Come Chiusura Tracce Impianto Idraulico: Una Guida Dettagliata
Nell'ambito dell’installazione di impianti elettrici, idraulici, antenne TV o ethernet, l’utilizzo di tracce rappresenta una soluzione efficace per l’inserimento di cavi, tubature e altri componenti essenziali lungo le pareti.
Quando si affronta un progetto di installazione o rinnovamento di un impianto elettrico, è essenziale comprendere non solo il processo di creazione delle tracce nel muro, ma anche quanto ciò possa incidere sul costo totale del lavoro. Queste tracce sono fondamentali per garantire la corretta distribuzione delle connessioni elettriche e idrauliche, ma quali caratteristiche devono rispettare?
La chiusura delle tracce di un impianto elettrico rappresenta uno dei passaggi finali del processo di creazione o modifica dell'impianto elettrico. La chiusura delle tracce di un impianto elettrico é uno dei classici interventi a cui non si conferisce la giusta importanza, in quanto il suo buon esito si dà per scontato.
Purtroppo é solo una convinzione: anche quando si parla di un intervento relativamente semplice come la chiusura delle tracce, il rischio che qualcosa vada storto c'è sempre. Vi è il rischio, infatti, che la copertura delle tracce non risulti omogenea rispetto alla parete, rivelando l'esistenza delle tracce stesse. Un effetto, questo, che non può essere considerato positivo.
Come Fare le Tracce per l’Impianto Elettrico
Il primo passo fondamentale da considerare prima di iniziare qualsiasi lavoro legato all’impianto elettrico è la conoscenza degli impianti precedentemente installati nella casa. Questo è essenziale per evitare danni, in quanto potrebbero già esistere impianti nelle zone in cui desideri posizionare prese elettriche o far passare cavi.
Per risolvere questa situazione, è consigliabile avere una mappa dei lavori precedenti o utilizzare un rilevatore di tubi e cavi, che fornisce informazioni preziose sulla posizione degli impianti nascosti sotto l’intonaco.
Una volta che hai una visione chiara delle infrastrutture esistenti, puoi procedere con la realizzazione delle tracce necessarie per il nuovo impianto elettrico. La forma di queste tracce dipenderà dal numero di punti luce che intendi creare e richiederà la creazione di fori rettangolari di circa 10×15 cm. Questi fori saranno fondamentali per ospitare le cassette di derivazione, che consentiranno di sdoppiare i cavi di rete e li guideranno verso la centralina contenente gli interruttori magnetotermici.
Per realizzare le tracce nel muro, inizia segnando il percorso dei cavi e i punti in cui verranno posizionate le prese, utilizzando diversi colori per indicare il passaggio dei cavi elettrici e dei cavi televisivi sulla planimetria della casa.
Una volta identificati i punti chiave, puoi procedere a realizzare le canaline nel muro. Questo può essere fatto utilizzando un martello da muratore, uno scalpello e un martello classico o, in alternativa, uno scanalatore. È fondamentale rispettare le misure prestabilite, stabilendo il diametro del corrugato.
Una volta creato l’impianto e tutti i cavi sono stati passati sotto traccia fino a raggiungere la centralina collegata al contatore, puoi procedere al riempimento delle canaline e alla copertura delle canalette contenenti i tre cavi elettrici. Per completare questa operazione con successo, è sufficiente chiudere i solchi utilizzando dello stucco murale e successivamente applicare un rasante per livellare l’intera superficie. Questo renderà la parete pronta per la tinteggiatura finale.
Materiali e Procedura per la Chiusura delle Tracce
Di base, la procedura è abbastanza semplice. Così semplice da determinare la convinzione che sì, é possibile agire in modalità fai da te.
- Preparazione del materiale: Per prima cosa occorre preparare il materiale che verrà utilizzato per riempire le tracce. In genere, si impiega la malta bastarda, la quale si caratterizza per un elevato indice di lavorabilità. Circa questo aspetto si segnalano due correnti: gesso e malta bastarda.
- Riempimento delle tracce: È il passaggio più importante, quello in cui si gioca il risultato finale e il grado di "invisibilità" della copertura.
- Rifinitura: É la fase finale, che può essere più o meno agevole in base alla qualità espressa nella fase precedente. Il tecnico si pone lo scopo di rendere la copertura liscia al tatto e omogenea.
Ignorare la questione dello spessore é uno degli errori più comuni, quando si realizza la chiusura delle tracce per un impianto elettrico.
Tracce per Impianto Elettrico: Prezzi e Preventivi
Se hai la necessità di rinnovare un impianto elettrico, è importante considerare diverse voci di spesa che influenzeranno il costo finale del progetto. Tra queste voci rientrano il costo per metro quadro, il costo dei punti luce e il costo delle tracce per l’impianto elettrico. Per la creazione delle tracce per un impianto elettrico, solitamente vengono impiegati vari strumenti, ma il principale tra essi è noto come scanalatore da muro.
