Come realizzare un impianto idraulico per il giardino fai da te
Stanco di dover utilizzare la pompa per irrigare l'orto, la siepe e il prato? Un'alternativa valida è installare un impianto di irrigazione per il giardino, una soluzione che offre numerosi vantaggi. Tra questi, la riduzione degli sprechi d'acqua e la garanzia del giusto fabbisogno idrico per le piante, anche in caso di assenza.
Rivolgersi a un'azienda specializzata nel rifacimento di giardini garantisce il massimo risultato. Tuttavia, seguire la progettazione e la posa in prima persona è un'opzione da considerare per chi ha una buona manualità e dimestichezza con il fai da te.
Come progettare l'irrigazione del giardino
La prima cosa da valutare sono le esigenze del giardino, ovvero le caratteristiche delle piante e le dimensioni del terreno. Se si sono scelte varietà più resistenti, potrebbero essere sufficienti le piogge e qualche innaffiatura sporadica. In caso contrario, è consigliabile un impianto di irrigazione da giardino che permetta di programmare tempi e quantità d'acqua.
A seconda dei casi, l'impianto può essere di due tipi: superficiale o interrato. Dal punto di vista estetico, la seconda tipologia è preferibile perché risulta invisibile e non invasiva. Per quanto riguarda la scelta degli irrigatori, si può optare per quelli statici o dinamici - più adatti per i terreni di grandi dimensioni -, attrezzati con una turbina per ruotare il getto d'acqua.
Volendo optare per l'impianto interrato, il punto di partenza è decidere in quali e quante zone suddividere l'impianto: in questo modo si potrà differenziare l'irrigazione in base alle diverse colture, andando a coprire porzioni più o meno ampie di prato.
Come realizzare l'impianto di irrigazione del giardino
In base al numero di zone cambia anche la scelta della centralina, componente fondamentale dell'impianto che consente di azionare le diverse zone e di programmare il ciclo di irrigazione desiderato. I prodotti disponibili sul mercato si dividono in tre tipologie: programmatori per esterno, per interno e da pozzetto e si caratterizzano, inoltre, per la quantità di settori che riescono a gestire. Nel caso delle centraline modulari si ha in aggiunta la possibilità di espandere il programmatore all'occorrenza.
Il tipo di centralina influenzerà anche la scelta delle elettrovalvole, eventualmente dotate di sistema di flusso per controllare la portata d'acqua. Una volta suddiviso l'impianto in zone, è possibile procedere con lo scavo delle tracce al cui interno andranno interrati i tubi di irrigazione.
Procedi quindi con la posa del tubo e delle derivazioni: per collegare tra loro gli spezzoni si possono utilizzare gli appositi raccordi a compressione con chiusura a ghiera e, inoltre, ricorrere ai raccordi a gomito e tee per gestire le curve e le diramazioni.
A questo punto si possono installare gli irrigatori a scomparsa, utilizzando una presa a staffa o, in alternativa, i raccordi a compressione. Per unire i componenti tra loro si può ricorrere a prolunghe filettate, nipplo, giunti snodati o funny pipe: la scelta dipende dal budget e dal tempo a disposizione. Completa quindi l'impianto con l'installazione delle elettrovalvole, preferibilmente a pozzetto per proteggere i componenti.
La centralina ha la funzione di avviare o interrompere l’irrigazione. Gli irrigatori da giardino a scomparsa vanno scelti in base alle dimensioni del prato: utilizzeremo irrigatori statici per prati di piccoli e medie dimensioni, irrigatori dinamici per prati dove la gittata deve essere superiore ai 5 metri.
Realizzare un impianto a goccia fai da te
Se cerchi un'alternativa low cost per l'irrigazione dell'orto e del giardino, puoi valutare la posa di un impianto a goccia, utile anche per bagnare le piante in terrazzo. Grazie ai kit presenti in commercio, il montaggio risulta molto semplice: una volta stabilita la configurazione, basta unire le tubature e i tubicini collaterali utilizzando le apposite fascette e raccordi.
