Centralina Idraulica Domestica: Funzionamento e Manutenzione
In una casa, è sempre necessario provvedere alla manutenzione degli impianti idraulici. Si tratta di un’opera di manutenzione molto importante perché tutto funzioni perfettamente. L’impianto idraulico viene utilizzato quotidianamente e quindi abbiamo bisogno di una sua certa funzionalità. Ecco quindi che diventa necessario provvedere a mantenerlo perfettamente funzionante.
Manutenzione Ordinaria degli Impianti Idraulici
Quali sono le attività di manutenzione ordinaria che è necessario svolgere per un buon funzionamento degli impianti idraulici di casa? Queste sono tutte operazioni abbastanza semplici, ma a volte vengono richiesti degli interventi più complessi dal punto di vista tecnico. Poi non dimentichiamo la pulizia degli impianti, la pulizia degli scarichi e delle tubature. Quindi prende in considerazione le tubature, le valvole e la centralina. È sempre bene procedere di tanto in tanto ad un controllo di questo tipo, che si configura come un checkup completo di tutti gli aspetti dell’impianto idraulico di casa. Esistono infatti delle attrezzature che sono state progettate in maniera adeguata per pulire i tubi.
Spesso può accadere infatti che le tubature subiscano un processo di usura a causa della formazione del calcare. Altre volte accade l’intasamento delle tubature e può sopravvenire la formazione di muffa.
Manutenzione Professionale e Normativa
Con la manutenzione professionale hai la possibilità di essere in regola, seguendo le precisazioni stabilite dalla normativa che riguarda soprattutto la sicurezza domestica. Tra queste leggi dobbiamo citare il decreto legislativo 192 del 2005, secondo il quale il controllo della caldaia deve essere effettuato ogni anno e la prova fumo ogni due anni. Soprattutto rappresenta un’opera di fondamentale importanza il controllo sull’impianto di riscaldamento, come per esempio può essere lo scarico della pressione nei termosifoni. Sembrano operazioni molto semplici, ma comunque non devono essere mai trascurate o sottovalutate.
Centralina Idraulica per il Bagno
L'uso della centralina per la realizzazione di un bagno è una scelta che non sempre viene fatta nella normale lavorazione idraulica. Infatti si può comunque realizzare un bagno senza l'uso di questo apparato che ovviamente ne aumenta i costi a favore di una migliore nomenclatura delle schermature idriche.
Componenti e Funzionamento
Questo sistema è dotato di una centralina che va ad alimentare il bagno, cioè tutti i suoi punti idrici (lavabo, bidet, doccia, ecc…). Di solito ci sono due arresti cioè 2 rubinetti che chiudono il circuito dell'acqua calda e fredda, poi ci sono dei collettori in un numero uguale a quanti punti idrici avremo ad esempio:
- collettori blu per acqua fredda: cassetta di scarico, doccia, lavabo, bidet
- collettori rossi per acqua calda: lavabo, doccia, bidet
Questi collettori saranno innestati da un rubinetto (rosso e blu) che avranno la possibilità di essere chiusi autonomamente. Quindi ogni singolo sanitario avrà una tubazione caldo freddo che potrà essere chiusa, quindi compartimentando tutti i tubi del bagno per la l’intercettazione delle singole uscite evitando i classici rubinetti sottolavabo.
Caratteristiche Tecniche:
- box Sandwich incassabile e ispezionabile, le placche di copertura permettono l'ispezione completa del collettore.
- Ha un attacco per molti diametri dal 16 al 26, attacchi fast con interassi ridotti al massimo 32 mm tra le uscite.
- Il base ha 5 uscite fredde e 4 calde, con la possibilità di espandersi con i relativi raccordi.
- Le componenti sono sempre le stesse per le varie aziende che li producono; adattatori, raccordi per tubi multistrato, placche.
Vantaggi dell'Impianto a Collettori
L'uso di queste centraline è indispensabile nel caso ci sia la presenza del tappeto radiante per eliminare le funzioni di manutenzione della parte sottopavimento. Si perché nel caso di un guasto o di una rottura dell'impianto si eviterebbe di rompere pavimenti e massetti per rintracciare l'eventuale perdita. Si andrebbe ad intervenire direttamente sulla centralina compartimentando la sola tubazione che arreca il danno. Risolvendo così il guasto in maniera pulita e non invasiva.
