Corso Bagni Acqui Terme: Un Viaggio nella Storia del Termalismo
La storia di Acqui Terme è indissolubilmente legata al suo termalismo, fin dall'epoca romana quando la cittadina, conosciuta come Aquae Statiellae, era un importante centro dell'Alto Monferrato.
Le Origini Romane e i Ritrovamenti Archeologici
Molte furono le grandi opere edificate nel periodo romano, tra cui gli impianti termali come la Piazza Bollente e Corso Bagni. Proprio in quest'ultima zona, tra il 1913 ed il 1974, gli archeologi portarono alla luce una serie di manufatti appartenenti ad un grande complesso termale, il cui elemento più importante è rappresentato dalla grande piscina rettangolare (10 x 17 m) del Palazzo Valbusa, alimentata per mezzo di un cunicolo dalla stessa Bollente.
I principali ritrovamenti archeologici, di cui ci rimane qualche informazione più circostanziata, vennero però effettuati nel corso del XIX secolo in occasione di importanti lavori pubblici, realizzati in aree esterne rispetto al perimetro della città romana. Si ricordano, quindi, le numerose tombe rinvenute, in due diversi momenti, nell’area orientale della città lungo quello che era, in età romana, il tracciato della via Aemilia Scauri, riportata alla luce, per ampi tratti, proprio in queste circostanze.
- Nel 1881, in occasione degli sbancamenti per la costruzione del nuovo ospedale.
- Nel 1896, durante i lavori per la linea ferroviaria Acqui-Ovada-Genova.
Nel corso del Novecento i rinvenimenti si sono moltiplicati, a causa dei numerosi e pesanti interventi di scavo compiuti in molti settori del centro urbano. Fortunatamente, accanto a questi episodi, si possono però anche ricordare i molti importanti ritrovamenti compiuti in quegli anni che ci permettono di avere oggi un quadro più generale, seppur ancora incompleto, dell’abitato antico.
Rammentiamo gli ampi settori esplorati della necropoli romana che occupava la fascia sud-orientale della città, le strutture pertinenti a edifici privati romani trovate in corso Roma, via Carducci, via Gramsci e via Cassino, i resti di un grande edificio templare messi in luce in via Galeazzo-corso Cavour, il complesso di strutture scavate in piazza Conciliazione.
La Piscina Romana di Corso Bagni
La grande piscina - i cui resti sono stati individuati presso l’attuale corso Bagni - costituiva un settore importante di un vasto complesso termale risalente all’età imperiale romana. Ritrovata nel 1913 durante la costruzione dei nuovi portici, immediatamente a sud dell’Hotel Nuove Terme, la struttura fu all’epoca esplorata solo parzialmente prima di essere in parte reinterrata ed in parte inglobata nel piano cantinato del palazzo allora in costruzione. La piscina presenta forma rettangolare e dimensioni considerevoli (m 13 x m 6,5).
Ulteriori scavi effettuati negli anni ’70 evidenziarono la presenza di altre notevoli strutture che facevano già presumere una estensione del complesso termale verso nord. La vasca è scavata direttamente nella roccia e chiusa all’intorno da un poderoso muro perimetrale in scaglie di pietra che sorreggeva la copertura.
L’accesso poteva avvenire da ogni lato, poiché l’intero perimetro murario che la delimita presenta tre gradoni, di altezza differente, dai quali si poteva scendere all’interno della vasca; sui lati lunghi essa è costeggiata da un largo corridoio mentre sui lati brevi si trova un passaggio molto più stretto. In origine, l’ambiente doveva essere coperto da una volta rivestita da mosaici in tessere di pasta vitrea colorata (rinvenute in gran quantità nel corso degli scavi) e dotato di ampie finestre protette da vetrate.
La piscina era rifinita con materiali di gran pregio.
L'Acquedotto Romano: Un Simbolo di Acqui Terme
In questo contesto, un posto d'onore è occupato dal simbolo di Acqui Terme: l'acquedotto romano. Tramite una serie di arcate degradanti verso la città, l'opera consentiva alle acque fredde della Valle Erro di mitigare le alte temperature delle acque termali.
Oggi, appena fuori dal centro abitato, si può ammirare l’acquedotto costruito dai Romani nel I secolo a.C., straordinaria opera idraulica che conduceva in città le acque del torrente Erro.
Le Acque Termali: Un Tesoro Geologico
Le acque termali di Acqui Terme sono il prodotto di processi di interazione tra le acque e le rocce entro le quali esse risiedono. Il riscaldamento dell'acqua avviene "per gradiente geotermico". Più ci si addentra nelle viscere della terra e più la temperatura delle rocce aumenta. Il gradiente geotermico medio è di circa 30°C ogni chilometro di profondità.
Il viaggio di risalita di queste acque è solo l'ultima tappa di un'evoluzione ben più lunga e complessa. Le acque termali altro non sono che acque piovane provenienti da rilievi montuosi posizionati a diverse decine di km a sud di Acqui Terme. L'acqua piovana penetra nel suolo e raggiunge la roccia, infiltrandosi nelle migliaia di fratture che si sviluppano sino a raggiungere grandi profondità.
Il lungo viaggio delle acque nelle viscere della terra non ha cancellato questo indizio che è presente nelle normali sorgenti fredde come nelle sorgenti termali. La quota media di ricarica delle acque termali acquesi è compresa tra 1000 e 1200 m. Ciò vale a dire che essere provengono dai rilievi appenninici liguri-piemontesi.
Le Terme Oggi
Oggi è possibile frequentare le terme di Acqui in due zone distinte, sulle sponde opposte del fiume Bormida. Alla destra del Bormida sorgono le Antiche Terme, di origine secentesca, oggi all’interno dello Stabilimento Regina.
La fama di Acqui è dunque legata alla sua fonte, «la Bollente», che sgorga nel centro storico della città ad una temperatura superiore ai 70°C ed ha il tipico odore delle acque sulfuree. Attorno alla sorgente è stata costruita un’edicola ottagonale in marmo, risalente al 1870.
Il complesso termale di Acqui è costituito dagli stabilimenti Antiche Terme e Regina in zona Bagni, e dallo stabilimento Nuove Terme in pieno centro città.
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