Grazie ai kit presenti in commercio, il montaggio risulta molto semplice: una volta stabilita la configurazione, basta unire le tubature e i tubicini collaterali utilizzando le apposite fascette e raccordi. È risaputo che prendersi cura delle piante e del prato è un’occupazione che richiede costanza e impegno, e talvolta non riusciamo a dare la giusta attenzione a questi compiti a causa dei ritmi di lavoro e di vita.
Creare un sistema di irrigazione per il proprio giardino è meno complicato di quanto si possa credere. Avremmo bisogno di pochi elementi ma molto specifici, ognuno con la sua precisa funzione. E soprattutto dovremmo adottare un approccio molto schematico ed organizzato, seguendo le varie fasi del progetto in maniera ordinata.
Per prima cosa dovremmo mettere nero su bianco il progetto del nostro impianto d’irrigazione su carta millimetrata, valutando tutto il necessario per eseguirlo a regola d’arte. Posizioniamo, prima di tutto, la centralina dell’impianto e poco distante calcoliamo lo spazio interrato per le elettrovalvole.
Anzitutto si parte con la centralina che guiderà l’intero impianto. Ovviamente cerchiamo un posto vicino alla fonte d’elettricità, e il consiglio è quello di installarla a muro o magari in una apposita scatola come quella che protegge i contatori. A questa dovranno essere connesse, tramite cavo di conduzione elettrica, le elettrovalvole. Le valvole, oltre che alla centralina, dovranno essere collegate, tramite raccordo e tubazioni, alla linea che porta l’acqua alla nostra abitazione.
Solitamente si cerca la tubazione principale in prossimità delle fontanelle da giardino che tutti abbiamo nel cortile di casa. Per aiutarci nel percorso desiderato, utilizzeremo i raccordi a gomito oppure quelli detti a T per eventuali biforcazioni. Giunto a destinazione, manteniamo il tubo qualche centimetro sotto il livello del terreno, perché alla sua estremità andrà installato l’irrigatore da giardino a scomparsa.
Fasi della progettazione
La prima cosa da fare è progettare il proprio impianto. Per far questo occorre avere due dati fondamentali: la conformazione del proprio giardino e i dati tecnici dell'asservimento idrico.
Per il primo bisognerà creare una planimetria con le misure esatte del giardino. Ovviamente l'ideale sarebbe rivolgersi ad un professionista del campo come un geometra o un ingegnere, ma si potrebbe, nei casi più facili, realizzarla in autonomia misurando con una rullina metrica il proprio giardino. Per il secondo bisognerà avere a disposizione i dati tecnici del sistema di pompaggio che asservirà l'impianto (il modello della pompa, la portata in l/min, la pressione di spinta in bar, ecc.).
L'obbiettivo sarà quello di realizzare un impianto a "copertura totale" dove il getto di un irrigatore raggiungerà in punta l'irrigatore successivo, quindi i getti si sovrapporranno tra loro completamente o quasi. Questo permetterà una caduta di acqua identica in ogni zona del giardino ed eviterà che in alcune zone ci siano eccessi d'acqua ed in altre carenza.
Il progetto determinerà i seguenti fattori:
- numero di zone da realizzare e tipologia di elettrovalvole da utilizzare;
- numero e tipologia di irrigatori da installare per ogni zona;
- tipo di centralina o programmatore da scegliere;
Ovviamente l'ideale sarebbe farsi realizzare il progetto da professionisti che, solitamente, rilasciano insieme al progetto la lista materiali da utilizzare.
Scelta dei componenti
Irrigatori
La scelta degli irrigatori verrà determinata in fase di progettazione in base all'asservimento idrico. Sostanzialmente, può essere orientata su due tipologie di irrigatori: statici o dinamici.
In uno stesso impianto potrebbe essere necessario installare entrambe le tipologie di irrigatori a seconda della conformazione delle zone da irrigare, ma non andranno mai installati entrambi sulla stessa zona (o linea) contemporaneamente perchè essi hanno una "precipitazione" molto diversa tra loro. Quindi, per capirci meglio, in un impianto a 3 zone potrebbe esserci una zona con irrigatori statici e 2 con irrigatori dinamici o viceversa, ma mai mescolati insieme sulla stessa zona.