Un bagno realizzato con centralina ovviamente ha un costo maggiore rispetto ad un bagno realizzato senza, questo non è solo da imputare al costo della centralina con tutte le sue componenti ma dalla maggiore quantità di tubazioni che vengono impiegate nel realizzare l'impianto. Certo perché nell'impianto di un bagno normale si avrebbero delle schermature minori una per acqua fredda e una per acqua calda. Con l'impianto a centralina abbiamo una tubazione per ogni collettore (sia fredda che calda) e quindi più tubazioni.
Prezzi Indicativi
I prezzi dei collettori di distribuzione con intercettazioni singole di base con 4 innesti fredda e 3 calda partono da un minimo di € 150,00. Vengono forniti già assemblati in cassetta d’ispezione in materiale plastico, in modo tale da facilitare il posizionamento e l’installazione. Sono dotati di valvole di intercettazione con volantino di manovra per ogni singolo circuito e di un numero identificativo dell’utenza servita. Poi va aggiunta la cassetta in abs per i collettori 420x300x80 mm da € 19,00.
Se si vuole un prodotto superiore per rifinire un lavoro più pregevole ci sono prodotti superiori in lamiera zincata verniciata a polveri, funzionale per collettori con staffe disassate, completa di regolazione in altezza dei piedini, con rete plastica sullo schienale per una perfetta aderenza, e sistema di fissaggio telescopico, che permette di estendere in profondità la cassetta ottimizzando l’allineamento al piano finito della parete. Per riscaldamento a pavimento L 500 mm profondità 80/140 mm da € 246,00.
Le cassette metalliche serie PS90 sono studiate per alloggiare i collettori abbinati ai gruppi di miscelazione e rilancio PMF1PA con stacchi in alta temperatura.
Schema Impianto di Riscaldamento
Lo schema impianto di riscaldamento rappresenta la mappa dettagliata del sistema che permette di distribuire calore in maniera efficiente all’interno di un edificio. Una progettazione accurata di questo schema è fondamentale per garantire un comfort termico ottimale, minimizzando gli sprechi energetici e contribuendo alla sostenibilità ambientale.
Funzionamento dello Schema
Gli schemi degli impianti di riscaldamento rappresentano graficamente la disposizione dei componenti e le connessioni all’interno dell’impianto. Il concetto di base è il trasferimento di calore: l’acqua calda viene prodotta da una caldaia e circola attraverso il sistema per riscaldare gli ambienti. I collegamenti tra componenti come tubature, valvole e radiatori sono indicati negli schemi, consentendo una visione d’insieme del flusso termico.
L’efficienza e la corretta operatività degli impianti di riscaldamento sono fondamentali per il comfort abitativo. Gli schemi degli impianti di riscaldamento giocano un ruolo chiave nell’aiutare tecnici ed esperti a comprendere e gestire tali impianti.
Componenti Principali
Gli impianti di riscaldamento sono composti da diversi componenti che collaborano sinergicamente per creare un ambiente confortevole. La corretta progettazione e installazione di questi componenti garantiscono non solo un’esperienza termica ottimale, ma anche notevoli risparmi energetici. Ecco un’analisi dettagliata dei componenti principali che costituiscono un impianto di riscaldamento:
- Caldaia: è il motore dell’impianto di riscaldamento. Essa riscalda l’acqua utilizzando varie fonti di energia, come il gas, il gasolio o l’elettricità. L’acqua calda prodotta dalla caldaia è poi distribuita attraverso tubi e circuiti verso i radiatori o altri dispositivi di riscaldamento.
- Radiatori o dispositivi di riscaldamento: i radiatori sono responsabili della distribuzione del calore all’interno degli ambienti. Sono posizionati strategicamente in tutta l’abitazione e consentono il trasferimento termico dall’acqua calda ai locali.
- Tubi e circuiti: costituiscono il sistema di trasporto dell’acqua calda nell’impianto di riscaldamento. Essi collegano la caldaia ai radiatori e ad altre unità di riscaldamento.
- Valvole di controllo: regolano il flusso dell’acqua all’interno dell’impianto. Posizionate lungo i tubi, queste valvole consentono di bilanciare la quantità di acqua che raggiunge i radiatori.
- Termostati e termostatici: svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la temperatura desiderata. I termostati centrali controllano l’accensione e lo spegnimento della caldaia in base alla temperatura ambiente.
- Pompe di circolazione: favoriscono il movimento dell’acqua attraverso l’impianto. Questi dispositivi assicurano che l’acqua calda venga distribuita in modo uniforme e che il flusso sia costante.
- Espansione e serbatoi di accumulo: sono componenti che gestiscono i cambiamenti di volume dell’acqua causati dalla variazione di temperatura.
Tipi di Impianto di Riscaldamento
Esistono diversi tipi di impianti di riscaldamento, ognuno con le proprie caratteristiche. La scelta del tipo di impianto di riscaldamento dipende dalle preferenze personali, dalle caratteristiche dell’edificio e dalle esigenze di riscaldamento.
- Radiatori: Un classico tra gli impianti di riscaldamento è quello a radiatori.
- Impianto elettrico: L’impianto di riscaldamento elettrico, sebbene non sia una novità, può essere migliorato utilizzando energie rinnovabili come il fotovoltaico.
- Impianto con caldaia: L’impianto di riscaldamento con caldaia, abbinata ai termosifoni, è uno dei più diffusi.
- Impianto a soffitto: Questo sistema si basa su un impianto radiante a soffitto che copre una grande parte dello spazio dell’abitazione, diffondendo il calore in modo uniforme.
- Impianto a parete o battiscopa: Questi sistemi funzionali includono l’impianto di riscaldamento a parete o nel battiscopa.
- Impianto di riscaldamento a pompa di calore: Questo sistema sfrutta le fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, e rappresenta un’opzione ad alta efficienza energetica.
- Impianto centralizzato: L’impianto di riscaldamento centralizzato è spesso adottato in edifici multi-unità, come condomini o uffici.
- Impianto a pavimento: L’impianto di riscaldamento a pavimento è sempre più popolare grazie alla sua capacità di fornire un calore uniforme e confortevole in tutta la casa.
- Impianto a muro: L’impianto di riscaldamento a muro è una scelta ideale per coloro che desiderano un riscaldamento localizzato in specifiche aree della casa.
Simboli negli Schemi di Riscaldamento
La lettura degli schemi richiede la comprensione dei simboli comuni. Le valvole termostatiche, di zona e di chiusura sono rappresentate graficamente insieme a pompe e scambiatori di calore. Gli schemi possono essere unifilari, mostrando la sequenza del flusso, o funzionali, evidenziando l’interazione tra i componenti. Interpretare flussi e connessioni è fondamentale per diagnosticare eventuali problemi.
Gli schemi di impianti di riscaldamento sono arricchiti da simboli grafici che rappresentano diversi elementi, ad esempio:
- la caldaia (componente centrale) è generalmente rappresentata da un rettangolo con un triangolo al centro, simboleggiante il fuoco;
- i tubi sono spesso mostrati come linee con frecce che indicano la direzione del flusso dell’acqua calda.
È importante comprendere appieno questi simboli poiché essi rendono più agevole l’interpretazione degli schemi. Nei diagrammi degli impianti anche le valvole sono indicate con simboli specifici. Le valvole possono essere:
- termostatiche che regolano la temperatura;
- di zona che separano le diverse sezioni dell’impianto;
- di chiusura che permettono di isolare parti dell’impianto per la manutenzione.
Pompa e circolatori sono essenziali per far circolare l’acqua, mentre i radiatori e i termosifoni sono rappresentati per distribuire il calore.
Flusso dell’Acqua, dell’Energia e del Calore
Il flusso dell’acqua, dell’energia e del calore all’interno degli impianti di riscaldamento è un processo complesso che svolge un ruolo fondamentale nell’assicurare un’efficienza termica ottimale. Capire come queste componenti interagiscono può aiutare a mantenere l’impianto in condizioni ottimali e per garantire il comfort termico all’interno degli edifici, minimizzando gli sprechi energetici e ottimizzando l’efficienza.
È di fondamentale importanza comprendere appieno gli schemi di un impianto di riscaldamento in quanto all’interno sono inserite delle informazioni utili per il corretto funzionamento.
Come Funziona l’Impianto Idraulico: Schema, Componenti, Caratteristiche e Apparecchiature Necessarie per il Tuo Progetto
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo.
Funzionamento Impianto Idraulico: le basi
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:
- adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
- scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di adduzione e distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura. In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Impianto di scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature igieniche dell’impianto idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento.
- lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda.
- lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno.
- vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian.
- bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda.
- vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato.
Schema impianto idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
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