Costumi da Bagno Trasparenti: Storia e Modelli di un'Evoluzione Continua

I costumi da bagno sono i grandi protagonisti dell’estate. La macro-tendenza estiva mette al primo posto i costumi da bagno interi.

Le Origini Antiche del Costume da Bagno

La storia del moderno costume da bagno affonda le sue radici in un passato che appare remoto: esiste, infatti, un mosaico romano che risale al III sec. d. C. Questo fatto potrebbe forse togliere un po’ di significato ai decantati cinquant’anni di storia del bikini celebrati nel 1996. Per tutta l’antichità resta poco diffusa la pratica di immergersi in mare. Sono frequenti le abluzioni alle terme o alle stufe, ma senza utilizzo di particolari abbigliamenti.

Il Settecento: L'Inizio della Moda Balneare

Dal 1750 a Parigi si diffonde la moda dei bagni, sia che questi avvengano in laghetti o fiumi, sia che si tratti di benefiche immersioni in mare. E’ in questo periodo infatti che prende il via l’abitudine di spostarsi sulle coste della Normandia o della riviera mediterranea per godere delle salutari proprietà dell’acqua di mare.

Il XIX Secolo: Pudore e Trasformazioni

Con l’arrivo del XIX secolo le donne si immergono in mare e lo fanno avvolte in abbondanti mantelli chiusi al collo. Le bagnanti giungono in spiaggia dentro a cabine fornite di ruote o tende in cui si cambiano d’abito.

La Moda Castigata della Seconda Metà dell'Ottocento

Nella seconda metà dell’Ottocento l’abbigliamento da spiaggia è ancora molto castigato. Brevi esposizioni al sole, per scopi terapeutici, vengono consigliate dai medici solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. I costumi da bagno sono caratterizzati da pantaloni gonfi, al polpaccio, completati da un abito lungo fino al ginocchio, stretto in vita e dalla gonna ampia. Le calzature, sopra alle lunghe calze nere, sono scarpine allacciate, e il capo è protetto da cuffiette.

Evoluzione Verso la Fine del Secolo

Negli anni settanta del XIX secolo gli abiti si accorciano leggermente e le gonne delle sopravvesti si fanno meno ampie. I completi si arricchiscono di nastri e spighette bianche e blu secondo la moda alla marinara, con il collo rettangolare sul dorso. Il tessuto più usato è la flanella.

Infrastrutture e Tendenze Decorative

Nel frattempo le spiagge si attrezzano, le cabine diventano fisse e compaiono le prime poltrone in vimini a nicchia. Verso la fine del secolo compaiono le prime magliette a righe bianche e blu, i decori con oggetti marinari, fino alle decorazioni e ai fronzoli che accompagnano gli ultimi anni dell’Ottocento. Maniche a sbuffo e bustini sotto il costume per mettere in evidenza il vitino sottile, gonnellini a campana, pantaloni più aderenti o alla zuava, il tutto confezionato in sergia (stoffa diagonale) di lana, il tessuto più diffuso, in genere nei colori blu, nero e rosso.

Il XX Secolo: Cambiamenti e Rivoluzioni

La tenuta da bagno non subisce cambiamenti significativi tra il 1900 e il 1920: gli abiti si accorciano leggermente, le calze non vengono più necessariamente indossate e vengono di poco ampliate le scollature. I colori diventano più chiari, compaiono le prime camicie da bagno, simili a camicie da notte bianche. Si diffonde la linea “Impero”, senza tagli in vita.

Nuovi Itinerari e Cura del Corpo

Questo nuovo tipo di villeggiatura, che si affianca alla tradizionale campagna, comporta anche nuove attrezzature da spiaggia e la comparsa dei primi stabilimenti balneari. Rimini, Viareggio e il Lido di Venezia diventano famose in questo periodo. Anche la cura del corpo e la cultura dei bagni di sole e di mare si impone, e le attività sportive all’aperto richiedono abbigliamenti adatti, comodi e pratici. Gli esperti di moda dell’epoca raccomandano fatture che non infagottino la figura, realizzate con tessuti di ottima qualità che non scoloriscano nell’acqua. Da evitare i modelli già pronti, meglio realizzare in casa il vestito da bagno procurandosi buona stoffa, in genere lana blu, nera, bianca o rossa, e gli eventuali decori.

