluzioni magnetiche o a scorrimento.

In questo modo, hai anche la possibilità di utilizzare cartelli speciali per i momenti di pulizia o di manutenzione, per indicare che i servizi igienici sono temporaneamente fuori servizio. Alla fine di questi momenti particolari, si può usare la funzione di scorrimento per tornare ai cartelli originari.

L'Importanza dello Stile e dell'Umorismo

La funzione principale dei cartelli per toilette è quella di evitare la noiosa successione continua delle stesse domande da parte di clienti, ospiti e avventori. Ma questo non significa che anche lo stile stesso dei cartelli debba essere noioso. Perché non cogliere l'occasione per mettere in gioco un po' di umorismo?

Se il tuo locale o la tua azienda si presta, sono davvero molte le possibilità. Puoi ad esempio utilizzare l’immagine di personaggi divertenti. Oppure potresti disegnare dei cartelli in stile retrò che ti ricordino i bei tempi andati. Potresti anche gradire invece soluzioni in stile puramente tipografico, elegante e sobrio. Le parole "Signore" e "Signori" da sole potrebbero addirittura essere sufficienti, se realizzate nello stile più adatto.

Ovviamente, anche soluzioni molto spiritose sono possibili, se lo stile complessivo del luogo è adatto. Lo stesso discorso può applicarsi anche agli ambienti domestici. Si può differenziare ad esempio in maniera simpatica l’indicazione del bagno di casa e quella del bagno per gli ospiti.

Tipologie di Bagni e Segnaletica

Nelle strutture pubbliche, di contro, c'è quasi sempre una separazione tra le toilette per donne e quelle riservate agli uomini. Senza dimenticare, naturalmente, le toilette per disabili. Molto spesso, poi, è presente anche una baby room, dove i genitori possono trovare tutto l’occorrente per cambiare il pannolino dei loro bambini. La separazione per gruppi di utenti assicura più ordine e una sensazione generale di benessere.

In molte aziende, c'è anche una separazione tra le toilette per i dipendenti e quelle per gli ospiti. I cartelli possono allora essere contrassegnati dalla dicitura aggiuntiva "Solo per i clienti" o "Toilette per i clienti", oppure “riservato al personale”.

Quando andiamo in un bar o ristorante, in un locale o in una discoteca difficilmente non scappa un passaggio al bagno e quando le toilette hanno qualcosa di originale è inevitabile che ci restino impressi nella memoria.

Creatività e Simbolismo nei Cartelli

Spesso quando entriamo in un locale non facciamo neppure caso al bagno che ha, specialmente se ci scappano certi bisogni, ma se la toilette ha un elemento originale o un simbolo creativo sicuramente resta impresso nella memoria. "Paese che vai usanze che trovi" si dice, ma in questo caso si può modificare il proverbio in "bagno che vai simbolo che trovi".

Già quando si viaggia e si cambia paese le scritte sono diverse e spesso anche i comuni simboli femminili e maschili si differenziano. Ma a volte ci sono certi bar, ristoranti o locali dove i simboli dei bagni sono dei veri e propri elementi creativi che vale la pena osservare.

E così si trovano posti dove il bagno degli uomini è indicato con un semplice "Bla" e quello delle donne con infiniti "Bla" proprio per sottolineare che le donne nel bagno sono solite parlare tanto. Oppure il bagno maschile è indicato con una banana e quello femminile con una patata. Ma ce ne sono di ancora più originali come i simboli della birra tra le gambe maschili e del bicchiere da martini dry tra le gambe femminili per distinguere il bagno degli uomini da quello delle donne in un bar, oltre che la differenza di consumazioni generalmente esistente tra uomo e donna. A volte certi simboli sono così originali e creativi che per chi ha bevuto un po' troppo può essere anche difficile comprenderli. Di certo in giro per il mondo ci sono tanti ed esilaranti simboli per le toilette che vale la pena dare farsi un giro.

Bagni Gender Neutral: Un'Evoluzione Inclusiva

In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.

Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”. Ecco, invece la cartellonistica di un liceo di Torino.

I cartelli o targhette per toilette possono avere moltissime configurazioni diverse. Si va dalle targhette completamente neutre dei luoghi pubblici, con solamente la scritta WC e la sagoma che indica se si tratta del bagno per gli uomini o per le donne, alle targhette decisamente più personalizzate e umoristiche che si trovano nelle case.

Considerazioni sul Design dei Cartelli

Ci sono alcune cose da tenere a mente quando si progetta una targhetta per la toilette. Se la targhetta è per il bagno di casa, l'estetica è importante e la targhetta deve adattarsi allo stile della casa. In questi casi è comune usare lettere più delicate oppure targhette più umoristiche, che le rendono più personali. In ambienti pubblici, è importante che la targhetta della toilette sia chiara e assolva la sua funzione - mostrare dov'è il bagno.

