Come Verificare l'Impianto Idraulico: Guida Completa
Comprare casa è una delle scelte più importanti nella vita di una persona o di una famiglia. Spesso, l’attenzione si concentra su elementi estetici o strutturali - la posizione, la metratura, i serramenti - ma c’è un aspetto tecnico fondamentale da non sottovalutare: lo stato dell’impianto idraulico. Un impianto obsoleto, mal progettato o inefficiente può trasformarsi in una fonte di spese impreviste, lavori invasivi e disagi.
In questo articolo, ti spieghiamo cosa controllare quando visiti una casa, come valutare l’impianto idraulico esistente e quando conviene rifarlo da zero. Una guida utile per evitare brutte sorprese.
Perché è importante valutare l’impianto idraulico prima di acquistare casa
L’impianto idraulico è il sistema che gestisce l’approvvigionamento e lo scarico dell’acqua in cucina, in bagno, nella lavanderia e - se presenti - in impianti di climatizzazione o riscaldamento. Una sua cattiva progettazione o uno stato di usura avanzata possono generare:
- perdite e infiltrazioni
- scarichi lenti o rumorosi
- scarsa pressione dell’acqua
- consumo eccessivo
- rotture improvvise con conseguenti danni a pareti e pavimenti.
Verificare lo stato dell’impianto prima di comprare casa è quindi una forma di tutela. Ti permette di negoziare il prezzo, pianificare eventuali interventi e evitare spese impreviste a pochi mesi dal trasloco.
Cosa valutare durante le visite o nel preliminare
Durante la visita di una casa che stai valutando per l’acquisto, è utile fare attenzione a questi aspetti:
- Età dell’impianto - Chiedi da quanto tempo è stato realizzato o rifatto. Se ha più di 20-25 anni ed è in ferro zincato o piombo, probabilmente è da rifare completamente.
- Presenza di perdite o segni d’infiltrazione - Controlla muri, angoli, soffitti e dietro i mobili per verificare tracce di umidità o aloni, soprattutto vicino a bagni e cucina.
- Pressione e portata dell’acqua - Apri i rubinetti per verificare se l’acqua scorre con buona pressione. Una pressione troppo bassa può essere sintomo di tubature otturate, vecchie o troppo strette.
- Rumorosità dello scarico - Uno scarico rumoroso o lento può indicare problemi di pendenze sbagliate, tubi ostruiti o sifoni mal progettati.
- Qualità dei materiali visibili - Guarda lo stato dei sanitari, dei rubinetti e degli accessori: spesso è indicativo dello stato generale dell’impianto.
Quando conviene rifare l’impianto idraulico
Rifare l’impianto idraulico non è sempre necessario, ma ci sono situazioni in cui è fortemente consigliato:
- l’impianto ha più di 30 anni
- è in ferro zincato (che tende ad arrugginire internamente)
- hai intenzione di rifare completamente bagno e cucina
- ci sono già segni di perdite o malfunzionamenti
- vuoi installare un impianto di riscaldamento o raffrescamento radiante
- desideri aumentare l’efficienza energetica o ridurre gli sprechi.
In questi casi, intervenire prima del trasloco è la scelta migliore: si evitano disagi, si lavora più velocemente e si ottimizzano i costi.
A chi affidarsi per un sopralluogo o un preventivo
Verificare lo stato dell’impianto idraulico richiede occhio tecnico e competenza. Per questo è importante affidarsi a un’azienda specializzata, che possa effettuare:
- sopralluoghi tecnici prima dell’acquisto
- valutazioni su stato e materiali dell’impianto
- preventivi chiari per un’eventuale ristrutturazione
- supporto anche nei rapporti con il venditore o con il notaio.
Con una valutazione tecnica professionale, puoi decidere con consapevolezza se trattare sul prezzo, pianificare i lavori o scegliere una soluzione abitativa più sicura.
Certificazione impianto idraulico: cos’è e perché è importante
La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.
La certificazione attesta che l’impianto idraulico è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e che soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici. Ciò garantisce un alto livello di sicurezza per gli utenti dell’edificio e previene potenziali problemi legati all’idraulica, come perdite d’acqua, malfunzionamenti o situazioni pericolose.