Le tracce destinate all'impianto elettrico o telefonico sono dei percorsi appositamente scavati nelle pareti della casa, caratterizzati da una profondità di 2-3 centimetri e una larghezza equivalente.
Durante un frazionamento o una ristrutturazione importante, molto probabilmente sarà necessario eseguire delle tracce per allocare il nuovo impianto elettrico, quello idrico ed idraulico.
Alcune volte, se l’appartamento è recente ma necessita di un impianto certificato, è possibile sfruttare i vecchi tubi corrugati; in questo caso l’operazione consisterà nello sfilare i vecchi cavi elettrici sostituendoli con dei nuovi. Non si rimarrà comunque mai esenti dalla creazione di nuove tracce perché, in linea di massima, sarà richiesta una nuova distribuzione delle prese e/o interruttori o semplicemente la creazione di nuovi punti luce.
Il costo della creazione delle tracce e della loro chiusura riveste una voce importante in un frazionamento con conseguente ristrutturazione. Per il calcolo vengono considerati i metri lineari e poi questi ultimi verranno moltiplicati alla cifra richiesta per singolo metro.
Il costo al metro lineare parte dalle 35 € a salire per cui se abbiamo necessità di creare 100 metri lineari di tracce il costo sarà di 3.500 € più iva. Questa voce incide in maniera interessante sui costi perciò dovremo ottimizzare al massimo i lavori per ottenere un risparmio.
È difficile individuare un costo preciso per la chiusura delle tracce di un impianto elettrico, anche perché nella stragrande maggioranza dei casi tale intervento è inserito nel contesto di una modifica dell'impianto esistente.
É possibile risparmiare anche quando si commissiona un intervento apparentemente semplice come la chiusura delle tracce di un impianto elettrico. La risorsa da utilizzare è sempre la stessa: il preventivo. Fate riferimento ai portali di confronto preventivi, anche perché sono in grado di collegare ottimamente domanda e offerta.
Rifacimento Impianto Idraulico e Alternative
Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati.
E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini.
Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare.
Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio.
Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria.
Tecniche Alternative: Il Relining
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio.
Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Quando Considerare il Relining
Questo è uno dei problemi tipici che registrano i proprietari di casa: rifare l’impianto idraulico senza rompere pavimento e muri del bagno o dell’intera casa. Questa esigenza si manifesta per diversi motivi. Ma in ogni caso la risposta non è sempre chiara.
Per dare una risposta definitiva dobbiamo per forza sottolineare che il rifacimento dell’impianto idrico, in quanto tale, con relativa sostituzione dei tubi vecchi con quelli nuovi, comporta per forza un’opera di demolizione della muratura e dei pavimenti. In alcuni casi, però, ci sono delle alternative valide.
I motivi sono abbastanza semplici da individuare ma è giusto ricordarli. Sostituire l’impianto idraulico rovinato - ovvero quello che porta l’acqua in casa - vuol dire affrontare la trafila di una manutenzione straordinaria dal punto di vista dei permessi e dei passaggi burocratici. Maestranze che dovranno demolire pareti e pavimenti per far uscire allo scoperto i tubi. Questo avviene dopo aver studiato la mappatura del vecchio impianto. Poi si individuano eventuali danni, si predispone il lavoro e si cambiano le tubature insieme ai raccordi, alle guarnizioni, ai rubinetti e probabilmente ai sanitari. A questo punto si chiude tutto e si procede con chiusura dei muri e dei pavimenti. Poi, quasi sicuramente, dovrai cambiare anche le piastrelle e le mattonelle.
A questo punto è chiaro perché si cerca sempre di rifare l’impianto idrico senza rompere e demolire le pareti: la spesa è importante, il tempo di lavorazione impegnativo, i disagi in termini di polvere innumerevoli. Alla fine però hai risolto uno dei problemi più importanti: hai rifatto l’impianto che porta l’acqua in casa.
Esistono, come annunciato, delle soluzioni che consentono di rifare l’impianto per far scorrere l’acqua in casa che non contemplano la demolizione e lavori di muratura. Come si chiamano? Queste soluzioni rientrano nella categoria del relining riabilitativo. Non è necessario rompere casa grazie a un sistema ingegnoso: inserire nuove tubature in quelle vecchie. In questo modo non c’è bisogno di demolire pavimenti o pareti.
Si avrà una riduzione del diametro del tubo quindi bisogna aumentare la pressione e si possono avere problemi con tratte in cui si trovano curve e condotte non rettilinee.
Normative e Detrazioni Fiscali
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche.
La normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.
Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.
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