Chiave a Snodo Idraulica: Funzionamento e Applicazioni

Le chiavi a bussola sono strumenti essenziali per serrare bulloni e dadi in diversi contesti, dai lavori fai-da-te in garage o officina ai montaggi più complessi. Questi attrezzi cilindrici, con il loro profilo forato esagonale, permettono di avvitare e svitare dadi, bulloni, perni o viti, a seconda del loro profilo che deve combaciare con l’inserto.

Dal momento che abbracciano completamente dall’alto l’elemento su cui si deve intervenire, permettono di applicare una forza adeguata e senza il rischio di spanare il metallo, rovinarlo o danneggiarlo.

Cosa sono le Chiavi a Bussola

Per essere più accurati definiamo nel dettaglio cosa sono le chiavi a bussola: si tratta di attrezzi dalla forma cilindrica che con il loro profilo forato esagonale permettono di avvitare e svitare dadi, bulloni, perni o viti a seconda del loro profilo che ovviamente deve combaciare con l'inserto.

Tipi di Chiavi a Bussola

Le bussole possono essere fisse, quando sono tutt’uno con l’impugnatura, o intercambiabili, nel qual caso una sola impugnatura può supportare un’intera serie di bussole e di estensioni per affrontare ogni situazione.

La chiave a bussola fissa può essere del tipo “a pipa” o “a tubo”. Le prime sono molto simili alle chiavi a brugola, sagomate a 90° con le estremità che ospitano due bussole della stessa misura per agire in profondità o con una forte leva.

L’impugnatura delle chiavi a tubo è a T, fissa o mobile; quest’ultima può scorrere di lato in una sede cilindrica per disporre di una potente leva. La bussola esagonale può essere in asse con lo stelo o provvista di uno snodo, come quella per le candele di accensione.

Una sola asta-impugnatura può essere inserita su una serie di tubi, ciascuno dei quali riporta due sedi esagonali diverse alle estremità e due inserti per l’asta, per essere utilizzato da entrambi i lati.

Di grande utilità è l’abbinamento delle bussole a un cricchetto che permette, una volta afferrata la testa esagonale, di effettuare l’intera operazione di avvitamento o svitamento senza più togliere l’attrezzo.

Vantaggi delle Chiavi a Bussola

  • Spazi Ristretti: Contrariamente alle chiavi esagonali piane, che richiedono un ampio spazio attorno per poter smuovere il bullone, le chiavi a bussola permettono di agire in uno spazio di poco superiore a quello occupato dalla testa esagonale.
  • Posizioni Scomode: Quando il serraggio non è in vista e bisogna agire “a tatto” per inserire la chiave, il cricchetto ci permette di farlo una sola volta, senza mettere e togliere la chiave ogni mezzo giro.
  • Dadi Incassati: Spesso ci troviamo a dover allentare dadi incassati sotto filo piano, impossibili da afferrare con le chiavi piane. A seconda della profondità a cui si trovano si utilizzano chiavi a tubo o a bussola.

Accessori Utili

  • Estensioni: Possiamo montare le bussole direttamente sul quadrello del cricchetto o interporre tra questi due un’estensione, rigida o a snodo, di varia lunghezza, per agire su dadi in posizione seminascosta.
  • Funzione Cacciavite: Un adattatore molto utile è quello che permette di utilizzare il cricchetto con i bit per avvitatura. Nel serraggio, teniamo conto della forte leva ed evitiamo di stringere troppo le viti.
  • Innesto a Bit: Talvolta è possibile montare le bussole anche sul mandrino del trapano, se dispongono del necessario attacco esagonale. Quelle tradizionali possiamo montarle tramite uno specifico adattatore.

Chiavi Dinamometriche

La dinamometrica è una sorta di chiave a cricchetto a serraggio controllato in cui, impostando la coppia, si ottiene una forza di torsione calibrata su più bulloni. È indispensabile per i serraggi delle teste dei motori.

Avvitatori a Impulsi

L’avvitatore “a impulsi” è uno degli accessori disponibili per l’utilizzo in abbinamento a un compressore. Le bussole vengono inserite su un attacco quadro, ma non si possono utilizzare quelle tradizionali in quanto devono essere di tipo molto robusto, dedicate all’utilizzo con questo accessorio.

Infatti, la rotazione è effettuata da una massa battente che sviluppa una forza di torsione elevata, anche se regolabile, e sollecita molto bussole e innesti.

Prezzi delle Chiavi a Bussola

I set chiavi a bussola come quelli di Stanley Fatmax o di Famex hanno prezzi variabili da alcune decine di euro per i modelli hobbistici siano ad oltre 500 euro per i modelli professionali. Per il nostro laboratorio è sufficiente una buona dotazione semi-professionale, per la quale solitamente si spende corca 100-150 euro.

Adesso che abbiamo fatto un po’ di chiarezza sui campi di applicazione delle chiavi a bussola e sulla loro versatilità passiamo a proporti una cassetta della linea Beta Easy, la gamma di utensileria manuale Beta Tools che fornisce una selezione con gli assortimenti più essenziali ma altrettanto efficaci e che soddisfano le esigenze di professionisti ed hobbisti esperti nei settori dell’autoriparazione, dell’industria, della carpenteria e della manutenzione generale. 20 Bussole 1/2" 923/A.

Esempi di Set di Chiavi a Bussola

  • Haskyy, Set di cricchetti Gear Lock da 52 pezzi - tutti gli inserti con profilo Gear-Lock, per viti esagonali, 12x, esterne Torx in pollici o metriche dimensioni chiave.
  • Stanley 1-94-656 Set 50 pz chiavi a bussola attacco misto 1/4" e 1/2"
  • STANLEY 1-94-668 Set 96 Pezzi Chiavi a Bussola Attacco 1/2" + 1/4" ed Accessori

Chiavi di Manovra VARIO

Le chiave di manovra VARIO progettata per il funzionamento di raccordi e idranti, si caratterizza per la presenza di inserti operativi che si possono cambiare rapidamente e consentono combinazioni differenti grazie all’ausilio della leva a cricchetto.

La leva a cricchetto, utilizzata in alternativa all’impugnatura telescopica a T consente l’utilizzo anche in situazioni precarie, quali la presenza di veicoli, pareti … Le bussole con quadro da 12 a 27 mm, sono disponibili nella versione LED luminoso incorporato a tenuta stagna.

Funzionamento dell'Impianto Idraulico

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:

  1. Adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
  2. Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).

Impianto di Adduzione e Distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato.

Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.

I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.

Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente.

Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  1. A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
  2. Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.

Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
  • Tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
  • Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione.
  • Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • Lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile.
  • Lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%.
  • Lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%.
  • Vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
  • Bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
  • Vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Schema Impianto Idraulico

Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.

Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D.

Partendo dal modello del progetto architettonico, è possibile modellare le tubature (adduzione scarico, distribuzione, acqua calda, fredda, ecc.) ed inserire le apparecchiature direttamente da una ricca libreria di oggetti BIM. In questo modo la progettazione è realistica e dettagliata e si evitano problemi e imprevisti in fase di realizzazione dell’impianto.

Lo schema mostra come le tubazioni dell’acqua fredda e dell’acqua calda partono dal collettore posizionato all’interno del bagno per raggiungere le singole apparecchiature. Nel collettore, ogni tubatura ha la sua chiave d’arresto per essere esclusa singolarmente dall’impianto. Al collettore arriveranno due tubature: una per l’acqua calda, proveniente dalla caldaia per la produzione di ACS, e l’altro dell’acqua fredda.

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