Civita di Bagno: Storia e Informazioni
L'attuale Civita di Bagno si posiziona sulla collina Moritola nella porzione sud-est della Valle dell'Aterno a 7 Km da L’Aquila. Si sviluppa lungo la ss5 bis per circa un chilometro, fino a sopraggiungere nell’agglomerato storico ai piedi del lago di San Raniero, nome derivato dal santo patrono del paese. L’altitudine va dai 600 ai 650 mt circa.
Le origini di Forcona
Forum Conae, la città di Cona, o per meglio capirci Forcona, nell’anno 443 godeva di notevole prestigio, essendo una tra le più fiorenti realtà commerciali ed agricole del centro Italia. Fu abitata dai Vestini e con il decadere dell’antica città di Aveia, ne raccolse l’importanza, tanto che vi fu trasferita la sede episcopale insieme alle reliquie di San Massimo.
È ormai assodato che l’antica città di Furcona sorgesse non lontano dalla odierna Civita di Bagno e dai resti dell’antica cattedrale di S. Massimo. È possibile che Furcona sia stata in epoca romana un vicus della vicina Aveia ed è certo che dopo la distruzione di quest’ultima da parte dei Goti ne ereditò la diocesi; un suo vescovo di nome Florio partecipò al Concilio ecumenico di Costantinopoli presieduto da papa Agatone nell’anno 680.
Con la caduta dell’Impero d’Occidente assistiamo intorno al IV secolo alla nascita della regione Valeria e Furcona vi fu annessa insieme ad Amiterno, Carsoli e Rieti. Dopo la guerra greco-gotica (535-553) il territorio fu sottoposto all’esarcato di Ravenna per essere poi soggetto ai longobardi, probabilmente intorno al 571-574, divenendo un importante Gastaldato; ne abbiamo notizia in un placito dell’anno 776 del duca Ildeprando in Roma, in cui si cita il gastaldo furconese Majorano.
Nell’anno 843, con la creazione della contea dei Marsi (autonoma dal ducato di Spoleto), costituita dalla Marsica e dai Gastaldati di Furcona, Amiterno, Rieti, Valva e Pinna e che nel 926 fu divisa in due comitati, uno orientale (con Penne, Teate ed Apruzzo) e l’altro occidentale (con Furcona, Amiterno, Valva, la Marsica e Rieti). Il papa Niccolò II nell’anno 1059 consacrò S. Raniero vescovo di Furcona con l’incarico di costruire la fabbrica della cattedrale di S.
Declino e cambiamento del nome
Dopo la soppressione, a causa di ulteriori modifiche territoriali e di evoluzioni geografiche, la città iniziò un lento declino che la portò anche a cambiare nome. Così facendo, Forcona, divenne prima Civitas Sancti Maximi (Città di San Massimo) e solo in seguito si giunse alla denominazione definitiva di Civita di Bagno dato che il corpo di San Massimo venne spostato nella neonata e ricca città di L’Aquila. Questa si può dire la fine vera di Forcona, ridotta ad un piccolo borgo ad un angolo della Valle dell’Aterno.
Civita di Bagno (o Civitas S. Maximi) prese parte alla fondazione della città dell’Aquila, la sua tassa essendo di 8 once d’oro, ed il suo ‘locale’ era nel Quarto di S.
La Cattedrale di San Massimo
La Cattedrale di San Massimo, era un’imponente basilica romana, riedificata durante il periodo in cui fu vescovo San Raniero, tra il 1060 e il 1077. La ricostruzione utilizzò le strutture superstiti della chiesa precedente. I muri sono costruiti con grandi pietre squadrate, provenienti in gran parte dagli edifici romani distrutti.
Dai ruderi si può riconoscere la pianta rettangolare con tre absidi semicircolari coronate da archetti romanici e divisa in tre navate da archi a tutto sesto impostati su colonne scanalate. Sotto il piano del presbiterio rimangono i resti della grande cripta, mentre dell’antica facciata resta una massiccia torre con riquadrature rettangolari alla base.
Presso Civita di Bagno lungo la SS 5 sono ancora visibili i resti dell’antica cattedrale di S. Massimo edificata tra il 1060-1077, durante il vescovato di S. una torre, tre absidi semicircolari con coronamento ad archetto e il perimetro delle mura. Da questi resti possiamo dedurre che la chiesa era rettangolare, con l’interno a tre navate ad archi a tutto sesto retti da colonne scanalate; sulla parete sinistra una scala dava accesso ad una cripta a tre navate, posta sotto il piano del presbiterio.
Altre attrazioni
Nella parte alta del paese, sorge un notevole palazzo cinquecentesco appartenuto nei tempi, prima alla famiglia Antonelli-Oliva e poi Bonanni. Nel corso del tempo, tale edificio è stato utilizzato per diversi usi; scuola materna, delegazione comunale ed ambulatorio medico.
In prossimità dell’abitato vi è il grazioso lago di San Raniero, ben curato e molto frequentato anche per la possibilità di praticare la pesca. Sempre nella parte alta del paese, in corrispondenza dell’antica cattedrale, vi è un rilevante scavo archeologico che porta alla luce i resti di un’antica villa romana.
La strada per Ocre e l'altopiano
La strada che da Bagno prosegue per Ocre, quindi per Rocca di Cambio, altopiano di Rocca di Mezzo, Rovere, Ovindoli, Celano (ex ss. 5 bis), è stata da sempre un tramite importante. Le fonti storiche non ci tramandano il nome di questa strada, che l’archeologo Bunsen nella prima metà del XIX secolo volle chiamare via Claudia.
Dagli antichi itinerari apprendiamo che a due miglia da Aveia (Fossa), era Frustenias e che altre XVIII miglia separavano quest’ultima da Alba Fucens. Nel medioevo l’altopiano divenne un’importante e trafficato centro economico- commerciale, data l’abbondanza dei pascoli e dell’allevamento di bestiame, ed è per questo che la strada fu detta Via Grande.
Nel 1424 questa strada fu percorsa dal capitano di ventura Caldora con i suoi armati e le truppe di papa Martino, che, partiti da Celano e passando per Rocca di Mezzo scesero nella valle dell’Aquila per affrontare le schiere di Braccio da Montone. Resti di questa strada lastricata furono osservati nella prima metà dell’Ottocento da Liberatore, che ne descrisse il percorso.
Il terremoto del 2009
Il devastante sisma del 6 aprile 2009 ha recato una grave distruzione soprattutto all’agglomerato storico ed alla chiesa parrocchiale di San Raniero risalente al 1931. Prima del sisma il paese era animato da circa 400 abitanti, mentre dopo il 6 aprile a causa della distruzione e della dispersione, la popolazione si è ridotta a circa la metà.
La cattedrale di San Massimo, e la vicina chiesa di San Raniero, sono oggi niente più che un’isola ecologica e un parcheggio per il Mep (modulo ecclesiastico provvisorio) di Civita di Bagno (L’Aquila). Ma dilungarsi ancora in descrizioni, però, è francamente inutile. La cattedrale di San Massimo versa nell’abbandono più totale. Erbacce, arbusti, immondizie e qualche serpe sono le uniche specie animate e non a renderle il minimo omaggio.
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