Irrigatori statici
Di irrigatori statici ne esistono da molte misure (altezza) e hanno un getto cosi detto a "fisso" o a "ventaglio" con la testina o l'ugello fisso, cioè che non ruota. Gli ugelli di questi irrigatori andranno scelti in basa all'angolazione e la gittata che dovranno coprire. Esistono inoltre ugelli con angolazione fissa e ugelli con angolazione regolabile.
Questi andranno montati ad una distanza di circa 3 metri l'uno dall'altro e l'angolazione di lavoro dovrà essere regolata semplicemente girando e bloccando la ghiera al grado di angolo desiderato.
Irrigatori dinamici
Anche per gli irrigatori dinamici esistono diverse tipologie e misure a seconda dell'area da coprire. Questa tipologia di irrigatori solitamente si utilizzano per coprire aree più grandi in quanto garantiscono una gittata più lunga. Infatti mediamente questa tipologia di irrigatori parte con un raggio minimo di 4,5 m. La lunghezza della gittata sarà determinata dalla portata e pressione dell'asservimento idrico e dall'ugello che si monterà sull'irrigatore. Rispetto agli irrigatori statici però hanno una "precipitazione" (quindi una portata idrica) inferiore (riferito agli irrigatori comunemente usati su impianti residenziali).
Esempio: Con ugello 0,75 ad una pressione di 1,7 bar andrà montato ad una distanza di circa 4,5 m l'uno dall'altro e l'angolazione di lavoro dovrà essere regolata utilizzando l'apposita vite di regolazione al grado di angolo desiderato.
Elettrovalvole
Anche in questo caso esistono molti modelli in commercio di diversa qualità e con caratteristiche tecniche diverse. In questo articolo faremo esempi ovviamente riferito a quelle idonee ad un impianto residenziale di piccole/medie dimensioni.
Sostanzialmente per le elettrovalvole esistono due tipologie di comandi elettrici: a 24V e 9V (detto bistabile).
Per quelle a 24V bisogna prevedere l'istallazione del programmatore in un luogo riparato dalle intemperie e dall'umidità, e bisogna prevedere il collegamento elettrico tra esso e il pozzetto contenente le elettrovalvole. Il numero dei cavi da passare dipenderà dal numero di elettrovalvole da installare: un cavo comune + un cavo per ogni elettrovalvola da montare (es. Per 3 elettrovalvole bisognerà passare 4 cavi di cui uno sara comune).
Quella a 9V (bistabili) invece viene utilizzata per impianti che dovranno essere comandati da programmatori funzionanti a batteria a 9V che solitamente si posizionano insieme alle elettrovalvole nel pozzetto di istallazione in quanto esse sono a tenuta stagna IP68. La scelta di questi programmatori avviene solitamente in situazioni dove sarebbe difficile o impossibile fare un collegamento elettrico tra postazione del programmatore e pozzetto delle elettrovalvole.
Verrà quindi utilizzata una elettrovalvola per ogni zona prevista (es. 3 zone=3 elettrovalvole) che verranno asservite a monte da un unico tubo portante collegate ad esso con un collettore a più uscite dove andranno installate le elettrovalvole una su ogni uscita.
Le elettrovalvole andranno posizionate in un pozzetto ispezionabile.
Programmatore
Anche per la scelta del programmatore il mercato offre una vasta scelta. Sostanzialmente vanno divisi in due categorie come accennato prima: a 24V e a 9V (bistabili). La scelta del voltaggio sarà fatta in base al tipo di elettrovalvole che si andranno ad installare.
Ovviamente bisognerà scegliere anche il programmatore giusto per il numero delle zone o settori (elettrovalvole) che dovrà comandare . Per il mercato residenziale esistono programmatori che vanno da 1 a 24 zone o settori. Per impianti sportivi o urbanistica si può arrivare a centinaia.