Anni Dieci: Terme e Prime Cuffie da Bagno

Negli anni Dieci, gli itinerari termali vengono preferiti al mare. E’ l’epoca di Salsomaggiore, Fiuggi, Montecatini, Aix-le-Bains. L’abbigliamento è lo stesso sfoggiato al mare. Per il nuoto fanno la loro comparsa le prime cuffie da bagno sportive, simili a quelle attuali. Si diffonde l’uso della maglia per la confezione dei costumi, mentre la cintura scende sui fianchi.

Anni Venti: Semplicità ed Eleganza

Nel corso degli anni Venti molti dei vincoli legati alla moda si sciolgono. I costumi atletici, sul modello della nuotatrice Annette Kellermann (da cui prendono il nome), smanicati e leggermente scollati in tondo sia davanti che sul dorso, sono disponibili in nero o in colori base, spesso con disegni geometrici tipo strisce o moderno design astratto. Con la ritrovata passione per il sole e per il mare le spiagge si coprono di ombrelloni e in mare si prende il largo sui pattìni. Su tutto domina la semplicità, ma accompagnata da una grande eleganza. E’ il pigiama la novità balneare della fine degli anni Venti: larghi pantaloni lunghi e morbidi, portati con bluse senza maniche, cinture a fascia allacciate in vita e giacche.

Anni Trenta: Costumi Mascolinizzati e Pigiama da Spiaggia

Gli anni Trenta propongono costumi mascolinizzati per il nuoto: maglia lunga in tricot a tinte scure a cui vengono abbinati calzoncini allacciati in vita da una cintura. Per la cura del sole invece si prediligono costumi in taffetas o in seta a tinte chiare. Domina il bianco e blu. Si trovano spesso coordinati di giacca e borsa da spiaggia in spugna con decori marinari e si moltiplicano i pigiama in mille varianti e tonalità. La magica cintura consente alle signore veloci toilettes per rinfrescare il trucco anche in mezzo ai flutti.

Anni Quaranta: La Rivoluzione del Bikini

Con gli anni Quaranta si assiste a una moda condizionata dalla guerra e dalla scarsa reperibilità di tessuti di buona qualità. La fantasia cerca di supplire a queste mancanze. La grande rivoluzione arriva nel 1946, ad opera dello stilista svizzero Louis Reard con il lancio del sarto francese Jacques Heim: a Parigi infatti, fa la sua comparsa il bikini. La ridotta mutandina che lascia scoperto l’ombelico, provoca un autentico choc. Intanto si vedono i primi pantaloni alla pescatora, i grandi cappelli di paglia, fusciacche e sciarpe, in una profusione di tessuti a pois, a quadrettini, ornati con spighette o sangallo.

Anni Cinquanta: Veto al Bikini e Ritorno alla Spugna

Gli anni Cinquanta vedono ancora il veto ai succinti costumi due pezzi. Il bikini è ancora bandito e spesso il suo uso in luogo pubblico viene punito dalle forze dell’ordine per oltraggio al pudore. Il costume più diffuso è intero, con gonnellino stretto e aderente. Torna la spugna, in particolare per le giacche-accappatoio. Le formose signore degli anni Cinquanta usano costumi interi fascianti, con scollature a cuore e sostenuti da stecche. L’eleganza storica di posti come Capri e Portofino, impone una moda semplice, ma di grande classe. I sandali sono di paglia o di pelle ma furoreggiano anche le ballerine basse.

Anni Sessanta: L'Esplosione della Lycra e le Fantasie di Pucci

I favolosi Sessanta iniziano senza portare grandi cambiamenti. La nuova moda optical si ripercuote anche nelle fantasie dei costumi. I bikini hanno reggiseni imbottiti e slip allacciati sui fianchi, con ricami, perline, tessuti a uncinetto. Impazzano le fantasie di Emilio Pucci su borse, copricostume e bikini. La novità è la rivoluzionaria Lycra (marchio depositato dalla Du Pont), che garantisce aderenza al corpo e che asciuga velocemente.

