Come Chiudere le Tracce dell'Impianto Idraulico: Guida Completa
Rifare l’impianto idraulico è uno degli interventi principali da considerare quando si ristruttura casa, ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare. Questo è uno dei problemi tipici che registrano i proprietari di casa: rifare l’impianto idraulico senza rompere pavimento e muri del bagno o dell’intera casa. Questa esigenza si manifesta per diversi motivi, ma in ogni caso la risposta non è sempre chiara.
Perché Rifare l'Impianto Idraulico?
Dopo tanti anni di funzionamento, il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini.
Cosa si intende per impianto idraulico?
Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria.
Nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.
Quando è necessario rifare l'impianto idraulico?
La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.
In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute. I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione.
A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose.
In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.
Materiali Utilizzati per gli Impianti Idraulici
La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.
- Rame: È stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza.
- Tubi multistrato: Sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza.
- PVC: L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa.
Isolamento delle Tubazioni
Secondo il DPR 412/93, è prescritto che le tubazioni delle reti di distribuzione dei fluidi caldi in fase liquida o vapore degli impianti termici devono essere coibentate. Per prevenire il congelamento: è importante isolare i tubi che corrono attraverso spazi non riscaldati, come muri esterni, garage, soffitte non riscaldate e cavità del pavimento.
I materiali comunemente usati per l’isolamento dei tubi includono strisce di pellicola per tubi, schiuma apposita, l’isolamento delle pareti, copri rubinetti per l’outdoor, e l’installazione di rubinetti esterni a prova di gelo. In sintesi, l’isolamento delle tubazioni è una pratica necessaria per proteggere l’impianto idrico domestico da danni causati da temperature estreme e per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto.
Tipologie di Impianti di Adduzione dell'Acqua
Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare. Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.
- Impianto idrico in derivazione: È caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
- Impianto idrico con collettore: Prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.
Impianto di Scarico
Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso.
Relining: Rifare l'Impianto Senza Demolizioni
Per dare una risposta definitiva dobbiamo per forza sottolineare che il rifacimento dell’impianto idrico, in quanto tale, con relativa sostituzione dei tubi vecchi con quelli nuovi, comporta per forza un’opera di demolizione della muratura e dei pavimenti. In alcuni casi, però, ci sono delle alternative valide. Esistono, come annunciato, delle soluzioni che consentono di rifare l’impianto per far scorrere l’acqua in casa che non contemplano la demolizione e lavori di muratura. Come si chiamano? Queste soluzioni rientrano nella categoria del relining riabilitativo.
Non è necessario rompere casa grazie a un sistema ingegnoso: inserire nuove tubature in quelle vecchie. In questo modo non c’è bisogno di demolire pavimenti o pareti. In questo modo è possibile ottenere il risultato sperato: rifare impianto idraulico senza rompere muri, pavimenti e pareti. Non c’è bisogno di rompere e fare interventi importanti ma i problemi non mancano. Si avrà una riduzione del diametro del tubo quindi bisogna aumentare la pressione e si possono avere problemi con tratte in cui si trovano curve e condotte non rettilinee.
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine.
Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Come Chiudere le Tracce dell'Impianto Idraulico
La chiusura delle tracce di un impianto idraulico è uno dei passaggi finali del processo di creazione o modifica dell'impianto. La chiusura delle tracce di un impianto elettrico é uno dei classici interventi a cui non si conferisce la giusta importanza, in quanto il suo buon esito si dà per scontato. Purtroppo é solo una convinzione: anche quando si parla di un intervento relativamente semplice come la chiusura delle tracce, il rischio che qualcosa vada storto c'è sempre. Vi è il rischio, infatti, che la copertura delle tracce non risulti omogenea rispetto alla parete, rivelando l'esistenza delle tracce stesse. Un effetto, questo, che non può essere considerato positivo.
Materiali Utili: Malta minerale antifessura eco‑compatibile tixotropica ideale per il riempimento e la chiusura di tracce e per livellare impianti termici e idrico sanitari a parete e pavimento. A norma EN 998‑2. Chiudi Traccia è una malta pronta all’uso, con un’elevata stabilità dimensionale evita la formazione di cavillature. Ideale per il riempimento protettivo di fori e tracce per l’alloggiamento degli impianti a parete e pavimento. Studiato per la realizzazione di lesene, cornici marcapiano e modanature.Presa e indurimento circa 30 minuti a una temperatura di +20 °C. Interni, esterni.
Di base, la procedura è abbastanza semplice:
- Preparazione del materiale: Per prima cosa occorre preparare il materiale che verrà utilizzato per riempire le tracce. In genere, si impiega la malta bastarda, la quale si caratterizza per un elevato indice di lavorabilità.
- Riempimento delle tracce: È il passaggio più importante, quello in cui si gioca il risultato finale e il grado di "invisibilità" della copertura.
- Rifinitura: É la fase finale, che può essere più o meno agevole in base alla qualità espressa nella fase precedente. Il tecnico si pone lo scopo di rendere la copertura liscia al tatto e omogenea.
La chiusura delle tracce di un impianto elettrico é un intervento più complicato di quanto si possa pensare.
- Materiale: Circa questo aspetto si segnalano due correnti: gesso e malta bastarda.
- Spessore: Ignorare la questione dello spessore é uno degli errori più comuni, quando si realizza la chiusura delle tracce per un impianto elettrico.
Normative e Permessi
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. La normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia).
Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.
Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
Costi
Il costo della creazione delle tracce e della loro chiusura riveste una voce importante in un frazionamento con conseguente ristrutturazione. Per il calcolo vengono considerati i metri lineari e poi questi ultimi verranno moltiplicati alla cifra richiesta per singolo metro. Il costo al metro lineare parte dalle 35 € a salire per cui se abbiamo necessità di creare 100 metri lineari di tracce il costo sarà di 3.500 € più iva. Questa voce incide in maniera interessante sui costi perciò dovremo ottimizzare al massimo i lavori per ottenere un risparmio.
Tabella riassuntiva materiali tubazioni
| Materiale | Durata media | Caratteristiche |
|---|---|---|
| PVC | 40+ anni | Resistenza alla corrosione, praticità |
| Rame | 50 anni | Durata, resistenza a temperature e pressioni elevate |
| Acciaio galvanizzato | 50 anni | Durata, resistenza |
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