La certificazione per l’impianto idraulico è la testimonianza tangibile che l’impianto è stato realizzato con professionalità e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. È anche una garanzia di qualità per chi acquista o affitta un immobile, poiché può essere certo che l’impianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.
Quando è richiesta la certificazione dell’impianto idraulico?
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- installazione di un nuovo impianto: ogni volta che viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, è necessaria una certificazione per garantire la conformità alle normative;
- modifiche o ampliamenti: se si apportano modifiche significative a un impianto esistente o se si espande l’impianto, è richiesta una certificazione;
- manutenzione straordinaria: anche gli interventi di manutenzione straordinaria richiedono una certificazione per assicurare che le riparazioni siano effettuate correttamente;
- allacci di nuove utenze: quando si collegano nuove utenze all’impianto idraulico di un edificio, è necessaria una certificazione.
Come ottenere la certificazione impianto idraulico
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali;
- materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione;
- sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge;
- certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.
Rischi e sanzioni per assenza della certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.
I rischi maggiori sono:
- Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose. Questi problemi possono mettere a repentaglio la sicurezza degli occupanti dell’edificio e causare danni alle proprietà circostanti. Un impianto idraulico non certificato potrebbe non essere conforme alle norme di sicurezza, aumentando il pericolo di incidenti.
- Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative. Queste sanzioni possono includere multe significative e la richiesta di mettere l’impianto a norma. I costi associati alla risoluzione di problemi impiantistici possono essere molto elevati, senza contare le multe aggiuntive.
- Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà. I potenziali acquirenti o inquilini potrebbero richiedere tale certificazione come parte dell’accordo, o potrebbero essere riluttanti a procedere senza di essa. Questo potrebbe allungare i tempi di vendita o locazione e influire negativamente sul valore dell’immobile.
- Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici. Questi contenziosi possono essere lunghi, costosi e dannosi per l’immagine di tutte le parti coinvolte. Una certificazione adeguata può prevenire tali dispute fornendo una documentazione chiara dello stato dell’impianto.
- Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme. Ciò potrebbe comportare la responsabilità finanziaria diretta per i proprietari dell’immobile in caso di danni o perdite.
Per evitare sanzioni e problemi di qualsiasi genere, ti consiglio di rivolgerti a professionisti qualificati per la certificazione del tuo impianto idraulico.
Come funziona l’impianto idraulico: schema, componenti e caratteristiche
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio
- scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.
È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.
Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Impianto di scarico: tipologie
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature igieniche dell’impianto idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%.
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%.
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Manutenzione preventiva dell'impianto idraulico
Eseguire la manutenzione preventiva dell'impianto idraulico domestico è fondamentale per evitare danni gravi e costosi nel futuro. Controllare regolarmente tubi, guarnizioni, rubinetti è la chiave per evitare inconvenienti.
È possibile effettuare periodici controlli fai da te all’impianto idraulico che possono aiutare a individuare problemi e a mantenerlo funzionante:
- Pulizia adeguata delle parti a vista: effettuare una pulizia adeguata delle parti a vista dell’impianto come miscelatori e soffioni della doccia evita che sporco e calcare si accumulino causando la proliferazione di germi e batteri.
- Ispeziona gli scarichi: controlla se l’acqua defluisce in modo veloce dagli scarichi del lavandino, della vasca e della doccia. Se scorresse via lentamente, potrebbe esserci un accumulo di capelli, sapone e altri detriti.
La manutenzione preventiva professionale viene eseguita da un idraulico che offrirà un livello di controllo più approfondito e andrà a completare i controlli superficiali fatti da soli. L’idraulico esaminerà l’intero impianto idraulico, comprese le tubature a vista e quelle nascoste, i raccordi, le valvole e i sanitari.
La manutenzione preventiva è un investimento intelligente per assicurarsi di avere un impianto idraulico sempre performante e per scongiurare gravi malfunzionamenti.
Come verificare un impianto idraulico: strumenti e procedure
Verificare un impianto idraulico può essere un compito complesso, ma con i giusti strumenti e conoscenze, è possibile eseguire una valutazione accurata dell’impianto. Quando si verifica un impianto idraulico, è importante considerare diversi fattori. Innanzitutto, è necessario controllare la pressione dell’acqua, che dovrebbe essere sufficiente a sostenere le attività in cui l’impianto viene utilizzato. È inoltre necessario controllare se ci sono perdite d’acqua, che è un segno di difetti nell’impianto.