Anni Settanta: Hippies, Topless e Stringhe

La moda degli Hippies e dei figli dei fiori influenza gli anni Settanta. Costumi ridotti, reggiseni a triangolo, senza imbottiture o strutture particolari, indossati con sandali dalla zeppa in sughero altissima, e pantaloni a zampa di elefante. Arriva anche in Italia la moda del topless, dapprima suscitando scandalo e denunce poi entrando nelle abitudini comuni delle spiagge italiane. Gli stilisti propongono due pezzi con stringhe, fibbie e nastrini.

Tendenze Attuali: Stupire e Osare

Quest’anno andrà il costume tradizionale arricchito però da accessori “attira sguardo” sexy e intriganti. La parola d’ordine? Quest’anno bisogna stupire. Difficilmente le abitudini delle nostre nonne torneranno di moda: la pelle troppo bianca non piace più.

Evoluzione dei Costumi da Bagno Femminili: Uno Sguardo al Futuro

L’estate è alle porte. Tutti al mare. Ferragosto, finalmente. Via dalle città, via da giacche, cravatte e tailleur. E’ il momento di scoprirsi, di mostrare. Quest’anno la moda da mare prescrive costumi mini per il gentil sesso: bikini vita bassa e “micro” reggiseno o, per chi può permetterselo, tanga sempre più vertiginosi. Qualche variazione sul tema ma praticamente sempre gli stessi slip per gli uomini. Ma non è da tempo materia per il pretore. Un rito che affonda le radici nella storia. E che va di pari passo (qualche volta giocando d’anticipo) con l’evoluzione del comune senso del pudore. La storia del costume (da bagno) è un’interessante metafora dell’evoluzione della nostra società.

Preferenze delle Ragazze Italiane

Le ragazze italiane dicono «no» al topless e ai microcostumi da bagno, riservando le loro preferenze al bikini. È questo il risultato di un sondaggio della rivista mensile «Ragazza moderna», che ha intervistato 500 ragazze su quali siano i costumi preferiti per l’estate 2002. La maggior parte delle intervistate (93 per cento) ha detto di preferire il bikini, mentre solo il 6 per cento dice di indossare il perizoma. Staccatissimo il topless, mentre il tradizionale costume intero non entra nemmeno tra le percentuali rilevate. Secondo il sondaggio, il costume deve essere soprattutto alla moda (52 per cento) e sexy (22 per cento), anche se una discreta percentuale delle intervistate (18 per cento) pensa pure alla praticità. In merito alla foggia del bikini - ovvero del costume preferito - il pezzo di sopra deve essere il classico triangolo (83 per cento); «out» sia il push up, che la fascia o il balconcino.

Accessori e Abbigliamento da Spiaggia Preferiti

Per le ragazze intervistate da “Ragazza Moderna”, l’accessorio a cui una teenager di oggi non può rinunciare è la cavigliera (53 per cento), seguito dal piercing sull’ombelico (28 per cento), dalla collana e dal giropancia (10 per cento per entrambi). Assolutamente irrinunciabili gli occhiali da sole (85 per cento). Soltanto una ridotta percentuale delle ragazze (8 per cento) ritiene indispensabile la bandana o il cappellino. Altro oggetto da portare sempre in spiaggia è uno stick per le labbra (indispensabile per il 90 per cento delle intervistate), mentre altre (12 per cento) portano con sé un mascara waterproof. Pareo (38 per cento), shorts di jeans (30 per cento) o minigonna (24 per cento).

Tabella Riepilogativa dell'Evoluzione del Costume da Bagno

Periodo Caratteristiche Principali
Antichità Abluzioni senza abbigliamenti specifici
1750 Diffusione dei bagni in laghi, fiumi e mare
XIX Secolo Mantelli abbondanti per le donne, cabine con ruote
Seconda metà '800 Abiti lunghi e castigati, pantaloni gonfi
Anni '70 dell'800 Abiti accorciati, decori alla marinara
1900-1920 Abiti accorciati, scollature ampliate, linea "Impero"
Anni '20 Costumi atletici, maglie smanicate, design geometrici
Anni '30 Costumi mascolinizzati per il nuoto, taffetas per il sole
Anni '40 Scarsità di tessuti, nascita del bikini
Anni '50 Bikini bandito, costume intero con gonnellino
Anni '60 Lycra, fantasie di Pucci, bikini con reggiseni imbottiti
Anni '70 Hippies, topless, costumi ridotti con stringhe

tag: #Bagno

Leggi anche: