Certificazione Impianto Idraulico Bagno: Normativa, Obblighi e Sanzioni
La certificazione dell'impianto idraulico, o per meglio dire la “dichiarazione di conformità”, è un documento necessario, ma solo a certe condizioni. Con il termine “certificazione impianto idraulico” si intende, in realtà, un documento dal nome preciso, stabilito dalla normativa vigente: la Dichiarazione di Conformità dell’impianto idraulico. E’ un documento che dimostra l’assoluta aderenza dell’impianto ai requisiti stabiliti dal legislatore.
La dichiarazione di conformità dell’impianto idrico di un immobile rientra tra le dichiarazioni di conformità degli impianti, necessarie in diverse situazioni e importanti anche per avere garanzie rispetto alla sicurezza e al corretto funzionamento dell’impianto stesso. Questo tipo di dichiarazione va quindi prodotta e firmata da parte del professionista abilitato che ha installato l’impianto sulla base dei regolamenti in materia: le prescrizioni e gli standard di sicurezza e funzionalità imposti per legge sono abbastanza articolati e complessi pertanto è bene che chi se ne occupa sia adeguatamente formato e costantemente aggiornato.
Cos'è la Certificazione dell'Impianto Idraulico
La certificazione dell’impianto idraulico è un documento fondamentale: si tratta infatti di una dichiarazione ufficiale, rilasciata ai sensi di legge, che testimonia la conformità e la sicurezza dell’impianto presente all’interno del proprio immobile.
La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. Da un punto di vista tecnico la conformità si riferisce al fatto che l’impianto idraulico dell’edificio è stato progettato, installato e manutenuto in modo tale da rispettare tutte le normative, le direttive e le specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti. Questo include il rispetto delle leggi locali e nazionali che regolano le installazioni idrauliche, nonché il rispetto di standard di sicurezza e funzionalità rigorosi.
La certificazione attesta che l’impianto idraulico è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e che soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici. Ciò garantisce un alto livello di sicurezza per gli utenti dell’edificio e previene potenziali problemi legati all’idraulica, come perdite d’acqua, malfunzionamenti o situazioni pericolose.
Perché è Importante la Certificazione
La certificazione per l’impianto idraulico è la testimonianza tangibile che l’impianto è stato realizzato con professionalità e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. È anche una garanzia di qualità per chi acquista o affitta un immobile, poiché può essere certo che l’impianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.
In sintesi, la certificazione per l’impianto idraulico è un documento cruciale che sottolinea l’impegno per la sicurezza e la qualità nell’ambito delle installazioni idrauliche. È la prova tangibile che un edificio è dotato di un impianto idraulico che rispetta le leggi e le norme, offrendo tranquillità e sicurezza sia per i proprietari che per gli utenti dell’edificio.
Quando è Obbligatoria la Certificazione?
È sempre il sopracitato Decreto Ministeriale 37/2008 a specificarlo. In linea generale, la Dichiarazione di Conformità è necessaria quando:
- viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, sia esso di nuova o vecchia costruzione, per attestare il rispetto delle normative vigenti;
- si modifica o si amplia un impianto idraulico già esistente, purché le modifiche apportate siano significative;
- si conducono interventi di manutenzione straordinaria, affinché si possa certificare che riparazioni e restauri apportati rispettino le norme in vigore;
- in caso di allacci di nuove utenze, con il rilascio di una specifica attestazione.
È inoltre utile sapere che una copia della certificazione dell’impianto idraulico potrebbe essere richiesta anche quando:
- si richiede l’allacciamento dell’edificio alla rete idrica pubblica, come nel caso delle nuove costruzioni;
- si ha necessità di ottenere il rilascio o il rinnovo del certificato di agibilità dell’immobile;
- si procede alla compravendita dell’immobile, per dimostrare che tutta l’impiantistica è a norma. In questo caso, consegnare una copia della Dichiarazione di Conformità non è obbligatorio, ma di certo utile per agevolare la compravendita stessa.
La dichiarazione viene normalmente richiesta anche in caso di allaccio di nuove utenze mentre più in generale la certificazione di conformità degli impianti è necessaria quando si fa domanda per la certificazione di agibilità di un immobile o se per l’edificio si presenta una pratica antincendio.
Per quanto riguarda invece la vendita o la locazione di un immobile, come già accennato, non è obbligatorio presentare la conformità degli impianti, ma è comunque molto consigliabile farlo: l’immobile alienato o affittato deve essere infatti esente da vizi occulti tra i quali possono rientrare eventuali irregolarità degli impianti.
La Dichiarazione di Conformità per gli impianti post 2008 e la Dichiarazione di Rispondenza per gli impianti pre 2008 non sono solo obbligatori, ma anche necessari. Infatti, sono propedeutici all’ottenimento del Certificato di Agibilità, che a sua volta è necessario per vendere casa.
Ancora, è necessario sapere che la Dichiarazione di Conformità può essere rilasciata unicamente per gli impianti realizzati o ampliati dopo l’entrata in vigore del già citato Decreto Ministeriale 37/2008. Per le strutture antecedenti al DM, invece, è richiesta la Dichiarazione di Rispondenza, che comunque attesta la conformità degli stessi impianti alle relative normative.
