Codice ATECO Idraulico: Requisiti e Informazioni Utili

A tutti è capitato un tubo rotto, un rubinetto che perde, o una perdita improvvisa E quante volta invece non siamo riusciti a trovare nessuno che potesse intervenire in tempi brevi. Già perché se da una parte è vero che l’idraulico è un lavoro che non muore mai, dall’altro è vero ce non sono tantissimi i giovani che decidono di intraprendere questa attività lavorativa. E’ una scelta che riguarda, nella maggior parte dei casi, chi ha già un’impresa in famiglia, ma qualche nuovo idraulico intraprendente è ancora possibile trovarlo.

Hai portato a termine i tuoi studi relativi all’idraulica? Hai già fatto il tuo apprendistato e la tua formazione a livello pratico è terminata? Bene, sei pronto ad entrare nel mondo del lavoro in modo autonomo?

Il Codice ATECO per Idraulici

Il codice ATECO è il codice identificativo di ogni attività lavorativa. Nel caso dell'idraulico, individuare il codice ATECO non è così semplice. Partiamo col dire che tutti coloro che installano impianti fanno parte della “classe F” delle costruzioni e che la prima parte del codice è sempre 43 (lavori di costruzione specializzati), seguito dal 22 (installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento.

Le tipologie di codici che possono essere scelti per l’attività idraulica, a seconda del dettaglio dell’attività svolta, sono:

  • 43.22.01 - Installazione di impianti geotermici, che comprende:- installazione, riparazione e manutenzione di impianti geotermici
  • 43.22.05 - Installazione di altri impianti termo-idraulici, che comprende:- installazione, riparazione e manutenzione di:
    • impianti idraulico-sanitari
    • tubazioni per acqua e acque reflue- pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico di edifici- installazione di contatori dell’acqua
  • 43.22.07 - Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria, che comprende:- installazione, riparazione e manutenzione di:
    • sistemi di riscaldamento, ad esempio pompe di calore e collettori solari termici
    • caldaie, torri di raffreddamento
    • impianti e condotti di ventilazione e di condizionamento dell’aria- costruzione o installazione di stufe in muratura- installazione di condotti

Invece, fino al 1° aprile 2025, potevi scegliere tra:

  • 43.22.01 - Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione. Codice ATECO di riferimento per attività di:Installazione in edifici o in altre opere di costruzione di: impianti di riscaldamento (elettrici, a gas e petrolio), caldaie, torri di raffreddamento, collettori di energia solare non elettrici, impianti idraulico-sanitari, impianti e condotte di ventilazione e di condizionamento dell’aria;
  • 43.22.02 - Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione). Codice ATECO di riferimento per le attività di:Raccordi per il gas, distributori di vapore;
  • 43.22.03 - Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione);
  • 43.22.04 - Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.05 - Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione).

(Fonte: sito dell’Istat)

Tutti questi Codici ATECO presentano un coefficiente di redditività dell’86% e il forfettario prevede un limite degli incassi di 85.000 euro l’anno.

Per avere una panoramica completa dei differenti codici ATECO e i relativi coefficienti di redditività ti consigliamo di consultare il nostro articolo dedicato a questo argomento: Regime forfettario coefficiente di redditività.

Regime Fiscale per Idraulici: Forfettario vs. Ordinario

L’idraulico che apre una partita Iva deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. Se si è in possesso di tutti i requisiti (primo fra tutti un ricavo non superiore ai 65mila €), il regime forfettario è sicuramente il più conveniente, come abbiamo già spiegato in altre circostanze (vedi video). In mancanza dei requisiti per il regime forfettario è inevitabile la scelta del regime fiscale ordinario in contabilità semplificata.

In questo caso il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi meno costi. Su questo reddito si applicherà l’IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre il lavoratore sarà soggetto ad Iva.

Regime Forfettario per Idraulici: Dettagli e Vantaggi

Con il Regime Forfettario, dovrai pagare un’unica imposta sostitutiva del 15% sul tuo reddito, a differenza del Regime Ordinario che prevede il pagamento di diverse imposte quali Irpef e addizionali. Inoltre, in alcuni casi l’aliquota di imposta forfettario può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.

Per il calcolo del reddito imponibile, il Regime Forfettario prevede che si applichi ai ricavi ottenuti il coefficiente di redditività dell’86%, quindi in caso di ricavi di 10.000 euro:

  • 8.600 euro saranno soggetti ad imposta e contributi
  • 1.400 euro saranno considerate le tue spese forfettarie per lo svolgimento dell’attività.