Per verificare un impianto idraulico, è necessario disporre di alcuni strumenti. Questi strumenti includono un manometro, un termometro, una pompa di prova, una sonda di pressione, un controllore di pressione, una sonda di temperatura e una sonda di flusso.
Per verificare un impianto idraulico, è prima necessario eseguire una diagnosi visiva. Verificare se ci sono possibili perdite, se sono presenti danni alla struttura, se i componenti sono ben montati e se ci sono parti danneggiate che devono essere sostituite. L’ispezione visiva è una procedura importante che consente di rilevare eventuali problemi nell’impianto idraulico. Questo include il controllo dei tubi, delle valvole, dei rubinetti, dei raccordi e di tutti i componenti dell’impianto.
Una volta che l’ispezione visiva è stata completata, è possibile eseguire un test dell’impianto utilizzando un manometro, un termometro, una pompa di prova, una sonda di pressione, un controllore di pressione, una sonda di temperatura e una sonda di flusso.
Perdite all’impianto?
Uno dei primi check up da seguire è quello volto alla ricerca di eventuali perdite dell’impianto idraulico. Le perdite d’acqua nell’impianto idraulico di bordo avvengono di solito nei tanti raccordi di tubi, quindi questi vanno esaminati bene con l’impianto in pressione. Non è facile identificare piccoli gocciolii. Il trucco è avvolgere un pezzo di carta leggera intorno al raccordo e vedere se si bagna, se così non fosse è il caso di esaminare i serbatoi. I raccordi che perdono vanno quindi smontati, puliti e rimontati.
L’ideale sarebbe sostituire anche tutte le fascette stringitubo dell’impianto. Se la perdita rimane, vanno sostituiti i raccordi a compressione usati per tubi rigidi e semirigidi. Nel caso di perdite accidentali delle prese a mare, è bene tenere a portata di mano durante la manutenzione un cuneo di legno del diametro giusto per inserirlo a tappare la falla in caso di necessità.
Altra verifica importante dell’impianto idraulico riguarda il buono stato dei tubi flessibili che lo compongono. Se durante un controllo vi accorgete che ci sono perdite, usura o odori nauseabondi è tempo di intervenire, anche eventualmente con una sostituzione.
Controllo prese a mare
Sull’impianto idraulico un check up da fare prima del varo è infine sullo stato di efficienza delle prese a mare. Cosa controllare? Occorre accertarsi della loro chiusura stagna e di eventuali perdite. Per garantire la loro efficienza e il corretto funzionamento andrebbero pulite e ingrassate in modo da prevenire ogni tipo di ossidazione e ruggine e con l’occasione attentamente ispezionate. Quando la barca è in secco, l’operazione è piuttosto semplice.
Poi è importante verificare la variazione di resistenza della valvola nell’operazione di apertura e chiusura: più dura o più molle. Se questa registra uno scarto importante può essere un allarme di un malfunzionamento. La presa a mare in questo caso va ispezionata a fondo per cercare il motivo del guasto.
Per evitare problemi su questi accessori dalla funzione così delicata è sempre consigliato l’uso di componenti in bronzo, una lega che contiene una bassa percentuale di zinco (attorno al 5%), materiale facilmente soggetto alla corrosione. Un’ultima buona regola da ricordarsi è quella di movimentare spesso le valvole, per evitare che poi si blocchino.
Impianti idraulici moderni
Fino a qualche anno fa un impianto prevedeva un procedimento compresso: l'idraulico dopo aver preso le misure dell'appartamento in oggetto, doveva realizzare con tubi in ferro le condutture, filettarli (creando quindi un aggancio tra i vari pezzi di tubatura, che venivano unite), e infine la messa in opera, con un processo dispendioso sia per la creazione dell'impianto stesso, che nella tempistica: siamo nell'odine della settimana per mettere in opera l'impianto completo di un bagno, ad esempio.
Gli impianti idraulici di oggi utilizzano come materiale delle leghe plastiche termofondibili, che consentono di unire insieme le varie componenti dell'impianto con facilità.
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