La mancata presentazione della Dichiarazione di Conformità, quando obbligatoria, comporta sanzioni da 100 a 1.000 euro.
Chi Rilascia la Dichiarazione di Conformità?
Ma quali soggetti rilasciano la Dichiarazione di Conformità dell’Impianto Idraulico, si tratti di una nuova installazione o della modifica di una già esistente? È necessario sottolineare che la certificazione non può essere prodotta da qualsiasi professionista idraulico, poiché il Decreto Ministeriale 37/2008 prevede che:
- l’azienda che ha condotto i lavori sia regolarmente registrata alla Camera di Commercio;
- la stessa azienda sia stata abilitata al rilascio delle Dichiarazioni di Conformità.
Solitamente i certificati di conformità vengono rilasciati dall'impresa o dal professionista che ha realizzato l'impianto. Coloro che rilasciano il certificato devono essere iscritti al registro delle imprese presso la Camera di Commercio e possedere i requisiti tecnico-professionali richiesti dalla normativa.
All'interno dell'impresa, il responsabile tecnico è la figura che firma il certificato di conformità.
Di base, tutti gli impiantisti con più di cinque anni di esperienza possono redigere questi due documenti.
Come Ottenere la Certificazione
Quale procedimento è necessario per ottenere la certificazione di un impianto idraulico? Dopo aver trovato il professionista abilitato al rilascio della Dichiarazione di Conformità, verrà verificata:
- la conformità dei materiali, poiché tutti gli strumenti utilizzati - tubi, accessori, apparecchiature per la produzione di acqua calda sanitaria - devono rispondere ai requisiti di legge;
- la conformità del progetto, che deve essere realizzato sempre rispettando la legge, con particolare riguardo alla sicurezza e alla corretta gestione sia delle acque sanitarie che di quelle reflue. Inoltre, è necessario che la realizzazione dell’impianto rifletta lo stesso progetto;
- il corretto funzionamento dell’impianto, per verificare che non vi siano perdite, malfunzionamenti o altre problematiche che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza.
Dal punto di vista pratico, il professionista si occuperà:
- dell’analisi del progetto e della sua effettiva implementazione;
- della raccolta della documentazione relativa ai materiali, comprese le relative certificazioni, se necessarie;
- del sopralluogo per verificare la corretta realizzazione dell’impianto, nonché la sua piena funzionalità;
- del rilascio della Dichiarazione di Conformità debitamente compilata.
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali;
- materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione;
- sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge;
- certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Completata la realizzazione dell'impianto, vanno effettuate delle verifiche e dei collaudi per assicurarsi che tutto funzioni correttamente e che l'impianto sia sicuro.
Normativa di Riferimento
Tra le norme da prendere come punto di riferimento per la corretta realizzazione di un impianto idrico-sanitario c’è innanzitutto il Decreto ministeriale 37/2008 che stabilisce le regole di base in merito alla progettazione, realizzazione, messa in opera e manutenzione degli impianti all’interno degli edifici.
La norma di riferimento, per ciò che concerne la certificazione dell'impianto idraulico, è il Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008. Lo scopo di questa norma è armonizzare il contesto delle norme sulla sicurezza, sempre molto caotico, e porre freno a un fenomeno che in passato era endemico: gli incidenti domestici. Ad ogni modo, la norma stabilisce l’obbligo di dotarsi della cosiddetta Dichiarazione di Conformità dell’impianto, da realizzare a conclusione dei lavori di realizzazione dell’impianto stesso.
Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie. L’impianto idraulico sanitario è detto anche idrico sanitario per via della finalità: lavaggio e pulizia della persona e dell’ambiente.
Normativa UNI per Impianto Idrico Sanitario
Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”
- UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”
- UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”
Costi della Certificazione
I costi della certificazione di un impianto idraulico possono variare notevolmente, a seconda della complessità del progetto da realizzare - o già realizzato - nonché di variabili locali, come il Comune di residenza e molto altro ancora. Inoltre, le tariffe possono essere molto differenti a seconda della società a cui ci si affida.
In linea generale, per gli immobili a uso residenziale, la spesa può essere compresa tra i 150 e i 500 euro. Per immobili a destinazione commerciale, invece, si possono superare anche i 1.000 euro.
È necessario sapere che, in caso di mancata conformità, la dichiarazione non verrà rilasciata: vi saranno quindi altri costi di adeguamento dell’impianto, a cui si aggiungerà la spesa per una nuova certificazione.
I prezzi indicati per la certificazione di un impianto idraulico rappresentano solo delle stime indicative: per conoscere i costi reali consigliamo di richiedere preventivi.
Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.
I rischi maggiori sono:
- rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
- sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
- difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
- possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
- problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.
Tabella Riassuntiva Sanzioni
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Mancato rilascio della Di.Co | Da €100 a €1.000 |
| Mancata realizzazione del progetto | Fino a €10.320 |
| Mancato invio della Di.Co al comune | Da €1.000 a €10.000 |
| Dichiarazione di Conformità non veritiera | Violazione dell'art. 481 del Codice Penale |
| Installazione non corretta | Multe fino a €10.000 |