Cartelli e targhette per WC con simboli

Quando si tratta di progettare cartelli e targhette per locali pubblici, è vantaggioso utilizzare immagini e la parola WC invece di scrivere TOILETTE sul cartello. Ciò facilita la ricerca del bagno anche per gli stranieri.

Oltre a utilizzare immagini e scegliere la parola WC invece di toilette, è bene marcare per chi sono i bagni. Le varianti più comuni sono uomini e donne, che spesso sono indicati da figure in pantaloni o gonna. È anche possibile sfidare la norma di genere e avere altre immagini o altre divisioni.

È importante mostrare chiaramente qual è il bagno per disabili, che spesso è segnalato con una sedia a rotelle.

Il Dibattito sui Bagni Unisex

Il New Yorker ha pubblicato un articolo che ragiona sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine. Il dibattito su questo argomento, scrive la giornalista Jeannie Suk, è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne.

«I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e sessualità». La domanda che sempre più persone si fanno è, in breve: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?

«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk. La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.

I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa. È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi.

Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni. La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima. E questa impostazione ha infatti avuto conseguenze giuridiche molto rilevanti.

«La nostra società», dice Suk, «sta vivendo una recrudescenza di questa stessa preoccupazione paternalistica che continua a considerare le donne come creature vulnerabili». Suk dice anche di non essere a conoscenza di statistiche affidabili che indichino che i bagni pubblici siano più pericolosi per quanto riguarda le aggressioni sessuali rispetto ad altri posti.

E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere? «Quando uomini, gay o etero possono stare tranquillamente fianco a fianco negli orinatoi, perché donne e uomini non possono condividere lo stesso bagno, soprattutto in luoghi chiusi che rispettino la loro privacy?», scrive il New Yorker.

Se una donna trans può usare il bagno delle signore il messaggio implicito è che sì, è accettata come donna. Se un uomo trans può usare il bagno degli uomini, vale la stessa cosa. Perché, si chiede il New York Times schierandosi a favore di un bagno per tutte e tutti, Hillary Clinton non ha riconosciuto pubblicamente che il suo ritardo era dovuto a un’ingiustizia? Il bagno riservato alle donne era - ed è ancora molto spesso - scomodo, spesso c’è la fila, ed è il simbolo di molte verità su quanto possa essere difficile, quando si è una donna, vivere in un mondo costruito a misura d’uomo.

Segnaletica Stradale e Discriminazione di Genere

La segnaletica stradale è maschilista. Vedere i cartelli fa pensare a una discriminazione di genere. C’è un segnale che indica un obbligo di velocità “a passo d’uomo”. Perché? Perché a passo d’uomo e non anche di donna? Alla guida di automobili, motori, biciclette e autocarri non ci sono solo guidatori di sesso maschile, ma anche di quello femminile. Il segnale “A passo d’uomo” è forse un divieto che stoppa il passaggio di donne? Andare a passo d’uomo vorrebbe dire alla velocità dell’uomo. Velocità che solo l’uomo può eguagliare. Le donne, come dimostrano i risultati dei centometristi alle olimpiadi, non sono riuscite ancora a battere i record maschili. Ma si stanno avvicinando. Ma non è l’unico segnale che indica visivamente l’uomo. Sono contati i cartelli con evidenziate figure femminili (un cartello che indica i due generi non è stradale, segnala in un bagno pubblico gli ingressi per soli uomini e per sole donne).

Lo stesso fenomeno si segnala anche in altri aspetti del vivere civile. Dirà qualcuno che il termine “uomo” è un termine neutro (?), generale, generalizzante, che indica sia maschi che femmine. Ma allora si riformi la lingua, così come si debbono rivedere gli antichi testi sacri.

Leggiamo sul dizionario “Sabatini Colletti” il significato di uomo per non sbagliare a parlare. L’uomo viene indicato come sostantivo maschile che ha come plurale uomini. Il diminutivo è omino e ometto. L’accrescitivo è omone. In senso collettivo, lo stesso dizionario, indica “la specie umana nelle caratteristiche che la contraddistinguono” (“l’uomo delle caverne”). Ma significa anche “l’essere umano in quanto soggetto culturale e nei suoi rapporti con l’ambiente da lui costituito”: “la storia dell’uomo”, “l’uomo greco”, “L’uomo medievale”.

A questo primo significato si legano due modi di dire: “a memoria d’uomo”(da tempo immemorabile, da molti anni), “come un sol uomo” (tutti insieme, all’unisono).

Come secondo significato il “Sabatini Colletti” indica un “Essere umano adulto di sesso maschile”. I sinonimi sono: adulto e maschio. Poi, notiamo, ci sono le distinzioni di genere: “sono cose da uomo” o “sono cose da donna”. Dire alla donna: “Sei un uomo!”, può avere il significato positivo (è una donna forte, con le palle), sia un significato negativo ma attenuato. Per l’uomo è diverso. Quante complicazioni!

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