La maggioranza dei programmatori in commercio oggi inoltre sono dotati di predisposizione per sistema di controllo da remoto con connessione Wi-Fi a mezzo moduli appositi venduti come optional. Scelto il programmatore giusto bisognerà collegarlo alle elettrovalvole con un cavo che farà da comune e un cavo per ogni zona o elettrovalvola.
Componenti principali di un impianto di irrigazione per giardino
- La centralina di irrigazione: Regola il flusso dell'acqua, i tempi, la durata, i giorni di programmazione, orari di apertura e chiusura. In commercio ne esistono di tre tipologie fondamentali: da interno, da esterno e da pozzetto.
- Le elettrovalvole di controllo: Servono ad aprire o chiudere un circuito di acqua in una specifica zona. Vanno prima associate alla centralina e possono essere alimentate da corrente diretta da 24V o a Pile da 9V.
- Le tubature di derivazione: Per effettuare i collegamenti tra la centralina, le valvole di zona e gli irrigatori.
- Irrigatori da giardino: statici o dinamici, fissi o pop-up.
- I Raccordi (o Manicotti): Servono a creare una struttura di supporto tra due giunture utile a creare un collegamento ermetico.
Tabella riassuntiva tipologie irrigatori
| Tipologia Irrigatore | Caratteristiche | Ideale per | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|---|
| Statico | Getto fisso a ventaglio, ugello non ruota | Piccole superfici | Economico, flusso d'acqua continuo | Grande consumo di acqua |
| Dinamico | Sistema a turbina, erogazione progressiva | Grandi superfici | Risparmio di acqua | Più costoso |
Consigli utili
- Prima di iniziare il montaggio, accertati di avere sempre acqua a sufficienza per annaffiare il giardino. L'ideale sarebbe avere un pozzo o in alternativa una vasca per la raccolta dell'acqua piovana.
- Misura la pressione dell'acqua in diversi momenti nell'arco delle 24 ore. Può risultare molto utile misura anche la portata dell'acqua.
- L'installazione di un sistema di irrigazione all'interno della serra è fondamentale per garantire una fornitura costante e efficiente di acqua alle piante.
Realizzare un impianto di irrigazione fai da te non è una cosa difficilissima, occorrono solo i giusti strumenti e utensili e qualche consiglio che ti forniremo in questa breve guida. Tantissime infatti sono le soluzioni possibili come ad esempio potresti optare per un impianto interrato, o uno a goccia per orto o anche per vasi e alberi.
Importantissime e spesso sottovalutate sono le dimensioni e la forma dell’appezzamento di terreno che abbiamo intenzione di irrigare. Alcuni tendono a sottovalutare questi aspetti perché credono che siano di secondaria importanza, viceversa calibrare il proprio impianto di irrigazione in base alle dimensioni del lotto è un aspetto da non sottovalutare che determinerà il successo della vostra impresa.
Un altro aspetto di rilevante importanza è senza dubbio il calcolo della portata e pressione che vogliamo attribuire al nostro sistema di irrigazione. Inoltre bisogna tenere presente che gli irrigatori possono lavorare simultaneamente o singolarmente con tempistiche precise. La portata dell’acqua che hai a tua disposizione si misura in maniera molto semplice, prendendo un recipiente dal volume conosciuto e riempendolo d’acqua e simultaneamente controllando il tempo di riempimento.
Quando avremo analizzato e assodato i punti sopra esposti potremo procedere alla progettazione del materiale che ci necessita per la realizzazione fattiva dell’impianto. La centralina ovvero il centro dell’impianto, il motore che dà vita all’intero progetto. Gli irrigatori sono elementi indispensabili in quanto sono gli strumenti dell’irrigazione vera e propria.
La scelta della disposizione degli irrigatori non deve essere casuale, ma essa è vincolata dal lato poi corto dell’area, infatti il raggio di irrigazione non deve superare la lunghezza del lato corto del lotto. Per posizionarli correttamente partiamo da perimetro e in particolare dagli angoli e procedendo verso il centro. Quando andiamo a tracciare il percorso del tubo in polietilene non dovremo creare troppe curve o numerosi strozzamenti, ma cercare il più possibile di tracciare linee rette.
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