Dovrai verificare che tale meccanismo di calcolo delle spese dell’attività non ti penalizzi, ovvero che le spese che sostieni realmente siano più alte.

È importante valutare la convenienza all’applicazione del Regime forfettario, perché tale Regime permette di avere una gestione della propria attività molto più semplice e snella.

Infatti, se adotti il Forfettario:

  • Le tue fatture emesse non sono soggette ad Iva
  • Non dovrai registrare le fatture
  • Non dovrei inviare le Dichiarazioni Iva trimestrali

Questi sono solo alcuni dei vantaggi del Regime forfettario.

Esempio di Calcolo Imposte nel Regime Forfettario

Vediamo un esempio concreto di come si calcolano le imposte e i contributi nel regime forfettario per un idraulico:

Voce Valore
Ricavi 40.000 €
Coefficiente di Redditività 86%
Reddito Imponibile 34.400 € (40.000 x 86%)
Imposta Sostitutiva 15% 5.160 € (34.400 x 15%)
Contributi fissi sul minimale 4.460,64 €
Contributi eccedenti il minimale (34.400 - 18.555 x 24%) = 3.802,80€

In sintesi con ricavi per 40.000 euro, un idraulico in Regime Forfettario avrebbe costi tra imposta (€ 5.160) e contributi (8.263,44) in tutto di € 13.423,44.

Contributi INPS per Idraulici

Come per tutti gli artigiani e commercianti, per gli idraulici è obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 15.953€ (minimale al 2021) pari a circa 960€ per quattro rate annue. E’ possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue.

Questa agevolazione è prevista per tutte le partite Iva artigiani che abbiano scelto il regime forfettario (anche in un secondo momento rispetto all’apertura). La riduzione sarà applicata sia sul minimale che sull’eccedente il minimale. La richiesta dovrà essere compilata e inoltrata online ogni anno entro il 28 febbraio.

Ma attenzione questa riduzione comporta un rischio: se il versamento finale annuale non è pari o superiore al contributo fisso, non sarà più garantita la piena annualità contributiva (ai fini del raggiungimento della pensione).

Requisiti per Aderire al Regime Forfettario

Per poter aderire al Regime forfettario, devi rispettare un unico limite, rappresentato da 85.000 euro di ricavi conseguiti nell’anno precedente, questo limite è lo stesso per tutti i tipi di attività.

Se rispetti questo limite, dovrai controllare di non rientrare nelle cause di esclusione previste nella normativa sul Regime forfettario.

Se rientri in una di queste cause di esclusione non potrai aderire al Regime forfettario anche se i tuoi ricavi risultino inferiori ai 85.000 euro.

Non potrai rientrare nel Regime forfettario:

  • Se usufruisci di regimi speciali ai fini della determinazione dell’IVA o di regimi forfettari per la determinazione del reddito (ad esempio agricoltura, agriturismo, allevamento, ecc.);
  • Se non sei residente in Italia, a meno che tu sia residente in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo e contemporaneamente devi produrre sul territorio italiano un ammontare di ricavi che rappresenti almeno il 75% del totale;
  • Se oltre alla tua attività possiedi partecipazioni in: società di persone, imprese familiari, società a responsabilità limitata, associazioni in partecipazione;
  • Se nell’anno precedente hai percepito reddito da dipendente o assimilato (ad esempio la pensione) superiore a 35.000 euro lordi;
  • Se controlli direttamente o indirettamente una S.r.l. e contemporaneamente fatturi per attività economiche riconducibili;
  • Se nell’anno precedente hai sostenuto spese per collaboratori o dipendenti superiori a 20.000 euro;
  • Se la tua attività consiste prevalentemente o esclusivamente nello scambio di: fabbricati, porzioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • Se hai percepito (o percepisci) redditi da lavoro dipendente o assimilati e contemporaneamente eserciti attività d’impresa prevalentemente nei confronti di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti (o soggetti a questi riconducibili).

Costi Iniziali e Adempimenti Burocratici

Ci sono dei costi da sostenere per poter aprire la partita Iva. Nello specifico non riguardano la richiesta da effettuare all’Agenzia delle Entrate ma l’iscrizione ad altri enti. Per prima cosa è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

Inoltre, per via telematica, dovrà essere compilata e inviata la Comunicazione Unica (o ComUnica): una pratica che riassume le richieste da effettuare a vari enti. Nel dettaglio con un modello unico il lavoratore si interfaccerà con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese, INPS e Inail. Per convalidare l’invio è necessaria la firma digitale (che ha un costo di attivazione).

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